INTERNELCUORE TV
venerdì 20 settembre 2013
A RUOTA LIBERA... Moratti, tra capolavori e delusioni
Mai banale, sempre pronto al colpo ad effetto. Dal suo primo giorno da numero uno dell'Inter (1995), Moratti non si è mai risparmiato, in tutti i sensi. Come ha ammesso personalmente, le due migliori operazioni della sua lunga avventura nerazzurra rispondono ai nomi di Ronaldo e Ibrahimovic. Due grandissimi giocatori, due stelle che, sia all'Inter che al momento del loro addio (per i soldi incassati, rispettivamente, da Real Madrid e Barcellona) hanno fatto la fortuna di Moratti. Il patron nerazzurro ha regalato al popolo nerazzurro una serie infinita di grandi giocatori, gente come, in rigoroso ordine alfabetico, Adriano, R.Baggio, Batistuta, Cambiasso, Crespo, Cruz, Djorkaeff, Eto'o, Figo, Ibrahimovic, Milito, Recoba, Veron, Vieri, Zamorano, Zanetti, solo per citarne alcuni.
Certo, ha anche commesso degli errori. Si pensi, ad esempio, ad alcuni tragici scambi con i rivali del Milan, tipo Seedorf in rossonero per Coco o, peggio, Pirlo al Diavolo per Guly. Tra i flop, come non citare Hodgson, una meteora, così come Cuper o, a livello di giocatori, gente come Vampeta, Quaresma, Farinos, Van der Meyde e tanti altri. Insomma, nel bene e nel male, Moratti ha sempre cercato di lasciare il segno, ora toccherà a Thohir.
domenica 15 settembre 2013
A RUOTA LIBERA....Mazzarri...un passo alla volta !
mercoledì 4 settembre 2013
A RUOTA LIBERA....INTER-ruBe: Che la sfida comici !
domenica 25 agosto 2013
A RUOTA LIBERA...326 volte grazie DEJAN !
venerdì 23 agosto 2013
A RUOTA LIBERA...Riparte il campionato,si salvi chi puó !
Ma attenzione a questa Roma....se parte col piede giusto....sará difficile per tutti....1
giovedì 15 agosto 2013
A RUOTA LIBERA...INTER, acquisti, cessioni e trattative fino ad oggi
Capitolo cessioni. Per cominciare, Walter Gargano (29) non è stato riscattato ed è tornato al Napoli. Stesso discorso per Tommaso Rocchi (35), ancora alla ricerca di una squadra. Gli addii più significativi sono quelli di Antonio Cassano (31) e Dejan Stankovic (34). Il primo è passato al Parma nell'ambito dell'affare Belfodil, mentre il secondo ha rescisso il suo contratto con il club meneghino con un anno di anticipo. Prima del barese e del serbo, sono partiti Luca Caldirola (22) e Giulio Donati (23) direzione Bundesliga, rispettivamente al Werder Brema e al Bayer Leverkusen. L'ottimo Europeo di entrambi con la maglia della nazionale Under 21 non è bastato per meritare la conferma. L'ultimo a lasciare l'Inter è stato Matias Silvestre (28), passato in prestito oneroso con diritto di riscatto dai rossoneri. Il monte ingaggi è stato abbassato di 9 milioni netti, mentre dalle cessioni sono arrivati 6,25 milioni di euro (1 per Silvestre, 2,25 per Caldirola e 3 per Donati).
Branca e Ausilio hanno ancora poco più di un paio di settimane per completare la rosa a disposizione di Mazzarri. Nonostante la frenata della trattativa con la Juventus, Mauricio Isla (27) può ancora arrivare. I contatti tra le due società riprenderanno molto presto. In alternativa occhio a Gregory van der Wiel (25), che può essere preso in prestito dal Psg. Il nodo più importante da sciogliere rimane quello del centrocampista. Al momento il candidato numero uno a vestire la maglia nerazzurra sembra essere Saphir Taider (21). Per convincere il Bologna ci vogliono circa 8 milioni di euro più l'altra metà di Rene Krhin (23), a cui l'Inter però non vuole rimunciare. Decisamente più facilmente percorribile la pista che porta a Wellington (22), centrocampista del San Paolo, acquistabile in prestito oneroso con diritto di riscatto. Il sogno per la mediana rimane però Radja Nainggolan (25). Il Cagliari lo valuta almeno 15 milioni, un ingresso in società del magnate indonesiano Erik Thohir potrebbe semplificare le cose. In entrata il nome di Pablo Daniel Osvaldo (27) non passa mai di moda, anche se la Roma non vuole cedere l'attaccante in Italia. Sulla lista dei possibili partenti invece troviamo Cristian Chivu (32), potrebbe rescindere, Ibrahima Mbaye (18), piace al Bologna, Zdravko Kuzmanovic (25), ha estimatori in Premier League e Bundesliga, Alfred Duncan (20), su di lui Livorno, Sassuolo, Verona e Bologna, Ezequiel Schelotto (24), fuori rosa e in cerca di una squadra, e Samuele Longo (21), conteso tra Livorno e Verona.
mercoledì 14 agosto 2013
A RUOTA LIBERA... Eto'o, la famiglia dice Inter
sabato 10 agosto 2013
A RUOTA LIBERA... Thohir e Nainggolan, annuncio vicino ???
E' quanto ha lasciato intendere venerdì su Twitter il giornalista Fabio Ravezzani, scrivendo sul popolare social network: "Super scoop di Dall'ò che intercetta i Cellino's in spiaggia. Nainggolan è dell'Inter. Annuncio il 25 agosto, perché Thohir compra il 20".
Sul profilo del giornalista si è scatenato un autentico putiferio. "Cellino l'ha detto, al 100%. Il resto si vedrà. Mi sembra più che un indizio. Non sapeva di avere vicino Dall'ò, lui mi ha chiamato tutto eccitato poco fa", ha poi spiegato.
Nelle ore precedenti Massimo Moratti si era mostrato cauto su un'accelerazione della trattativa: "Continueremo a parlare con Thohir. Firma appena dopo Ferragosto? Prima bisogna trovare l'accordo su ogni punto. E le vacanze potrebbero far slittare tutto di qualche giorno", aveva dichiarato all'esterno degli uffici della Saras.
"Lo scambio di informazioni tra di noi è destinato a proseguire, ma credo che gli avvocati ne sappiano più di me. Si chiude solo quando si è d'accordo su tutto, ora ci sono ancora delle questioni in sospeso", aveva aggiunto.
A RUOTA LIBERA... Zanetti, 40 anni da bandiera
Javier Zanetti è arrivato al traguardo dei 40 anni. E ci è arrivato in una situazione vissuta poche volte in carriera: da infortunato. Proprio lui, l'indistruttibile, l'uomo d'acciaio, è fermo ai box dopo il gravissimo infortunio dello scorso 28 aprile.
Ma neanche la rottura del tendine d'Achille ha messo fine alla carriera della bandiera interista, che è già in attività per rientrare in campo. E in attesa di riannusare il profumo del rettangolo verde, il capitano dell'Inter può festeggiare il 40esimo compleanno.
Nato a Buenos Aires il 10 agosto 1973, a 22 anni (nel 1995) Zanetti arriva in Italia, voluto fortemente anche da colui che era da poco tempo presidente dell'Inter, Massimo Moratti. Tanto per avere un'idea della sua straordinaria longevità, il 5 giugno 1995 vennero presentati due nuovi acquisti dell'Inter: Javier Zanetti e Sebastian Rambert. Ebbene, quest'ultimo ha lasciato il calcio giocato già da 10 anni.
Il suo primo trofeo è stata la Coppa Uefa del 1998, vinta dopo la trionfale finale di Parigi contro la Lazio, nella quale segnò anche il gol del momentaneo 2-0.
Più lunga, invece, l'attesa per il primo scudetto, arrivato solo nel 2006, quando il titolo venne asegnato all'Inter dopo i noti fatti di Calciopoli. L'anno prima, sempre sotto la guida di Roberto Mancini, arrivarono le vittorie di Coppa Italia e Supercoppa Italiana.
Da lì iniziò una serie impressionante di successi in Italia fino all'apoteosi del Triplete mourinhiano del 2010: i nerazzurri interruppero un digiuno di 45 anni e, nella finale di Madrid, conquistarono la terza Champions League della loro storia.
E il primo ad alzare al cielo tutti i trofei dal 1999 in avanti è proprio lui, il capitano di mille battaglie, che è il secondo giocatore in assoluto per presenze in Serie A (845), alle spalle di un'altra leggenda del calcio milanese come Paolo Maldini.
sabato 3 agosto 2013
A RUOTA LIBERA...Moratti apre a Thohir
Dopo tante risposte evasive e mezze frasi, finalmente Massimo Moratti fa chiarezza sulla trattativa con il magnate indonesiano Erick Thohir.
In un’intervista alla Gazzetta, il presidente nerazzurro spiega che l’ingresso del socio asiatico è necessario per espandere a livello globale l’immagine dell’Inter: "Ciò di cui mi preoccupo – analizza Moratti – è il futuro della squadra. E questo non può prescindere dall’espansione del marchio a livello planetario. Creare un solido mercato all’estero è un’operazione lunga, difficile e costosa. E la concorrenza è fortissima. L’ingresso di un socio asiatico, per esempio, quel mercato fondamentale te lo porta in casa. Ti costringe a cambiare indirizzo e abitudini manageriali. Ti apre al mondo e a nuove risorse in modo quasi automatico. Insomma, ti internazionalizza persino più di un Triplete…".
L’ingresso di Thohir risulta quindi inevitabile: "Ho deciso di guardare al futuro – prosegue –. L’Inter è come una figlia: le dai tutto per farla divertire, ma viene un momento in cui è opportuno mandarla in collegio. Solo così imparerà a camminare con le sue gambe. Il mio ruolo? Se servo, resterò a dare il mio contributo. Ma i presidenti simbolo a un certo punto diventano un tappo…"...
E di troppo aggiungi io !
venerdì 2 agosto 2013
A RUOTA LIBERA...514 milioni di buoni motivi....
Parole importanti, dettate dall'autentico amore per l'Inter, quelle pronunciate dal predecessore di Moratti e rilasciate al bravissimo Alberto Cerruti che le ha pubblicate stamane sulla Gazzetta dello Sport. Ma parole che rischiano di essere tardive.
Punto primo: entro Ferragosto, Moratti e Thohir dovrebbero mettere nero su bianco (cioè le firme o signing che dir si voglia, come prevede il linguaggio tecnico) l'accordo raggiunto. Esso prevede il passaggio del 75% delle quote interiste all'indonesiano in cambio di 300 milioni di euro e l'abbattimento del debito societario che le parti si accolleranno in una misura ancora da stabilire.
Punto secondo: in settembre è prevista la chiusura definitiva della trattativa, cioè il closing, sempre per essere precisi.
Punto terzo: a mano a mano che i giorni passano, cresce il ruolo di Angelomario Moratti, figlio di Massimo, manager brillante e competente, vicepresidente esecutivo nell'attuale gestione paterna e, molto probabilmente, anche con Thohir proprietario.
Punto quarto: secondo il bilancio redatto al 30 giugno 2012, l'Inter registra 150 milioni di euro di esposizione con le banche (compresi gli istituti di factoring) e 64 milioni con i fornitori. Una situazione che deve essere sanata alla svelta, anche perchè sui conti gravano come macigni i 10 milioni di euro di interessi annui da pagare agli istituti di credito.
Delle due l'una: o Pellegrini e la cordata che potrebbe affiancarlo. presentano in tempi brevissimi la loro proposta a Moratti o questi ha almeno 514 milioni di buoni motivi per dire sì a Thohir il più rapidamente possibile.
martedì 10 luglio 2012
A RUOTA LIBERA...Via la maglia rossa !

La Curva Nord non ci sta: la novità della seconda maglia color rosso fuoco, proprio non è andata giù ai tifosi dell'Inter. Nella giornata di martedì una delegazione di ultras ha aspettato il presidente Massimo Moratti sotto la sede nerazzurra. Il patron non si è visto e la lettera, da quanto si apprende dal sito curvanordmilano.net, è stata quindi consegnata agli uffici della Saras.
Il Dio denaro, l'insulto alle tradizioni ed al buongusto e, soprattutto, la combinazione cromatica che ricorda tanto i rivali concittadini del Milan. Ecco il testo completo della lettera:
"Pensavamo di aver visto di tutto, con il passare degli anni. Calciatori con i numeri del Lotto sulla schiena, partite giocate di venerdì o a mezzogiorno, finali di coppe nazionali giocate dall’altra parte del mondo, schedature di massa per entrare negli stadi, leggi speciali, pool di 'cervelli' che decidono come e quando poter andare a vedere una partita...tutto...
A (proprio) tutto abbiamo dovuto sottostare per l’affetto che ci lega ai nostri colori. Si, ai nostri colori, il nero e l’azzurro, che da sempre compongono le nostre bandiere, riecheggiano nei nostri canti e sono fonte di ragione di vita per taluni... Questo fino a quando uno scienziato finalmente non ha partorito la sua trovata da premio Nobel: la seconda maglia dell'F.C. Internazionale per la stagione 2012/2013 sarà integralmente rossa! Un vero e proprio pugno in un occhio ed un altro allo stomaco da lasciare senza fiato. Un insulto alla nostra storia ed alle nostre tradizioni, in nome del Dio denaro che, ormai, ha posto le logiche di marketing in cima ad ogni graduatoria di valori.
Probabilmente l'ideatore di questa genialata è stato catapultato all'improvviso sulla terra da Saturno, per non sapere che il rosso è prerogativa di un'altra squadra con la 's' minuscola... Evidentemente non si è mai presentato allo stadio durante un derby, altrimenti avrebbe visto due colori troneggiare nei rispettivi settori: da una parte il blu e dall'altra il rosso, separati, ben distinti e lontani tra loro, simbolo di una contrapposizione e di una rivalità che mai potrà venir meno. Proviamo ad immaginarci quella stessa maglia con qualche semplice aggiunta ed il quadro è drammaticamente completo oltre che degno di un solo aggettivo: RACCAPRICCIANTE!
Per noi il rosso sulla maglia dovrebbe apparire soltanto unito al verde e al bianco per attestare la squadra Campione d'Italia o per, come nel caso del centenario, rappresentare con una croce sovrapposta al bianco, quello sì, i colori della bandiera della nostra città. E già basta e avanza. Sottolineando che qui non si sta parlando né di colori politici né di pregiudizi, è ben evidente che la storia dei colori della città e della passione con i quali si è provato a giustificare tale scelta sono meri pretesti per mascherare una sporco e danaroso compromesso che non può che essere tradotto in un insulto a quanto, quella famosa sera del 9 marzo 1908, i nostri fondatori partorirono: “Nascerà qui, al ristorante "L'Orologio" , ritrovo di artisti e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo”.
Ma questo...qualcuno (...) forse se lo sta dimenticando... Consapevoli che queste poche righe rimarranno sicuramente lettera morta e che nessuno porrà rimedio alla scandalosa scelta effettuata, pur tuttavia RITENIAMO, COME MINIMO, DI INVITARE TUTTI GLI INTERISTI A NON ACQUISTARE TALE INDUMENTO E, IN OGNI CASO, A NON PRESENTARSI ALLO STADIO INDOSSANDOLO. NE' IN CURVA, NE' IN NESSUN ALTRO SETTORE!!!
Saremo retrogradi e conservatori, ma noi continuiamo a considerare la nostra maglia formata unicamente da due colori che ci hanno fatto innamorare fin da quando eravamo bambini e che conservano dentro la loro unione storie, passioni e vicende lunghe 104 anni… IL NERO E L’AZZURRO!!!
Curva Nord 1969"
martedì 27 marzo 2012
A RUOTA LIBERA....Strachi ?....Stramaccioni !

Andrea Stramaccioni, nuovo allenatore dell’Inter, sprizza energia e voglia di fare da tutti i pori. La sua ricetta è vivere alla giornata, partita per partita. Il balzo dalla Primavera alla prima squadra non lo intimorisce ma lo stimola, i giocatori (alcuni come Zanetti più anziani di lui) gli danno del lei, a dimostrazione di un rispetto molto profondo, nonostante la giovane età del tecnico (36 anni). Per Stramaccioni, come Leonardo prima si lui, allenare l’Inter è un sogno. Lui non ha paura e non teme di essere bruciato da un’esperienza che si presenta tutt’altro che semplice: nerazzurri in crisi nera, lontani dal terzo posto utile per l’Europa, fuori da tutte le competizioni. Lui la chiama «incoscienza giovanile». E racconta la nascita di questo improvviso e radicale cambiamento interrotto dalla "carrambata" di Mario Balotelli arrivato alla Pinetina sgommando in Ferrari. L’attaccante del City è ad Appiano per salutare i suoi ex compagni ma - spumeggiante e irruento come sempre - piomba in conferenza stampa e riceve l’abbraccio dei partecipanti all’incontro (oltre Stramaccioni, Paolillo, Branca e Ausilio).
«È un bellissimo sogno - l’esordio di Stramaccioni per niente impacciato nel giorno del debutto - sono passato dalla vittoria di Londra che ora sembra lontana mesi alla chiamata di ieri. Emozioni che solo il calcio di questi livelli sa trasmetterti. Un grande successo della Primavera frutto del lavoro di tutti, ci ho messo la faccia ma c’è un lavoro della società. È la vittoria dell’Inter e del calcio italiano. Per il resto inaspettato, un sogno che cercherò di onorare». L’approccio ai nerazzurri, stanchi e provati dalle batoste arrivate una dietro l’altra, fiaccati nel fisico e nel morale è semplice, improntato alla sincerità: «Per me allenarli è un orgoglio. Fino a ieri erano campioni che ammiravo, ora sono i miei grandi campioni, uno spogliatoio di grande professionalità di campioni mondiali, è facile comunicare». «Se Moratti, che ha scritto la storia del calcio mondiale - dice Stramaccioni - ha deciso di darmi una possibilità è per quello che ha visto in questi sei mesi in campo. Ho la certezza del mio lavoro, le mie idee, con umiltà e sicurezza in quello che so fare. L’entusiasmo è a mille, non ho paura di bruciarmi, io devo andare in campo e fare quello che il presidente mi ha chiesto, so di allenare grandi campioni ma so che ho trovato grandi professionisti e so che tutta la società mi è vicina. Io faccio il mio, i calciatori faranno il resto».
Nessun paragone con il totem Mourinho, né ansia da numeri e tabelle, si va avanti partita per partita. Ne mancano nove alla fine del campionato. Qual è l’obiettivo? «Rispondo con una battuta del presidente che ha detto ’mister, ora dobbiamo vincerè. Non serviva uno scienziato ma è difficile stilare progetti a lunga scadenza, il tifo qui è pazzesco e ora parliamo solo di Inter-Genoa e portare sul campo la voglia». Non si sente un predestinato ma un uomo fortunato: «Calcisticamente un allenatore giovane deve prendere tutto ciò che è interessante, rubare ai più grandi, a Roma chi mi ha trasmesso di più è stato Spalletti, mi ha trattato con affetto e mi sono confrontato molto, mi ha ispirato tante idee, poi il mister ha una passione travolgente. E ci accomuna l’aver preso 7 gol in Inghilterra. Luciano mi ha aiutato molto ma di modelli ne ho tanti, diversi. Ora parlo spesso con Sacchi, un pò mi fa complimenti un pò mi tira le orecchie ma non ce la faccio a giocare come lui». L’avventura sta per iniziare con il brio e la scioltezza tipici del ’neofità: «Forse sarà un’incoscienza giovanile, ma vedo un gruppo di grandi giocatori, mi preoccuperei se la squadra non fosse all’altezza ma è forte, vittima di una stagione non positiva. Ho fiducia nella squadra, nella società, in me stesso, pensiamo a battere il Genoa, ora penso solo a questo».
domenica 18 marzo 2012
A RUOTA LIBERA...Meglio cosí ...!!!

Oggi ho preferito una bella passeggiata con la famiglia
....alla partita dell'Inter
e a leggere le cronache
meglio cosí !
domenica 15 gennaio 2012
A RUOTA LIBERA...Finalmente...Derby !

A Milano è arrivato il giorno del derby, quello vero, sul campo.
In attesa di novità sulla telenovela Tevez, sotto la Madunina si gioca l'attesissima stracittadina fondamentale anche in ottica scudetto.
Per i rossoneri è stata una settimana davvero speciale, con il rinnovo di Allegri e soprattutto la vicenda Pato, che sembrava pronto a raggiungere Ancelotti al Psg (facendo così spazio proprio all'Apache) ed invece ha giurato fedeltà al Diavolo, col benestare di Berlusconi (BARBARA !!! EHEHEHEH )
Sull'altra sponda del Naviglio, i nerazzurri hanno ritrovato entusiasmo e puntano a tre punti in classifica con cui tornerebbero prepotentemente in corsa per il tricolore.
PROBABILI FORMAZIONI :
Bilan (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta; Boateng, Van Bommel, Nocerino; Emanuelson; Pato, Ibrahimovic.
A disp.: Amelia, Antonini, Mexes, Seedorf, Ambrosini, El Shaarawy, Robinho. All.: Allegri
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Flamini, Cassano, Yepes, Roma, Aquilani, Gattuso
Inter (4-4-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Zanetti, Motta, Cambiasso, Alvarez; Milito, Pazzini.
A disp.: Castellazzi, Ranocchia, Chivu, Poli, Sneijder, Zarate, Forlan. All.: Ranieri
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Stankovic, Muntari
lunedì 12 dicembre 2011
A RUOTA LIBERA...10 e ....Prisco !

E' quasi un rituale. Ricordarlo è sempre un piacere. L'Interista - con la I maiuscola, attenzione - in realtà lo fa molto spesso. Quando arriva il 12 di dicembre è come se venisse il suo giorno, quello che lo ha messo al mondo e poi lo ha riportato da dove era venuto. E' il giorno di Peppino Prisco, l'Avvocato che fu Alpino, ma che fu soprattutto l'incarnazione di quello che significa Inter. Peppino era semplicemente tutto: ironia, classe, eleganza, simpatia, bontà, onestà, semplicità, pulizia. Era il simbolo in terra dei nostri due colori, il nero e l'azzurro, del modo di fare dell'Interista in qualsiasi situazione.
Sapeva sorridere e far sorridere, sapeva farsi amare anche da chi magari l'Inter non la portava nel cuore, ma apprezzava l'immensità di un uomo infinito. Non basterebbero fiumi di parole per descrivere Peppino, una persona così bisogna semplicemente viverla. Quando si parla dell'Avvocato si fermano gli orologi, è una figura senza tempo. Quando a San Siro appare il suo volto, seguito dalle sue parole, scende un applauso che parte dal cuore di ogni tifoso, di ogni papà che magicamente racconta al proprio figlio chi era quel signore di Milano che ha reso immortale l'immagine dell'interismo in Italia, in Europa e nel Mondo. "Io ho cercato di servire sempre e solo l'Inter", ripeteva. Rideva del Milan e della Juventus, l'ironia mista alla classe erano le sue armi migliori che lo proiettano nel tempo lasciando indelebile il suo volto legato alla prima squadra di Milano.
Mai come ora vorremmo riavere Peppino tra di noi. Ha sofferto per i nostri colori e si è perso le gioie più belle, ma di certo avrebbe avuto tante parole di fiducia per chi adesso si getta facilmente nello sconforto. Naturalmente, parole pronunciate con il suo sorriso e la sua speranza. Aveva ragione, Peppino, a crederci. La sua rivincita l'ha avuta e in realtà l'ha potuta osservare da lassù, in una posizione privilegiata. Magari affianco a Giacinto, su una nuvola nerazzurra. Ci piace sognarlo così. Con gli occhi puntati sull'Inter, il cuore dei colori del cielo e della notte e il solito sorriso sulle labbra. Infinitamente Peppino.
sabato 26 novembre 2011
A RUOTA LIBERA...Lucio-Inter....siamo a i titoli di coda ?

Quella di martedì con il Trabzonspor potrebbe essere stata l'ultima partita di Lucio all'Inter.
Il difensore, fa sapere il sito ufficiale nerazzurro "è stato sottoposto ad accertamenti strumentali in mattinata che hanno evidenziato uno stiramento di 2° grado all'adduttore della gamba sinistra. Il difensore è già stato sottoposto al primo ciclo di fisioterapia". Lo stop è di un mese circa.
Il grintoso difensore brasiliano, quindi, tornerà a disposizione per gennaio. Proprio nel mese in cui l'Anzhi Makachkala inizierà la preparazione per il campionato russo del 2012.
Secondo quanto riferito giovedì dal sito lifesports.ru per avere il centrale difensivo, il club del Daghestan offrirebbe all'Inter 10 milioni di euro, mentre al brasiliano andrebbe un ingaggio da 6 milioni a stagione. Cifre che se venissero confermate sarebbero difficili da rifiutare per un giocatore prossimo a spegnere 34 candeline sulla torta.
giovedì 17 novembre 2011
A RUOTA LIBERA...Messi ....e l'Inter

L'asso del Barcellona è stato passato ai raggi x dal Corriere della Sera, che ha raccontato la vita della 'Pulce' fuori dal campo.
Quando il numero 10 blaugrana non è impegnato tra gol e dribbling, ritorna nella sua casa fuori città, a Castelldefels, e preferisce impugnare il joystick anzichè andare al cinema o passare una serata in discoteca. Nel momento in cui bisogna scegliere la squadra virtuale, il due volte Pallone d'oro prende sempre quei nerazzurri che sognano di vederlo a Milano.
Dopo ore di allenamento, Messi preferisce una cotoletta alla milanese, suo piatto preferito, ad una bistecca di angus argentino. Ma deve stare attento a non mangiarne troppe, altrimenti i vestiti di Dolce&Gabbana non gli entrano più e dovrebbe ritornare nel loro studio meneghino per riprendere le misure.
"Domenico e Stefano hanno uno stile unico, che ho sempre amato e cercato di seguire" ha raccontato l'erede di Maradona e, venendo a Milano, potrebbe unire l'utile e il dilettevole: quale miglior posto per mangiare la cotoletta, seguire la moda e giocare alla Playstation con Pazzini, testimonial dell'ultimo 'FIFA 12', se non il capoluogo lombardo?
Moratti sogna, ma il giocatore mette i paletti: "Vorrei poter giocare sempre con Guardiola, l'allenatore capace di valorizzarmi al meglio. Nel futuro, io mi vedo ancora qui". E se il patron interista dovesse prendere il tecnico catalano? Intanto Messi gioca con l'Inter, magari un giorno giocherà nell'Inter.
sabato 29 ottobre 2011
A RUOTA LIBERA...Storia di una crisi annunciata...
In settembre avevo scritto questo articolo....d'allora niente é cambiato....purtroppo...
Tre gare ufficiali e tre sconfitte …e se come dice il proverbio non c’é due senza tre e poi il 4 vien da sé ,anche la peggior Roma di questi ultimi anni rischia, domenica prossima,di far festa a Milano !
Ma quali sono i motivi di questa crisi a mio giudizio giá annunciata da tempo ?
1-SOCIETÀ :
Dalla fine del regno di Mourinho la confusione la fa da padrone in casa Inter e la figura di Moratti é l’immagine piú eloquente di questa situazione, :”Gasperini ?...Vedremo !”,l’ultima sua esternazione.
Peccato che non sono bastati due anni col portoghese a dare un po di organizzazione alla societá che sembra essere tornata indietro nel tempo.Tre allenatori sostituiti in un anno e il quarto...sta per salutarci !
Appunto organizzazione e programmazione é quello che manca di piú :giocatori comprati non in base alle esigenze della squadra ma prevalentemente per le loro capacitá individuali.Per cui non mi stupisco piú di tanto se ancora una volta ci presentiamo a inizio stagione senza un grande centrocampista,ruolo che manca ai nerazzurri ormai da troppi anni ma con un Alvarez (buon giocatore in prospettiva)che mi sembra comunque una copia di Coutinho,per lo meno nella posizione in campo.Se poi aggiungiamo che la campagna acquisti lo scorso anno non é stata fatta e quest’anno ,Forlan a parte, sono stati comprati solo giocatori che non servivano ,la frittata é fatta !
Branca per quello che mi ricordo non ha mai comprato un giocatore:Ibra lo portó Moratti ,Eto’o ,Raiola e Sneijder fu convinto da Mourinho ad accettare l’Inter solo per fare degli esempi.Per cui la domanda mi sorge spontanea :cosa ci fa un dirigente cosí all’Inter ?...e pensare che per tenere questo intelligente hanno mandato via Oriali !
2-ALLENATORE :
Vista la grande confusione in seno alla societá ci voleva un’allenatore con le PALLE un sergente di ferro!
Invece é arrivato Gasperini un allenatore fin troppo educato,un molle ( stile Benitez ! )che dopo due partite cambia modulo non per sua scelta ma perché semplicemente imposto da Moratti.Se poi consideriamo anche la sua testardagine e che mai e poi mai possiamo giocare con il 3-4-3 visto la lentezza di Lucio,Samuel,Chivu,Zanetti,Cambiasso...si capisce il perché dopo due mesi dall’inizio della stagione siamo ancora in alto mare.
3-GIOCATORI
Lo zoccolo duro ha la pancia piena...e incosciamente la fame di vittorie é scemata.In piú l’etá non perdona nessuno,figuriamoci gli atleti.Inoltre per quanti non lo sapessero fanno il bello e cattivo tempo sempre appoggiati dal presidente come segno di gratitudine per lo storico triplete.Sono loro che non hanno voluto in squadra Mascherano,sono loro che decidono i compagni che vogliono e piú scarsi arrivano meglio é :hanno piú possibilitá di giocare malgrado gli anni.TANTO LORO HANNO GIÀ VINTO TUTTO !!! Inoltre se pensiamo che Motta e Deki sono sempre infortunati e che Julio é in fase calante.......e che tutti gli altri Sneider a parte non sono da Inter.....
Purtroppo la societá due anni fa non ha capito che il ciclo era finito...si é persa l’occasione per vendere a peso d’oro i migliori giocatori .Si é persa l’occasione di rifondare una squadra ,piú giovane praticamente gratis che avrebbe dato sicuramente piú garanzie soprattutto per il futuro.
4-TIFOSI
Anche noi abbiamo la pancia piena,siamo stati bene abituati negli ultimi anni e siamo pronti a criticare sempre e comunque !
5- MASS MEDIA
Tutti contro l’Inter e invece di trascurarli abbiamo un presidente che rilascia una intervista al giorno.
Per cui...tutto indica che quest’anno sará un anno difficile...ma spero di essere smentito giá da domenica prossima anche perché é proprio questo il bello del calcio !
A RUOTA LIBERA...INTER-rube...luci a S.Siro

Originariamente era il derby d'Italia, adesso è quello dei veleni. Inter e Juventus si affrontano a San Siro in una sfida molto delicata, che per i nerazzurri assomiglia a un’ultima chiamata per tentare l’aggancio alle zone alte della classifica. I bianconeri sono in testa da soli per la prima volta dal maggio 2006, al termine del campionato poi assegnato all’Inter per Calciopoli, e hanno il doppio dei punti degli acerrimi rivali: 16 contro 8.
La Juventus arriva alla supersfida sulle ali dell’entusiasmo dopo il successo sulla Fiorentina, una boccata d’ossigeno seguita ai non entusiasmanti pareggi con Chievo e Genoa. In particolare il primo tempo contro i viola ha rappresentato una grande dimostrazione di forza della squadra di Conte, che ha creato un'infinità di palle gol concretizzandone però solo una. Ci si aspetta molto da Matri, che dopo un inizio complicato ha segnato tre reti in due partite, realizzando complessivamente 13 gol in 23 presenze in bianconero: una media superiore a quella di Trezeguet al primo anno in Italia. E Matri decise una delle sfide con l’Inter nella scorsa stagione.
I nerazzurri non possono permettersi altri passi falsi: il torneo equilibrato ha permesso alla formazione di Ranieri di non staccarsi troppo dal vertice della classifica, ma manca la continuità. Il successo di domenica contro il Chievo sembrava l’inizio della risalita, invece il pareggio in casa dell'Atalanta ha rimandato ancora una volta i sogni di gloria. Diversi giocatori sono lontani dalla miglior condizione, in primis Milito: clamoroso il gol fallito dall’argentino nel secondo tempo con i bergamaschi. Saranno due i punti fermi: in attacco Pazzini e sulla trequarti Sneijder, chiamato a illuminare la manovra con la sua genialità.



