INTERNELCUORE TV

Torino-INTER 2-2

lunedì 31 maggio 2010

PALLONATA in FACCIA....A buon intenditor.....


Daje Pradè..cosi se fa..12 agosto del 2008:
" 8 milioni di euro per Milito sono un' esagerazione. La Roma ha forza e potenzialità per cercare giocatori molto più forti. Faccio mercato da anni e ormai so come vanno certe trattative. Quei soldi per un giocatore come Milito sono uno sproposito"

sabato 29 maggio 2010

PALLONATA in FACCIA...29-05-1985 : La coppa dell' ipocrisia !

Lettera di un tifoso juventino....



"29 maggio 1985. Esattamente 25 anni fa. Finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles. Avevo nove anni ed era la prima manifestazione calcistica importante che guardavo in tv. O almeno: la prima che guardavo con cognizione di causa. Avevo vissuto anche la vittoria dei Mondiali dell'82, ma ero troppo piccolo per ricordarmene. Ho soltanto ricordi confusi dei ragazzi di Bearzot. Quella sera, quella maledetta sera invece, mi è rimasta impressa nella memoria e le sensazioni sono talmente vivide ancora oggi che 25 anni non sembrano nemmeno passati. E' una prerogativa degli eventi traumatici: quell'arco di tempo viene stampato indelebilmente nella memoria e ti perseguiterà per sempre. Ricordi perfettamente dov'eri, cosa facevi, e alcuni fotogrammi vivranno per sempre di vita propria nel tuo cervello.




Sono cresciuto con il pallone da calcio nella culla e sono tifoso juventino dalla nascita. Quella sera mio padre non vedeva l'ora di farmi vedere quella grande sfida. Era orgoglioso di poterla vivere insieme a me e io fiero insieme a lui. Mangiammo prima apposta per poterci gustare senza distrazioni la finalissima. Ci mettemmo davanti al televisore, pronti a gustarci lo spettacolo. Un rituale che milioni e milioni di ragazzi hanno fatto coi rispettivi nonni, padri, amici e successivamente coi propri figli. Rituali che vanno avanti da sempre e verranno per sempre tramandati. E' questo il bello dello sport. Ma avrei preferito non ricordare quell'ora di delirio umano. Rimasi basito davanti alla tv. La diretta su Rai 2 cominciò proprio con immagini scioccanti, poi oscurate, ma il commento di Bruno Pizzul m'è rimasto impresso. Era come se stesse commentando un funerale. E di fatto lo era. Ricordo ancora lo zapping di mio padre su Rai 1, dove i telegiornali già stavano facendo vedere le terribili immagini: gente schiacciata contro le recinzioni, caos in campo, ambulanze sul rettangolo di gioco, sangue e gente esanime sdraiata per terra. Ancora oggi ho i brividi. Allora mi sembrava un film dell'orrore: non realizzai le conseguenze di quelle immagini e la gravità di quei fotogrammi. Oggi me li porto nell'anima e li custodisco gelosamente, per non dimenticare.




Quella partita non doveva essere giocata, quella coppa non doveva essere alzata, né festeggiata. Non scopro di certo l'acqua calda nel fare queste dichiarazioni. 'Non sapevamo della strage' dissero negli anni a venire i protagonisti di quella tragica serata. Forse ,vero. I giocatori non furono avvisati, ma l'Uefa sapeva tutto e fece comunque giocare la partita per motivi di ordine pubblico. Sta di fatto che quella partita è stata giocata, ma quella coppa non la sento mia. Non la sento bianconera. Per me quella coppa non è mai stata vinta da nessuno. Non è mai stata assegnata. Un discorso strano di questi tempi. Tempi in cui si fa a cazzotti per accaparrarsi scudetti di cartone vinti sul campo e poi si cerca di revocarli nelle aule di tribunale. Vorrei cancellare quel fotogramma di Platini che fa il giro di campo per festeggiare una coppa sporca di sangue. E anche i protagonisti vorrebbero non aver mai vissuto quei 90 minuti. Sta di fatto che è successo. E' tutto vero. E il dolore dei famigliari delle vittime è ancora vivo, e lo sarà per sempre. Giusto ricordare per non dimenticare e si spera di imparare da quei tragici eventi. Roberto Beccantini, sulle pagine de La Stampa, in questi giorni ha scritto assolute verità: 'Gli inglesi capirono subito la lezione e adeguarono i provvedimenti legislativi all'esigenza di cambiare il modo di vivere 'lo' stadio e 'nello' stadio. Noi no: siamo rimasti prigionieri dell'ipocrisia e del labirinto'. Per quanto mi riguarda quella coppa non è mai stata vinta dalla Juventus. La Signora ne ha vinta una soltanto: quella di Roma ai calci di rigore contro l'Ajax."



E aggiungo io...visto che la Juventus vuole tenere a tutti i costi quella coppa in bacheca ,era un bellissimo gesto inciderci sopra i nomi di chi ha perso la vita in quella tragica notte.
Forse é l'unico modo per dare un senso a questa coppa !



A tutti i parenti e gli amici delle vittime il mio cordoglio.





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giovedì 27 maggio 2010

RIDIAMOCI SOPRA...Clown Berlusconi





"Quest’anno, nonostante i tanti infortuni,
se avessi fatto l’allenatore
avrei vinto lo scudetto con 5-6 punti di distacco".

martedì 25 maggio 2010

A RUOTA LIBERA...Adeus Mister Mourinho !


Ormai é ufficiale Mourinho non é piú l'allenatore dell'Inter !



Ecco cosa si porterà via dall'Italia...



Quell’espressione da attore consumato, quell’enorme – e teatrale – punto di domanda che gli si leggeva sul volto quando faceva finta di non capire, quelle risposte puntuali, immediate, ficcanti, spontanee ma mai banali che regalava anche davanti a domande scomode, che però non lo hanno mai colto di sorpresa. Un modo di comunicare dirompente per chi – come noi – era abituato a conferenze stampa soporifere, inni alla banalità e della ridondanza. Continueremo a sentire “Sapevamo che sarebbe stata dura, loro sono una squadra molto forte, il campionato è lungo e ce la metteremo tutta”.


PROFESSIONISMO ESTREMO: L’attenzione ai particolari, l’estrema dedizione alla causa interista, la cultura del lavoro spinta all’ennesima potenza. La Pinetina non è più stata la stessa dopo il suo arrivo: nuovi uffici, nuovi campi, nuove regole per le interviste, attenzione maniacale ai particolari, alle esigenze dei suoi giocatori, al bene comune della squadra. Uno staff ampio e preparato, in grado di studiare ogni cosa, pregi e difetti degli avversari, problemi e soluzioni per le risorse a disposizione. “Il calcio è fatto di dettagli”, amava sempre rispondere Mou, ma se li curi tutti vinci sempre, aggiungiamo noi. Dovremo riabituarci agli alibi, a quelli che “però gli infortuni…”, o quelli che “è mancato un pizzico di fortuna, che nel calcio serve sempre…”.


Per i giocatori, lui, era semplicemente un papà. Non sempre paziente, non sempre morbido, ma neanche il sergente di ferro che è stato dipinto. L’abbraccio dei suoi ragazzi sul prato di Madrid – finanche quello del ribelle Balotelli - lo ha testimoniato. Gli occhi lucidi di Materazzi prima di entrare in campo, le paroline dolci di Zanetti sussurrate all’orecchio, l’abbraccio della squadra a fine partita, incluso di riserve e figuranti. Nessuno come lui, riesce a farsi amare dai suoi ragazzi, soprattutto dai campioni, da quelli seri, disposti al sacrificio, coscienti dell’opportunità incredibile concessa loro dal destino, di lavorare con un allenatore veramente Special, per il quale oltre alla tattica, c’è di più. Un mondo che non si divide in pettorine o birilli.


Quanto sopra, ovviamente, vale anche per i tifosi. Adulato, adorato, glorificato e seguito come una guida spirituale, il “vate” ha difeso il fortino nerazzurro dall’assalto dei media bianco-rossoneri, dalle istituzioni anti-interiste, dagli attacchi del Palazzo. Ha detto quello che i tifosi avevano il bisogno di sentire, ha fatto da scudo alla squadra, ma anche alla società, ha usato la comunicazione ufficiale e partigiana come megafono, ha scelto quando, come e con chi parlare, sfruttando con intelligenza e sagacia il mezzo, con un tempismo degno del miglior direttore di Marketing al Mondo. Il biglietto assegnato al primo della coda di Via Massaua, con il costo devoluto in beneficienza, è solo l’ultimo colpo di genio della lista. Dal tifoso mercificato, a parte della famiglia: un salto culturale enorme.


Che cosa mi rende special? Prego molto”. Aveva risposto così, con la solita ironia al collega inglese che nell’ultima conferenza stampa alla Pinetina gli aveva chiesto quali fossero i meriti che si riconosceva. “Dovunque vado – ha continuato seriamente – io cerco di creare un ambiente che va tutto dalla stessa parte. Tutti sono importanti, dal cuoco fino ai giocatori, tutti si devono sentire parte del progetto, perché tutti sono protagonisti e fondamentali per la vittoria finale”.


Rimpiangeremo le sostituzioni esagerate, quelle “o la va o la spacca”, Samuel centravanti contro il Siena, le 10 punte di Kiev e chi più ne ha più ne metta. A volte anche eccessive, irrazionali, inutili. Tatticamente, forse, non è Special, ma ogni gesto ha una sua logica, un significato emotivo ed emozionale. Come la formazione di Londra: “Uscite e giocatevela”, era il sottotitolo implicito sotto il ciclostilato consegnato in tribuna stampa allo Stamford Bridge. Sneijder, Eto’o, Milito e Pandev, tutti insieme appassionatamente contro il Chelsea prima, e il Barcellona poi. E se i laterali arretrano, se in Catalogna Eto’o e Pandev fanno i terzini, per l’allenatore non può essere una vergogna, ma deve essere un vanto. “Io gioco dove dice l’allenatore e sono disposto a tutto per il bene della squadra” non come scioglilingua preconfezionato, ma come regola aurea. Riabituiamoci a “Mi adatto, ma non è il mio ruolo” o alle sostituzioni misurate, quelle per cui “L’equilibrio della squadra è più importante” o “Un punto è meglio di niente”. Quelle degli allenatori farmacisti, per intenderci. Quelli che si dimenticano che, a volte, una partita si vince anche con il cuore.


Ha portato spettacolo? No. Ha inventato qualcosa che non avessimo già visto? Neanche. Ha semplicemente applicato alla grande dettami del passato, ad un certo punto ha addirittura copiato il 4-2-fantasia di Leonardo e da allora l’Inter ha semplicemente preso il volo. Solo che lui sulle fasce aveva Eto’o e Snaijder che in fase di non possesso palla facevano i terzini, mentre Ronie e Pato stavano su a prendere il sole. E’ questa la differenza. “Il Barça ha fatto il record di possesso palla – ha risposto in conferenza stampa dopo la gara del Camp Nou – ma noi la palla non la volevamo, gliel’abbiamo regalata. Abbiamo detto loro: “Eccola, portatevela anche a casa se volete”. Il Barcellona pressava alto, se l’avessimo persa troppo bassi, prima o poi ci avrebbero punito, così la buttavamo lontano e li costringevamo a ricominciare da capo. E continuavano a sbattere contro un muro…”. Quando parlavamo di attenzione ai particolari…


TEATRINI PORTOGHESI: Mancheranno a noi giornalisti – ma forse anche a tutti i tifosi – i botta e risposta pre e post-partita. Le “coppe di Toscana”, i “calamari di Juve-Lazio”, gli “Zeru Tituli”, il “neurone di Balotelli” e l’“Io non sono pirla”. Un po’ di sale, quell’ironia tutta mourinhana che insaporiva la vigilia. Duelli rusticani che, a volte, trascendevano – e questa era forse l’unica pecca – ma che se non altro toglievano una patina di ipocrisia al nostro calcio, un mondo in cui davanti ai microfoni so’ tutti fratelli, ma dietro girano tutti con le mutande di ghisa.


STILE VINCENTE – “L’Inter vincerà anche senza di me”, aveva detto prima della finale di Madrid, cercando già di rincuorare i tifosi nerazzurri. Intanto, lascia al suo successore un’eredità pesantissima, un’impresa ardua, quasi impossibile. E’ vero, ha creato tutte le condizioni perché la squadra possa continuare a farlo – e con lui ancora in panchina non ne avremmo avuto il minimo dubbio – ma in pochi (forse nessuno) hanno la sua personalità, la sua determinazione, il suo killer instict. Devono averlo capito anche molti giocatori dell’Inter che quella di Madrid era l’occasione della vita, anche per questo hanno dato tutto per sfruttarla. Ovviamente speriamo di sbagliarci, ma la sensazione è che con lui se ne vada anche lo spirito vincente, quella bramosia del successo che lo guida, quell’eterna ambizione che, oggi, gli sta facendo dire addio alla sua casa. Al suo successore il compito di smentirci.


PRURITI DI POTERE: “Doveva venire un portoghese a parlare male del nostro calcio e del nostro paese?”, il classico commento ascoltato in questi 24 mesi ogni qual volta Mourinho facesse una considerazione – spesso calzante – sulle nostre abitudini. Probabilmente sì, visto che da soli non ne siamo capaci o non ne abbiamo il coraggio. Spesso enfatizzate, spesso esagerate e interessate, le sue critiche si scagliavano contro un atteggiamento pruriginoso, gelatinoso, mai trasparente fino in fondo, un modo tutto italiano di gestire i rapporti, fatto di raccomandazioni, di abuso di potere, di appoggi importanti, di amici potenti. In Portogallo è diverso? Boh, forse no, ma cosa cambia? L’Italia è così, il calcio italiano è questo, negarlo perché ce lo racconta uno straniero è atto di superbia che sconfina nel razzismo. Ce lo ha detto uno che è abbastanza obiettivo per vederlo, che non è cresciuto in questa cultura della scorciatoia – o della prostituzione intellettuale se volete - e per questo non ne è intriso.
Entao...
Adeus rapaz,continuação de boa sorte
( excepto contra o Inter !!! )

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sabato 22 maggio 2010

CHAMPION LEAGUE 2009/10 Bayern M.- INTER 0 - 2 !!!!!!!!!!

0 - 2
35' MILITO
60' MILITO

Bayern Monaco: 22 Butt; 21 Lahm, 5 Van Buyten, 6 Demichelis, 28 Badstuber; 10 Robben, 17 Van Bommel, 31 Schweinsteiger, 8 Altintop; 25 Muller; 11 Olic
A disposizione: 1 Rensing, 13 Goerlitz, 26 Contento, 23 Pranjic, 18 Klose,
44 Tymoshchuk, 33 Gomez
Allenatore: Louis Van Gaal


Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu; 4 Zanetti, 19 Cambiasso; 27 Pandev, 10 Sneijder, 9 Eto'o; 22 Milito
A disposizione:
1 Toldo, 23 Materazzi, 2 Cordoba, 5 Stankovic, 11 Muntari,
17 Mariga, 45 Balotelli
Allenatore: José Mourinho
Storica Inter, è Grande Slam.Dopo la Coppa Italia e il campionato, la squadra di Mourinho vince anche la Champions, 2-0 al Bayern Monaco con doppietta di Milito.Parte tesa e guardinga la squadra di Mourinho che sente, e non potrebbe essere altrimenti, l'evento: formalmente il 4-2-3-1 dovrebbe essere offensivo ma l'assenza di Thiago Motta, squalificato per l'espulsione rimediata nella semifinale di ritorno contro il Barcellona, si fa sentire, soprattutto in fase di impostazione della manovra. I tedeschi, con un fraseggio elementare ma efficace gestiscono il possesso del pallone ma non riescono a sfondare, con Robben contenuto, un po' con le buone e un po' con le cattive. Van Gaal si lamenta per un tocco di mano di Maicon sugli sviluppi di un corner, ma Webb, direttore di gara inglese, lascia proseguire. L'Inter sembra soffrire ma dopo una mezz'ora passata quasi interamente a difendersi nella propria metà campo sblocca il risultato alla prima vera occasione: Julio Cesar rilancia sulla testa di Milito, sponda per Sneijder che manda in porta il Principe, bravissimo nel piazzarla sotto la traversa vanificando l'uscita di Butt. Il gol ha l'effetto di un macigno sui tedeschi che prima dell'intervallo rischiano di subire anche il raddoppio, sempre sull'asse Sneijder-Milito: l'argentino stavolta veste i panni del rifinitore, il suo passaggio di ritorno in area è un filo troppo corto e l'olandese, solo al limite dell'area, non riesce a chiudere in maniera efficace.La partita riprende dopo il canonico quarto d'ora di riposo senza alcun cambio per i due tecnici, tra i protagonisti più attesi, ma dopo pochi secondi Muller ha sui piedi la palla giusta ma praticamente dalla stessa posizione da cui Milito ha firmato l'1-0 esalta in scivolata i riflessi di Julio Cesar che si salva con i piedi, evitando un pareggio che potrebbe cambiare la partita. Dall'altra parte, Butt nega la gioia del gol a Pandev che tenta una sorta di pallonetto da posizione defilata. Forte del vantaggio, Mou non cambia certo tattica, chiedendo ai suoi uomini di contenere sulle fasce le accelerazioni di Robben e Altintop. Proprio il turco non sorprende Julio Cesar che si tuffa sul primo palo e lascia sfilare la palla sul fondo. L'assenza di un centravanti di peso alla lunga nel Bayern si fa sentire e a mezz'ora dal termine, forse anche un po' in ritardo, Van Gaal getta nella mischia Klose, poco prima che Muller strozzi un pallone d'oro dal limite permettendo a Cambiasso di respingere di testa dal limite dell'area piccola. Robben prova allora a fare tutto da solo ma il suo destro a giro che già ha condannato all'eliminazione la Fiorentina viene smanacciato in angolo da Julio Cesar, lasciatosi alle spalle una stagione con qualche errore di troppo. Il Bayern però sta creando davvero troppi pericoli alla porta nerazzurra e Mourinho si gioca la carta Stankovic, spostando Zanetti a sinistra al posto di Chivu, sulle tracce di Robben. Il cambio in qualche modo si rivela azzeccato visto che dopo un minuto arriva il 2-0 che chiude i conti: Milito ed Eto'o si trovano due contro tre in contropiede, il Principe finta il passaggio per il camerunense, dribbla Van Buyten con un fantastico movimento e supera ancora Butt sul secondo palo. Van Gaal, disperato, inserisce anche Gomez per un abulico Olic, per un quarto d'ora finale in cui però succede davvero poco. Mourinho al novantesimo concede una meritatissima standing ovation a Milito e qualche minuto a Marco Materazzi, uno dei simboli di questo storico ciclo nerazzurro, che può così festeggiare in campo la conquista di un trofeo che mancava da 45 anni.

mercoledì 19 maggio 2010

PALLONATA in FACCIA...Sassolini.....



“Dedicato” a tutti quelli che fin dal primo giorno hanno sempre attaccato Mourinho definendolo un mediocre, insultandolo spesso e volentieri ,non perdendo una unica occasione per criticarlo e adesso salgono con con lui sul carro dei vincitori.


“Dedicato” a Zlatan Ibrahimović : Ha lasciato Milano e l’Inter in cerca di fama convintissimo che a Barcellona avrebbe potuto vincere la Champion League e il pallone d’oro da lui tanto desiderato.Ironia della sorte si é visto frantumare tutti i suoi sogni proprio da quella “squadraccia” che secondo lui non avrebbe vinto mai niente.


“Dedicato” a tutti i rosiconi che hanno passato l’anno e continuano ancora adesso a inventare scuse pur di non dare i dovuti meriti alla fantastica stagione nerazzurra.


“Dedicato” ai ruBentini che dopo aver totalizzato 12 punti nelle prime 4 partite hanno iniziato a fare proclami (rassicurati anche da Lippi che li pronosticava campioni di Italia)per poi finire il campionato a “soli” 27 punti dalla CAPOLISTA !!!


"Dedicato" a tutti i gufi di turno , tifosi avversari e soprattutto giocatori ( Borriello e Antonini gli ultimi della lunga lista....!!!!) che io ringrazio...perché PIÚ GUFATE....PIÚ VINCIAMO !


“Dedicato” a Pique ( Desidero che i giocatori dell’Inter odino la loro professione per novanta minuti ) che non potendo sollevare l’ambita Coppa tenta consolarsi sollevando il trofeo di Ibra.


“Dedicato” a Gianluca Savoini : "La squadra campione d'Italia viene regolarmente ridimensionata in Europa e quindi onestà intellettuale dovrebbe far dire che poi tutta questa grande squadra non è.Trattasi di una buona squadra, che gioca male, che ha alcuni grandi giocatori ma nessun vero fuoriclasse (l'unico che avevano ora gioca in Catalogna), che non ha assolutamente la mentalità da grande d'Europa”
Non é difficile indovinare a che squdra tifa...


“Dedicato” a Rocchi,Rizzoli,Saccani e Tagliavento senza bisogno di spiegare il perché !


E infine una DEDICA SPECIALE a Prisco e Facchetti che staranno di sicuro festeggiando anche lassú... al nostro Presidente che con il suo amore per i nostri colori ci sta facendo sognare,a Mourinho l’artefice di questa grande annata che é riuscito finalmente a dare alla squadra una mentalitá vincente e a tutti i giocatori che hanno sempre dato il massimo per la la causa neroazzurra.
Non so come finirá sabato prossimo ,ma comunque vada vi ringrazio fin da ora per questa fantastica stagione che mi avete fatto vivere ,sperando che a Madrid sia ancora una volta FIESTA GRANDE !

martedì 18 maggio 2010

A RUOTA LIBERA..."Tormentinho" Mourinho


Ormai noi Interisti siamo abituati : dopo il lunghissimo tormentone di Ibra dell’anno scorso anche quest’anno abbiamo il nostro “tormentinho”... di Mourinho.

Lo chiamo cosí non perché il Mou vale meno dello svedese,anzi i fatti dimostrano proprio il contrario,ma solo ed esclusivamente perché questa volta sapremo cosa accadrá nel giro di pochi giorni al contrario di quanto verificatosi l’anno passato .


Eraclito avrebbe commentato: “Mou ? …tutto scorre….”mentre Shakespeare si sarebbe limitato a un laconico “Resta o non resta ?...questo il problema !”


Tutti ormai lo danno lontano da Milano e sicuramente anche le sue parole di oggi in conferenza stampa fanno presagire che questa sia l’ipotesi piú probabile.


Io invece voglio andare contro corrente e dico :
MOURINHO RESTA !

Si avete letto bene !!!....Per me lo Special One resta ma solo e in un unico caso ,solo se l’Inter vincerá la Champion.

Ma perché mi dici ció ? direte voi


Semplice...lui é troppo goloso e affamato di successi ,quelle vittorie che oltre ad arrichhirgli ulteriormente il portafoglio arricchiscono soprattutto il suo ego.


E il suo albo d’oro dice:
Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale...
...ZERU TITULI !


Giá nel 2004 quando aveva lasciato il Porto e quindi la possibilitá di poter vincere queste due competizioni aveva dichiarato che una cosa del genere non sarebbe mai piú accaduta visto come é difficile vincere la Champion.

E se si ricorda di queste parole...e soprattutto se é vero quello che disse nella sua prima conferenza stampa ( ma io non sono pirla ! ) tutto mi fa pensare che anche l’anno prossimo e per l’ultimo anno dovremo “ancora sopportare “Mourinho come l’allenatore dell’Inter !


UFFA CHE BARBA, .UFFA CHE NOIA....!!!!
;-))))

domenica 16 maggio 2010

Campionato 2009/10 : 38ª Giornata...Siena - INTER...LE PAGELLE


12 Julio Cesar 7 – Salva la nostra porta con una super parata.Per il resto controlla bene la sua area eccetto in una unica occasione dove calcola male la traettoria del pallone. Ma neanche il giocatore senese sa se quello voleva essere o un cross o un tiro in porta !
13 Maicon 6 – Non sfodera una grande prestazione quest’oggi anche se cuore e voglia non mancano mai.
23 Materazzi 6 – A volte si trova un po fuori posizione ma se la cava sempre a sua maniera: forza e potenza al servizio della squadra.
25 Samuel 6.5 – Sempre attento in difesa e sfiora in piú di una occasione la rete approfittanto della sua stazza su angoli e punizioni.
4 Zanetti 7 – Perde piú palloni del solito ...ma é sempre tutto cuore e grinta sia sulla fascia che a centrocampo.Moratti come regalo del suo compleanno aveva chiesto un gol del capitano: non lo ha accontentato ma la sua accelerazione con passagio finale a Milito vale per lo meno tanto come il gol !
8 Thiago Motta 6 – Con uno Sneijder oggi impacciato e spesso fuori dal gioco ,non ha trovato punti di riferimento in attacco e ha faticato parecchio a dare ritmo e gioco alla squadra.
19 Cambiasso 7.5 – La solita diga a centrocampo e quando puó sempre pericoloso in attacco.
45 Balotelli 8 – 60 minuti da favola...peccato solo che non ha trovato il gol.
10 Sneijder 5 – La paura di un nuovo infortunio e la precaria condizione fisica lo hanno condizionato.Spesso assente dal gioco si é limitato a passaggi facili a centrocampo ed a essere il solito portafortuna.
9 Eto'o 7 – Meno vistoso in fase di rifinitura ha svolto un gran lavoro in tutte le zone del campo:attacco,centrocampo e difesa quando serviva.
22 Milito 8 – Solo per il gol che vale una stagione merita questo voto.Buona prova del principe che é stato sempre pericoloso e a volte un po troppo precipitoso nelle conclusioni.Ma si capisce...oggi non era un giorno per stare calmi..e le lacrime a fine partita hanno ben testimoniato le difficoltá incontrate oggi dall’argentino.
5 Stankovic 6 – Entra al posto di Balotelli per dare soliditá a centrocampo.L’inter stava vincendo 1-0 e non c’era la necessitá di stare in campo con 4 punte.
26 Chivu 6 – Controlla bene la fascia senza molti patemi d’animo.L’unica volta che é superato dall’avversario non ci pensa 2 volte a fare una entrataccia da cartellino giallo per il bene della squadra !
27 Pandev – 6.5 – Il suo ingresso in campo manda in crisi la difesa bianconera che per una decina di minuti deve arginare 4 attaccanti.
José Mourinho 8 – Tiene tranquilli i giocatori e li incita per tutta la partita rassicurandoli che giocando in quel modo la vittoria non potrá scappare...e ancora una volta ci azzecca !

Campionato 2009/10 : 38ª Giornata...Siena - INTER 0-1

0 - 1
56' Milito
CAMPIONI DI ITALIA 2009/10 !!!!!!!




Siena: 85 Curci; 87 Rosi, 6 Terzi, 29 Cribari, 3 Del Grosso; 10 Codrea; 18 Ghezzal, 8 Vergassola, 12 Ekdal, 24 Jajalo; 32 Maccarone.A disposizione: 89 Ivanov, 7 Reginaldo, 9 Malagò, 11 Calaiò, 15 Brandao, 22 Tziolis, 23 Jarolim.Allenatore: Alberto Malesani

Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 23 Materazzi, 25 Samuel, 4 Zanetti; 8 Thiago Motta, 19 Cambiasso; 45 Balotelli, 10 Sneijder, 9 Eto'o; 22 Milito.
A disposizione:
1 Toldo, 5 Stankovic, 6 Lucio, 11 Muntari, 17 Mariga,
26 Chivu, 27 Pandev.
Allenatore: José Mourinho

L'Inter vince 1-0 a Siena e stappa lo champagne. Diego Milito mette la sua firma sullo scudetto n.18 della storia nerazzurra. L'argentino spegne i sogni della Roma al 12' della ripresa, risolvendo alla sua maniera una partita complicata e ricacciando i giallorossi, virtualmente campioni per 17 minuti, al secondo posto in classifica. L'Inter chiude il campionato a quota 82, la Roma a 80. Nel giorno del 65° compleanno di Massimo Moratti, insieme al presidente festeggia anche Josè Mourinho: secondo scudetto con l'Inter e doppietta coppa Italia-campionato. Al tecnico portoghese manca ancora una finale, la più importante contro il Bayern Monaco al Bernabeu il 22 maggio, poi si parlerà anche del suo futuro. Il Siena già retrocesso si rivela un ottimo alleato della Roma soprattutto nel primo tempo. I toscani sprecano subito un'ottima chance per il vantaggio, ma poi sono bravi a resistere al forcing dell'Inter e arrivano al riposo sullo 0-0. I nerazzurri rischiano grosso al 6', quando lo svedese Ekdal, servito in area da Codrea, ignora Materazzi a terra e va alla conclusione: esterno destro da dimenticare e palla sul fondo. L'Inter prova a scrollarsi di dosso la tensione e mette alle corde il Siena. Le occasioni fioccano. Balotelli, preferito a Pandev, è il primo a provarci al 13' con un destro al volo che termina a fil di palo. Un minuto dopo Milito scatta sul filo del fuorigioco, supera Curci in uscita con un tocco di destro ma anche stavolta la sfera esce di un soffio. Balotelli e Milito duettano bene anche al 22', ma sulla sponda di 'Supermariò l'argentino colpisce di testa centrale e Curci para. L'ex romanista è provvidenziale sul colpo di testa alla mezz'ora di Samuel: l'argentino stacca bene sul solito corner di Sneijder ma il portiere, ex romanista, salva sulla linea di porta. Curci è battuto al 38' dalla splendida rovesciata di Balotelli: stavolta, però, è la traversa ad opporsi all'attaccante nerazzurro. E quando al 39' la Roma passa in vantaggio a Siena, la spinta dell'Inter diventa frenesia. In avvio di ripresa il Siena reclama il rigore per un tocco con il braccio di Thiago Motta sul cross di Rosi. Al 53' Curci compie un altro miracolo volando a deviare in corner un destro dal limite di Milito. Mourinho getta nella mischia anche Pandev, che rivela Thiago Motta. E l'Inter al 57' trova il gol-scudetto con Milito. L'argentino, servito in profondità da Zanetti, beffa Curci con un tocco d'esterno: 1-0. L'Inter sfiora il raddoppio alla mezz'ora con un destro di Stankovic, subentrato a Balotelli, che accarezza la traversa. Al 76' l'arbitro Tagliavento annulla un gol a Pandev per fuorigioco. Nel finale, ultimi due brividi per l'Inter: un tiro-cross di Rosi all'86' che per poco non inganna Julio Cesar, poi una pericolosa parata in due tempi del brasiliano allo scadere. Nel recupero, la squadra di Mourinho congela il pallone. Poi è festa grande.

lunedì 10 maggio 2010

Pallonata in FACCIA :La ruBentus chiedela revoca dello scudetto 2006

La ruBentus ha deciso di chiedere alla istituzioni federali la revoca dello scudetto del 2006, assegnato poi a tavolino all'Inter. Lo rende noto la stessa società bianconera, comunicando di aver presentato un esposto al Coni, la cui premessa è: «Il movimento sportivo si basi e si fondi sulla lealtà tra e nei confronti di affiliati, nonchè parità ed equità di trattamento». L'esposto è stato ratificato dal Cda bianconero svoltosi questa mattina a Torino.



CONSIDERAZIONI :

1- Spero che

Moratti chieda la revoca del 1961..67..98... 2oo2

la roma 1981

la fiorentina 1982

Torino 77

ahahahahaha ecc ecc


2- É UN COMUNICATO VERGOGNOSO UN AMMISSIONE DI COLPEVOLEZZA.

PERCHÉ LA JUVE CHIEDE LA REVOCA E NON LA RESTITUZIONE ????




domenica 9 maggio 2010

Campionato 2009/10 : 37ª Giornata...INTER-Chievo 4-3

4 - 3
13' Motta (a)
14' Mantovani (a)
34' Cambiasso
39' Milito
52' Balotelli
60' Granoche
74' Pellissier



Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 23 Materazzi, 25 Samuel, 4 Zanetti; 5 Stankovic, 19 Cambiasso, 8 Thiago Motta; 45 Balotelli, 22 Milito, 9 Eto'o.
A disposizione:
1 Toldo, 7 Quaresma, 17 Mariga, 11 Muntari, 26 Chivu,
27 Pandev, 89 Arnautovic.
Allenatore: José Mourinho



Chievo Verona: 28 Sorrentino; 20 Sardo, 21 Frey, 3 Scardina, 4 Mantovani, 17 Jokic; 10 Luciano, 16 Rigoni, 7 Marcolini; 31 Pellissier, 11 Granoche.
A disposizione: 18 Squizzi, 9 Bentivoglio, 15 Iori, 19 Ariatti, 22 Abbruscato,
27 Moro, 83 De Paula.
Allenatore: Domenico Di Carlo
L'inter ha voglia di sbrigare subito la pratica Chievo e si vede. Nerazzurri macinano gioco e chiudono i clivensi nella propria metà campo. La formazione di Di Carlo però passa in vantaggio grazie ad un'autorete di Motta che beffa Julio Cesar. Pronti via, neanche il tempo di annotare il vantaggio che Mantovani restituisce il favore ai nerazzurri deviando nella propria rete un tiro di Samuel Eto'o.Inter che non si ferma e continua a tenere il Chievo alle corde, ci prova un paio di volte Stankovic a battere un Sorrentino sempre attento che però deve capitolare sul diagonale vincente di Cambiasso che raccoglie una cross preciso di Maicon dalla destra. La ciliegina sulla torna però spetta al Principe Nerazzurro Diego Alberto Milito. Sua la rete che fissa il risultato sul 3 a 1, uno splendido pallonetto da fuori area che uccella Sorrentino.La ripresa si apre con il ritorno al gol di Mario Balotelli al Meazza. Il numero 45 nerazzurro segna e corre verso i tifosi della nord per festeggiare, finalmente, anche la pace ritrovata con la tifoseria nerazzurra. Marcolini firma il 4 a 2 con un tiro dalla distanza. Proprio sulla rete del vantaggio del Cagliari l'inter si imbambola e Pallissier la risveglia portando il Chievo sul 4-3.Tre minuti di recupero, ora TESTA A SIENA

giovedì 6 maggio 2010

Coppa Italia 2009-10 Roma - INTER...LE PAGELLE


12 Julio Cesar 7 –Una sola leggera sbavatura su una punizione insidiosa .Per il resto la solita esibizione sicura.
13 Maicon 7 – Controlla bene la sua fascia rendendosi spesso pericoloso con le sue incursioni.
2 Cordoba 7 – Buona prestazione di un giocatore che all’occorenza si fa sempre trovare pronto.
23 Materazzi 7 – Sostituisce Lucio e lo fa bene dando molta soliditá e esperienza alla difesa neroazzurra.
26 Chivu 6.5 – Copre bene la fascia.Lo si nota piú in fase difensiva che in quella offensiva.
4 Zanetti 9 – Grande Capitano ancora una volta.Sbroglia situazioni difficili con estrema facilitá e corre come un ragazzino di 18 anni.
19 Cambiasso 8 – Non si é visto tantissimo nella partita ma si é sentito eccome il suo peso in campo e il suo senso tattico.
8 Thiago Motta 8 – Senza Sneijder e Stankovic prende finalmente in mano il centrocampo dando ordine e ritmo alla squadra.
10 Sneijder SV – Entrato in condizioni precarie la sua prova é durata solo 6 minuti a causa di una entrata assassina di Burdisso che non é stato nemmeno ammonito nella circostanza !
22 Milito 8 - ooohhhh siiiii !Ancora una volta match-winner !Si sacrifica molto per la squadra come al solito ritornando spesso a centrocampo.
9 Eto'o 8.5 – Copre la posizione di Sneijder e corre come non mai.Sempre molto pericoloso fa letteralmente impazzire la difesa giallorossa con i suoi continui e repentini spostamenti. 11 Muntari SV
25 Samuel 7 – Entra al posto di Cordoba infortunato e offfre la solita prova positiva.Molto solido e efficace in difesa.
45 Balotelli 8.5 – Giocate di alta classe fanno innervosire gli avversari che continuano a maltrattarlo per tutta la partita.José Mourinho 10 – O si ama o si odia...e noi lo amiamo

mercoledì 5 maggio 2010

Coppa Italia 2009-10 Roma - INTER 0-1

0 - 1
40' Milito



Roma: 27 Julio Sergio; 29 Burdisso, 5 Mexes, 4 Juan, 17 Riise; 16 De Rossi, 7 Pizarro, 20 Perrotta; 11 Taddei, 30 Toni, 9 Vucinic.
A disposizione: 1 Lobont, 10 Totti, 13 M.Motta, 19 Julio Baptista, 22 Tonetto,
33 Brighi, 94 Menez.
Allenatore: Claudio Ranieri.



Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 26 Chivu; 4 Zanetti,
19 Cambiasso, 8 Thiago Motta; 10 Sneijder; 22 Milito, 9 Eto'o.
A disposizione:
1 Toldo, 5 Stankovic, 11 Muntari, 17 Mariga, 25 Samuel,
27 Pandev, 45 Balotelli.
Allenatore: José Mourinho



Mi vengono in mente le parole del sig. Ranieri dopo la partita Inter-Roma : " i giocatori dell'Inter ci hanno picchiato !"

Mi vengono in mente le partite terminate in 9 con Milan e Sampdoria e molti altri momenti in cui al minimo contatto i nostri giocatori venivano subito ammoniti.

Poi faccio scorrere nella mia testa le immagini di questa finale e vedo i ripetuti falli di Burdisso,di Perrotta, di Mexes,di Totti....e i 4 falli di Taddei in 5 minuti ( penso sia da record del mondo ,non essere riuscito a farsi ammonire !!! ) passati quasi inosservati per mancanza di palle dell'arbitro !


Ma va bene cosí ! La coppa ce la portiamo lo stesso a casa NOI ! Una rete di Milito basta ai nerazzurri per vincere .


Mourinho recupera all'ultimo minuto Sneijder e lo butta subito in campo ma la partita dell'olandese dura solo sei minuti: toccato duro da Burdisso sulla coscia infortunata, l'ex trequartista del Real lascia subito il posto a Balotelli. Questo imprevisto non complica però più di tanto i piani dell'Inter che gestisce i ritmi del match (bassi) e crea una buona occasione con Milito che si vede annullare un gol per un fuorigioco millimetrico. Mourinho, adombrato per l'esecuzione dell'inno della Roma all'inizio di un match ufficialmente in campo neutro, cerca di andare a rivedere il tutto in un monitor ma viene fermato. La tensione, frutto anche di quanto successo proprio all'Olimpico non più tardi di tre giorni fa nel match tra Lazio e Inter, è palpabile, i giocatori in campo non tirano certo indietro la gamba e dopo i cartellini gialli rimediati da Materazzi e Perrotta anche Cordoba, per un problema muscolare, è costretto ad alzare bandiera bianca. Prima dell'intervallo però Milito sfrutta un assist di Thiago Motta per firmare l'1-0 con un bel destro sul secondo palo su cui nulla può Julio Sergio. Il vantaggio "ospite" scalda ulteriormente gli animi dei giallorossi, Mexes rifila un duro colpo a Materazzi in area che provoca un accenno di rissa, sedata senza espulsioni da Rizzoli.Nella ripresa Ranieri, partito con Toni e Vucinic, sceglie il tridente pesante inserendo anche Totti al posto di Pizarro. Proprio il capitano si rende subito pericoloso con una punizione tesa dai trenta metri sulla cui ribattuta Juan di testa si divora l'1-1. L'Inter in contropiede però ha ovviamente ora grandi spazi, Balotelli ha sui piedi la palla giusta ma esalta i riflessi di Julio Sergio che tiene in vita la Roma. Totti finisce sul taccuino dell'arbitro per un fallo di reazione su Milito e col passare dei minuti perde di efficacia, con gli uomini di Mourinho che riescono ad addormentare la partita, prima del prevedibile assalto finale dei padroni di casa. Il capitano giallorosso, frustrato, sfoga la sua rabbia su Balotelli con un bruttissimo fallo che chiude di fatto i conti e dà inizio ai festeggiamenti dell'Inter.
E adesso sei vuoi Rossella giustifica pure il tuo pupone, anche se al tuo posto questa volta mi vergognerei davvero !

lunedì 3 maggio 2010

PALLONATA in FACCIA : " Sensi " di colpa ?

Dopo quanto abbiamo visto, definire il nostro il campionato più bello del mondo è quantomeno un paradosso. Io al posto dell'Inter mi sarei vergognata di vincere in quel modo». Sono le parole del presidente della Roma Rosella Sensi pronunciate subito dopo la fine della partita tra Lazio e Inter.

"Sensi " di colpa di chi cerca di deviare certi argomenti...per voler far passar inosservato il gol irregolare di Totti o ancora tutti i tuffi fatti per 90 minuti al minimo contatto, o tutti i vari atteggiamenti avuti contro l'arbitro Rocchi ?
...E a proposito di Rocchi, come mai ha tollerato tutti i vaffa che gli sono arrivati...forse solo perché i giocatori non avevano la maglietta neroazzurra ?
Meditate gente, meditate !!!


video

domenica 2 maggio 2010

Campionato 2009/10 : 36ª Giornata...Lazio - INTER...LE PAGELLE


Partita di allenamento in vista della finale di Coppa Italia contro la Roma :
Il pubblico tifa il minimo sufficiente e i giocatori giocano...
... il minimo sufficiente !
12 Julio Cesar; 4 Zanetti, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu; 5 Stankovic, 19 Cambiasso, 8 Thiago Motta; 13 Maicon, 9 Eto'o, 10 Sneijder,2 Cordoba, 11 Muntari,22 Milito,
VOTO : 6 ( anche se non tuutti lo meritano,vero Maicon ? !!! )
Allenatore: José Mourinho 7

Campionato 2009/10 : 36ª Giornata...Lazio - INTER 0-2

0 - 2
46' Samuel
70' Motta

Lazio: 86 Muslera; 25 Biava, 80 Dias, 26 Radu; 2 Lichtsteiner, 32 Brocchi, 33 Baronio, 5 Mauri, 11 Kolarov; 20 Floccari, 10 Zarate.

A disposizione: 88 Berni, 3 Scaloni, 4 Firmani, 9 Rocchi, 13 Siviglia, 15 Hitzlsperger, 17 Foggia.

Allenatore: Giovanni Lopez (Reja squalificato)

Inter: 12 Julio Cesar; 4 Zanetti, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu; 5 Stankovic, 19 Cambiasso, 8 Thiago Motta; 13 Maicon, 9 Eto'o, 10 Sneijder

A disposizione:

1 Toldo, 2 Cordoba, 11 Muntari, 17 Mariga, 22 Milito, 23 Materazzi, 45 Balotelli.

Allenatore: José Mourinho

Mourinho a sorpresa schiera una formazione molto più difensiva del solito con Sneijder e Stankovic a supporto di Eto'o, panchina per Milito e altri titolari in vista della finale di Coppa Italia di mercoledì contro la Roma. Nonostante tutto, però, nei primi cinque minuti gli ospiti creano almeno due nitide palle gol con Sneijder prima e Maicon poi che non riescono a gonfiare la rete. La reazione dei padroni di casa è tutta in un destro di Kolarov fuori di pochi centimetri. L'Inter però continua a dominare sprecando altri palloni d'oro: clamoroso quello al trentaseiesimo con Sneijder e Thiago Motta che graziano Muslera prima che Eto'o a porta vuota calci incredibilmente fuori. Il gol però è nell'aria e dopo, l'ennesima parata del portiere uruguaiano, arriva in pieno recupero: Samuel di testa da due passi sfrutta un perfetto cross di Sneijder per firmare l'1-0. I tifosi della Lazio non solo non si disperano ma esultano, esponendo anche striscioni ironici nei confronti dei tifosi giallorossi, sempre più lontani dallo scudetto.Nella ripresa l'andamento del match non cambia con i padroni di casa che, conoscendo il risultato di Bergamo con l'Atalanta che non è riuscita nel pomeriggio a battere il Bologna, non si dannano l'anima per rimontare, abbozzando solo un tentativo di "remuntada". L'Inter ormai è però abituata a mandare a vuoto gli avversari quando si trova in vantaggio e dopo un paio di velleitarie conclusioni dalla distanza chiude di fatti i conti per la partita e forse anche per il campionato con Thiago Motta. Il centrocampista ex Genoa e Barcellona si fa perdonare la manata del Camp Nou che poteva costare da sola la finale di Champions League e con un perentorio colpo di testa su calcio d'angolo di Sneijder firma il 2-0, ancora celebrato da tutti i presenti all'Olimpico. La partita, già di per sè, non combattutissima, di fatto si chiude lì, con i giocatori già con la testa altrove che si limitano ad aspettare il fischio finale.