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RISULTATO FINALE...Verona-INTER 3-3

domenica 7 febbraio 2016

24ª G. Verona-INTER 3-3


Primo tempo. Subito Inter ma anche Gollini, l’estremo Hellas, c’è. 7’: grande azione nerazzurra, centro basso di Icardi per Palacio che si fa ipnotizzare dal portiere scaligero bravissimo a respingere. Non passano due minuti che l’Inter realizza lo 0 a 1 con uno stacco di Murillo (8’), correggendo un angolo. Verona subito reattivo ma Pazzini è bloccato in angolo. Secondo angolo Hellas ed ecco lo stacco imperioso di Helander per l’1 a 1 gialloblù. L’Hellas non si ferma. Al 16’ è Pisano, sempre di testa, a realizzare il bis, saltando più in alto di tutta la retroguardia nerazzurra: 2 a 1 Hellas. L’Inter ammortizza il colpo e, al 21’, con una battuta al volo di Brozovic sfiora il pareggio. I nerazzurri spingono, i gialloblù si rannicchiano davanti a Gollini. 28’: punizione dalla sinistra, centra Brozovic, nulla di fatto. Il polacco Wszolek allenta la tensione in contropiede ma il suo centro è intercettato involontariamente da Brozovic, quindi palla a Handanovic. La partita corre sul filo dell’emozione, l’Hellas prova a ripartire di rimessa ma senza esito. L’Inter comanda le ostilità ma è troppo lenta e imprevedibile. Icardi in girata calcia alle stelle. 34’: ora è l’Inter a barcollare su centro basso di Fares, Jesus sbroglia.

 Secondo tempo. Inter sostituisce Felipe Melo (ammonito e a rischio espulsione) con Peresic e si proietta subito in avanti, Verona pronto a sfruttare gli spazi. 4’, ennesimo angolo Inter: nulla di fatto. L’Inter fatica a servire Icardi e compagni soprattutto quando si ostinano nel gioco aereo. Gollini non si fa sorprendere da Palacio all’8. Errori non provocati da parte interista fanno rifiatare i gialloblù sempre ben raccolti davanti all’estremo gialloblù. L’Inter pericolosa con Kondogbia, Gollini respinge. Sull’altro fronte angolo per l’Hellas: stacco imperioso di Ionita ed ecco servito il tris. Tifosi nerazzurri ammutoliti per la terza volta e sempre più arrabbiati con i propri calciatori, appassionati gialloblù in festa. 15’. Prima sostituzione Hellas: dentro Gilberto per Fares. Un attimo dopo ecco Icardi, su disattenzione difensiva gialloblù, realizzare, indisturbato, il 3 a 2, ridando forza ai nerazzurri, incitati ora (ripetutamente) dai propri tifosi a tirare fuori gli attributi. 20’: Telles pennella una palla su punizione dal lato corto dell’area gialloblù, nulla di fatto. Pazzini e Kondobia non si scambiano carezze, interviene l’arbitro a fare da paciere. 22’: Gollini è straordinario nel dirimere una mischia davanti a lui. Dentro Gomez per Toni nell’Hellas che esce tra i calorosi applausi del Bentegodi. Angolo Hellas al 25’, stavolta esce Handanovic con i pugni. I cori interisti contro i propri calciatori, a quanto pare, portano bene all’Internazionale che realizza il 3 a 3, lasciando partire una conclusione sul primo palo defilato sulla sinistra. L’Inter ci crede, il Verona ricomincia a soffrire. Del Neri inserisce Wszolek per Romulo, al rientro dopo un lungo infortunio. Fuori Telles per Biabiany nell’Inter: Mancini vuole vincere. Gollini ritorna a compiere un intervento miracoloso su Eder al 39’. Ma al 40’ Hellas si rigetta in avanti: Gilberto coglie il palo esterno dopo un gran numero sulla sinistra. 41’, Hellas di rimessa, Romulo prova a sorprendere Handanovic con una palombella, ci riesce, la palla esce di un niente. Come, sull’altro fronte, lo stacco imperioso di Icardi. Partita vibrante fino all’ultimo, 3 minuti di recupero: finisce 3 a 3.

mercoledì 3 febbraio 2016

23ª G. INTER-Chievo 1-0


Mancini rispolvera il 4-3-3 con Icardi al centro dell’attacco supportato da Éder e Palacio mentre Maran deve rinunciare a Bizzarri e schiera dal primo minuto l’esordiente Seculin. I nerazzurri, vogliosi di riscatto dopo il derby perso la scorsa domenica, mettono da subito le cose in chiaro: Éder spara centrale, Icardi scalda i guantoni a Seculin mentre Kondogbia è troppo morbido dai 12 metri. L’Inter macina gioco collezionando un’infinito numero di calci d’angolo, ma il ChievoVerona, seppur mai pericoloso in avanti, tiene lo 0-0 fino al termine del primo tempo.

Neanche il tempo di sedersi sulla poltrona che l’Inter è già avanti: corner di Telles, Miranda cicca il pallone sul quale Icardi si fionda e porta in vantaggio i padroni di casa al secondo minuto della seconda frazione. Ci si aspetterebbe una reazione del ChievoVerona, ma è ancora l’Inter che cerca il raddoppio. Nagatomo, indemoniato, serve due assist perfetti per Icardi che però prima trova la traversa e poi trova Seculin a negargli la gioia della doppietta. Maran prova a scuotere i suoi con la girandola dei cambi e, dopo un paio di spaventi sventati da un superlativo Seculin, impaurisce i padroni di casa nel finale senza però trovare il gol del pari. 1-0 per l’Inter il finale che vuole dire tre punti fondamentali per gli uomini di Mancini mentre per il ChievoVerona continua il periodo nero allungando a quattro le gare senza vittoria.

NUMERO & CURIOSITÁ...INTER-Chievo


Dopo la sconfitta nel derby, l’Inter torna in campo con la speranza di dimenticare una brutta serata e tornare a fare punti (solo 5 nelle ultime 6 giornate). Anche il ChievoVerona vuole dimenticare l’ultimo match, considerando che la Juventus ha espugnato il Bentegodi segnando quattro reti.
I PRECEDENTI – Nei 13 precedenti in Serie A tra Inter e Chievo, i padroni di casa si sono assicurati tre punti in ben 8 occasioni, mentre i clivensi hanno rimediato un punto per 4 volte. L’unica vittoria ospite, infine, risale proprio alla prima partita in assoluto a San Siro contro i nerazzurri, quando Corradi e Marazzina ribaltarono il temporaneo vantaggio realizzato da Vieri. Una vittoria storica, ancora nella memoria dei tifosi del Chievo che, con Del Neri in panchina, riuscirono addirittura a qualificarsi per il preliminare di Champions League; nella stagione 2012/2013, invece, i nerazzurri si imposero per 3-1 grazie alle reti di Cassano, Ranocchia e Milito, quest’ultimo al ritorno in campo dopo alcuni problemi fisici. Due anni fa Inter e Chievo si spartirono la posta in palio con il punteggio di 1-1, grazie alle reti di Paloschi e Nagatomo, mentre nell’ultimo scontro diretto le due squadre si sono rese protagoniste di uno scialbo 0-0.

LE STATISTICHE – Inter-Chievo è da sempre sinonimo di spettacolo, gol e partite memorabili. Nonostante i precedenti ci dicano che l’Inter è puntualmente favorita ogni volta, i clivensi raramente demordono e spesso vanno oltre le proprie possibilità. Lo dimostrano i 14 gol realizzati dalla squadra gialloblu, a fronte di 24 subiti. Un numero che rende onore ai veneti: a cavallo tra il 2006 e il 2010, inoltre, nei tre incontri disputati tra le due squadre al Giuseppe Meazza, Inter e Chievo hanno realizzato la bellezza di 20 reti (due 4-3 e un 4-2).

domenica 31 gennaio 2016

22ª G. Bilan-INTER 3-0 !!!!!!!!!!

Bilan-Inter 3-0. Serata di festa per i colori rossoneri: la squadra di Mihajlovic batte i nerazzurri nel derby con le reti di Alex, Bacca e Niang. Il Diavolo si porta a -5 dai cugini, ora in piena crisi con appena due punti nelle ultime quattro partite. Icardi sbaglia il rigore dell'1-1 nel momento più importante della gara.
 Primo tempo giocato a ritmi frenetici, non sempre con lucidità, da entrambe le formazioni. L'Inter è più incisiva nel primo quarto d'ora, tanto che si avvicina al gol con il neo acquisto Eder, che in tuffo fa venire i brividi a Donnarumma, e con Brozovic dalla distanza. Il Diavolo prende le misure e lentamente alza il baricentro: alla prima vera occasione gol, al 36', si porta in vantaggio con Alex, imperioso colpo di testa su cross perfetto di Honda. L'Inter non riesce a reagire, il Milan è molto più compatto e finisce il primo tempo in crescendo, anche se nel finale Jovetic sciupa un'occasione chiara per il pareggio.
 Ripresa, l'Inter parte forte ma attacca i cugini più di nervi, senza la lucidità necessaria: al 49' Donnarumma svirgola un rinvio e poi causa il rigore per anticipare in tuffo con i pugni Eder. L'arbitro indica il dischetto e poi ci ripensa, per la furia di Mancini, immediatamente espulso.
Lo jesino dalla tribuna dà disposizioni al suo secondo e butta nella mischia Icardi, dentro per Jovetic: al 69' l'argentino incide subito sul match guadagnandosi un penalty per fallo di Alex. Dal dischetto Maurito però sbaglia, calciando sul palo.

Due minuti dopo, il colpo di grazia per l'Inter: Bacca in scivolata intercetta il cross di Niang e al volo batte Handanovic. I nerazzurri barcollano e al 77' arriva il tris: Bonaventura scappa in contropiede e smarca Niang, che prima calcia su Handanovic, poi insacca sulla respinta, 3-0 e partita chiusa.

sabato 30 gennaio 2016

NUMERI & CURIOSITÁ...Bilan-INTER


Milan e Inter si affrontano dopo aver pareggiato rispettivamente contro Empoli e Carpi. Certamente non due risultati che hanno contribuito a tenere alto il morale, considerando che i nerazzurri hanno anche subito la sconfitta in casa della Juventus nella semifinale d’andata della Coppa Italia.
I PRECEDENTI – Negli 81 precedenti tra le due squadre, con i rossoneri padroni di casa, il Milan ha ottenuto 27 vittorie, strappando un punto in 23 occasioni; per quanto riguarda le vittorie nerazzurre, invece, l’Inter ha il merito di aver battuto i quotati avversari per ben 31 volte, rendendo vano quindi il “fattore campo”, sempre che si possa parlare di questo privilegio in un derby così sentito dalle due parti. Per quanto riguarda la partita della stagione 2013/2014, a decidere fu Nigel De Jong, bravo a sfruttare un errore di Esteban Cambiasso; alla settima giornata della stagione 2012-2013 fu un gol di Walter Samuel dopo appena tre minuti a regalare all’Inter il successo sul Milan, che reclamò per un paio di decisioni arbitrali non proprio favorevoli, come il rigore non concesso per un fallo su Pazzini e la rete non convalidata di Montolivo per un fallo su Handanovic. I tifosi rossoneri ricorderanno sicuramente con più gioia il successo nella stagione 2010/11, quella dello scudetto, e proprio la partita chiave fu quella contro i nerazzurri, che vennero strapazzati con un sonoro 3-0. Infine la partita più spettacolare degli ultimi anni è sicuramente quella dell’annata 2006/07, la prima post-calciopoli, quando l’Inter vinse 3-4 grazie alle reti di Crespo, Stankovic, Ibrahimovic e Materazzi: l’espulsione di quest’ultimo, però, riaprì una partita già chiusa e l’Inter dovette soffrire per imporsi sul Milan, nonostante un vantaggio momentaneo di tre lunghezze. Per quanto riguarda l’ultimo scontro diretto, invece, Obi nel secondo tempo rispose al momentaneo vantaggio di Menez: finì 1-1 la prima partita di Mancini nella sua seconda avventura nerazzurra.
LE STATISTICHE – L’Inter ha ottenuto più vittorie del Milan nella storia di questo derby, come detto, e anche dal punto di vista del rapporto gol fatti/subiti si trova in vantaggio: i nerazzurri hanno realizzato 108 gol, a fronte di 100 reti subite dagli avversari. Per quanto riguarda la distribuzione delle segnature, il Milan ha mostrato la tendenza a essere più prolifico nella ripresa (60) rispetto ai primi tempi (40 reti), mentre c’è sostanziale parità per quanto riguarda l’Inter (53 nei primi 45 minuti, 55 nei secondi tempi).
L’attaccante più prolifico nella rosa nerazzurra, sino a questo momento della stagione, è Mauro Icardi con 8 reti; per quanto riguarda il Milan, invece, il miglior marcatore è Carlos Bacca, giunto a 10 gol.

Il Milan manca di continuità e, dopo un periodo positivo, è tornato a fare fatica come a inizio stagione: ancora peggiore la situazione dell’Inter che, in campionato, non riesce più a vincere... 

venerdì 29 gennaio 2016

Ufficiale : EDER all'Inter...Mancini accontentato !



Mancini è stato accontentato. Per cercare di risolvere i problemi in attacco ed invertire la rotta delle ultime giornate in campionato, il tecnico jesino potrà contare anche su di un nuovo bomber: Citadin Martins Eder è ufficialmente nerazzurro.
F.C. Internazionale comunica ufficialmente l'arrivo di Citadin Martins Eder dall'U.C. Sampdoria in prestito biennale con diritto di riscatto condizionato. L'attaccante ha firmato un contratto con il club nerazzurro fino al 30 giugno 2020", si legge nel comunicato diffuso dalla società meneghina.
 E nel frattempo sono arrivate anche le prime parole da interista dell'italo-brasiliano: "Sono felicissimo di essere qui. Tanti anni di sacrificio nel mio lavoro mi hanno portato ad arrivare in un grande club come l'Inter".

 Entusiasta per il buon esito della trattativa si è detto anche il CEO dell'Inter Michael Bolingbroke: "Siamo contenti di accogliere Eder in squadra. È un giocatore con grandissime qualità ed esperienza internazionale. Darà una nuova dimensione al nostro gioco e sarà una soluzione in più per Roberto Mancini".

Vidic dice basta...


Nemanja Vidic ha chiuso all'Inter la propria carriera agonistica: il difensore serbo ha annunciato, attraverso i siti di Stella Rossa Belgrado e Manchester United, l'intenzione di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo dopo l'esperienza poco felice in nerazzurro. "E' arrivato il momento di dire basta, i problemi fisici hanno auvto un ruolo determinante. Ringrazio tutti i giocatori che hanno giocato con me e gli allenatori che ho avuto, e i tifosi per tutto il sostegno che mi hanno dato in questi anni.

giovedì 28 gennaio 2016

Ranocchia, c'è l'ufficialità


Andrea Ranocchia è ufficialmente un giocatore della Sampdoria.

A ufficializzare il prestito il club ligure con un comunicato stampa nel quale "il presidente Massimo Ferrero e tutta l'U.C. Sampdoria sono felici di dare il benvenuto in blucerchiato ad Andrea Ranocchia. I diritti sportivi del difensore (nato ad Assisi, Perugia, il 16 febbraio 1988) sono stati acquisiti a titolo temporaneo dall'Inter. Il calciatore, che ha sostenuto in mattinata le visite mediche presso il Laboratorio Albaro, si è già aggregato ai nuovi compagni per la seduta pomeridiana al "Mugnaini" di Bogliasco".

mercoledì 27 gennaio 2016

TIM CUP SEMIFINALE ANDATA RuBentus-INTER 3-0

I bianconeri battono i nerazzurri allo Stadium con le reti di Morata (doppietta) e Dybala e ipotecano la finale di Coppa Italia. Crisi nera per la squadra di Mancini, quasi mai in partita, altra prestazione superlativa dei campioni d'Italia, che confermano il loro momento di forma. Miranda, ammonito e già diffidato, e Murillo, espulso, salteranno la partita di ritorno.
 Bianconeri in pieno controllo del match. Dopo un avvio in equilibrio, i torinesi protestano con l'arbitro per un penalty non concesso per un fallo di mano di Medel non visto da Tagliavento al 13'. Al 33' il vantaggio dei padroni di casa: Cuadrado cade in area, rigore e giallo per Murillo. Dagli undici metri Morata torna al gol dopo quattro mesi trafiggendo di potenza Handanovic ed esulta rabbiosamente, scalciando la bandierina.
 La reazione degli ospiti è scarna, i nerazzurri mantengono il possesso palla ma creano pochissimo, il tridente Biabiany- Ljajic-Jovetic è inconcludente. La squadra di Allegri aspetta sorniona e al primo affondo della ripresa piazza il raddoppio: al 61' Morata in girata segna la sua doppietta personale sfruttando un errore di Felipe Melo. L'Inter non c'è e pochi minuti dopo perde Murillo per un secondo giallo, causato nuovamente da un fallo sull'imprendibile Cuadrado.
  In 10 contro 11 è dominio Juve: Morata sfiora il terzo gol, anche Pogba si avvicina al tris. Mancini butta nella mischia Icardi, Jovetic si lamenta per un presunto fallo di mano di Caceres, Tagliavento lascia proseguire.

 Allegri inserisce Dybala, e il momento magico dell'argentino continua: all'84', su passaggio di Alex Sandro, sorprende Handanovic con un sinistro da fuori area, 3-0 e Inter quasi eliminata.

UFFICIALE - Guarin è un giocatore dello Shanghai


Fredy Guarin è ufficialmente un giocatore dello Shanghai Shenhua. A comunicarlo è il profilo sul social network Weibo della squadra cinese in cui si comunica l’effettivo passaggio del colombiano alla corte di Manzano. La dirigenza ha voluto così accogliere il centrocampista ormai ex nerazzurro: “Il suo arrivo permetterà di migliorare notevolmente la nostra rosa in vista della prossima stagione. Non vediamo l’ora che si possa creare una buona alchimia fra lui e la squadra e soprattutto con il connazionale Moreno per rendere ancora più pericoloso il nostro reparto offensivo in vista della prossima Super League”.

domenica 24 gennaio 2016

21ª G. INTER-Carpi 1-1 !!!!!!!!!!

Sin dai primi minuti è già chiara a tutti la storia della partita: l’Inter cerca di fare la gara, mentre il Carpi rimane basso per poi ripartire in contropiede con i suoi velocisti. La squadra di Castori difende bene e, soprattutto, corre tantissimo, finendo per impensierire più volte la difesa nerazzurra, ma Handanovič è provvidenziale sia su Mbakogu che su Mancosu. I padroni di casa, invece, faticano a velocizzare l’azione e a superare il muro biancorosso: l’occasione più importante la crea Palacio, ma il suo pallonetto di testa viene salvato sulla linea da Crimi a Belec battuto. Al 39′, però, è proprio l’argentino a sbloccare la gara, portando avanti la squadra di Mancini: il tiro a botta sicura di Perišić viene deviato da Suagher, ma il pallone finisce sui piedi dell’ex Genoa che deve solo appoggiare il pallone a porta vuota.

L’Inter comincia il secondo tempo controllando il gioco e sfiorando il raddoppio con Perišić e Melo, ma Belec si fa trovare pronto in entrambe le occasioni. Gli ospiti, però, non si arrendono e, con il passare dei minuti, iniziano a creare grossi problemi alla difesa nerazzurra con ripartenze fulminee, approfittando della stanchezza degi avversari. Nel finale, la squadra di Mancini torna a farsi vedere in avanti, ma anche stavolta Belec si supera, bravo a opporsi prima al colpo di testa ravvicinato di Melo e poi al tiro a colpo sicuro di Palacio. A 5 minuti dalla fine, il Carpi rimane in dieci uomini per l’espulsione di Pasciuti, ma al 92′ arriva il clamoroso pareggio degli emiliani: in contropiede, Bianco serve in velocità Lasagna, rapido a  inserirsi tra i difensori nerazzurri e a battere con un bel diagonale Handanovič. La squadra di Castori porta cosi a casa un meritato punto da San Siro, fermando un’Inter che non riesce più a vincere davanti al proprio pubblico.

mercoledì 20 gennaio 2016


L'Inter che non ti aspetti e...

Come in ogni film che l’Inter gira la banalità non trova spazio. I nerazzurri si presentavano al San Paolo per i quarti di Tim Cup con la lingua fuori, la respirazione affannosa e la condanna da parte dell’opinione pubblica, sempre molto spietata nei nostri confronti, ad un crollo verticale ed inesorabile. Dall’altra parte del campo c’era l’imbattibile Napoli del più grande giocatore del mondo e del miglior tecnico della stagione. Una squadra destinata a vincere tutto con il bel gioco e gli spunti dei suoi fuoriclasse. Insomma, Davide contro Golia.
Eppure quello andato in scena al San Paolo è stato un film pieno di sorprese con l’antagonista “sfigato” che si prende la ribalta e da “nerd” diventa il “figo” di turno che porta a casa trofeo e ragazza. Davanti all’Inter di martedì sera bisogna solo togliersi il cappello e iniziare ad applaudire dal momento in cui Valeri fa scorrere i titoli di coda. Inter cinica, ordinata e tosta. C’è chi a fine match ha avuto il coraggio di dire che è stato il Napoli a fare la partita e che la squadra ospite ha solo sfruttato le occasioni che le si sono presentate. Ma ormai davanti a tanta e reiterata prevenzione fino a sfiorare il ridicolo io giro le spalle e rido. Inutile prendere seriamente questo tipo di giudizi dati da chi nemmeno guarda le partite. Mi dispiace solo per chi legge o ascolta da casa che debba sentirsi riempire le orecchie di tali fandonie. Ma andiamo avanti.
Mancio osa schierando una formazione molto offensiva, l’Inter amministra, ha più possesso palla del Napoli ma non crea. Il Napoli si rende pericoloso con Callejon ma tanto abbiamo Handanovic in porta e stiamo tranquilli. Nel secondo tempo in campo si vede solo la squadra nerazzurra. A chi mi parla di turn over di Sarri dico che, nel caso, per prima cosa ha sbagliato a sottovalutare l’avversario e per seconda che i titolari (Higuain, Hamsik e Jorginho) sono entrati belli freschi sul punteggio di 0-0 pronti a fare la differenza e eliminare dalla coppa la “povera” e “disastrata” Inter. Jovetic ha inventato un gol dei suoi e Ljajic ha confermato la sua grande forma fisica con quella volata nel finale che è valsa il 2-0 e la qualificazione alle semifinali. Per l’Inter questo è un risultato di platino. Non è da tutti battere il Napoli in casa sua senza prendere gol e segnandone un paio. Ah, questa volta purtroppo per molti non si potrà nemmeno tirare fuori la modaiola tiritera del “solito 1-0”. Il Napoli dimostra ancora una volta di soffrire il turn over e forse di essere davvero dipendente da un grande giocatore di nome Higuain.
Ovviamente il finale per i nerazzurri doveva essere aperto e doveva inevitabilmente tingersi di “giallo”. Mancio viene insultato da Sarri e poi succede quello che tutti abbiamo visto. Non entro nel merito del discorso omofobo di Sarri ma tanto nella sua trasformazione da inizio anno. Ricordo un uomo sereno di fronte alle difficoltà iniziali e umile oltre che intelligente davanti alle accuse ricevute a inizio anno. Mi ritrovo a dover commentare un allenatore che sembra essere di alto livello con grandi idee e capacità, che però ha perso un po’ di quell’umiltà che aveva unito tante maglie diverse nel giudizio unanime sulla sua simpatia e genuinità positiva. Non si può perdere così le staffe alla prima sconfitta. Bisogna saper accettare la sconfitta per essere dei veri vincenti. Vincere e stare in vetta dà le vertigini e forse bisogna abituarsi senza trasformare in negativo il proprio comportamento.

Mancini stava discutendo con il quarto uomo, non capisco perché Sarri si sia sentito in obbligo di mettersi in mezzo insultando con parole che dovrebbero essere indifendibili per tutti (ma leggendo blog e post su internet mi accorgo che non è così) l’allenatore nerazzurro. C’è chi accusa Mancini di essere stato scorretto: di fronte a queste accuse non ci sono più altre parole ed è meglio rispondere con il silenzio
Filippo Tramontana

martedì 19 gennaio 2016

COPPA ITALIA 1/4 di FINALE Napoli-INTER 0-2


Una magia del “revenant” Jovetic permette all’Inter di fare il colpaccio e di qualificarsi per le semifinali di Coppa Italia. Nel quarto di finale giocato al San Paolo cade a sorpresa il Napoli, che non perdeva in casa dall’ultima giornata dello scorso campionato, nonché ultima partita della gestione Benitez, contro la Lazio. Ora la squadra di Mancini attende la vincente di Lazio-Juventus, e fa un pieno di fiducia dopo gli ultimi negativi risultati in campionato. Inter vittoriosa, ma infuriata: finale caldo con un battibecco tra Mancini e Sarri, accusato dal tecnico nerazzurro di insulti sessisti.
 Spettacolare la rete del montenegrino, che al 28’ della ripresa, batte Reina con un bel destro a giro dal limite dell’area. Partita non esaltante a Fuorigrotta, giocata su ritmi molto alti, ma avara di occasioni. Il Napoli ha quasi sempre tenuto l’iniziativa, pagando però cara la scelta di Sarri di tenere in panchina Hamsik, Insigne e Higuain in vista del campionato. Buona la prova di Mertens e Gabbiadini, ma questa volta nessun miracolo per Handanovic e l’Inter passa a Napoli dopo 18 anni.
 Il primo tempo vive sugli altissimi ritmi imposti come di consueto dal Napoli. La squadra di Sarri è compatta e aggressiva come sempre rendendo quasi impossibile per l’Inter la prima costruzione del gioco. Il tecnico azzurro ordina la solita difesa alta e il risultato è quello di un’Inter costretta quasi costantemente sulla difensiva, visto che in fase di possesso il Napoli sfoggia il consueto possesso palla che fa a correre a vuoto i giocatori di Mancini.
 Nel Napoli funziona come sempre molto bene la catena di sinistra, dove Strinic e Mertens tengono bassi Nagatomo e Biabiany. Tutto questo non produce però pericoli per Handanovic, eccetto un paio di tentativi di Mertens respinti dallo sloveno, perché Insigne e Higuain non si regalano a nessuno e Gabbiadini perde lucidità nel gran pressing.
 Da metà frazione allora l’Inter riesce ad alleggerire la pressione. La gara si riequilibra, con il Napoli pericoloso per davvero solo una volta, al 25’, quando una discesa di Strinic si conclude con un cross per Callejon, il cui piatto viene respinto dal numero 1 nerazzurro.
 Nella ripresa i ritmi si abbassano, il Napoli tiene in mano il pallino del gioco, ma senza affondare, così è l’Inter a prendere coraggio alzando la linea del pressing.
 Tra il 17’ e il 20’ Jovetic prima (para Reina) e Medel poi, con un destro al volo dal limite, fanno le prove generali del gol. Il go di Jovetic arriva infatti su un recupero palla dopo un errore di Hamsik e segue di poco l’ingresso di Higuain, ma non è serata neppure per il Pipita, stoppato da Handanovic.

 E il finale è rovente: all'88’ espulsione di Mertens per doppia ammonizione dopo una simulazione, poi segna Ljajic in contropiede ed esplode la rabbia di Mancini, espulso, contro la panchina del Napoli. Che vede volare via il primo trofeo stagionale.

sabato 16 gennaio 2016

20ª G. Atalanta-INTER 1-1


Rimonta a metà per l’Inter, che sul campo dell’Atalanta va sotto, ma deve poi accontentarsi di un pareggio che non fa classifica e neppure morale. Dopo la buona e sfortunata prova contro il Sassuolo, infatti, la squadra di Mancini fa un passo indietro sul piano del gioco dovendo anzi ringraziare Handanovic, decisivo in almeno 4 interventi.
 L’Atalanta, reduce da 4 sconfitte consecutive, domina infatti per la prima ora, sbattendo però contro i super-interventi dello sloveno, piegato soltanto da un’autorete di Murillo. Gara ad alto contenuto spettacolare e agonistico, all’Inter non bastano gli ultimi 20’ di sterile predominio. Altra giornata sotto tono per l'attacco in blocco, compreso l'attesissimo Jovetic. Così, la prima vittoria del 2016 vola via, e adesso potrebbero farlo anche Napoli e Juventus.
 Disposta con un 3-5-2 solo apparentemente prudente, l’Atalanta approccia la sfida come nelle giornate migliori. Pressing altissimo, raddoppi a tutto campo, ma anche velocità e qualità nei ribaltamenti di gioco. L’Inter è sorpresa, faticando in particolare a coprire sulle fasce dove i giocatori di Reja sono in costante superiorità. La Dea sfonda in particolare sulla sinistra, dove gioca un ispiratissimo Dramè, sul quale sventa già al 5’ il solito Handanovic, e da dove nasce il primo autogol di giornata: al 18’ Dramè si beve D’Alessandro e mette al centro per Gomez che è in fuorigioco, ma alle spalle di Murillo, che fa la frittata spiazzando Handanovic in scivolata. Inter sotto shock e Atalanta che vola, così 4’ dopo potrebbe arrivare il raddoppio: palla persa da Jovetic, ma Handanovic è ancora bravo su Monachello.
 Mancini è una furia, e poco cambierà dopo il pari, offerto al 24’ da Toloi, che interviene in spaccata su cross di Jovetic destinato a Ljajic. Un regalo per parte, ma l’Inter fatica terribilmente a fare gioco. Possesso palla sterile anche dopo aver saltato il primo pressing dell’Atalanta, e nervosismo a fiumi sul campo e in panchina. Dopo una fase centrale di stanca, l’Atalanta torna allora a caricare e allora al 44’ serve ancora super Handa su altra conclusione di Monachello.
 Dopo l’intervallo non cambia nulla, è sempre l’Atalanta a essere più brillante, i giocatori di Reja hanno più birra e soprattutto più tranquillità. Mancini prova a cambiare al 15’, passando al 4-4-2 con Perisic per uno spento Guarin, ma 120” dopo è ancora Handanovic a meritarsi gli applausi per una parata-monstre su Cigarini, in tuffo disperato a pochi centimetri dalla porta. Solo adesso l’Atalanta comincia ad accusare la fatica, la squadra di Reja si allunga.

 L’Inter riesce così ad abbassare i ritmi e assume lentamente il comando delle operazioni, complice anche un altro cambio offensivo di Mancini: Biabiany per Telles e 3-4-1-2 spregiudicatissimo con Perisic e il francese esterni. L’Atalanta chiude in trincea, ma l’indice di pericolosità dell’Inter è inesistente.

venerdì 15 gennaio 2016

NUMERI & CURIOSITÁ...Atalanta-INTER


Aria tesa negli spogliatoi di Atalanta e Inter, reduci entrambe da una sconfitta interna nell’ultimo turno di campionato. I padroni di casa hanno perso contro il Genoa, non esattamente l’avversario più in forma in questo momento, mentre l’Inter contro il Sassuolo ha perso la vetta del campionato.
I PRECEDENTI – L’Inter è tornata a vincere a Bergamo nell’ultimo scontro diretto, quando Shaqiri, Palacio e una doppietta di Guarin permisero ai nerazzurri di Milano di passare per 1-4. Nel computo totale, inoltre, i meneghini sono avanti con 22 vittorie e 19 pareggi, mentre la squadra di casa allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia ha ottenuto soltanto 13 vittorie. Nella stagione 2012-2014 l’Inter di Stramaccioni – reduce dall’impresa allo Juventus Stadium – incassò un 3-2 pesante che coincise con l’inizio della crisi nerazzurra: decisiva la rete di Bonaventura in apertura e la doppietta di Denis nella ripresa. Per quanto riguarda l’anno successivo, le due squadre si divisero equamente la posta in palio: al gol iniziale di Alvarez, infatti, rispose Denis nove minuti più tardi.
LE STATISTICHE – Sono ben 90 i gol realizzati dall’Inter nei 54 precedenti in Serie A, 59 invece è il numero di esultanze dei padroni di casa. Le due squadre hanno mostrato una tendenza a segnare maggiormente nella ripresa: nei primi 45 minuti Atalanta e Inter hanno realizzato rispettivamente 29-42 reti, mentre nella ripresa 30 e 48, un dato che può essere molto utile agli scommettitori.

Il miglior marcatore dell’Atalanta, sino a questo momento della stagione, è Alejandro Gomez con 5 centri; per quanto riguarda l’Inter, invece, l’attaccante più prolifico è Mauro Icardi, grazie alle sue 8 reti.

domenica 10 gennaio 2016


"Ho visto in campo ragazzi in lacrime per la surrealità della situazione. Difficile da digerire, ma bisogna avere spalle larghe e ripartire dalla prossima.." 
(Roberto Scarpini)

19ª G. INTER-Sassuolo 0-1


Clamorosa sconfitta casalinga per l'Inter che invece di chiudere il discorso legato al titolo di campione d'inverno perde 1-0 in casa col Sassuolo: a decidere un rigore di Berardi in pieno recupero.
Nel primo tempo grandi protagonisti sono i due portieri: Consigli si supera in un paio di occasioni su Icardi e Ljajic ma Handanovic non è da meno su Sansone. Il Sassuolo, che solo un anno fa aveva subito 7 reti dai nerazzurri, tiene comunque bene il campo e concede solo occasioni in contropiede ad un avversario sulla difensiva.

Nella ripresa la squadra di Mancini alza il baricentro ma Ljajic spreca altre due occasioni da gol. Gli ospiti comunque rispondono colpo su colpo e l'occasione migliore è ancora per loro, con Handanovic miracoloso su Floro Flores. Mancini nel finale si gioca il tutto per tutto inserendo Guarin e Palacio ma in pieno recupero viene beffato: Murillo sbaglia e Miranda commette fallo in area su Defrel. Berardi dal dischetto non si fa ipnotizzare dal para-rigori Handanovic e calciando centralmente trasforma l'1-0.

Tutto pronto !


mercoledì 6 gennaio 2016

18ª G. Empoli-INTER 0-1


Empoli-Inter 0-1. Difesa di ferro e cinismo in attacco. La ricetta "provinciale" di Roberto Mancini funziona anche ad Empoli, dove la capolista si impone di misura grazie ad una rete di Icardi (ottavo gol) e resta al comando della classifica di serie A dopo 18 turni, riscattando la sconfitta prenatalizia contro la Lazio. Gli azzurri invece recriminano per un penalty negato a Pucciarelli nella ripresa. Per la nona volta la Beneamata vince con il risultato di 1-0.
 Primo tempo combattuto e in equilibrio, padroni di casa più pungenti, ma Handanovic sventa due volte i tentativi di Maccarone di trovare il vantaggio. Allo scadere dei 45' arriva l'1-0 ospite: guizzo di Perisic che salta Laurini e serve al centro Icardi, veloce ad anticipare tutti e battere Skorupski.
 Ripresa, gli azzurri fanno la partita ma creano pochissimo, incapaci di trovare varchi nella munitissima difesa nerazzurra. La più grande occasione per gli uomini di Giampaolo capita al 52', quando Nagatomo commette una sciocchezza facendosi rubare palla da Saponara: ancora Handanovic si oppone all'ex Milan. Il copione non cambia: il Biscione si chiude e punta a ripartire, l'Empoli cerca disperatamente di fare breccia nella retroguardia ottimamente amministrata da Miranda.
 Al 72' la formazione di casa protesta per un rigore negato a Pucciarelli dopo un calcione di Murillo in area, Celi lascia proseguire tra le urla del pubblico.

 L'Inter si chiude ulteriormente nel finale, dentro anche Juan Jesus per attuare una difesa a 5 che non lascia chance all'Empoli. Finisce 1-0, la corsa in vetta dei nerazzurri continua.

martedì 5 gennaio 2016

NUMERI & CURIOSITÁ...Empoli-INTER


L’Empoli per continuare a volare dopo la bella vittoria di Bologna, l’Inter per riprendersi psicologicamente dopo lo stop subito contro la Lazio: la 18esima giornata di Serie A mette di fronte due belle realtà del nostro campionato, con i nerazzurri ancora in testa alla classifica ma minacciati a breve distanza da Napoli, Fiorentina, Juventus e Roma.
I PRECEDENTI – Empoli e Inter si sono affrontate soltanto 10 volte in Toscana. In 5 occasioni hanno trionfato i nerazzurri, strappando tre punti su un campo ostico, mentre per 2 volte i padroni di casa si sono imposti sui ben più quotati avversari: per quanto riguarda il segno X, invece, le due squadre si sono divise equamente la posta in palio per le restanti 3 volte. L’ultima vittoria dell’Empoli risale alla stagione 2005-2006 e ha del clamoroso: Materazzi, che qualche mese dopo si rivelerà decisivo nella vittoria del Mondiale in Germania, con un retropassaggio assassino da centrocampo all’ultimo minuto di gioco castigò i nerazzurri. L’altra vittoria della squadra toscana, invece, è datata 1986 quando Osio, nella prima giornata della stagione, al 37esimo insaccò il gol decisivo per i padroni di casa. i precedenti delle stagioni 2006-07 e 2007-08, invece, sono favorevoli all’Inter: nell’anno post-calciopoli i nerazzurri infilarono un filotto di 17 vittorie consecutive, e una di questa fu proprio contro l’Empoli grazie alle reti, tutte nel secondo tempo, di Crespo, Ibrahimovic e Samuel. Nella stagione successiva, Ibrahimovic invece si mise in proprio e sigillò il successo interista grazie a una doppietta straordinaria. Per quanto riguarda l’ultimo scontro diretto, invece, risale alla scorsa stagione e si tratta di uno scialbo 0-0 con poche emozioni.
LE STATISTICHE – Nei dieci precedenti sinora disputati tra Empoli e Inter, le due squadre hanno realizzato 26 reti: 10 di queste segnate dai padroni di casa, le restanti 16 invece portano la firma di un giocatore nerazzurro. I padroni di casa hanno equamente suddiviso le marcature tra primo e secondo tempo (5 a testa) mentre gli ospiti hanno evidenziato la tendenza a essere più prolifici nella ripresa (5 gol nei primi 45 minuti contro gli 11 dei secondi tempi).
Il capocannoniere dell’Empoli sino a questo momento della stagione è Massimo Maccarone, autore di 7 gol, mentre l’attaccante nerazzurro più prolifico è Mauro Icardi, anch’egli fermo a quota 7 reti.


giovedì 31 dicembre 2015

Mancini ripercorre il 2015...


Direttamente dal ritiro di Doha, in Qatar, dove l'Inter si sta preparando in vista della riapertura del campionato il prossimo 6 gennaio a Empoli, Roberto Mancini risponde alle domande di Roberto Scarpini per Inter Channel, in una sorta di consuntivo finale del 2015. Un anno che lo ha visto protagonista, sulla panchina nerazzurra, di un autentico ribaltone tecnico e di un crescendo evidente, fino alla vetta della classifica di Serie A.

Possiamo dire che è stato un grande 2015?
"Così così (ride, ndr). Nei primi mesi si è faticato un po'".

A gennaio il pari allo Stadium, lì c'era la sicurezza di centrare qualcosa?
"I ragazzi hanno da subito fatto bene, poi nel calcio contano i risultati e abbiamo perso partite senza meritarlo. Si poteva fare sicuramente qualcosa in più, alla fine è stato importante, nonostante non abbiamo raggiunto gli obiettivi, mettere una base buona per questa stagione".

Quanto orgoglio c'è per essere stato scelto per tornare in alto?
"E' abbastanza faticoso, però se uno riesce a metterci tanta passione e lavoro i risultati si ottengono. Magari ci vorrà un mese in più ma i risultati arrivano. Per tanti anni l'Inter non è stata dove merita, dovrebbe essere sempre in Champions e lottare per il campionato, deve essere questo il nostro obiettivo".

Torniamo al mercato di gennaio scorso: Podolski, Shaqiri, Santon, qualcuno si è perso...
"Nessuna delusione, Podolski lo abbiamo preso sperando desse qualcosa in 6 mesi, sapevamo sarebbe tornato all'Arsenal. Non pensavamo sarebbe rimasto a lungo, era esperto e qualcosa ce l'ha data. Shaqiri aveva bisogno di più tempo, poi è stato uno dei pochi a ricevere offerte e dovevamo fare cassa. Con Santon nessun problema, Brozovic forse l'acquisto più azzeccato perché migliora di settimana in settimana e avrà grande futuro. A gennaio è difficile trovare un giocatore in grado di cambiare la squadra".

A febbraio il cambio di rotta con 3 vittorie consecutive dopo 3 anni.
"In quel momento avremmo dovuto spingere di più, poi si sbaglia da una parte e si azzecca dall'altra. Si rischia di perdere tempo e treni decisivi".

Nel finale manca la continuità.
"Questo è il calcio, uno si ricorda il risultato che condiziona il giudizio. Ma il finale è stato il migliore, abbiamo perso partite assurde tra Juve, Genoa, Sampdoria. Si poteva al massimo pareggiare se non vincere".

Ma da quelle partite hai capito la squadra che doveva nascere dopo.
"I giocatori che c'erano prima oggi stan facendo bene, un allenatore nuovo ha bisogno di tempo per conoscerli".

In estate il mercato stravolge la squadra. Tu lavoravi tanto senza il gruppo al completo e senza risultati eri comunque tranquillo.
"Avevo un po' di sicurezza sul fatto che i giocatori avevano fatto bene anche nei 6 mesi precedenti pur senza risultati. Avevo imparato a conoscerli, anche i più criticati potevano darmi qualcosa. Quelli nuovi sapevamo ci avrebbero aiutato a migliorare. Poi tante cose devono andare nella stessa direzione per raggiungere l'obiettivo. I risultati estivi non contano nulla, conta mettere benzina nel motore e migliorare il sistema di gioco. Poi abbiamo affrontato Bayern, Real Madrid, Milan... Se uno gioca contro avversari minori vince, ma è meglio affrontare grandi squadre anche rischiando di perdere e fare brutte figure. Nonostante lo 0-3 col Real dopo 45 minuti equilibrati, ci sono stati impegni in cui eravamo presenti. Ed io ero tranquillo".

Dall'estate ricordiamo le telefonate di Mancini e alla fine una squadra con i ruoli coperti.
"Sì, è vero. Miranda ha portato esperienza, Murillo era stato preso da un anno e sapevamo che aveva qualità. Kondogbia è giovane, Jovetic ha portato esperienza e qualità, idem Perisic. Sono arrivati giocatori che ci hanno permesso di migliorare".

Inizia il campionato con 5 vittore di misura. Te l'aspettavi?
"No ma speravo che fosse una partenza positiva per darci consapevolezza sapendo che non eravamo la miglior squadra del campionato. Partire bene poteva darci tranquillità".

Dalla sconfitta contro la Fiorentina hai tratto buoni spunti.
"In certe partite non capisci neanche cosa sia successo, perdere 4-1 in quel modo può capitare. Se vai sotto 2-0 dopo 8 minuti con un rigore e un tiro in porta, poi l'espulsione... Nella ripresa però la squadra ci ha messo grinta sapendo che la partita era ormai persa".

L'Inter riparte da fine ottobre, prima è mancato qualcosa.
"Con la Juve ci può stare, ma contro Palermo e Sampdoria avrei voluto vincere. Non ci mancano 5-6 punti, ma penso che la sorte non sia stata proprio dalla nostra finora. Quando abbiamo vinto 1-0 abbiamo concesso poco, ma se la fortuna girasse dalla nostra potremmo far meglio".

A novembre ci sono le soste delle nazionali, disturbano durante un trend positivo?
"Questo è un problema soprattutto per i giocatori che vanno oltre Oceano e rientrano a 2 giorni dalla partita, ma lo sappiamo".

Quanta voglia hai di rigiocare contro il Napoli?
"Quella partita può sortire qualsiasi risultato, penso che sia ingiusto e siamo stati sfortunati. Ma bisogna saper accettare le sconfitte anche quando sono dolorose. Si riescono a trarre indicazioni importanti".

Quella a Napoli era già la tua Inter rispetto a 6-7 mesi prima in cui stavi costruendo.
"Se giochi a Napoli la riprresa in 10 e li metti sotto, meritando il pareggio, sicuramente le tue convinzioni cambiano. Penso che la squadra sia più consapevole. Ci sono partite importanti che ti fanno cambiare il pensiero da abbastanza positivo in positivo. Quella partita ci può dare tanto".

Dicembre bene, c'è la goleada di Udine. Un segnale che le partite vanno chiuse.
"Ma non è stata una partita semplice, l'Udinese ha giocato tirando diverse volte. Abbiamo concesso più del solito, un loro gol poteva riaprirla ma alla fine è andata bene".

In carriera non hai mai avuto una settimana piena per lavorare, a causa delle competizioni europee. Oggi hai plasmato una squadra che può giocare in più moduli.
"Ma i giocatori sono sempre undici (ride, ndr)".

Ma hai potuto sperimentare?
"Nello svantaggio di non giocare le coppe c'è il vantaggio che puoi allenarti tutti i giorni. ma l'obiettivo è tornare in Champions, meglio giocare le coppe perché i giocatori si alternano e giocan tutti. Ma oggi non scendere in campo è un vantaggio".

Tanti parlano di te, dandoti anche dei consigli.
"Non leggo molto i giornali ma credo che quando uno esprime la sua opinione edicatamente ci possano essere anche messaggi importanti che possono esserti utili".

Inter-Lazio, tanta rabbia e amarezza e tante chiacchiere dopo.
"Potevamo prepararla meglio, è stata la settimana maledetta delle feste per tutti, non solo per i giocatori. Si inizia a pensare alla casa, al Natale... Io sarei per giocare sempre, non a Natale ma prima e dopo, con una settimana di vacanza a gennaio. E' una settimana atipica in cui tutti gli allenatori hanno paura. E' stata una partita in cui non meritavamo di perdere ma abbiamo commesso ingenuità pazzesche. Nel primo tempo non abbiamo giocato, è mancata la cattiveria. Le chiacchiere? Ho detto la verità, non è successo nulla. In nessun spogliatoio si ride dopo una sconfitta, nessun giocatore si è comportato male e nessuno prenderà multe".

Gennaio il mese più balordo con le voci di mercato, può servire?
"Se non c'è nessun giocatore che chiede di andar via io ho massima fiducia in tutti e vorrei continuare con chi ha iniziato questo campionato in cui stiamo facendo benissimo. Spero rimangano tutti. Se poi Gnoukouri o Dimarco hanno opportunità di andare a giocare sono io il primo a spingerli. Manaj? No, può stare ancora qui e imparare dai giocatori più grandi. Inoltre quando entra a partita in corso può fare la differenza. Lui sta qui con noi".

Si crede al triangolino di maggio?
"Chissà, l'obiettivo è tornare in Champions League. Il campionato è bello e nessuno sa come finirà. Se saremo lì a 2-3 giornate dalla fine ne parleremo, adesso c'è tempo. Ora c'è una partita brutta come quella prima di Natale. Speriamo di iniziare bene c'è da pedalare e come tutti i giocatori han fatto finora continuino a dare il massimo. Tutti hanno fatto il possibile ed è merito loro se siamo lì".

Che sia un grande 2016 e magari 2017 e 2018.

"Eh sì, la gente spesso dimentica che sono stati qui già 4 anni. Speriamo, l'Inter deve tornare in Champions League, non può star fuori".