INTERNELCUORE TV

FINALE:INTER-Cagliari 1-4...10'Sau...17'Osvaldo...28'Ekdal...33'Ekdal...43'Ekdal....VERGOGNA MAZZARRI!!!

domenica 28 settembre 2014

NO COMMENT...


5ª G. INTER-Cagliari 1-4 ...


Inter-Cagliari 1-4. Un solo gol subito dall'Inter nelle prime quattro giornate, quattro gol subiti nel primo tempo della gara con il Cagliari. E’ da incubo il pomeriggio dei nerazzurri, che vanno sotto al 9’ (Sau), pareggiano con Osvaldo al 17’. 
L’episodio chiave: Nagatomo, alla prima da capitano, si becca due gialli nel giro di un minuto e lascia l’Inter in inferiorità numerica: Mazzarri non prende le contromisure e il Cagliari va a nozze. Ibarbo è una furia, ma il finalizzatore principe diventa Ekdal, che ne fa 2 (29’e 34’)
Prima della terza rete dell’ex juventino c’è spazio per l’ennesima prodezza di Handanovic, che para il rigore calciato da Cossu. Con orgoglio, seppure in inferiorità numerica, i padroni di casa cercano di riaprire il match, rischiando però di farsi infilare in contropiede. Il risultato, pesante per i meneghini, non cambia però più.
Bentornati sulla terra !

sabato 27 settembre 2014

Numer & Curiositá....INTER-Cagliari


Inter e Cagliari giungono a questa sfida con umori diametralmente opposti: i nerazzurri hanno ritrovato gioco e tre punti con una bella prestazione nel turno infrasettimanale, a discapito dell’Atalanta, sconfitta per 2-0 grazie alle reti di Osvaldo ed Hernanes. Al contrario gli isolani si ritrovano ultimi in classifica, con un solo punto conquistato in quattro partite, e la sensazione di dover rapidamente cambiare marcia per provare a raggiungere la salvezza.
I PRECEDENTI – Nei 35 precedenti tra Inter-Cagliari disputati a San Siro, i padroni di casa si sono imposti per 21 volte sugli avversari, concedendo un punto ai sardi in 9 occasioni. Per quanto riguarda invece il segno 2 in schedina, è accaduto solo 5 volte che gli isolani facessero bottino pieno a Milano. La vittoria rossoblu, però, manca addirittura dalla stagione 1994-95, quando un’autorete di Paganin fu decisiva per il definitivo 1-2; da allora soltanto vittorie nerazzurre, alcune con ampi distacchi in termini numerici (vedi 3-0 nell’anno del triplete, 2009-2010, oppure il 5-1 della stagione 1998-1999 quando Muzzi spaventò San Siro al terzo minuto, prima di capitolare insieme alla sua squadra alla cinquina interista).
Tuttavia la tradizione nerazzurra, nelle ultime due stagioni, non si è ripetuta: sono infatti arrivati due pareggi consecutivi, un 2-2 e un 1-1, entrambi sofferti per la squadra meneghina. Nell’anno di Stramaccioni l’Inter si portò in vantaggio con Palacio ma, uno scatenato Sau, la riportò sulla terra con una doppietta clamorosa e solo un autogol di Astori fissò il punteggio sul definitivo 2-2: la stessa situazione si è presentata l’anno scorso quando, dopo il rigore realizzato da Pinilla, fu Rolando – su assist di Icardi – a insaccare alle spalle di Avramov, e lo stesso argentino colpì una traversa a tempo praticamente scaduto.
LE STATISTICHE – Sono ben 100 i gol realizzati dalle due squadre nei 35 incontri precedenti alla sfida di domenica pomeriggio: 68 di questi sono stati segnati dalla squadra nerazzurra, mentre i restanti 32 hanno regalato gioie ai tifosi ospiti. Molto equilibrata la divisione tra gol nei primi o secondi tempi: 32-16 il conto dei primi 45 minuti, mentre nella ripresa sono state effettuate rispettivamente 36 e 16 marcature. Conto perfettamente alla pari per il Cagliari, leggermente superiore nei secondi tempi per l’Inter, un dato che potrebbe fare comodo agli scommettitori più attenti.
Il miglior marcatore dell’Inter sino a questo punto della stagione è Mauro Icardi con 3 reti all’attivo, raggiunto da Pablo Osvaldo proprio nell’ultima partita con la Dea: una bellissima semirovesciata che ha lasciato di stucco i (pochi) spettatori presenti a San Siro. Per quanto riguarda il Cagliari, invece, il cannoniere della squadra è Andrea Cossu, autore di 2 gol, uno dei quali dal dischetto.
L’Inter appare nettamente favorita in questo incontro, visto soprattutto il drammatico momento che sta vivendo il Cagliari; tuttavia la squadra di Mazzarri ha spesso fallito la prova del nove, dimostrando immaturità contro le presunte piccole del nostro campionato.
Ci sará da soffrire come al solito....? Certo,siamo l'INTER !

venerdì 26 settembre 2014

L'Inter scarica Cordoba !


In una nota sul proprio sito ufficiale l'F.C. Internazionale comunica di aver risolto consensualmente il rapporto di lavoro con Ivan Ramiro Cordoba.
Dopo 15 anni passati in nerazzurro, prima da giocatore e poi da team manager, il club ''saluta un indimenticabile campione, ringrazia un grande uomo e gli augura il meglio per il futuro''.

mercoledì 24 settembre 2014

4ª G. INTER-Atalanta 2-0


L’Inter impiega venti minuti a carburare ma poi convince il popolo nerazzurro con una bella prestazione, battendo per 2-0 un’Atalanta troppo rude e poco propositiva. Nel primo tempo succede di tutto: prima Vidić colpisce un palo, poi Palacio si divora un rigore facendoselo parare da Sportiello e infine Osvaldo, in semirovesciata, regala il vantaggio all’Inter. Nella ripresa ancora il numero 8 non trova la via del gol per colpa del montante e, infine, dopo un buon quarto d’ora bergamasco, Hernanes fissa il punteggio sul definitivo 2-0.
Mazzarri conferma Guarin in mediana, spedendo Hernanes in panchina, con Palacio a supporto di Icardi in attacco; Colantuono risponde con Bianchi, al posto del sino adesso appannato Denis, e l’esperienza di Cigarini, preferita alla freschezza di Baselli.
L’Inter parte contratta e subisce il pressing alto degli ospiti, pericolosi con una botta di Cigarini dalla distanza: poco più tardi Medel, sugli sviluppi di un angolo, colpisce bene ma indirizza la conclusione sopra la traversa. I nerazzurri salgono di colpi e, in due minuti, sfiorano prima il vantaggio con Vidić che, grazie a un bel colpo di testa, colpisce il montante e poi Palacio, a tu per tu con Sportiello, si fa ipnotizzare dal giovane numero uno atalantino; passa il tempo ed è sempre l’Inter a rendersi pericolosa, stavolta con un bel contropiede condotto da Guarin e concluso da Kovačić, tuttavia il destro del croato sorvola di poco la traversa. Al 30′ Benalouane stende in area Palacio e Gervasoni fischia la massima punizione: il successivo rigore dello stesso numero 8, però, viene deviato da Sportiello. L’entrata di Osvaldo, al posto dell’infortunato Icardi, si rivela fortunosa per Mazzarri: proprio l’argentino, con una semirovesciata su assist di Guarin, porta l’Inter in vantaggio a fine primo tempo.
Inizia la ripresa e Kovačić sale in cattedra, guadagnandosi parecchi falli dopo aver saltato chiunque con la maglia diversa dalla propria; Palacio continua il proprio momento no andando a colpire il palo, dopo una bella combinazione con Osvaldo, ma i meneghini possono essere contenti della prestazione, trascinati da un Medel in condizione atletica e mentale straripante. Gómez e Boakye sono le scelte di Colantuono per indirizzare la partita sui binari giusti, e proprio una conclusione de “El Papu” spaventa San Siro ma in generale i cambi spostano il baricentro dell’azione nella metà campo nerazzurra; poco dopo, infatti, è Estigarribia ad avere sulla testa il pallone del pari ma la traiettoria disegnata è fuori di un soffio. Hernanes sostituisce un Guarin sopra la sufficienza e, con un paio di conclusioni, va anche vicino al raddoppio; il gol è nell’aria e, dopo una punizione guadagnata da Osvaldo, è proprio il Profeta a segnare il gol della tranquillità, la ciliegina sulla torta della serata interista.

martedì 23 settembre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...INTER-Atalanta


L’Inter vuole ritornare alla vittoria, dopo il mezzo passo falso di Palermo, per ritornare nelle zone calde della classifica e provare a colmare il gap con le prime della classe: per farlo dovrà piegare la resistenza dell’Atalanta, giunta a Milano dopo la sconfitta casalinga contro la Fiorentina. Non un bel segnale, considerato che il fattore casa è sempre stata la ciliegina della torta in tutti gli ultimi campionati della formazione allenata da Colantuono.
I PRECEDENTI – Nei 53 precedenti tra Inter-Atalanta disputati allo Stadio Giuseppe Meazza l’Inter ha trionfato per ben 36 volte, un dato che lascia poco spazio a interpretazioni; per 9 volte entrambe le squadre si sono suddivise equamente la posta in palio, mentre in altre 8 occasioni sono stati gli ospiti a esultare, strappando tre punti ai più quotati avversari. Come nella penultima ultima occasione, quando le reti di Tommaso Rocchi e Ricky Alvarez portarono l’Inter sopra 3-1, ma una tripletta di Denis in 12 minuti mise all’angolo la squadra allora allenata da Andrea Stramaccioni, che toccò forse il fondo della sua avventura sulla panchina nerazzurra. Anche nell’ultimo precedente, risalente allo scorso marzo, furono gli uomini di Colantuono a ottenere tre punti: Bonaventura sbloccò l’incontro ma Icardi, con un bel destro sul primo palo, pareggiò nel minuto successivo depositando il pallone alle spalle di Consigli. Alla fine, però, l’attuale centrocampista del Milan realizzò la doppietta personale, a tempo scaduto, che permise all’Atalanta di vincere il derby Lombardo. L’ultima vittoria della squadra di Erick Thohir risale alla stagione 2009/10, quella del triplete: in quell’occasione le reti di Milito, Muntari e Chivu permisero ai ragazzi di Mourinho di superare per 3-1 gli avversari nel consueto derby lombardo.
LE STATISTICHE – Dei 146 gol realizzati nella storia di questo incontro 102 sono marchiati Inter, che quindi ha una media pari a 1,92 gol a partita; i restanti 44 sono invece a timbro bergamasco, i quali hanno mostrato una difficoltà evidente nel convertire in gol le palle gol create (fatta eccezione per un paio di occasioni, come gli ultimi due precedenti). Indifferente invece il differenziale tra i gol fatti nel primo tempo rispetto a quello segnati nella ripresa: 48 e 20 nei primi 45 minuti, 53 e 22 nei secondi tempi, dato ovviamente a favore dei meneghini.
Il miglior marcatore dell’Inter, sino a questo momento della stagione, è Mauro Icardi: l’argentino è a quota 3 gol, realizzati tutti contro il Sassuolo, mentre a ruota lo seguono Pablo Osvaldo e Mateo Kovacic, entrambi a 2 reti stagionali. Per quanto riguarda l’Atalanta, invece, tutti e due i gol a referto sono stati segnati contro il Cagliari, in Sardegna, visto che nelle due gare casalinghe non sono arrivate marcature: a realizzarli sono stati Estigarribia e Boakye.
L’Inter ha dimostrato di avere un altro passo in casa, tuttavia l’Atalanta è una bestia nera da non sottovalutare per la banda di Mazzarri...

domenica 21 settembre 2014

3ª G. Palermo-INTER 1-1


Un ottimo Palermo ferma sul pari l’Inter di Walter Mazzarri, mai padrona del campo, e conferma i problemi in trasferta della squadra nerazzurra. Un erroraccio di Vidic permette a Vasquez di andare in vantaggio al 3′, un bel rasoterra di Kovacic impatta il match a fine primo tempo: proteste dell’Inter per un gol annullato a Icardi, ma la prestazione dei meneghini è stata preoccupante a tratti.
Iachini cerca i primi tre punti stagionali e punta tutto sulla coppia offensiva Vazquez-Dybala, lasciando Belotti in panchina; Mazzarri invece è alla ricerca di conferme e promuove Guarin titolare, con Hernanes lasciato in panca, con Osvaldo e Icardi tandem d’attacco.
Nemmeno il tempo d’iniziare che il Palermo può già festeggiare il vantaggio: Vidic si addormenta, Vazquez gli ruba palla e deposita in rete l’1-0.  I nerazzurri faticano a impostare l’azione partendo da dietro, subendo il pressing rosanero: la posizione di Vazquez è un rebus per la difesa interista, troppo timida quando gli avversari portano palla. La riscossa arriva solo in fase di transizione, con Guarin che lambisce il palo grazie a una bomba di destro; nonostante un primo tempo ai limiti dell’indecenza, l’Inter trova il pari grazie all’estro di uno dei suoi campioni, Kovacic, che con un bel rasoterra di prima insacca alle spalle di Sorrentino. Nel finale di primo tempo Vidic trova la via della rete sugli sviluppi di una punizione, ma il guardalinee segnala fuorigioco e gli nega la prima gioia in maglia nerazzurra.
Il Palermo nella ripresa allenta la pressione e costringe l’Inter a partire da dietro, ma i pericoli maggiori per i padroni di casa arrivano dalle palle inattive: una sponda di Vidic permette a Icardi di segnare, ma l’assistente alza ancora la bandierina, in questo caso erroneamente, e annulla tutto. I nerazzurri diventano padroni del gioco per la prima volta durante il match e Guarin, su un bel pallone scodellato da Osvaldo, sfiora il vantaggio nerazzurro; Mazzarri cambia musica e inserisce Hernanes al posto di un deludente Juan Jesus, passando alla difesa a quattro e aumentando l’arsenale in fase di palleggio. Iachini ha coraggio, inserisce Belotti al posto di Bolzoni, lasciando entrambe le punte in campo, e proprio Vasquez rischia per due volte di portare di nuovo in vantaggio i suoi: prima colpisce la traversa, complice una deviazione di Ranocchia, e poi da due passi col mancino spedisce fuori. La partita diventa bella nel finale: Guarin è il più pericoloso e costringe Sorrentino al miracolo con i piedi, Belotti spaventa Handanovic con una velenosa conclusione da lontano ma la chance più ghiotta è per Osvaldo che, a tempo praticamente scaduto, trova l’opposizione del numero uno rosanero.

venerdì 19 settembre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ....Palermo-INTER



Palermo e Inter giungono a questa sfida con umori diametralmente opposti: i siciliani hanno ottenuto solo un punto nelle prime due partite e, nell’ultimo incontro, si sono visti rimontare anche in maniera abbastanza rocambolesca dall’Hellas Verona. Al contrario i nerazzurri hanno vinto e convinto davanti al proprio pubblico replicando il 7-0 della passata stagione contro il Sassuolo, anche se in quell’occasione si giocava in Emilia e non a San Siro: dare continuità a questo tipo di prestazioni è l’obiettivo dichiarato da Mazzarri per la lunga trasferta di domenica sera.
I PRECEDENTI – Sono 26 i precedenti totali tra Palermo e Inter, con i siciliani in casa, e i rosanero hanno trionfato 6 volte, dividendo la posta in palio con i nerazzurri in ben 11 occasioni. La vittoria esterna, invece, è un evento avvenuto 9 volte nella storia di questo incontro: nonostante l’evidente differenza di blasone tra le due squadre, infatti, i nerazzurri hanno quasi sempre faticato su questo campo soprattutto nell’era recente, cioè dal 2004 a oggi. Da quella stagione, che ha segnato il ritorno del Palermo in Serie A dopo più di trent’anni, il tabellino recita 3 vittorie palermitane, 2 pareggi e 4 successi nerazzurri. Una situazione di sostanziale equilibrio e, tanto per citare un esempio, nemmeno l’Inter del triplete riuscì a passare, impattando sull’1-1 un incontro aperto dalla rete di Milito e chiuso dal pareggio di Cavani. Palermo-Inter ha offerto ai tifosi delle due squadre uno spettacolo in termini di segnature anche nell’era recente: stagione 2011-2012, l’Inter passò in vantaggio per ben due volte con Milito, ma un Palermo scatenato rispose colpo su colpo e si portò sul 4-2 grazie alla doppietta di Miccoli e ai gol di Hernandez e Pinilla, prima che la meteora Forlan fissasse il punteggio sul definitivo 4-3 rosanero. Nell’ultimo precedente, risalente a due stagioni fa, nonostante la retrocessione del Palermo furono i siciliani a trionfare, grazie alla rete di Ilicic al decimo minuto di gioco.
LE STATISTICHE – Sono 68 le reti realizzate da Palermo e Inter nelle 26 sfide di campionato: 29 portano la firma di un giocatore rosanero mentre le restanti 39 sono state realizzate dai nerazzurri; le due squadre hanno mostrato la propensione a realizzare più reti nei secondi tempi (rispettivamente 16 e 23) rispetto ai primi 45 minuti di gioco (13 e 16). In particolare nell’ultima mezz’ora di gioco si sono visti ben 11 gol palermitani e 17 reti nerazzurre, un dato molto alto che ci fa ben sperare in vista del posticipo della terza giornata di Serie A. Parlando di classifiche un po’ particolari, Andelkovic è nella top 15 delle palle recuperate in Serie A con 42 recuperi, mentre Handanovic è l’ottavo portiere per numero di parate (5) nei primi due turni del massimo campionato italiano.
I due cannonieri del Palermo sino a questo punto della stagione sono Vasquez e Dybala, entrambi a quota 1, mentre l’Inter forte del 7-0 sul Sassuolo può vantare l’attuale capocannoniere della Serie A, Mauro Icardi, con 3 gol a pari merito con Menez (che però due li ha realizzati su rigore) mentre alle spalle dell’argentino c’è l’attaccante della nazionale italiana, Pablo Osvaldo, a quota 2.
A dispetto delle posizioni in classifica delle due squadre, il Palermo è più in partita di quanto si possa pensare. I rosanero devono fare bottino pieno per non incappare in una crisi di risultati che la vedrebbe proiettata nelle retrovie dopo solo tre giornate: per questo motivo ci aspettiamo una partita equilibrata e, considerata la poca vena offensiva degli uomini di Mazzarri in trasferta....COME AL SOLITO CI SARÁ DA SOFFRIRE !


giovedì 18 settembre 2014

EL...Dnipro-INTER 0-1



L’Inter torna in Europa League dopo un anno di purgatorio ed esordisce con una vittoria a Kiev, in campo neutro, contro il Dnipro: discreta prestazione dei nerazzurri che, al netto delle occasioni, avrebbero potuto chiudere prima la partita. Decisiva la rete di D’Ambrosio, mentre tra i padroni di casa il migliore è stato Konoplyanka.
Markevich recupera Strinic e Rotan in extremis, con Konoplyanka sull’esterno e Zozulya unica punta. Mazzarri invece sceglie Icardi unica punta supportato da Guarin, mentre Vidic sarà affiancato da Campagnaro e Juan Jesus.
Padroni di casa aggressivi sin dal fischio d’inizio, pressing alto per impedire ai nerazzurri di sviluppare trame di gioco offensive; la prima occasione capita a metà frazione, dopo un paio di verticalizzazioni interessanti Kuzmanovic vede la porta e calcia con il destro, ma strozza troppo la conclusione che termina sul fondo. Il Dnipro si fa vedere dalle parti di Handanovic soprattutto sulle situazioni di palla inattiva, mentre Icardi è troppo isolato in attacco per poter impensierire la difesa avversaria; l’occasione più importante del primo tempo capita sulla testa di Kuzmanovic, il quale riceve un cross dalla destra ma il pallone sfiora il palo alla sinistra di Boyko. Nel finale Guarin protesta per un fallo appena fuori dall’area, ma che sarebbe stato rosso per il difensore, ma l’arbitro non fischia e manda tutti negli spogliatoi sullo 0-0.
L’Inter torna in campo con maggiore cattiveria e voglia di passare in vantaggio: dopo cinque minuti Hernanes serve Guarin in area ma il colombiano, tutto solo, manda alto di testa. I nerazzurri aumentano la pressione ma la palla non vuole entrare, D’Ambrosio a tu per tu trova l’opposizione di Boyko, sulla ribattuta arriva Icardi che trova ancora le mani del numero uno ucraino; la partita si accende e anche il Dnipro si rende pericoloso dalle parti di Handanovic. Konoplyanka riceve palla, si accentra e col destro lambisce il palo alla sinistra dello sloveno; entra Osvaldo e le brutte notizie, per gli uomini di Markevich, arrivano copiose nel giro di un paio di minuti. Prima Rotan si fa cacciare fuori per doppia ammonizione, poi D’Ambrosio vince un paio di rimpalli in area di rigore e deposita la palla in fondo al sacco. Guarin ci prova da lontano in un paio d’occasioni, il Dnipro in dieci non riesce nemmeno ad affacciarsi nella metà campo nerazzurra e l’unica occasione è sugli sviluppi di una punizione, battuta malissimo: finisce 0-1, l’Inter può festeggiare il ritorno in Europa con una vittoria.


domenica 14 settembre 2014

2ª G. INTER-Sassuolo 7-0


L’Inter raccoglie la prima vittoria in campionato con un roboante 7-0 che stende un Sassuolo troppo brutto per essere vero. Tripletta di Icardi, Kovačić, Guarin e doppietta Osvaldo nella festa nerazzurra.
Mazzari sceglie Osvaldo come appoggio a Icardi mentre Di Francesco punta su Sansone a completare il tridente con Zaza e Berardi. Pronti via e l’Inter passa in vantaggio: bella progressione di Kovačić , passaggio per Icardi che, dopo la prima conclusione respinta da Consigli, ribadisce in rete per l’1-0. Il Sassuolo prova a reagire, ma proprio nel momento migliore l’Inter raddoppia. Icardi di tacco smarca Osvaldo che, a sua volta, serve il numero dieci croato che di esterno beffa l’incolpevole Consigli. L’Inter non si ferma e al 29esimo triplica il vantaggio. Hernanes pesca Icardi dal limite che, lasciato colpevolmente tutto solo, infila Consigli con un bel tiro dal limite. Il Sassuolo è in bambola e i nerazzurri ne approfittano ancora: Dodô sfrutta una falla della difesa neroverde per poi battere a rete. Il suo tiro viene respinto, ma Osvaldo è lesto a infilare il 4-0 che chiude il primo tempo.

La ripresa inizia come il primo tempo: Kovačić inventa per Icardi che di sinistro firma la tripletta personale e il 5-0 Inter. La strada per il Sassuolo si fa ancora più ripida quando, al 60esimo, Berardi si fa espellere per una gomitata a Juan Jesus a palla lontana. In 10 i neroverdi faticano ancora di più e tracollano definitivamente quando Osvaldo e Guarín portano il risultato sul 7-0 finale. Mazzarri può gioire per un’Inter spettacolare mentre Di Francesco dovrà rivedere i suoi piani se vuole lottare per la salvezza.

venerdì 12 settembre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...INTER-Sassuolo


L’Inter per ottenere la prima vittoria in campionato, il Sassuolo per fare la storia e trionfare a San Siro: le motivazioni sono altissime da entrambe le parti, ma solo una alla fine potrà esultare. Agli ospiti andrebbe benissimo anche un pareggio, mentre i nerazzurri devono assolutamente portare a casa i primi tre punti della stagione, rimettendosi in carreggiata dopo il parziale passo falso a Torino.
I PRECEDENTI – Soltanto un precedente a San Siro tra le due squadre, con l’Inter che è risultata vincitrice dello scontro grazie a Walter Samuel, che ha insaccato il pallone nella porta neroverde. Contando anche l’incontro disputato a Reggio Emilia, le cose non cambiano visto che anche in quell’occasione fu la compagine di Walter Mazzarri a trionfare, stavolta con un punteggio più pesante. Uno 0-7 che non lasciò spazio per i rimpianti, visto che il Sassuolo fu autenticamente spazzato dal campo; in rete andarono Palacio, Taider, Alvarez, Milito e Cambiasso.
LE STATISTICHE – Vista l’esiguità di incontri disputati tra le due squadre, mettere in causa le statistiche è un po’ fine a se stesso. 1 gol realizzato dall’Inter a San Siro, 8 contando anche le reti andate a segno al Mapei Stadium: il Sassuolo invece deve ancora sbloccarsi, visto che non ha potuto regalare alcuna gioia ai propri tifosi contro la formazione meneghina.
Per quanto riguarda i marcatori delle due squadre, Icardi e compagni non hanno realizzato gol nella partita d’esordio a Torino, mentre per il Sassuolo è Zaza ad aver regalato una soddisfazione agli emiliani, nonostante poi questo non sia stato decisivo per la vittoria finale.
L’Inter non può non essere favorita, per molti motivi: innanzitutto l’aspetto tecnico, anche se in questi ultimi anni abbiamo imparato che i nerazzurri faticano più contro le squadre che si chiudono a riccio, poi le motivazioni dato che giocheranno la prima partita in casa. 

lunedì 8 settembre 2014

Pazza Inter' torna a San Siro


'Pazza Inter' tornerà a riecheggiare nello stadio di San Siro già dalla partita contro il Sassuolo. E il popolo di fede nerazzurra può festeggiare.
E' stata Rosita Celentano, tifosa della Beneamata ma anche detentrice dei diritti della canzone, a dare l'annuncio su Twitter: "Pazienza fino alla seconda di campionato...", ha detto la figlia del 'Molleggiato'. E quindi ci siamo: il 14 settembre alle 15, nella partita contro i neroverdi emiliani, tornerà l'inno preferito dalla Curva Nord del Meazza, e non solo.
"Dico che non vedo l'ora di sentirla allo stadio con voi...!", aveva già cinguettato Rosita Celentano nelle ore precedenti. La questione su 'Pazza Inter' era finita fino in tribunale, ma ora sembra essere finita nel migliore dei modi, con buona pace di 'C'è solo l'Inter', la canzone di Elio e le Storie Tese che dal 2012 (data d'inizio del contenzioso con la Celentano) veniva trasmessa prima delle partite casalinghe dei nerazzurri.

sabato 6 settembre 2014

Bonaventura, l'Inter smentisce Galliani !!!




Inter contro Adriano Galliani. La versione dell'ad del Milan sull'acquisto di Bonaventura ("Abbiamo approfittato del fatto che era già a Milano perché doveva andare nell'altra squadra"), è smentita dal direttore sportivo nerazzurro ai microfoni del Corriere dello Sport.
 
"L'Inter aveva bloccato da tempo due giocatori (Bonaventura e Biabiany ndr) e ci eravamo organizzati per tempo. I rispettivi club aspettavano solo che l’Inter chiamasse e proponesse il contratto. Nel momento in cui Guarin è rimasto, abbiamo avvisato le società coinvolte, tra le quali l’Atalanta. L'Inter aveva bloccato Bonaventura, poi lo ha sbloccato ed è diventato un'opportunità per qualcun altro. Forse fino alle 20,30 di lunedì il Milan non sapeva nemmeno che il giocatore fosse sul mercato".
 


giovedì 4 settembre 2014

L’Inter ricorda il grande Giacinto Facchetti...PER SEMPRE !



L’Inter ricorda il grande Giacinto Facchetti a otto anni dalla morte, avvenuta il 4 settembre del 2006. La home page del sito internet del club nerazzurro si apre con una foto di Facchetti in azione accompagnata da una semplice scritta “Per sempre“. Facchetti ha vestito la maglia dell’Inter dal 1960 al 1978, collezionando in totale 634 presenze e 75 reti. E’ stato presidente dal gennaio 2004 al settembre 2006. Con la nazionale è stato campione europeo nel 1968 e vice-campione mondiale nel 1970.
Facchetti è stato un giocatore rivoluzionario, viene infatti considerato il primo terzino d’attacco nella storia del calcio insieme a Vittorio Calvani, di cui prese il posto. Con i nerazzurri giocava in difesa, ma la sua carriera da giocatore patì in attacco con la maglia della Trevigliese, la squadra di Treviglio, sua città natale. Fu qui che venne notato da Helenio Herrera che lo portò all’Inter per il finale di stagione 1960-1961.
 Facchetti divenne uno dei pilastri della cosiddetta Grande Inter che conquistò la Coppa dei Campioni nel 1963-1964 e nel 1964-1965. Vinse quattro campionati: nel 1962-1963, 1964-1965, 1965-1966 e 1970-1971. Inoltre si aggiudicò. sempre con l’Inter, due Coppe Intercontinentali e una Coppa Italia. Nel ’65 fu a un passo dal Pallone d’oro che sfumò per un soffio: arrivò secondo alle spalle di Eusébio. In suo onore l’Inter ritirò la maglia numero 3, quella che indossò in tutta la sua carriera.

mercoledì 3 settembre 2014

Vidic: "Rigore e rosso, bel benvenuto !"

 
Si dice comunemente che in Inghilterra gli arbitri tollerino di più il gioco maschio e di conseguenza fischino meno e ricorrano ancora meno spesso ai cartellini.
Ancora in rodaggio all'Inter, dopo essere arrivato questa estate dal Manchester United, Nemanja Vidic ha esordito in serie A in Torino-Inter di domenica scorsa. Il direttore di gara, Daniele Doveri della sezione di Roma, gli ha fischiato un fallo da rigore (inesistente, su Quagliarella) e l'ha espulso dopo un applauso ambiguo (il 33enne giura che non fosse ironico).
"Era il mio primo match: rigore e rosso. Un bel benvenuto - ha dichiarato ai microfoni di Inter Channel -. Il mio avversario era spalle alla porta ed è caduto: l'arbitro ha dato penalty. Sul rosso, invece, c'era un fallo su di me e sono stato cacciato io: è stato scioccante. Devo capire come gestiscono qui i cartellini, è diverso dall'Inghilterra. Mi piace molto giocare in Italia, devo imparare".
Infine un commento sulla sua nuova esperienza alla 'Beneamata': "L'atmosfera è molto bella, è tutto nuovo. Provo a imparare la lingua, è una nuova sfida. Possiamo portare questa positività sul campo e raccogliere buoni risultati".
 
 

Happy birthday Acchiappasogni



Insieme hanno vinto in Italia, conquistato l'Europa, salendo infine sul tetto del mondo. Insieme hanno scritto pagine importanti della storia nerazzurra. Marco Materazzi celebra Julio Cesar nel giorno del 35esimo compleanno del portierone brasiliano: "Happy Birthday Acchiappasogni!!!", il messaggio sui social network scritto dall'ex 23 nerazzurro,

martedì 2 settembre 2014

Inter, in Europa con Guarin


Fredy Guarin dalla conferma all'Inter all'Europa.Ed é giusto cosí !

Il colombiano ha di fatto rotto le uova nel paniere nerazzurro nell'ultima giornata di calciomercato, rifiutando diverse offerte nel corso dell'estate, prima che il club meneghino facesse altrettanto (ultimo caso l'opzione Valencia): niente prestiti con diritti di riscatto, il giocatore avrebbe lasciato la Beneamata solo a titolo definitivo.

Ma non è avvenuto e chi ora si sarebbe aspettato un anno (o sei mesi) da separato in casa per Guarin probabilmente sarà rimasto sorpreso scorrendo la lista dei giocatori a disposizione da Walter Mazzarri valida per la prossima Europa League consegnata dall'Inter all'Uefa. Vi fa parte anche il numero 13, che quindi sarà parte integrante della squadra nel corso della stagione (al pari di Hugo Campagnaro, altro giocatore che il Biscione ha tentato di vendere invano).

Ecco la lista Uefa dell'Inter:
Samir Handanovic, Jonathan, Juan Jesus, Marco Andreolli (giocatore locale B), Daniel Osvaldo, Rodrigo Palacio, Mauro Icardi (giocatore locale B), Mateo Kovacic, Fredy Guarin, Hugo Campagnaro, Nemanja Vidic, Zdravko Kuzmanovic, Gary Medel, Joel Obi (giocatore locale A), Dodò, Andrea Ranocchia (giocatore locale B), Giacomo Sciacca (giocatore locale A), Juan Pablo Carrizo, Danilo D'Ambrosio (giocatore locale B), Rene Krhin (giocatore locale A), Tommaso Berni (giocatore locale B), Isaac Donkor (giocatore locale A), Yuto Nagatomo, Hernanes, Yann M'Vila, Ibrahima Mbaye (lista B giovani), Davide Costa (lista B giovani), Andrea Palazzi (lista B giovani), Federico Bonazzoli (lista B giovani).


CALCIOMERCATO 2014/15



Conclusa la campagna acquisti 2014/15:L'Inter ha chiuso il bilancio del mercato praticamente in parità: 11,8 milioni spesi, 10,9 milioni incassati.

ARRIVI: Vidic (D, Manchester United), Biraghi (D, Cittadella), Berni (P, Torino), Fofana (A, Brescia), Dodò (D, Roma), M'Vila (C, Rubin Kazan), Medel (C, Cardiff), Osvaldo (A, Southampton), Obi (c, Parma), Schelotto (c, Parma), Silvestre (d, Milan), Mbaye (c, Livorno), Alborno (d, Cittadella), Khrin (c, Bologna), Belec (p, Olhanense), Taider (C, Southampton)

PARTENZE: Zanetti (c, fine carriera), Cambiasso (c, Leicester City), Samuel (d, Basilea), Milito (a, Racing Avellaneda), Castellazzi (p, Torino), Mariga (c, svincolato), Mudingayi (c, svincolato), Wallace (d, Vitesse), Rolando (d, Porto), Polo (a, Millonarios), Botta (a, Chievo), Taider (c, Sassuolo), Alvarez (c, Sunderland).


PROBABILE FORMAZIONE: (3-5-2) - Handanovic; Ranocchia, VIDIC, Juan Jesus; Nagatomo, Hernanes, MEDEL, Kovacic, DODO'; Palacio, Icardi. All: Mazzarri (confermato).

domenica 31 agosto 2014

1ª G. Torino-INTER 0-0



L’Inter fatica a Torino e conquista soltanto un punto, al termine di una partita che ha visto le migliori occasioni per i granata. Protagonista Handanovic che, nel primo tempo, ha ipnotizzato Larrondo dal dischetto; bene Gazzi e Quagliarella, nell’Inter male Hernanes e la qualità del gioco in generale.
Ventura sceglie Gazzi per sostituire lo squalificato Vives, mentre Larrondo farà coppia con Quagliarella in attacco; Mazzarri punta subito sul nuovo arrivato Medel, dirottando Kovacic al fianco di Hernanes dietro all’unica punta Icardi.
Atmosfera calda all’Olimpico di Torino, con i granata spinti dal pubblico delle grandi occasioni; l’Inter fa gioco, gestisce maggiormente il pallone ma la prima occasione è dei padroni di casa, a cui viene fischiato un calcio di rigore per una presunta trattenuta di Vidić ai danni di Quagliarella. Dal dischetto si presenta Larrondo che, però, calcia malissimo e permette ad Handanovic di esaltarsi. L’Inter fatica a trovare soluzioni efficaci per scardinare la resistenza del Torino, che si chiude a riccio dietro la linea del pallone, e le chance più importanti arrivano su calcio piazzato: in particolare Ranocchia sfrutta un buco di Maksimović ma il suo colpo di testa termina alto.
Il Toro è attivo soprattutto grazie a Quagliarella, una mina vagante in mezzo a tante maglie nerazzurre: l’ex Juventus è prezioso in fase d’appoggio ma anche quando attacca la profondità. In particolare, su una sponda efficace di Larrondo, il numero 27 sfiora il palo alla sinistra di Handanovic. Mazzarri vuole peso offensivo e inserisce Osvaldo al posto di M’Vila, ma manca l’ultimo passaggio ai nerazzurri per poter essere davvero pericolosi; proprio l’attaccante azzurro, ben imbeccato da Hernanes, ha sul destro il pallone del vantaggio ma Moretti compie un miracolo in scivolata. L’Inter si affida troppo ai lanci lunghi e non riesce a essere incisiva mentre il Torino sembra accontentarsi del pareggio, dopo aver rischiato di andare in vantaggio più volte: ne esce fuori un finale di partita scialbo e noioso, che consente ai granata di guadagnare un punto importante e all’Inter di recriminare per la brutta partita giocata.

venerdì 29 agosto 2014

CAMPIONATO 2014/15...SI PARTE !




Anno Uno, si parte. Non da zero perché l'augurio da fare al calcio italiano è che il fondo sia stato toccato e non resti più nulla da scavare nel pozzo in cui è caduta l'industria del pallone che, come il Paese del resto, continua a perdere appeal, competitività, soldi e protagonisti. Non è l'Annozero perché di ripartenze se n'è abusato nell'ultimo quadriennio, schiacciato tra il Triplete dell'Inter di Mourinho (ultimo trofeo internazionale), i fallimenti mondiali di Lippi e Prandelli, il raggio di sole dell'Europeo 2012 che poteva essere l'inizio di un nuovo corso e, invece, si è rivelata una splendida e atroce illusione. Siamo quelli della fotografia dei numeri: i 14° al mondo (ranking Fifa) e i 5° in Europa (Uefa), così distanti dai piani alti da poterci finalmente concentrare sulle cose da fare per non scendere ulteriormente in basso. A costo di andare controcorrente, l'inverno che arriva non potrà che essere migliore dell'estate che l'ha preceduto, vissuta di scandali, polemiche, bilanci in rosso, banane e amenità varie. Tutto sotto gli occhi del mondo che ha assistito con sguardo beffardo a quanto accadeva nell'ormai periferia dell'impero.
Il frutto di un'estate sulle montagne russe è che il calcio italiano si presenta all'Anno Uno con il torneo più equilibrato sulla carta delle ultime stagioni. Merito della Juventus, l'unica ad aver cambiato davvero pelle  e impegnata in una scommessa a rischio calcolato: quanti punti in meno vale il passaggio da Conte ad Allegri? Quanto perderà normalizzandosi dopo il furore-Conte? Partendo dai 102 punti e dai record della passata stagione, il margine potrebbe essere sufficiente, ma il confronto tra il prima e il dopo sarà il tema dominante dei prossimi mesi, un giochino pericoloso cui sarà impossibile per Agnelli-Marotta-Allegri sottrarsi. In ogni caso ci sarà meno Juve di un anno fa e, possibilmente, qualcosa in più da quelle che inseguono e che devono colmare un gap di partenza impossibile (-17 Roma, -24 Napoli, -37 Fiorentina, -42 Inter e -45 Milan).
In generale sarà un Campionato più povero. In estate sono mancati i colpi in ingresso che avevano portato in Italia qualche grosso nome e, aspetto ancor più grave, sono mancate le cessioni pesanti. Chi è partito (Immobile e Balotelli) lo ha fatto a prezzo di saldo. Gli altri presunti top player sono rimasti qui, segnale che a livello internazionale certe quotazioni nostrane si ridimensionano e la miniera dei pezzi monetizzabili sul mercato si sta esaurendo. A occhio, solo Inter, Roma e Lazio - tra le squadre di vertice - si sono rinforzate. Il Napoli è più debole di un anno fa e lo choc di Champions League sarà condizionante, il Milan è un incognita totale (a partire dall'allenatore) e la Fiorentina rappresenta una scommessa legata alla salute dei suoi big.
Tanto equilibrio potrà fare solo del bene a uno spettacolo che si annuncia di second'ordine. Avremo stadi vuoti e ancora fatiscenti. Manca tuttora la legge sugli impianti e non è tra le priorità di questo Governo. La sensazione, però, è che non sia nemmeno una priorità di quell'altro governo che ha a capo "mister-banana" e Lotito come reggente e uomo forte. Il confine tra chi ha vinto e chi ha perso è chiaramente delineato. Si è trattato di una "battaglia del grano" lunga e sanguinosa, iniziata con la spartizione dei diritti tv 2015-2018 (pareggio buono per Mediaset e meno per Sky), proseguita con la guerra per la Figc (vinta dal partito-Mediaset contro il partito-Sky) e che proseguirà con l'ardua impresa di Tavecchio e soci di andare a battere cassa da Coni e Governo per vedersi riconoscere una parte dei soldi che l'industria-calcio versa nelle casse dello Stato: un miliardo in tasse dirette, più l'indotto di scommesse e attività correlate.
Non sarà semplice e, anzi, l'aria che tira è quella di punire il pallone con altri tagli che andranno però a incidere sulla propaganda e sull'attività giovanile. Non sulle tasche dei sempre ricchi giocatori e tecnici che continuano a vivere una spanna sopra il cielo. La vicenda dell'ingaggio di Conte che ha scandalizzato tanti è stata paradossale: ottima operazione della Figc comunicata malissimo e che renderà alle casse della Federazione un buon dividendo in termini di appeal commerciale. La cosa che conta di più, visto che siamo alla vigilia di un biennio di quasi-amichevoli che ci porteranno, con lo scivolo di un girone facile facile, fino all'Europeo del 2016, al quale l'Italia andrà con la stessa ossatura della nazionale di Prandelli. Conte o no, il problema è che oggi nei club di fascia medio-alta della serie A giocano titolari al massimo un'ottantina di calciatori italiani e di questi non più di 30-35 sono convocabili in azzurro. Guarda caso il gruppone allargato coltivato da Prandelli fino alla partenza per Mangaratiba...
Chiusura dedicata alla parola magica: "riforme". Come nel resto del Paese, anche il calcio promette di dotarsi delle sue. La partenza è stata sconfortante: passo indietro sulla discriminazione territoriale e pugno duro sulla violenza (l'ennesimo). Il resto del programma parla di revisione delle norme sul professionismo e, soprattutto, di riduzione dei club. Il sogno è una serie A a 18 squadre, una B a 20 e solo 40 società nella Lega Pro. Sulla carta un'ottima idea. Nella realtà la stagione che parte ha scelto la 22° di serie B affidandosi a tribunali, avvocati e carte bollate. Benvenuti in Italia, Anno Uno. E buon divertimento.

EL....SORTEGGIO


Sono stati sorteggiati a Nyon i gironi di Europa League. Gruppi tutto sommato abbordabili per le italiane: Inter con Dnipro, Saint Etienne e Qarabag.

Ecco il calendario :
 
Dnipro-Inter 18/9 ore 19.00
Inter-Qarabag 2/10 ore 21.05
Inter-ASSE 23/10 ore 21.05
ASSE-Inter 6/11 ore 19.00
Inter-Dnipro 27/11 ore 21.05
Qarabag-Inter 11/12 ore 19.00*


*L'orario della gara in Azerbaijan deve essere ancora confermato


giovedì 28 agosto 2014

EL...Inter-Stjarnan 6-0


Tutto facile per l'Inter che dopo il 3-0 dell'andata completa l'opera con un tennistico 6-0 ai danni degli islandesi dello Stjarnan: qualificazione ai gironi di Europa League in carrozza.
Dopo una prima mezz'ora al piccolo trotto, con una traversa di Osvaldo, sale in cattedra Kovacic che apre e chiude la partita: il talento croato prima si fa trovare pronto per un tap in e poi firma il 2-0 con un pallonetto a coronamento di una bella azione personale. 
Nella ripresa, Nagatomo prima fa felice Osvaldo che di testa segna il suo primo gol in nerazzurro e poi ancora Kovacic che dal limite completa una tripletta clamorosa per uno che non aveva mai gonfiato la rete da interista. Nel finale c'è gloria anche per Osvaldo, autore dell'1-0 all'andata, che aumenta il passivo con un destro all'angolino basso e un morbido tocco sotto.

martedì 26 agosto 2014

La magia di Demetrio Steffè (baby Inter) fa il giro del mondo



Una rete bellissima: doppio tocco per stoppare e controllare il pallone lanciato dalle retrovie e pallonetto al portiere. Il protagonista del gol è Demetrio Steffè, baby nerazzurro del 1996, che durante la finale del memorial «Mamma Cairo» ha battuto il Milan per 6-0 con l’Inter U19. L’ultima segnatura è stata proprio quella che sta andando da una parte all’altra del pianeta, ripresa dal Daily Mail in Inghilterra e non solo. Gli sta già portando grande notorietà e attenzione addosso, questo è certo. Un gol, per rendere l’idea, che se fosse stato segnato al Mondiale da James Rodriguez (che ne ha fatto uno meraviglioso proprio in Brasile) sarebbe rimasto nella storia. Invece, parliamo di un ragazzino di appena 18 anni. Che ora ha gli occhi di tutta Europa addosso e non solo: la magia di Demetrio Steffè sta facendo il giro del mondo.

Vidic provoca Balotelli

 
Quando Nemanja Vidic giocava nel Manchester United e Mario Balotelli nel Manchester City, tra i due ci fu qualche scintilla in campo.
Il serbo, fresco di ingaggio all’Inter, non ha evidentemente dimenticato quanto successo e lo ha ricordato su Twitter, per celebrare a suo modo il trasferimento dell’attaccante dal Milan al Liverpool.
“Forse non voleva giocare il derby”, il messaggio postato dal navigato slavo, che lo ha corredato con una fotografia in cui è protagonista di un ‘faccia a faccia’ con ‘SuperMario’.

lunedì 25 agosto 2014

Medel: "Volevo solo l'Inter"


Presentazione alla Pinetina per Gary Medel: "Sono molto felice, volevo solo l'Inter".
'Ringrazio il club che mi ha portato qui, i compagni mi hanno accolto molto bene. Il paragone con Gattuso? Io sono Medel, voglio fare bene e vincere qui".
"La mia posizione preferita è quella di centrocampista centrale, ma se sono titolare mi va bene qualsiasi ruolo. Fisicamente mi sento alla grande e sono pronto per giocare. Cosa prometto ai tifosi dell'Inter? Spero di poterli conquistare con il mio calcio e insieme a tutti di poter raggiungere grandi risultati".