
Di condizione diversa non si può parlare, visto che se è vero che la Premier League inglese inizierà prima del campionato italiano (e domenica c'è la sfida con lo United per il Community Shield), sabato prossimo a Pechino la Beneamata apre alla grande la sua stagione ufficiale nientemeno che nel derby della finale di Supercoppa col Milan, a far pendere la bilancia dalla parte della banda di Mancini, piuttosto, è il turnover, troppe le assenze in casa Inter perchè il banco di prova sia del tutto veritiero, fatto sta che il Manchester City si mostre per ora fuori portata di un'Inter battuta 3-0 a Dublino nell'atto conclusivo del quadrangolare aperto dal 2-0 al Celtic in dieci contro undici ma caratterizato anche dal ko di Nagatomo.
Per questo Gasperini predica prudenza, inaccettabili altri acciacchi, e spazio a tante seconde linee, restano fuori fra gli altri Samuel, Pazzini e la lieta novella Caistagnos, dentro, nella difesa a tre, con il solo Ranocchia futuro titolare, Chivu e Caldirola, in mezzo gli altri baby Bianchetti e Crisetig con Stankovic e Sneijder, nuovamente a centrocampo, i partner di Eto'o, oggetto dei desideri degli stessi Citizens in un fantasmagorico quanto improbabile scambio con Tevez, sono Alvarez e Pandev.
Inglesi invece quasi al completo, non ci sono ovviamente l'argentino e il connazionale Aguero, appena arrivato dall'Atletico, c'è eccome il grande ex Mario Balotelli, che dopo poco più di un minuto buca difesa nerazzurra e Julio Cesar (al reintro dalal Coppa America, buonissimo il suo di collaudo in vista del Milan), ma partendo in netto offside su taglio di Silva, e pungendo almeno un altro paio di volte nella prima mezzora, in cui l'Inter balla (e incassa un altro gol annullato, molto più dubbio, da Dzeko), reagendo solo con l'unico spunto nel match di Eto'o e un paio di iniziative di Sneijder e Pandev.
Il resto lo fa proprio Julio Cesar, strepitoso al 45' sul solito Supermario, concreto come non mai al cospetto, per la prima volta, contro la sua ex squadra, e infatti a segno, con merito, a pochi secondi dal riposo, di testa, incontrastato, su azione d'angolo.
Ripresa, ti aspetti il riscatto dell'Inter e invece dopo 30" altra amnesia difensiva e voragine in cui si infila Dzeko per il comodo 2-0, girandola di cambi, e l'Inter si sveglia, chances per Caldirola, il migliore dei giovani, poi per un mai domo Stankovic (in almeno due casi decisivo Hart) e infine per Sneijder, Castaignos e Pazzini, dentro nel finale. In pieno recupero il tris (eccessivo per i nerazzurri) di Johnson, preocucparsi forse è troppo, ma Gasperini dovrà rivedere bene il filmato della partita.