INTERNELCUORE TV

1^ giornata: Chievo Verona-INTER 2^ giornata: INTER-Palermo 3^ giornata: Pescara-INTER 4^ giornata: INTER-Juventus 5^ giornata: Empoli-INTER 6^ giornata: INTER-Bologna 7^ giornata: Roma-INTER 8^ giornata: INTER-Cagliari 9^ giornata: Atalanta-INTER 10^ giornata: INTER-Torino 11^ giornata: Sampdoria-INTER 12^ giornata: INTER-Crotone 13^ giornata: Milan-INTER 14^ giornata: INTER-Fiorentina 15^ giornata: Napoli-INTER 16^ giornata: INTER-Genoa 17^ giornata: Sassuolo-INTER 18^ giornata: INTER-Lazio 19^ giornata: Udinese-INTER

venerdì 22 luglio 2016

Serie A 2016/2017, ecco il calendario


E' stato svelato a Milano il calendario del prossimo campionato di serie A. La stagione prenderà il via il prossimo 21 agosto e terminerà il 28 maggio 2017. Tre turni infrasettimanali: 21 settembre, 26 ottobre e 22 dicembre mentre le soste saranno quattro. Quella natalizia che intervallerà gli impegni della Nazionale di Giampiero Ventura: il 4 settembre, il 9 ottobre, il 13 novembre e il 26 marzo 2017.

Inter impegnata a Verona contro il Chievo

Tutte le giornate :
1^ giornata: Chievo Verona-INTER
2^ giornata: INTER-Palermo
3^ giornata: Pescara-INTER
4^ giornata: INTER-Juventus
5^ giornata: Empoli-INTER
6^ giornata: INTER-Bologna
7^ giornata: Roma-INTER
8^ giornata: INTER-Cagliari
9^ giornata: Atalanta-INTER
10^ giornata: INTER-Torino
11^ giornata: Sampdoria-INTER
12^ giornata: INTER-Crotone
13^ giornata: Milan-INTER
14^ giornata: INTER-Fiorentina
15^ giornata: Napoli-INTER
16^ giornata: INTER-Genoa
17^ giornata: Sassuolo-INTER
18^ giornata: INTER-Lazio

19^ giornata: Udinese-INTER

mercoledì 20 luglio 2016

INTER-Real Salt Lake 2-1


Comincia con il piede giusto la tournée statunitense dell'Inter. La squadra di Mancini supera, in rimonta, il Real Salt Lake. La sfida, decisamente impegnativa a livello fisico, ha visto i nerazzurri imporsi per 2-1.
Partenza complicata per l'Inter che viene colpita da Allen. La reazione dei nerazzurri si concretizza con il pari firmato da D'Ambrosio. I nerazzurri puntano alla vittoria che arriva nel recupero grazie ad una magia di Jovetic. Il montenegrino aggancia in area e, di tacco, supera il portiere Fernandez.
Questo l'undici iniziale mandato in campo da Mancini: Handanovic; D'Ambrosio, Miranda, Ranocchia, Ansaldi; Biabiany, Melo, Kondogbia, Erkin; Palacio, Icardi. Soddisfatto, a fine match, il tecnico Mancini: "Buona gara. Con il PSG sarà una gara diversa

giovedì 14 luglio 2016

INTER-Cska Sofia 1-2

Non è iniziata sotto i migliori auspici la stagione dell'Inter.
I nerazzurri, che sabato erano stati bloccati sullo 0-0 dagli austriaci del Wattens, hanno perso nella seconda amichevole estiva 2-1 contro il Cska Sofia.
A Riscone di Brunico la squadra di Mancini è andata subito in svantaggio al 10’ (gol di Nunes), ha ristabilito la parità con Palacio ma, dopo un rigore sbagliato dal giovane Pinamonti, nella ripresa ha subito il cucchiaio vincente di Yordanov al 56'.

Da segnalare che capitan Icardi, dopo le polemiche degli ultimi giorni legate alle parole della moglie-agente Wanda Nara, è partito dalla panchina, subentrando nella ripresa

mercoledì 6 luglio 2016

Inter, primo giorno a Riscone

Terzo giorno di lavoro per l'Inter nella stagione 2016-2017, che dopo aver effettuato stamane una leggera seduta ad Appiano Gentile è scesa in campo nel tardo pomeriggio per sostenere il primo allenamento in Trentino-Alto Adige.
Poco più di un'ora sul terreno di gioco per i ragazzi di Roberto Mancini, che dopo una prima parte di stretching si sono adoperato in esercizi finalizzati al possesso-palla, sulla brevissima distanza prima e a campo ridotto successivamente, per poi concludere con la classica partitella. Clima piacevole in Val Pusteria, con la squadra che ha potuto lavorare con una temperatura non particolarmente pesante, agevolata da un vento gradevole che ha alleggerito la seduta. Domattina di nuovo in campo per il primo dei due allenamenti di giornata.

martedì 5 luglio 2016

Si alza il sipario dell’Inter gestione Suning

Per Roberto Mancini e i suoi ragazzi si tratta di un nuovo capitolo sotto l’effige del colosso cinese Suning che sta aprendo nuovi spiragli economici per il club di corso Vittorio Emanuele.
A disposizione del tecnico jesino, in questa due giorni di test fisici ed atletici, ci saranno trenta elementi, tra i quali spiccano le presenze di : Handanovic, Carrizo e Berni tra i portieri, tra i difensori c’è il debutto del neo acquisto Ansaldi, seppur Genoa e Zenit San Pietroburgo stiano discutendo per ciò che concerne le questioni tecniche legate al contratto, Nagatomo, Santon, D’Ambrosio e i rientranti dai prestiti al Siviglia e alla Sampdoria, ossia Andreolli, Dodò e Ranocchia, tutti e tre ,comunque, con il piede in partenza. Tra i centrocampisti, la “Pientina” ha riaccolto Felipe Melo, Kondogbia, Gnoukouri, mentre tra gli attaccanti sono presenti Icardi, Jovetic, Palacio e Biabiany.
A seguire, nella giornata di mercoledì 6 luglio, la squadra si trasferirà nel ritiro di Riscone di Brunico, dove si uniranno i sudamericani che sono stati impegnati nella Copa America del centenario, ovvero Miranda, Murillo, Medel e il neo acquisto Banega mentre gli ultimi ad aggregarsi al gruppo saranno gli elementi che hanno disputato l’Europeo, quindi i vari Perisic, Brozovic, Erkin ed Eder. Rispetto alla passata stagione, un numero maggiore di tifosi ha dato il benvenuto davanti i cancelli di Appiano Gentile, segno di un rinnovato attaccamento ai colori nerazzurri, coadiuvato dalla speranza di poter nutrire sogni ambiziosi e vincenti sia in Italia che in Europa, grazie al nuovo progetto milionario targato Suning.

La multinazionale nel settore dell’elettronica e degli elettrodomestici, per bocca del presidente Zhang Jindong, ha promesso un investimento ,per la campagna acquisti, di 70 mln di euro, una cifra imponente per rafforzare la rosa e regalare a Mancini un gruppo competitivo e ben strutturato al fine di tornare a lottare per importanti traguardi, dopo anni di basso profilo e amarezze. L’Inter torna al lavoro con nuovo entusiasmo ed ottimismo nell’aria, frutto di un cambiamento epocale a livello societario, con Massimo Moratti che dopo 21 anni lascia completamente la gestione della società, con il contemporaneo avvento di un gruppo cinese facoltoso e ben disposto a rilanciare la società nerazzurra verso i piani alti del calcio che conta.

venerdì 3 giugno 2016

Nazionali : I comvocati


Sono 7 i giocatori dell'Inter impegnati nelle prossime settimane tra Copa America, Euro 2016 e amichevoli
Gary Medel, João Miranda e Jeison Murillo, impegnati dal 3 giugno nella Copa America rispettivamente con Cile, Brasile e Colombia negli Stati Uniti. Una settimana dopo, il 10, comincerà Euro 2016 in Francia, con Marcelo Brozovic e Ivan Perisic impegnati con la Croazia, ed Eder Citadin Martins con l'Italia.

Infine, spazio anche alle amichevoli: nel fine settimana infatti sarà in campo anche Yuto Nagatomo con il suo Giappone per la Kirin Cup.

Jiangsu Suning saluta così: "Benvenuti e forza Inter"


L'arrivo di Suning Commerce Group nella proprietà dell'Inter col pacchetto di maggioranza ha scatenato i tifosi interisti sui social network. In modo particolare, si è registrato un autentico boom di likes provenienti da tifosi nerazzurri alla pagina ufficiale del Jiangsu, la formazione cinese che fa parte della holding di Suning. E i social media manager del club hanno dimostrato di apprezzare questo aumento di fan dedicando loro un messaggio di benvenuto in cinese e in italiano. Un messaggio che suona quasi come un'anticipazione del matrimonio che sta per consumarsi tra la Cina e la Milano nerazzurra.

mercoledì 1 giugno 2016

Inter, primo colpo ufficiale


Caner Erkin è ufficialmente un difensore dell'Inter. Il difensore turco, che arriva dal Fenerbahce, ha firmato un contratto triennale a partire dal primo luglio 2016. Ad annunciarlo lo stesso club nerazzurro sul profilo Facebook ufficiale.
 "ll difensore turco è un nuovo giocatore dell'Inter. Per lui contratto triennale a partire dal 1 luglio 2016. Caner Erkin è un nuovo giocatore dell'Inter. Il difensore turco, in scadenza con la società Fenerbahce, arriva in nerazzurro con contratto triennale a partire dal 1 luglio 2016", la nota del club meneghino, che da mesi aveva bloccato il giocatore.

 Erkin, cresciuto nel Manisaspor, ha militato anche nel Cska Mosca e nel Galatasaray. Conta 46 presenze nella Nazionale turca.

domenica 29 maggio 2016

Inter, ricomincio da tre....cessioni !


Riscoperto il piacere della vittoria, pur molto indiretto, in virtù del bonus intascato grazie alla vittoria in Champions del Real Madrid di Kovacic, l’Inter deve tornare alla dura realtà quotidiana, fatta di un mercato che stenta a decollare per i noti vincoli legati al Fair Play Uefa.
 I milioni portati in dote dal trionfo dei blancos ovviamente non bastano per scongiurare le cessioni illustri, che saranno almeno due, necessarie per dare respiro al bilancio, rispettare i paletti imposti da Nyon e ottenere quel minimo di liquidità necessaria per fare operazioni in entrata.
 Roberto Mancini osserva preoccupato, anche se non ancora rassegnato. Prima di partire per le vacanze il tecnico nerazzurro aveva indicato una lista di incedibili, o meglio di elementi da provare a tenere a tutti i costi, fermo restando che per offerte irrinunciabili nessuno è intoccabile.
 Tra i prescelti figura(va)no anche Brozovic e Icardi, ma ad oggi nessuno dei due è certo di restare: anzi, se per l’argentino le vere offerte potrebbero arrivare prossimamente, il croato è nel mirino dell’Atletico Madrid e di club inglesi e oggi sembra il più vicino alla cessione tra i big, insieme a Jeison Murillo, che ha mercato in Premier e piace al Chelsea di Conte, che però punta anche altri difensori della Serie A come Rudiger e Koulibaly.

 Sullo sfondo la situazione di Handanovic, che potrebbe però essere costretto a restare per mancanza di offerte all’altezza. Il Mancio aspetta e spera di non dover ricominciare da (meno) tre.

mercoledì 25 maggio 2016

Anche Samuel.....si ritira !



Questa sera Walter Samuel giocherà la sua ultima partita prima di dire addio al calcio giocato, oltre a festeggiare il titolo con il suo Basilea.

sabato 21 maggio 2016

22 Maggio : Milito dice basta !


Il 22 maggio, giorno non casuale per Milito. Sei anni fa, infatti, sollevava la Champions con l’Inter a Madrid dopo aver battuto il Bayern Monaco in finale. L’apogeo di un eroe moderno con l’animo lindo del cavaliere. In quel mese di maggio del 2010 realizzò tutti i sogni che un bambino può chiedere quando si addormenta abbracciando il pallone. Segnò i gol decisivi in campionato, in Coppa Italia e in Champions. Era il tutto nel tutto. Questa sera, l’Avellaneda tinta di biancazzurra del Racing (non i rivali biancorossi dell’Independiente, il cui prossimo allenatore sarà il fratello Gabi), sarà al "Cilindro". Lo stadio intitolato al «Presidente Peron» sarà il cerchio del ringraziamento eterno a Milito. Il club ha preparato una «camiseta» speciale con il numero 22 e la scritta "Gracias Milito" sulla schiena. Una serata particolare, con i bimbi fino agli 11 anni che potranno entrare gratis (ogni adulto può accompagnarne un paio). "Sarà difficile non emozionarsi" - ha dichiarato alla vigilia.
L’Inter, per Milito, rimarrà uno dei grandi amori. E la prima cosa che gli viene in mente è la semifinale di ritorno di Champions del 2010 contro il Barcellona: "La partita più lunga della mia vita". E poi: "Vestire la maglia nerazzurra a 30 anni era per me la grande occasione della vita - aggiunge -. La vittoria del Triplete fu la vittoria dell’intelligenza e della forza di un gruppo straordinario. Sapevamo esattamente quello che stavamo facendo e l’obiettivo era magnifico". A Madrid il momento più alto, seguito in pochi secondi da una parentesi con dichiarazioni di un possibile addio ("Ho un’offerta importante, non so se resto"): "Ho sbagliato, fu un errore parlarne. C’erano contatti con diverse squadre, ma sbagliai il tempo". L’Inter entra in una fase tribolata della sua vita e anche Diego finisce per esserne risucchiato, complice il tremendo infortunio del 2013 ai legamenti del ginocchio sinistro. Ne segue un problema muscolare che lo porta a rendere concreto un desiderio profondo: "Dovevo tornare a casa al Racing. Il mio sogno, dal principio, era finire con questi colori. E di finire bene". Ha vinto un campionato argentino con il suo club e ne è diventato capitano.


Una frase di Moratti racchiude bene quel che è stato Milito per il mondo nerazzurro. "Fummo accusati di non aver venduto Milito dopo la finale del 2010. Ma come si fa a vendere colui che ti fa vincere scudetto e Champions? Non puoi venderlo se pensi che la gente abbia tifato con te". Il Principe con l’Inter ha vinto tutto nel giro di un anno solare, tra la fine della stagione 2009-2010 e la successiva, pur rimanendo a Milano un quinquennio. La bacheca dice uno scudetto, due coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Champions e un Mondiale per Club. Tutto. Stasera saluterà il suo pubblico (tra cui Josè Mourinho) prima di vedersi intitolata una strada di Avellaneda.

domenica 15 maggio 2016

ADDIO GERVASONI, NON CI MANCHERAI ...


Ultima chiamata, ieri sera per Paolo Gervasoni, che per raggiunti limiti d'età deve chiudere la propria carriera arbitrale. E lo fa con una prestazione che di certo non gli rende merito, anzi. Di per sé non certo un fenomeno col fischietto in mano, al 'Mapei' alle solite e fastidiose sbavature ha aggiunto, a quanto pare, una chicca: annullare per fuorigioco il gol di D'Ambrosio in perfetta collaborazione con l'assistente Fiorito, a dimostrazione che in due non hanno capito nulla. Del tutto fuori luogo, poi, il rosso a Murillo, estratto quasi per piacere personale che per una reale motivazione. Ma è giusto attendere il referto per capire quanto bene conosce lo spagnolo. No, non c'era bisogno di fare il fenomeno in una serata del genere, caro Gervasoni. Non ci mancherai, questo è certo.

sabato 14 maggio 2016

38ª G. Sassuolo-INTER 3-1

Bastano appena 6′ al Sassuolo per portarsi in vantaggio: Politano tenta il destro dai 25 metri, la deviazione di Murillo spiazza Carrizo e permette ai neroverdi di realizzare l’1-0. L’Inter ha in Palacio l’uomo più pericoloso, ma dalle parti di Consigli non arrivano conclusioni nello specchio; il Sassuolo invece cerca di sfruttare la rapidità del tridente e al 26′ arriva il gol del raddoppio: filtrante di uno scatenato Politano per Duncan che serve l’accorrente Pellegrini bravo a piazzare e firmare il 2-0. La reazione dell’Inter è veemente, nello spazio di pochi secondi Consigli compie due interventi decisivi su Éder e Jovetić, al 31′ però Magnanelli perde palla nei pressi dell’area di rigore su pressione di Brozović e Palacio tutto solo insacca la rete del 2-1. Al 39′ è ancora Politano a ristabilire le distanze: l’attaccante neroverde svetta più in alto di tutti e realizza il 3-1 raccogliendo l’assist preciso di Gazzola.

A inizio ripresa l’Inter si vede annullare la rete del 3-2: D’Ambrosio realizza con un colpo di testa sotto misura ma il guardalinee segnala una posizione di fuorigioco inesistente ! I ritmi si fanno molto più blandi, il Sassuolo controlla il vantaggio con meno apprensione e al 59′ Murillo facilita le cose ai padroni di casa: il difensore colombiano prima si fa ammonire per un fallo su Falcinelli e dopo pochi secondi riceve il rosso per le reiterate proteste.(Giallo esageratissimo,ma lui é Murillo non Bonucci ! )
 L’inferiorità numerica spegne definitivamente i propositi di rimonta dell’Inter, Mancini ne approfitta per far esordire i giovani Radu e Della Giovanna. Sul campo invece non succede praticamente nulla, il Sassuolo vince 3-1 e raggiunge uno storico sesto posto: sabato sera scoprirà se sarà valso anche il pass per l’Europa League.

sabato 7 maggio 2016

37ª G. INTER-Empoli 2-1


Missione compiuta per l'Inter che riscatta la sconfitta con la Lazio e battendo l'Empoli 2-1 blinca il quarto posto che vale la qualificazione diretta alla fase a gironi di Europa League.
I ragazzi di Mancini partono bene e passano in vantaggio con un bolide di Icardi sotto la traversa dopo una bella azione in velocità. L'Empoli però reagisce e approfittando di un vistoso calo dei nerazzurri pareggia con Pucciarelli, ben assistito da Maccarone. Prima dell'intervallo però l'Inter torna avanti con un tap in di Perisic da pochi passi dopo una parata su Jovetic.

Nella ripresa la partita perde di spettacolarità, con l'Inter che rischia anche di mancare l'appuntamento con la vittoria. Icardi esce dal campo per un problema muscolare e gli ospiti falliscono una grande occasione con Costa che strappare il pareggio.

domenica 1 maggio 2016

36ª G. Lazio-INTER 2-0

Lazio-Inter 2-0. Klose e Candreva (su rigore) trascinano i biancocelesti alla vittoria contro i nerazzurri e riaccendono, seppur debolmente, le speranze europee dei capitolini, ora a -4 dal Sassuolo sesto. Per la Beneamata (espulso Murillo) arriva invece l'addio matematico alla Champions League.
 Una buona Lazio chiude meritatamente avanti il primo tempo. A fronte di un'Inter dalla manovra stentata, i biancocelesti sono più pungenti e passano subito all'8' con Klose: il tedesco dopo un triangolo con Lulic si trova a tu per tu con Handanovic, che scavalca con un elegante pallonetto. La squadra di Mancini fatica a reagire, e sono i padroni di casa ad andare più vicini al raddoppio con Candreva.

 Si scuotono i nerazzurri nella ripresa, che vede l'immediata espulsione di Simone Inzaghi per proteste. Il cambio di Mancini (Biabiany per Medel) dà la scossa alla squadra, che crea occasioni in serie con Jovetic e Perisic. Al 78' lo jesino inserisce anche Palacio per Nagatomo, l'Inter si sbilancia e viene punita dai capitolini: all'83' Murillo atterra in area Keita e viene espulso, dal dischetto Candreva non sbaglia e firma il 2-0 che chiude i giochi.

martedì 26 aprile 2016

Prostituzione intellettuale : nel giardino di casa...

Ha vinto la ruBentus, complimenti alla ruBentus. Che però, va detto, in Italia ormai gioca come fosse il giardino di casa. E i motivi sono molteplici. Una differenza di trattamento a tutti i livelli, soprattutto se paragonata a quella delle dirette concorrenti. Il raffronto non si pone nemmeno se parliamo del parallelismo con l'Inter. Avete presente l'ammonizione di Perisic per proteste rimediata contro l'Udinese l'altra sera? Ecco, ci siamo capiti.
Ma, al di là del trattamento arbitrale (sono pur sempre uomini condizionabili, e parlare di condizionamento non vuol dire necessariamente parlare di partite truccate come a qualcuno piace pensare per buttarla in caciara), quello che preme sottolineare stavolta è la diversità di percezione che hanno gli utenti – lettori, ascoltatori e spettatori – rispetto a questi due mondi. Due mondi rappresentati in maniera diametralmente opposta: da una parte c'è la favola, l'idillio, il Mulino Bianco; dall'altro l'ansia, l'incertezza perenne, l'oblio.
Qualche esempio.
L'Inter degli 1-0 e la rubentus degli 1-0: per i nerazzurri era "fortuna", "Sant'Handanovic", "sofferenza infernale"; per i bianconeri diventa "carattere", "squadra cinica", "DNA vincente". Senza considerare i commenti sulle ultime vittorie della squadra di Mancini: invece di osservare una crescita, si è preferito porre l'accento sul "rimpianto" e sul "cosa sarebbe potuto essere se...".
Voti, pagelle e giudizi sui singoli? Velo pietoso. C'è chi vale 100 milioni anche quando sbaglia di tutto e chi "non è un campione, era in errore chi la pensava così" anche quando trascina. E allora Rugani – ad esempio – diventa uno che "ha imparato per sei mesi e ora gioca sempre titolare", mentre per altre squadre si sarebbe parlato di "poco spazio per i giovani", di "bocciatura sonora" o, ancora peggio, di "bidone".
Sul piano tecnico-tattico, poi, si fa carne di porco. Bonucci ormai è per tutti "uno che sa impostare divinamente da dietro", così come Marchisio è "un regista coi fiocchi". A piene mani, prendetene tutti. Ma davvero c'è qualcuno che pensa che con Miranda in squadra serva Bonucci? Oppure seriamente si ritiene Marchisio (chiariamo: ottimo centrocampista) un regista nel senso stretto del termine?
E se ne dicono di ogni anche per quanto riguarda il povero Thohir. Inizialmente era lo scemo sprovveduto che voleva utilizzare l'Inter come giocattolino. Poi è passato per il tirchione che non cacciava un soldo. In mezzo c'è stato chi lo ha accusato, nemmeno tanto velatamente, di aver preso il club solo per fare business. E adesso, in barba a tutto quanto detto negli scorsi mesi, ci si offende pensando che debba restare al timone invece di vendere la società e andare a prendere un altro club. Tutto e il contrario di tutto.
Ci sarebbero pure le liti di Mancini con i vari giocatori, con i dirigenti, con il presidente, con la ex moglie; le scelte "scriteriate" a livello tattico; il "fallimento" di Eder; Melo trattato alla stregua di Hannibal Lecter; i troppi stranieri in squadra. Giusto per ricordare qualche altra perla in ordine sparso.
Di certo ognuno può esprimere la sua idea e non è detto che una sia migliore di un'altra. Fa sensazione, però, che queste idee abbiano quasi tutte lo stesso elemento ispiratore e arrivino spesso e volentieri alle medesime conclusioni.
Qual è il meccanismo? Presto spiegato. Chi fa informazione ha il potere di incidere seriamente sul pensiero comune, specie se in quell'humus vive chi è poco esperto e quindi è terreno fertile nel quale queste idee attecchiscono senza i dovuti filtri. Si viene a creare un'opinione pubblica distorta, deviata, fallace, unilaterale. Una sorta di "moda del pensare" che a catena condiziona anche chi va allo stadio, condiziona l'ambiente di lavoro, condiziona i protagonisti in campo. I giocatori, d'altronde, non sono altro che uomini, con le loro ansie, i loro sentimenti e le loro paure. Uomini che assorbono – chi più, chi meno – ciò che il mondo esterno propone loro. Ed è così che poi anche lo svolgimento di una partita vive di questi umori, tra tifosi che fischiano al primo appoggio sbagliato perché "quello lì è costato 35 milioni!" e i calciatori che entrano in campo con eccessiva tensione oppure con troppa poca tensione. Pressare Kondogbia per un centrocampista del Verona, quindi, diventa più semplice che pressare Pogba. Alla stessa stregua, applaudire Perisic diventa più complicato che applaudire Morata.

Normale, insomma, che poi in questo mondo fatato nessuno faccia notare come gli scudetti siano 32 e non 34. Ma è il giardino di casa e, giustamente, si fa ciò che si vuole.
Alessandro Cavasinni


sabato 23 aprile 2016

35ª G. INTER-Udinese 3-1


Ritorno alla vittoria per l'Inter, che piega in rimonta l'Udinese 3-1 con due marcatori che attendeva da tempo: Jovetic (doppietta) e Eder. Inutile la rete iniziale di Thereau.
I friulani partono bene e dopo 9' passano in vantaggio: lancio perfetto di Badu e tiro al volo di Thereau che non lascia scampo ad Handanovic. L'Inter però reagisce subito, mette alle corde l'Udinese e pareggia con Jovetic che devia in rete da pochi passi un assist di Icardi.

Nella ripresa l'Udinese va di nuovo vicina al vantaggio ma la traversa dice di no a Fernandes. Sotto gli occhi degli imprenditori cinesi interessati ad entrare in società l'Inter però non può fare brutte figure e al 75' trova il 2-1: è ancora Jovetic di petto a deviare in rete un cross di Biabiany. Nel finale c'è gloria anche per Eder, che chiude i conti in contropiede.

mercoledì 20 aprile 2016

34ª G. Genoa-INTER 1-0

Ritmi molto alti nei primi minuti: al 4′ Perišić sfiora subito il vantaggio con un colpo di testa su cui Lamanna compie un grande intervento, risponde un paio di minuti dopo Pavoletti ma il suo destro da fuori area termina alto di molto. Col passare del tempo il ritmo inizia a scemare ed entrambe le squadre non riescono a creare pericoli alle porte difese da Lamanna e Handanović. Bisogna aspettare il 28′ per vedere una vera palla gol: bella azione personale di Palacio che mette in mezzo per Icardi, il colpo di testa dell’argentino viene ribattuto sulla linea da Muñoz, con Lamanna ormai fuori causa. Il portiere genoano compie però un grande intervento al 35′, ancora una volta su colpo di testa di Perišić; al 39′ è l’Inter a rischiare lo svantaggio: sul calcio d’angolo Pavoletti colpisce di testa e trova la risposta di Handanović che mantiene il punteggio sullo 0-0.

Secondo tempo che si apre con l’Inter determinata a cercare il gol del vantaggio, le azioni da gol però latitano: ci prova Palacio al 58′, ma la sua conclusione di testa termina abbondantemente a lato; al 64′ però il Genoa fa vedere tutta la sua pericolosità nelle ripartenze con la coppia Pavoletti-Rigoni che mette paura alla retroguardia nerazzurra. Gasperini inserisce forze fresche con Tachtsidis al posto di Rigoni e Capel al posto di Suso; Mancini manda in campo Éder per Perišić. Al 77′ i padroni di casa passano in vantaggio: sugli sviluppi di un corner De Maio trova il tap-in vincente da distanza ravvicinata dopo la sponda di Tachtsidis. Nel tentativo di trovare il pareggio Mancini prova la carta Jovetić (fuori Telles) e nel finale quella Ljajić, ma la squadra crea poco e anzi è il Genoa a sfiorare il raddoppio con una conclusione potentissima di Ansaldi dai 25 metri su cui è bravo Handanović. L’unica vera occasione per l’Inter arriva dai piedi di Éder, il suo destro però termina a lato e per i nerazzurri forse la corsa Champions termina qui.

sabato 16 aprile 2016

33ª G. INTER-Napoli 2-0


Finisce 2-0 il terzo e ultimo anticipo della trentatreesima giornata di serie A, con l'Inter che torna a sognare la Champions League grazie a Icardi e Brozovic mentre il Napoli (sempre orfano dello squalificato Higuain) che crolla: domenica la Juventus potrebbe volare a +9.
Il risultato si sblocca subito: Icardi, partendo da una posizione di leggero fuorigioco, aggancia in acrobazia un lancio di Medel e supera Reina con un perfetto tocco sotto per l'1-0. La squadra di Sarri, con Gabbiadini unica punta, fatica ad uscire dal pressing dei nerazzurri e si rende pericolosa solo con un paio di tiri dalla distanza di Allan e Hamsik: attento Handanovic. L'Inter invece manca il raddoppio con una scivolata di Perisic ma ad un minuto dall'intervallo lo trova con Brozovic che a sua volta scavalca Reina.

Nella ripresa Sarri si affida a Mertens per un evanescente Insigne ma la musica non cambia. Callejon ha una buona chance ma l'Inter gestisce bene la partita e sfiora anche il tris con Jovetic: bravissimo Koulibaly a sventare sulla linea. Il Napoli, sfiduciato e stanco, non crea i presupposti per riaprire la partita e al triplice fischio San Siro può festeggiare un risultato che forse  riapre la corsa alla Champions e avvicina la Juventus al quinto scudetto consecutivo.

NUMERI & CURIOSITÀ...INTER-Napoli


L’Inter per continuare a credere nel terzo posto, dopo il mezzo passo falso della Roma contro il Bologna, mentre il Napoli non vuole mollare e spera di accorciare le distanze dalla Juventus, attualmente a +6. L’anticipo del sabato della 33/a giornata ci indicherà per quale delle due squadre è tempo di abbandonare i rispettivi obiettivi.
I PRECEDENTI – Nei 68 precedenti disputati tra Inter e Napoli, i padroni di casa si sono aggiudicati l’intera posta in palio per ben 45 volte, lasciando solo le briciole ai partenopei; le vittorie azzurre, infatti, sono solamente 8 mentre le due compagini si sono equamente suddivise l’intera posta in palio per 16 volte. Come nell’ultimo precedente, quando Callejon portò avanti il Napoli per ben due volte, ma in entrambi i casi la formazione partenopea venne raggiunta prima da Guarin e poi da Hernanes. Nell’incontro della stagione 2012-2013 disputata allo Stadio Giuseppe Meazza, invece, le reti di Guarin e Milito nel primo tempo decisero l’incontro, nonostante il gol di Cavani in apertura di ripresa: fu l’ultimo grande ruggito della squadra di Stramaccioni, che poi iniziò il terribile declino che portò l’Inter sino al nono posto in classifica. Nell’anno precedente, invece, fu un assolo napoletano in terra lombarda: uno 0-3 micidiale firmato da Campagnaro, Maggio e Hamsik. E’ l’unico acuto dei campani nel nuovo millennio, però, dato che il Napoli ha sempre perso dal 2000 a oggi contro l’Inter, tranne in quell’occasione e nelle ultime due annate.

LE STATISTICHE – Inter-Napoli è sinonimo di spettacolo e tanti, tanti gol. Osservando i freddi numeri, infatti, le due squadre hanno realizzato un totale di 201 gol: 134 di questi hanno permesso alla squadra meneghina di esultare, i restanti 67 invece sono firmati da giocatori azzurri. L’Inter ha mostrato la tendenza a essere molto più prolifica nella ripresa (78 contro 56 reti nei primi 45 minuti) mentre i numeri riferiti al Napoli ci raccontano di come sia più o meno indifferente per la squadra partenopea andare in rete in un tempo o nell’altro (35 a 32 gol).