La Nostra Chat...

venerdì 20 novembre 2009

INTERNEWS : Capolinea nerazzurro per Quaresma


Fallimentare sotto tutti i punti di vista, l'esperienza interista di Ricardo Quaresma potrebbe essere giunta al capolinea. Dopo la pessima annata d'esordio, la stagione in corso si sta rivelando ancor più avara di soddisfazioni per l'ala portoghese che in vista della prossima finestra di mercato rischia seriamente il taglio. Se l'anno scorso Quaresma aveva provato (con esito insoddisfacente) a rilanciarsi con la maglia del Chelsea, stavolta è lo Sporting Lisbona a farsi avanti per avere l'ex Porto in prestito per sei mesi.


La notizia è stata riportata oggi dal quotidiano lusitano 'A Bola', solitamente molto informato ed attendibile per ciò che riguarda gli affari portoghesi (fu per esempio il primo ad annunciare l'approdo all'Inter di José Mourinho). Secondo il quotidiano, i 'Leos' si sarebbero già fatti avanti coi dirigenti nerazzurri per avere in prestito Quaresma a partire da gennaio strappando magari un'opzione per il riscatto del cartellino nel caso in cui le prestazioni del calciatore dovessero convincere Carlos Carvalhal, neo allenatore del club dopo l'esonero di Paulo Bento.


Largamente deludente al primo impatto con la Serie A, Quaresma non sta trovando spazio neanche in questa stagione (per lui la miseria di 70 minuti in campionato e 31 in Champions League). Le speranze di scalare posizioni nella gerarchia di Mourinho, poi, sono diventate quasi nulle anche in considerazione di altri due fattori: innanzitutto il nuovo disegno tattico che, con la presenza del trequartista dietro le due punte, esclude di fatto un'ala come il portoghese; in secondo luogo l'elemento emotivo con un San Siro (non nuovo a questo tipo di situazioni) che ha ormai bocciato il calciatore accompagnando con sonori fischi ogni sua apparizione.


Per Quaresma, tornare allo Sporting (dove ha militato agli esordi dal 2001 al 2003) significherebbe anche giocarsi le residue chance di far parte del gruppo che Queiroz porterà in Sudafrica (a patto di superare lo spareggio con la Bosnia). I vari Cristiano Ronaldo, Deco, Simao, Nani e Liedson rendono praticamente impossibile una corsa alla maglia da titolare, ma una casella nella rosa d'attacco potrebbe ancora liberarsi da qui a giugno. Speranze che sembra invece avere ormai perso il pubblico interista, rassegnato dinanzi ad un 'giocoliere' abile tecnicamente (elemento questo innegabile al di là del fallimento in Serie A) ma lontano anni luce dalla concretezza e la continuità di rendimento richiesti dal calcio italiano.

giovedì 19 novembre 2009

CAMMINO INTER-ROTTO : Infortunio a Santon : Operato,con l'Inter tra 40 giorni !


L'annata di Davide Santon continua sotto una cattiva stella. L'avvio di stagione è stato caratterizzato dal rapporto difficile con Mourinho, pronto a mettere il giocatore in discussione dopo ogni prestazione mediocre. Sembra impossibile che il tecnico portoghese gliene perdoni una, tanto a lui quanto a Mario Balotelli. Ora ci si mette anche il ginocchio. L'infortunio rimediato con la Nazionale Under 21, martedì sera in Lussenburgo, si è rivelato più grave del previsto. Gli esami effettuati hanno evidenziato una lesione al menisco esterno del ginocchio destro. Così, Santon è stato operato stamane dal professor Benazzo, all'ospedale San Matteo di Pavia. L'intervento, durato meno di un'ora, è perfettamente riuscito. Occorreranno almeno 40 giorni per rivedere il terzino in campo. Arrivederci all'anno nuovo, Mourinho permettendo.

martedì 17 novembre 2009

RIDIAMOCI SOPRA : 101motivi per odiare il milan e tifare l 'INTER...


Appuntamento lunedì mattina al bar. Per un cappuccio, un caffè e due chiacchiere sulle partite. Un rituale senza fine, al quale pochi tifosi riescono a rinunciare. Figuriamoci poi i tifosi accaniti di due opposte fazioni, che si ritrovano nella stessa città e negli stessi bar. Insieme a Dante Sebastio (giornalista sportivo) abbiamo ricordato quanti buoni motivi esistano per “odiare” il Milan (ben 101) e tifare l’Inter. Un ripasso dei bidoni della storia rossonera, le sceneggiate, i campioni venduti, le sconfitte brucianti e gli scandali, per avere sempre la risposta pronta quando il cugino attacca con lo sfottò. A rafforzare il tutto la consapevolezza di avere un Presidente che è un vero signore, la serie A nel nostro DNA e un dominio sugli ultimi campionati che non conosce rivali. Un libro, “101 motivi per odiare il Milan e tifare l’Inter” (Newton & Compton editore), che non può davvero mancare nella biblioteca di un nerazzurro doc…

Di che cosa è composto il DNA nerazzurro?
Sofferenza, passione, lealtà, onestà. Amala, pazza Inter amala, la gioia infinita che dura una vita…”.

101 motivi per “odiare” i cugini sono tanti: la top five dei 5 dogmi irrinunciabili del tifoso nerazzurro che vuole sfottere quello rossonero?
“Al primo posto la “magica serata” di Istanbul, una macchia che si porteranno dietro per sempre, come i due anni di B che metterei al secondo posto. Sul gradino più basso del podio la sceneggiata di Marsiglia, decisamente una brutta figura. In quarta posizione il coinvolgimento nei due scandali del calcio italiano, evidentemente è nel loro dna; al quinto il grande Giussy Farina, il presidente che trasformò Milanello in una vera e propria balera dove organizzare anche matrimoni. Giusto per arrotondare un po’…”.

5 buoni motivi per amare Mourinho.
“E’ un allenatore vincente, che non si nasconde dietro la squadra quando le cose non vanno bene. Credo, però, che la sua arma migliore sia l’astuzia: nei momenti di difficoltà cerca di far vivere serenamente il gruppo attirando tutte le critiche su di sé. Spiritoso, mai banale, coraggioso”

Inventa uno striscione che riassuma i concetti del tuo libro per il prossimo derby!
“Milano siamo noi…”.

Che cosa invidi al Milan?
“Le facce di Adriano Galliani…”.

Che cosa non avrà mai il Milan che l’Inter invece ha?
“Noi non siamo mai stati in B, mentre loro due volte: una a pagamento, l’altra gratis. Tanto per ricordare una delle massime dell’intramontabile Peppino Prisco”.

Il punto 92 del tuo libro recita: Perché Carlo Pellegatti non è neanche il peggiore. Scherzi a parte, quanto pesa il conflitto d’interessi nel mondo del calcio e quali programmi/giornali sono secondo te quelli più invasi dal fenomeno?
“Pellegatti è dichiaratamente rossonero e fa benissimo a essere di parte. Ma, da giornalista, mi devo augurare che l’informazione sia sempre corretta e coerente. Anche perché, oggi come oggi, la gente non ha più l’anello al naso, riesce a distinguere la realtà dalla presa per i fondelli”.

Una colonna sonora per l’andamento nerazzurro in campionato?
“La Cavalcata delle Valchirie di Wagner o, restando in ambito italiano, la Marcia Trionfale dell’Aida di Giuseppe Verdi”

E una per andare meglio in Champions?
Nessun dorma della Turandot di Giacomo Puccini”.

Peccato che l’annuncio di Galliani sulla riapertura degli abbonamenti a campionato in corso sia arrivato dopo che il libro era già uscito. L’avresti utilizzato come elemento?
“Perché, il 4-0 dell’ultimo derby? E la sconfitta casalinga in Champions con lo Zurigo, la stessa squadra che poi ne ha beccati 6 dal Marsiglia? E di Huntelaar, preferito a Luis Fabiano solo per risparmiare qualche milione di euro? E’ vero, l’olandese ha ancora qualche mese per dimostrare di non essere la fotocopia di Blisset, ma noi siamo qui, vigili e pronti a scrivere altri 101 motivi…”.

lunedì 16 novembre 2009

PALLONATA in FACCIA...Pazzini vs Amauri


È partita la corsa agli ultimi posti azzurri per il Mondiale e Giampaolo Pazzini si gioca le sue chance mercoledì a Cesena contro la Svezia, come centravanti titolare. Tra i rivali per un posto in Sudafrica c'è però anche Amauri, l'attaccante brasiliano della Juve in attesa di passaporto.


Questa situazione mi dà fastidio"L'attaccante della Sampdoria dal ritiro d...ella Nazionale: "Io non mi sento in ballottaggio con un brasiliano".


Quale é la vostra opinione ?

domenica 15 novembre 2009

A RUOTA LIBERA : Noi ci crediamo !!!

Quando avremo ....
la stessa Voglia
la stessa Grinta
la stessa Convinzione
...nessun obbietivo sará IMPOSSIBILE !!!

video

Noi ci crediamo...

Credeteci anche voi !!!

sabato 14 novembre 2009

A RUOTA LIBERA : Contro la noia ? Mourinho,sempre e comunque !


Fermo il Campionato Italiano....la nazionale suscita poco interesse e non basta per vendere i giornali:allora perché non parlare ancora una volta di Mourinho cercando di destabilizzare l’ambiente nerazzurro e perché no....cercare di vendere qualche copia in piú ?

E' un José Mourinho a tutto tondo quello che si confessa al Times. Il tecnico portoghese parla di passato, presente e soprattutto di futuro: "Voglio costruire qualcosa. Credo che sia impossibile stare in un club per tanto tempo come ha fatto Ferguson con il Manchester United, ma sono pronto per una nuova fase della mia carriera. Al Porto volevo vincere per guadagnarmi il diritto di andare ad allenare all'estero. Al Chelsea volevo fare la storia ma ero consapevole che nel club mancava la cultura della stabilità, che pure è tipica dei club inglesi. Non mi ero fatto illusioni, perché sapevo che Abramovich mi aveva preso per vincere e che il mio tempo sarebbe terminato".Quindi l'Italia: "Sono arrivato nel paese della tattica, del difensivismo, del catenaccio. Volevo vincere non solo perché avrei vinto in tre campionati diversi, ma anche perché avrei vinto in un luogo dove si dice che gli allenatori stranieri abbiano poco successo".L'amore per l'Inter: "Amo l'Inter e voglio costruire qualcosa di duraturo, che rimanga per la società anche in futuro. Ed è quello che sto facendo. Non sono un tecnico egoista e quando parlo di lasciare qualcosa per il futuro parlo di sviluppo del settore giovanile e della struttura della società per cui lavoro. Ma l'Italia non è il paese giusto per questo tipo di prospettiva. L'Inghilterra lo è. E il calcio inglese è il mio calcio".


Nel pomeriggio è poi arrivata la smentita all'intervista: José Mourinho non ha gradito affatto l'interpretazione che è stata data alle sue parole riportate sul Times. Quello che voleva essere un tributo a Sir Alex Ferguson è stato riportato come un addio all'Inter. Lo Special One spiega le sue ragioni e il suo legame profondissimo con i colori nerazzurri:"Ho incontrato il giornalista Patrick Barclay qualche tempo fa per un mio intervento in un libro dedicato a Sir Alex Ferguson - spiega il tecnico portoghese - . Con questo giornalista non ho conversato su temi di cronaca, ma esclusivamente sul ruolo dell'allenatore nei diversi paesi che hanno caratterizzato la mia carriera professionale. Ho sottolineato le differenze storico-culturali e non le preferenze personali, unicamente per dimostrare che un'esperienza come quella di Sir Alex Ferguson al Manchester United è, oggettivamente, una straordinaria eccezione nel nostro mestiere. Come si può leggere anche da una corretta traduzione di alcune mie frasi virgolettate, ho spiegato che amo l'Inter, che sto bene all'Inter e che sto costruendo per l'Inter: infatti, questa è la mia realtà e la vivo come tale fino alla scadenza del contratto che mi lega al club. Mi spiace moltissimo che un sincero tributo a Sir Alex Ferguson sia stato utilizzato a frammenti su un mezzo di informazione e in modo diverso da quello per il quale, il mio intervento era stato richiesto e soprattutto con finalità totalmente diverse'.

giovedì 12 novembre 2009

RIDIAMOCI SOPRA...





Piantatela di dire che Moggi e la ruBentus...rubavano le partite !

Non hanno rubato mai nulla...

...Semplicemente le compravano !

mercoledì 11 novembre 2009

LA BIBLIOTECA DEI RICORDI : Alessandro Altobelli


Nato a Sonnino (Latina), il 28 Novembre del 1955, Alessandro "Spillo" Altobelli è un mix di tecnica, freddezza, opportunismo, agilità, colpo di testa. Attaccante velocissimo e preciso a rete, dotato di un ottimo controllo di palla e un buonissimo sinistro, è capace di realizzare anche in rovesciata. Deve il soprannome "Spillo" al suo fisico esile. Altobelli si fa notare alla grande giocando nell'Inter, in cui arriva nel 1977, dopo un' esperienza nel Brescia. "Sono nato nerazzurro, e lo sono tuttora - racconta -, indossare la maglia dell'Inter per me è stato un punto d'arrivo: anche il Latina, la mia prima squadra, aveva la maglia nerazzurra". Alla prima stagione con l'Inter realizza 10 reti, conquistando subito i tifosi. L' anno successivo arriva a Milano dal Brescia Evaristo Beccalossi, l'uomo che gli darà tutto il risalto e lo spazio per esprimersi al meglio delle sue potenbzialità. Altobelli e Beccalossi si intendono da subito e formano una coppia che rappresenta al meglio l'Inter rinnovata di quegli anni: aggressiva, giovane, moderna, con i nuovi schemi di gioco imposti da Bersellini. Nel 1980 arriva meritatamente lo scudetto, a coronamento di un lavoro iniziato tre anni prima. Altobelli segna tantissimo, dimostrando di essere uno dei migliori attaccanti italiani del periodo. Con l'Inter vince uno scudetto e due Coppe Italia, nel 1978 e nel 1982. Se ne va nel 1988, dopo un litigio con Trapattoni.


In Nazionale debutta il 18 Giugno 1980, in Italia - Belgio (0-0). Nel 1982 ha partecipato ai Mondiali di Spagna. (Il suo debutto è del 29 Giugno 1982, in Italia Argentina, vinta da noi per 2-1) In questi Mondiali segna anche una rete, in finale, contro la Germania Ovest. Nel periodo tra il 1985 e il 1988 Altobelli è uno degli uomini simbolo della Nazionale Italiana, indossando diverse volte la fascia di capitano e formando, insieme a Vialli, una coppia d'attacco davvero affiatata e temibile. Ha partecipato anche allo sfortunato Mondiale del 1986, in cui è il trascinatore degli Azzurri con 4 gol in 4 partite.
Chiude la sua carriera in Azzurro il 22 Giugno 1988, in URSS - Italia (2-0), dopo 61 presenze in Nazionale e avendo segnato ben 25 gol.



Spillo si considera una persona fortunata in confronto a tante altre persone e comprende che una sensibilizzazione pubblica attraverso la propria immagine per aiutare il prossimo sia una necessità per ogni campione al di fuori del campo di gioco. Per questo motivo Alessandro Altobelli attualmente dedica parte del proprio tempo per aiutare l'associazione "Un calcio al bisogno" che organizza eventi e partite a scopo di beneficienza.


video

domenica 8 novembre 2009

Campionato 2009/10 : 12ª Giornata INTER - Roma : LE PAGELLE


12 Julio Cesar 7 – Ultimamente ha sempre qualche situazione strana che gli causa il gol.Salva il risultato in almeno 2 occasioni.
13 Maicon 6 – La Roma intasa le fascie e tutto il centrocampo.Per lui c’ é poco spazio per muoversi e ne risente.
25 Samuel 6 – Tranquillo e sicuro nel primo tempo...soffre l’entrata di Okaka.
6 Lucio 6.5 – Parte bene....ma poi la fatica si fa sentire.Meno brillante del solito in attacco,comunque una buona prova.
4 Zanetti 6 – Oggi gioca sulla fascia.Anche lui come Miacon non ha molti spazi ,ma al contrario del brasiliano cerca di crearseli con forzqa e velocitá.
11 Muntari 6 – Svolge il suo compito e offre una grande palla a Milito che non la sfrutta al meglio.Impegna severamente il portire avversario con un grande tiro.
14 Vieira 5 – Gara negativa la sua.La Roma fa mucchio a centrocampo e lui con la sua lentezza e fisicitá ne risente.
8 Thiago Motta 6.5 – Fino a quando regge...da oridine e continuitá in mezzo al campo..Viene sostituito e non a caso l’Inter perde il possesso del centrocampo.
5 Stankovic 6.5 – Non é il solito Stankovic e si vede.Ma lotta e tenta di scardinare il centrocampo romano con la sua classe e forza.
22 Milito 6 – Non al meglio della forma,sente le fatiche di coppa.Nella unica grande conclusione della serata ,Julio Sergio compie il miracolo.
9 Eto'o 6 – Corre e lotta come un leone,spesso a vuoto e inutilmente.Sbaglia passaggi elemntari ma azzecca il corridoio giusto per battere il portiere brasiliano della Roma.
10 Sneijder 6 – Entra a inizio ripresa dando vivacitá all’attacco nerozuurro.Ma poi con l’uscita di Motta l’Inter perde organizzazione a centrocampo e anche lui ne risente.
19 Cambiasso 5.5 – Entra al posto di Motta ma non riesce a dare il solito contributo a centrocampo,molto per colpa della Roma.
45 Balotelli 6 – Non ripete la partita brillante di Kiev...ma comunque tiene sempre in apprensione la difesa romana.

Campionato 2009/10 : 12ª Giornata INTER - Roma 1-1

1 - 1
13' Vucenic
48' Eto'o
Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 25 Samuel, 6 Lucio, 4 Zanetti; 11 Muntari, 14 Vieira, 8 Thiago Motta; 5 Stankovic; 22 Milito, 9 Eto'o;
A disposizione:
1 Toldo, 2 Cordoba, 10 Sneijder, 19 Cambiasso, 26 Chivu, 30 Mancini, 45 Balotelli;
Allenatore: José Mourinho
Roma: 27 Julio Sergio; 13 Motta, 3 Andreolli, 5 Mexes, 17 Riise; 33 Brighi, 7 Pizarro, 20 Perrotta; 16 De Rossi; 9 Vucinic, 94 Menez;
A disposizione: 1 Lobont, 14 Faty, 19 Baptista, 21 Guberti, 22 Tonetto, 77 Cassetti, 89 Okaka; Allenatore: Claudio Ranieri
Il posticipo del Meazza tra Inter e Roma termina 1-1, a Vucinic risponde Eto’o nella ripresa. Solo un pari per la capolista, che vede avvicinarsi la Juventus (a –5).La Roma, sempre a suo agio a San Siro contro i nerazzurri, parte subito forte ed aggredisce i padroni di casa. La Beneamata già rischia al 3' quando Vucinic, lanciato a campo aperto da Menez, si divora l'1-0 facendosi inspiegabilmente recuperare da Lucio. L'approccio alla gara della squadra di Ranieri è migliore e i capitolini passano al 18': Vucinic si fa perdonare per l'errore precedente beffando Julio Cesar con un pregevole pallonetto di testa su cross di Motta dalla destra.La reazione dei campioni d’Italia è veemente ma poco lucida, ed i tentativi di Maicon e Thiago Motta sono ben disinnescati dal bravo Julio Sergio. A penalizzare i giallorossi sono però gli acciacchi degli uomini chiave: Mexes in difesa zoppica per un problema al ginocchio, ma stringe i denti. Nulla da fare invece per il capitano, De Rossi, che alla mezz'ora esce dopo un brutto contrasto con Vieira: al suo posto entra Faty.Capitolini ancora pericolosi con Riise, poi il finale è tutto dell'Inter, con Muntari e Motta che esaltano ancora Julio Sergio. 1-0 per la Roma all'intervallo.Nella ripresa Mourinho architetta l’assalto all’area giallorossa buttando subito nella mischia Balotelli per Muntari e Sneijder per Vieira. La stretta dell’Inter è impressionante e già al 4’ la parità è ristabilita: Eto’o riceve spalle alla porta da Thiago Motta, si gira di scatto e batte Julio Sergio di sinistro.I nerazzurri dopo il pari rallentano il ritmo controllando il gioco, ma la Roma morde di rimessa (al 17’ Menez spaventa Julio Cesar con una conclusione ravvicinata). Ranieri inserisce Okaka per Vucinic, Mourinho Cambiasso per Thiago Motta, entrambe le squadre sembrano stanche, la gara è in stallo.Solo nel finale la partita si riaccende: al 40’ Milito manca di un soffio la deviazione su un tiraccio di Balotelli, nei minuti di recupero il Principe si vede annullata giustamente la rete del 2-1. Al triplice fischio è parità.