INTERNELCUORE TV

FINALE...EL...INTER-Fc Dnipro 2-1 !

giovedì 27 novembre 2014

EL...INTER-Fc Dnipro 2-1


2-1 in rimonta per l’Inter sulla Dnipro: missione compiuta.
Mancini è in tribuna, per squalifica, in panchina c’è Salsano. E il nuovo tecnico nerazzurro deve assistere al vantaggio ucraino, al 15’, quando Rotan riprende una corta respinta di Handanovic e segna. Il portiere sloveno evita guai peggiori al 27’: para il rigore, l’ennesimo in stagione, tirato centralmente da Konoplyanka dopo il fallo in area di Guarin su Cheberyachko. La regola la conosciamo tutti. E così, dopo il gol evitato arriva quello realizzato: porta la firma di Kuzmanovic per l’1-1. Poi si fa male a una spalla Nagatomo, a cui subentra Campagnaro.
Si riparte e Ranocchia, già ammonito, non trova di meglio che entrare malamente su Konoplyanka: arriva il rosso ma l’Inter, in dieci, va subito in vantaggio con Osvaldo, bene imbeccato da Hernanes, e poi Handanovic si supera su Kalinic. Mancini quindi si copre, fuori Icardi e dentro Andreolli.
Gli ucraini cercano il pareggio, ma sono poco precisi e Handanovic è attento: vince l’Inter, che si qualifica come prima.
Considerando che al Dnipro il pareggio andava stretto...va bene cosí ! 

lunedì 24 novembre 2014

CAMPIONATO 2014/15 - 12ªG.Bilan-INTER 1-1


 
Milan-Inter 1-1. Termina con un pareggio il derby di Milano, posticipo della dodicesima giornata di serie A: partita equilibrata, a Menez replica Obi. Occasioni d'oro sprecate da El Shaarawy e Icardi, Torres e Kovacic in ombra.
 
Buon ritmo nel primo tempo, che si apre con il clamoroso errore di Icardi: lanciato involontariamente da Muntari, l'argentino si fa ipnotizzare da Diego Lopez. L'Inter prende il controllo delle operazioni ma al 23' il Diavolo trova inaspettatamente il vantaggio con una splendida azione corale partita da Essien, rifinita da El Shaarawy e chiusa con un pregevole interno destro al volo di Menez a battere Handanovic. Manca la reazione nerazzurra, Kovacic soffre il nuovo modulo di Mancini e la marcatura di Rami e la Beneamata non trova varchi per affondare nel reparto arretrato dei cugini.
 
Ripresa, Inter ancora poco fluida, il Milan manca il colpo del ko con un tiro deviato di Bonaventura che sfiora il palo alla destra di Handanovic. Nel momento migliore della squadra di Inzaghi, i nerazzurri pareggiano: Zapata respinge male un cross di Nagatomo, sul pallone si avventa il finora incerto Obi che con un rasoterra di sinistro non lascia scampo a Lopez.
 
Finale veloce e in equilibrio. Per rompere lo stallo, Inzaghi si affida a Honda, dentro per uno spento Torres, mentre Mancini dà spazio a Hernanes, fuori Obi. I rossoneri ad un quarto d'ora dal termine si mangiano le mani per l'occasione d'oro mancata dal Faraone, che a tu per tu con Handanovic spedisce la palla sulla traversa, un errore imperdonabile.  A dieci minuti dal triplice fischio è invece Icardi a scheggiare la traversa con un destro a giro.
 
Poche occasioni nel finale, dove vincono la stanchezza e la tensione, anche se Poli ha una grande chance al 94'. Finisce 1-1, un risultato che serve a poco a entrambe le formazioni.


venerdì 21 novembre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...Bilan-INTER



L’Inter è reduce da una settimana molto drammatica ma, allo stesso tempo, è tornato l’entusiasmo dopo il pareggio interno con l’Hellas Verona; per quanto riguarda il Milan, padrone di casa in questa occasione, i rossoneri hanno pareggiato con lo stesso risultato a Genova, contro la Sampdoria, dopo essere andati prima in vantaggio e poi aver inseguito i blucerchiati.
I PRECEDENTI – Negli 80 precedenti tra le due squadre, con i rossoneri padroni di casa, il Milan ha ottenuto 27 vittorie, strappando un punto in 22 occasioni; per quanto riguarda le vittorie nerazzurre, invece, l’Inter ha il merito di aver battuto i quotati avversari per ben 31 volte, rendendo vano quindi il “fattore campo”, sempre che si possa parlare di questo privilegio in un derby così sentito dalle due parti. Per quanto riguarda la partita della scorsa stagione, a decidere fu Nigel De Jong, bravo a sfruttare un piccolo errore di Esteban Cambiasso; nel penultimo precedente tra le due squadre, invece, alla settima giornata della stagione 2012-2013 fu un gol di Walter Samuel dopo appena tre minuti a regalare all’Inter il successo sul Milan, che reclamò per un paio di decisioni arbitrali non proprio favorevoli, come il rigore non concesso per un fallo su Pazzini e la rete non convalidata di Montolivo per un fallo su Handanovic. I tifosi rossoneri ricorderanno sicuramente con più gioia il successo nella stagione 2010/11, quella dello scudetto, e proprio la partita chiave fu quella contro i nerazzurri, che vennero strapazzati con un sonoro 3-0. Infine la partita più spettacolare degli ultimi anni è sicuramente quella dell’annata 2006/07, la prima post-calciopoli, quando l’Inter vinse 3-4 grazie alle reti di Crespo, Stankovic, Ibrahimovic e Materazzi: l’espulsione di quest’ultimo, però, riaprì una partita già chiusa e l’Inter dovette soffrire per imporsi sul Milan, nonostante un vantaggio momentaneo di tre lunghezze.
LE STATISTICHE – L’Inter ha ottenuto più vittorie del Milan nella storia di questo derby, come detto, e anche dal punto di vista del rapporto gol fatti/subiti si trova in vantaggio: i nerazzurri hanno realizzato 107 gol, a fronte di 99 reti subite dagli avversari. Per quanto riguarda la distribuzione delle segnature, il Milan ha mostrato la tendenza a essere più prolifico nella ripresa (60) rispetto ai primi tempi (39 reti), mentre c’è sostanziale parità per quanto riguarda l’Inter (53 nei primi 45 minuti, 54 nei secondi tempi).
Il miglior marcatore sino a questo momento della stagione, per il Milan, è Keisuke Honda: il giapponese ha cambiato marcia rispetto all’anno passato e, grazie alle sue sei reti, è l’attaccante più prolifico di Inzaghi; Mauro Icardi, invece, è il cannoniere della squadra nerazzurra con sette marcature in campionato, seguito da Osvaldo a quota quattro.

In un derby non esiste squadra favorita per definizione, l’unico fattore che potrebbe far pendere la bilancia dalla parte dell’Inter è l’entusiasmo ritrovato dopo l’arrivo di Mancini...

venerdì 14 novembre 2014

Via Mazzarri ,torna Mancini !


Un'anticipazione di SkySport squarcia la mattinata dei tifosi nerazzurri come un fulmine a ciel sereno. A Milano, dopo l'esondazione di Lambro e Seveso dei giorni scorsi, effettivamente non piove più. Invece piove - e a dirotto - sul capo di Walter Mazzarri.
 
Erick Thohir si è stancato. Il nono posto in classifica, le prestazioni poco convincenti o convincenti solo a tratti, la sconfitta con il disastrato Parma e il pareggio beffardo firmato Nico Lopez contro il Verona, a San Siro, davanti ai suoi occhi. Tutti fattori che hanno fatto propendere il magnate indonesiano per l'esonero del tecnico di San Vincenzo, accontentando di fatto i tanti tifosi critici verso l'ex allenatore del Napoli (tra cui Giovanni di Aldo, Giovanni e Giacomo), che avevano anche dato il via alla campagna social #MazzarriVattene.
 
A poco più di una settimana dal derby con il Milan, però, chi potrebbe prendere in mano la squadra? Il nome è già venuto fuori: Roberto Mancini. Un clamoroso ritorno dopo l'esperienza non troppo edificante al Galatasaray, un mister gradito dalla piazza e indiscutibile in quanto a capacità tattiche. SkySport fornisce anche i dettagli: lo jesino firma per 2 anni e mezzo di contratto. La presentazione avrà luogo sabato alle 14.
Niente da dire sulla bontá della decisione....che pecca come al solito di una tempistica adeguata.
Stessa INTER di sempre ....INSOMMA !

domenica 9 novembre 2014

CAMPIONATO 2014/15 - 11ªG.INTER-Verona 2-2

Partita divertente e ricca di colpi di scena. Al 10' Toni di sinistro su torre di Lazaros batte subito Handanovic, portando in vantaggio gli scaligeri. Grande reazione della squadra di Mazzarri, al 18' Icardi sfrutta l'assist di Palacio per segnare l'1-1, l'argentino esulta zittendo polemico il pubblico che aveva iniziato a fischiare. I nerazzurri colpiscono subito dopo un palo con Kuzmanovic, sono nel finale di tempo il Verona si rifà vivo con Ionita.
 
Grandi emozioni in avvio di ripresa, al 48' Icardi segna fortuitamente il suo secondo gol, respingendo in rete il rinvio di Marquez. Appena tre minuti dopo si capovolge tutto: Medel tocca con la mano in area e viene espulso per doppio giallo (salta il Milan), rigore per i gialloblu. Dal dischetto Toni manca di freddezza e si fa parare il tiro da Handanovic, al suo terzo penalty intercettato in questo campionato, il ventesimo totale in serie A. L'Inter in 10 soffre, Christodoulopoulos colpisce l'incrocio dei pali con un gran tiro su assist di Toni. All'88' il pari degli ospiti: geniale tacco di Saviola per il neo entrato Nico Lopez, che firma il 2-2 beffando i nerazzurri.
 
Controverso cambio di Mazzarri nel finale: dentro Osvaldo per ... Icardi. L'argentino manifesta tutto il suo sconcerto in panchina, altro caso in vista !

sabato 8 novembre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...INTER-Verona





Il posticipo dell’undicesima giornata di Serie A mette di fronte Inter e Verona, la prima reduce da una bruttissima sconfitta a Parma, a opera di De Ceglie, mentre gli scaligeri hanno pareggiato a Cesena, un campo tutto sommato molto difficile.
I PRECEDENTI – Nei 25 precedenti tra Inter-Hellas Verona, gli ospiti non sono mai riusciti a vincere in quel di San Siro; i pareggi, invece, sono 10 mentre per 15 volte i nerazzurri hanno ottenuto la massima posta in palio. Oltre all’ultimo precedente in cui i padroni di casa s’imposero grazie all’autogol di Moras e alle reti di Palacio, Cambiasso e Rolando, l’ultima volta le due formazioni si erano affrontate nella stagione 2001-2002, l’ultima con gli scaligeri in Serie A: in quell’occasione finì 3-0 per l’Inter, grazie al gol di Vieri e alla doppietta di Ronaldo. Proprio la squadra appena acquistata da Thohir è in striscia vincente aperta contro i veronesi, dato che hanno vinto nelle ultime 5 occasioni: l’ultimo pareggio strappato dal Verona, infatti, risale addirittura al 1990.
LE STATISTICHE – Impressionante il dato dei gol subiti dall’Inter: soltanto 7 in 25 partite, 3 nel primo tempo e 4 nella ripresa. I tifosi nerazzurri invece hanno potuto esultare in 38 occasioni, suddivise in 15 nei primi 45 minuti e addirittura 23 nei secondi tempi. Il miglior marcatore dell’Inter è Mauro Icardi con cinque reti segnate in stagione, tre contro Sassuolo e due rigori realizzati contro Cesena e Sampdoria, mentre alle sue spalle c’è Osvaldo, rientrato giovedì in Europa League dopo un mese d’infortunio. Parlando del Verona, invece, c’è una batteria di marcatori tutti a quota due: Luca Toni, Panagiotis Tachtsidis, Artur Ionita e Nico Lopez, riuscirà uno di questi a staccare gli altri regalando ai tifosi una magica serata a San Siro?
L’Inter è favorita nonostante l’ultima sconfitta a Parma, che ha fatto fare un passo indietro notevole alla squadra di Mazzarri: serve ritrovare il gioco e San Siro, in questo, forse non dà la giusta tranquillità.

Magari....







Walter Mazzarri è tornato al Napoli. Almeno per una sera.
Singolare la svista del Televideo Rai che, in occasione della gara di Europa League stravinta dagli azzurri sullo Young Boys, ha messo sulla panchina partenopea il tecnico di San Vincenzo e non Rafa Benitez.Peccato che non si possa tornare indietro....peccato che WM allena l'Inter....

giovedì 6 novembre 2014

EL...S.Etienne-INTER 1-1

Parte bene la Beneamata con la coppia offensiva formata da Palacio e dal giovane Bonazzoli: la prima occasione del match è proprio creata dall'attaccante classe 1997, che raccoglie un lancio di Dodò e serve Kuzmanovic, che però non riesce ad andare in rete. Poco dopo il serbo prova l'azione personale e libera il diagonale (mira sbagliata di poco) e Palacio vede una sua conclusione a botta sicura salvata sulla linea dal centrocampista avversario Hamouma. Proprio quest'ultimo costruisce la più nitida palla gol del primo tempo per i padroni di casa (Carrizo c'è), quindi passa l'Inter. E' il minuto 33, Mbaye crossa dalla destra, Palacio ci arriva di testa e chiama Ruffier alla grande parata, irrompe Dodò che tira: palo interno-gol, vantaggio per i nerazzurri.
 
Dopo soli cinque minuti della ripresa, però, pareggia il Saint-Etienne: calcio d'angolo battuto da Perrin, nuova incertezza di Vidic e Bayal Sall riesce ad anticipare Carrizo trovando l'1-1. Il punteggio non cambia più: lo stesso Bayal Sall ci prova di tacco da distanza ravvicinata sugli sviluppi di un corner, poi Medel evita a Pogba di far male intervenendo sul tiro del francese. Non basta l'ingresso di Osvaldo (al ritorno dopo lo stop per infortunio) per rivitalizzare l'Inter, che nel finale deve ringraziare Carrizo che di piede salva su Van Wolfswinkel e regala alla Beneamata almeno un punto.

sabato 1 novembre 2014

10ª G. Parma-INTER 2-0


L’avvio è una doccia fredda per l’Inter: il Parma, al primo vero affondo, passa con De Ceglie, abile a deviare in porta sotto misura il cross dalla destra di Rispoli. Disastrosa la copertura della linea difensiva nerazzurra, con Obi in ritardo sull’esterno ducale e con Ranocchia e Vidić ingannati abilmente da Coda. L’unica risposta dell’Inter arriva poco dopo il vantaggio dei padroni di casa con un cross di Dodô sul quale si avventa Obi ma Lucarelli è bravo a fare da scudo a Mirante col corpo e a evitare il pari. Il resto del primo tempo è uno sterile monologo nerazzurro che non si traduce in altro se non nel nulla cosmico.
Nella ripresa, dopo un buon inizio di marca Parma, è di nuovo l’Inter  a prendere il controllo delle operazioni ma la banda Mazzarri non riesce a rendersi veramente pericolosa fino all’ora di gioco, quando Hernanes carbura e Kovačić può godere di più spazio a sua disposizione. In particolare, l’Inter va vicina al pareggio sopratutto con Palacio, ma il Trenza sbaglia completamente la misura del sinistro a giro mandando alle stelle il pallone. Fanno paura a Mirante anche un tiro da lontano di Hernanes e, soprattutto, una conclusione deviata di Kovačić.
Proprio nel momento migliore degli ospiti, comunque, è il Parma a sferrare il colpo del ko con De Ceglie, ancora una volta bravo a trovarsi al posto giusto nel momento giusto per ribadire in gol un tiro di Cassano smorzato da Medel (Handanovič non esente da colpe).
Nel finale rimane in campo solo il Parma, che di fatto va più vicino alla terza rete con Ghezzal e (ancora) De Ceglie che non l’Inter al gol che accorci le distanza. Disastro completo della Beneamata che ha saputo resuscitare un Parma buono come raramente s’è visto in stagione fin qui.
Bye bye Mazzarri ?...Speriamo !

venerdì 31 ottobre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...Parma-INTER


Inter e Parma giungono a questa partita con umori differenti: i nerazzurri sono reduci da due vittorie in fila, nonostante un gioco non proprio idilliaco, ma quando si vince il morale è sempre alto. Il Parma invece è ultimo in classifica con soli tre punti conquistati in nove partite e ben 21 gol subiti, una media da modificare se i ducali vogliono riuscire a centrare almeno l’obiettivo salvezza.
I PRECEDENTI – La tradizione dell’Inter al Tardini di Parma è pessima: i nerazzurri hanno totalizzato soltanto 4 vittorie su un totale di 23 partite disputate in Emilia, mentre i padroni di casa hanno trionfato in 13 occasioni. Nelle restanti 6 partite, infine, le due squadre si sono equamente divise la posta in palio. Il penultimo precedente è probabilmente un dipinto della stagione 2012-2013 della squadra di Andrea Stramaccioni: con la possibilità di andare a -1 dalla Juventus, sconfitta dal Milan, i nerazzurri si sciolsero come neve al sole e Sansone, bestia nera dell’Inter, la punì al 75′ con il gol vittoria. Nemmeno nella stagione del triplete, inoltre, Mourinho riuscì a vincere sul difficile campo dei gialloblù: fu Bojinov infatti a portare in vantaggio gli emiliani, e solo una rete di Balotelli permise all’Inter di strappare un prezioso punto esterno. L’ultima vittoria nerazzurra, infine, farà sicuramente sorridere i sostenitori della compagine meneghina, visto che le due reti di Ibrahimovic trascinarono l’Inter alla vittoria dello scudetto, cancellando gli incubi di un nuovo 5 maggio, questa volta a favore della Roma. L’ultimo precedente invece sorride ai nerazzurri: una rete di Rolando e una di Guarin nel finale permisero all’Inter di ottenere una fondamentale vittoria per la corsa al quinto posto, un grande risultando blindato anche da un super Handanovic, il quale parò un calcio di rigore a Cassano sullo 0-0.
LE STATISTICHE – Nelle 23 partite disputate da Parma e Inter al Tardini sono state realizzate un totale di 53 gol: 34 di questi sono stati segnati dal Parma, mentre le restanti 19 segnature hanno permesso ai tifosi lombardi di gioire sul campo emiliano. Entrambe le squadre hanno mostrato la tendenza a essere più prolifiche nella ripresa: 11-23 il dato delle reti tra primo e secondo tempo del Parma, 6-13 invece quello nerazzurro.
Il miglior marcatore del Parma sino a questo momento è Antonio Cassano, ex di giornata, a quota 5 reti; lo stesso numero di marcature di Mauro Icardi, a segno su rigore nelle ultime due partite contro Cesena e Sampdoria.
Il Parma è in un bruttissimo momento di forma ma l’Inter, nonostante i 6 punti nelle ultime due partite, non ha ancora trovato la quadratura del cerchio e la condizione fisica della squadra non aiuta.
Considerando infine che il Parma ultimamente é la bestia nera dell'Inter.....

mercoledì 29 ottobre 2014

9ª G. INTER-Sampdoria 1-0


Per la nona giornata valida per il campionato di Serie A, l’Inter batte la Sampdoria al 90′, decide un calcio di rigore di Icardi.
Al 3’ Inter subito pericolosa in avanti, Kovačić serve Palacio in area di rigore, l’argentino da buona posizione prova a mandare in rete Icardi, ma il suggerimento è troppo lungo e la palla si spegne sul fondo. La Sampdoria si chiude bene in difesa e prova a partire in contropiede, come al 6’ quando Gabbiadini si accentra dalla destra e calcia a rete con il mancino, blocca facilmente Handanovič. Al 12’ Hernanes imbecca Palacio in area di rigore, la conclusione dell’argentino viene respinta con i piedi da Romero. Un minuto dopo i blucerchiati si rendono pericolosi con un insidioso traversone dalla destra di Obiang, la difesa neroazzurra si salva in angolo. Al 22’ il traversone dalla sinistra di Dodô pesca in area di rigore Icardi, l’attaccante colpisce di testa, conclusione centrale, blocca Romero. Al 25’ Obiang calcia al volo da fuori area, blocca facile Handanovič. Al 29’ bel guizzo di Éder sulla sinistra, il brasiliano serve un bel pallone in area di rigore, la difesa ospite allontana sui piedi di Palombo, l’ex nazionale spara alto da fuori area. Al 34’ la conclusione di Hernanes finisce lontana dalla porta difesa da Romero, ottima la prova del centrocampista brasiliano fino a questo momento, il brasiliano e Kovačić  sono gli unici in grado di creare la superiorità numerica in mezzo al campo. Al 39’ Kovačić pesca Icardi in area, l’argentino difende bene la palla e calcia a rete di destro, Romero è attento e respinge con i piedi. Nell’unico minuto di recupero la Sampdoria trova il tempo per mettere i brividi al pubblico di San Siro: Gabbiadini semina il panico sulla destra e trova Duncan che da buona posizione colpisce la traversa con una potente conclusione di destro. Al rientro negli spogliatoi il pari sembra il risultato più giusto, l’Inter prova a fare la partita, mentre gli uomini di Mihajlovic si chiudono bene davanti a Romero e si rendono pericolosi nelle ripartenze.
Al 49’ bell’azione di Palacio, l’attaccante interista semina lo scompiglio nell’area di rigore blucerchiata, ma la sua conclusione termina sul fondo. Al 9’ la Sampdoria si rende pericolosa con Okaka, Handanovič respinge. Al 58’ Gabbiadini impegna Handanovič su punizione, il mancino dell’attaccante doriano viene neutralizzato in tuffo dal portiere sloveno. Al 68’ Regini calcia a rete di sinistro sugli sviluppi di un calcio d’angolo, blocca Handanovič. Al 70’ Vidić tocca di testa per Medel, il cileno da buona posizione calcia al lato. Al 79’ Kovačić inventa per Palacio, l’argentino calcia a lato da buona posizione, brutto errore per l’attaccante. All’86 l’Inter reclama un calcio di rigore per un fallo in area di Romagnoli su Palacio, un minuto dopo fuga di Okaka sulla destra, l’attaccante doriano serve Éder che si fa deviare in angolo la sua conclusione da Handanovič. Al 90’ calcio di rigore in favore dell’Inter per un fallo su Kuzmanovic, dal dischetto si presenta Icardi che batte Romero e manda in delirio il pubblico di San Siro. Al triplice fischio finale, gli uomini di Mazzarri festeggiano un successo importante, la sconfitta, invece è punizione troppo severa per i ragazzi di Mihajlović che avrebbero meritato il pareggio.

martedì 28 ottobre 2014

NUMERI & CURIOSITÀ...INTER-Sampdoria



Una striminzita vittoria contro un buon Cesena, in dieci per un’ora, non ha dato a Mazzarri la tranquillità che ci si sarebbe aspettata dopo l’espulsione di Leali. Troppi errori sotto porta e un potenziale praticamente inesplorato a centrocampo, paradossalmente è la Sampdoria ad arrivare alla sfida con più energie positive, dopo il pari casalingo senza reti contro la corazzata Roma.

I PRECEDENTI – Nei 57 precedenti disputati tra Inter e Sampdoria, la superiorità dei nerazzurri appare abbastanza schiacciante: la squadra allenata da Walter Mazzarri infatti ha vinto in 34 occasioni, mentre gli ospiti hanno espugnato Milano soltanto in 7 occasioni. In 16 occasioni le due squadre si sono suddivise la posta in palio, un evento che nel nuovo millennio è accaduto ben 5 volte, sintomo che la Sampdoria non è una squadra facile da battere in nessuna occasione. Tuttavia la squadra blucerchiata non vince a San Siro addirittura dalla stagione 1996/97, quando una doppietta di Montella risultò decisiva nella vittoria per 3-4: nella penultima occasione, invece, è stata l’Inter a ottenere i tre punti grazie al successo per 3-2. In quell’occasione fu Munari a sbloccare la partita ma le reti di Milito, Palacio e Guarin permisero ai nerazzurri di assicurarsi l’intera posta in palio; inutile, invece, la rete di Eder allo scadere. Il 3-2 non può che evocare ricordi indelebili per tutti i tifosi nerazzurri, che nella stagione 2004-2005 si trovavano sotto per 0-2 a pochi minuti dalla fine, salvo poi ribaltare tutto con tre reti nei minuti di recupero: un’impresa che ancora oggi resta impressa nella storia della Serie A italiana. Per quanto riguarda l’ultimo precedente, infine, Renan a tempo scaduto permise alla Sampdoria di agguantare il pari dopo il gol del momentaneo vantaggio di Guarin.

LE STATISTICHE – Inter-Sampdoria è da sempre sinonimo di spettacolo assicurato in campo e sugli spalti, visti i gol che le due squadre hanno segnato nella storia di questo incontro. Nei 57 precedenti, infatti, sono addirittura 160 le reti totali realizzate: 110 segnate dall’Inter, 50 dalla Sampdoria. Una media di 2.80 gol a partita che risulta essere tra le più alte della Serie A, e sarà sicuramente utile agli scommettitori in vista dell’incontro di domenica pomeriggio.
Il miglior marcatore dell’Inter sino a questo punto della stagione è Mauro Icardi, una vecchia conoscenza blucerchiata, che condivide il trono di capocannoniere con Pablo Daniel Osvaldo, anche lui a quota 4 reti; anche Gabbiadini, il miglior attaccante blucerchiato, ha realizzato lo stesso numero di reti. Chi riuscirà a trascinare la propria squadra al successo?

L’Inter potrebbe accusare un po’ di stanchezza dopo un periodo in cui, di fatto, ha giocato ogni tre giorni. Per questo non è impossibile il colpo esterno della Sampdoria, sulla falsa riga di quanto fatto dal Cagliari qualche settimana fa..

domenica 26 ottobre 2014

8ª G.Cesena-INTER 0-1


Fin dalle primissime battute è la squadra nerazzurra ad avere il comando delle operazioni, con un Cesena che, logicamente, bada più a contenere gli avversari cercando però qualche spazio per ripartire (peraltro faticando parecchio a trovarne). Il copione si mantiene così per mezz’ora, finché Hernanes non inventa un pallonetto spiovente in area per Palacio che, scattando, elude il fuorigioco e tutta la difesa romagnola e viene quindi travolto da Leali in uscita: rigore ed espulsione per il portiere bianconero. Sul dischetto va Icardi che realizza freddamente, portando in vantaggio l’Inter.
L’uomo in meno scuote però i padroni di casa che, per niente intimoriti, alzano il baricentro della squadra e si fanno pericolosissimi, specialmente nel gioco aereo: prima Cascione e poi, su calcio d’angolo, Djurić e Marilungo vanno vicinissimi al pareggio. Handanovič mura il bosniaco e l’ex Atalanta mette alto di pochissimo da ottima posizione, sprecando così la miglior chance per i padroni di casa di tutto il primo tempo. Poco prima dell’intervallo il Cesena mette ancora apprensione agli ospiti attirando fuori dai pali Handanovič ma il portiere sloveno subisce una carica salvifica per i suoi, che erano rimasti coi pali completamente sguarniti: è l’ultima emozione di un primo tempo giocato con buon ritmo da entrambe le formazioni.
Nella ripresa il Cesena continua a giocare a viso aperto nascondendo benissimo l’uomo in meno, ma Guido Marilungo è ancora una volta impreciso sotto porta attorno al 55′, quando la difesa interista si dimentica completamente il numero 89 romagnolo. Qualche minuto dopo tocca invece a Icardi e Hernanes spaventare Agliardi ma entrambe le conclusioni si spengono a lato. Il Cesena ha poi una palla buona per pareggiare (anzi, una chance che Cascione rende buona con un gran tiro da posizione impossibile) al minuto 71 ma Handanovič riesce a smorzare l’ottima conclusione del mediano romagnolo.
Nell’ultimo quarto di gara Bisoli inserisce tutte le punte a disposizione per provare a riacciuffare il risultato mentre l’Inter butta via troppi palloni interessanti sulla trequarti avversaria, non riuscendo mai a chiudere la partita, nemmeno con una succosissima doppia occasione in pieno recupero con Palacio e Icardi...


sabato 25 ottobre 2014

Lo stile non si eredita !


F.C. Internazionale prende atto dell'ennesimo tentativo del Presidente Agnelli di mistificare i fatti e di cambiare il corso della storia. Purtroppo per lui e per tutto il calcio italiano il 2006 é stato un anno disastroso, in cui lo scudetto é stato assegnato legittimamente all'Inter dalla FIGC, e la Juventus é stata retrocessa in serie B insieme alla sua reputazione. Questi sono i fatti. Che non permetteremo a nessuno di alterare né di dimenticare.

F.C. Internazionale prende atto dell'ennesimo tentativo del Presidente Agnelli di mistificare i fatti e di cambiare il corso della storia. Purtroppo per lui e per tutto il calcio italiano il 2006 é stato un anno disastroso, in cui lo scudetto é stato assegnato legittimamente all'Inter dalla FIGC, e la Juventus é stata retrocessa in serie B insieme alla sua reputazione. Questi sono i fatti. Che non permetteremo a nessuno di alterare né di dimenticar
F.C. Internazionale prende atto dell'ennesimo tentativo del Presidente Agnelli di mistificare i fatti e di cambiare il corso della storia. Purtroppo per lui e per tutto il calcio italiano il 2006 é stato un anno disastroso, in cui lo scudetto é stato assegnato legittimamente all'Inter dalla FIGC, e la Juventus é stata retrocessa in serie B insieme alla sua reputazione. Questi sono i fatti. Che non permetteremo a nessuno di alterare né di dimenticar

venerdì 24 ottobre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...Cesena-INTER



L’Inter per uscire dalla crisi, il Cesena per compiere l’impresa che non è mai riuscita nella sua storia. Motivazioni diverse a San Siro ma, sicuramente, i motivi per vedere la partita ci sono: anche perché in caso di vittoria dei bianconeri le due squadre sarebbero appaiate in classifica, un caso più unico che raro.

I PRECEDENTI – 12 precedenti tra Cesena e Inter, con i padroni di casa che non sono mai riusciti a strappare tre punti ai più quotati rivali. Per quattro volte le due squadre si sono suddivise equamente la posta in palio mentre i nerazzurri hanno trionfato nelle restanti otto volte; l’ultimo precedente risale alla stagione 2011-2012, l’ultima in A del Cesena, quando a risultare decisiva fu una rete di Ranocchia. La partita più emozionante, però, è sicuramente quella della stagione precedente: Budan portò in vantaggio i romagnoli a inizio ripresa, poi una doppietta di Pazzini nei minuti di recupero fece crollare  l’entusiasmo dei tifosi locali.

LE STATISTICHE – Grandi differenze a livello realizzativo, con i meneghini che hanno segnato il doppio dei gol rispetto al Cesena (24 contro 12). Entrambe le squadre hanno mostrato la propensione a realizzare più reti nella ripresa: rispettivamente 4 e 9 nei primi tempi, 8 e 15 nelle riprese. Ben 3 gol a partita quindi, un numero elevatissimo che fa ben sperare per l’incontro domenicale.
Il miglior marcatore del Cesena sino a questo momento della stagione è Alejandro Rodriguez, con due segnature, mentre l’Inter potrà contare soltanto sui gol di Mauro Icardi – a quota tre gol – e non su quelli del proprio capocannoniere Pablo Daniel Osvaldo, fuori per ancora un paio di settimane almeno.
L’Inter è favorita ma in trasferta, sino adesso, non ha ancora vinto in campionato.
Il resto é poesia !

giovedì 23 ottobre 2014

EL...INTER-S.Etienne 0-0


La partita, nonostante una nutritissima presenza di tifosi francesi (svariate migliaia) che rendono San Siro un catino bollente, non decolla mai nel primo tempo e non offre nemmeno lontanamente uno spettacolo pari a quello sugli spalti, fomentato anche dall’esposizione (da parte degli interisti) di uno striscione del Nizza, acerrimo rivale in patria del Saint-Étienne, che scalda a dovere il pubblico dei Verdi. Nei primi 10′ Guarín e Pogba cercano la fortuna con un tiraccio dalla distanza a testa ma non impensieriscono i portieri. Tocca poi a Icardi rendersi pericoloso due volte nel giro di sei minuti ma il centravanti argentino, abile a smarcarsi sull’esterno in entrambe le occasioni, non inquadra mai la porta di Ruffier.
Dopo il 20′ è il turno di Guarín: il colombiano entra in area ma spara in porta da posizione troppo defilata per evitare l’estremo difensore avversario, che devia in angolo. Poco dopo è nuovamente Pogba a cercare il gol di testa su calcio d’angolo, ma il pallone sfila a lato. Prima dell’intervallo ci prova anche van Wolfswinkel ma la sua inzuccata finisce lontanissima; chi inquadra bene lo specchio, invece, è Tabanou, che su punizione spara un siluro dai 35 metri sul quale, però, Carrizo si fa trovare pronto e quindi spinge in corner acrobaticamente. È l’ultima emozione, forse l’unica, di un primo tempo davvero povero di contenuti.
La ripresa non offre assolutamente nulla per quasi venti minuti; a regalare un’emozione al pubblico è Kuzmanović ma solo dopo l’ora di gioco, quando comunque si fa parare un sinistro sparato da ottima posizione dentro l’area. Cinque minuti dopo è Tabanou a cercare la rete da dentro i sedici metri dell’Inter ma Carrizo para (il francese lamenta anche un fallo di mano di Andreolli, peraltro), così come si ripete un minuto dopo su Hamouma, imbeccato benissimo da Monnet-Paquet. Il match sembra accendersi ma è un fuoco di paglia, perché subito dopo si reincanala sui binari sonnacchiosi dell’inizio della ripresa, almeno fino a un tiro ben indirizzato di Hernanes (minuto 88), comunque neutralizzato da Ruffier.
Pessimo Mazzarri nelle sue decisioni....

Moratti dice basta....fine di una era...grazie per sempre e comunque !


Massimo Moratti ha detto addio all'Inter. Un fulmine a ciel sereno per molti, ma non per tutti.
Dopo diciannove anni termina ufficialmente l'era di Massimo Moratti all'Inter. Il petroliere ha infatti rinunciato al ruolo di vicepresidente onorario.Con lui si sono dimessi anche il figlio Angelomario, vicepresidente come Javier Zanetti, e i consiglieri Rinaldo Ghelfi e Alberto Manzonetto.La ragione dell'addio va ricercata nel ruolo sempre più marginale di Moratti nella nuova gestione di Erick Thohir, presidente nerazzurro dal 15 ottobre 2013.
Il 25 febbraio 1995 Moratti acquista ufficialmente l'Inter, che era già stata di proprietà del padre Angelo dal 1955 al 1968.Tra il 2004 e il 2006, il ruolo di presidente viene però ricoperto da Giacinto Facchetti.
Tra i primi acquisti, proprio nell'estate del 1995, un giovanissimo Javier Zanetti, che 18 anni dopo è ancora in nerazzurro, come capitano e bandiera da record per presenze (845).
 Nell'estate del 1997, Moratti sborsa 48 miliardi di lire (la clausola rescissoria) assicurandosi Ronaldo. Sarà solo il primo di una lunga serie di acquisti faraonici.
Nel 1998 lo scudetto tra le polemiche finisce alla Juve ma la squadra allenata da Gigi Simoni conquista a Parigi la Coppa Uefa, primo trofeo dell'era Moratti.
Nel 1998 lo scudetto tra le polemiche finisce alla Juve ma la squadra allenata da Gigi Simoni conquista a Parigi la Coppa Uefa, primo trofeo dell'era Moratti.
Nel 1999 sono addirittura 90 i miliardi spesi per Vieri, che per sei stagioni è il bomber dei nerazzurri. Lo scudetto però ancora non arriva.
La sfortuna non sembra voler abbandonare l'Inter neanche nel 2002: con Cuper in panchina, il 5 maggio, il titolo sfugge nel modo più doloroso, all'ultima giornata.
Con Roberto Mancini però la musica cambia: la squadra cresce e dopo lo scudetto a tavolino post-Calciopoli arrivano altri due titoli sul campo con lo jesino in panchina.La squadra nerazzurra vince dominando, trascinata da un Ibrahimovic che in Italia non ha rivali.
Dopo l'addio di Mancini, il timone passa a Mourinho che vince subito un altro tricolore ma poi in estate decide di cambiare tutto per costruire una squadra adatta all'Europa.
Via Ibrahimovic, la nuova Inter è costruita su un solido 4-2-3-1, con Eto'o fantastico attaccante esterno in supporto di Milito. In rosa anche un bizzoso Balotelli.
La stagione perfetta si completa a Madrid, quando Zanetti e compagni dopo Coppa Italia e scudetto vincono anche la Champions League per uno storico triplete.
Dopo l'addio di Mancini, il timone passa a Mourinho che vince subito un altro tricolore ma poi in estate decide di cambiare tutto per costruire una squadra adatta all'Europa.
Mourinho si trasferisce al Real Madrid e la sua pesante eredità viene raccolta da Benitez che però dura solo sei messi, regalando comunque a Moratti il Mondiale per club.
Dopo due anni altalenanti, tra Leonardo, Gasperini e Stramaccioni, Moratti sceglie Mazzarri, che passerà alla storia come l'ultimo allenatore della proprietà Moratti ma anche il primo di Thohir.
Moratti è il presidente più vincente della storia dell'Inter: 16 trofei conquistati (5 scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Champions League, 1 Coppa Uefa, 1 Mondiale per club).
Da troppo tempo i rapporti fra Erick Thohir e Moratti erano claudicanti, perché il presidente ha sempre fatto di testa sua, forte del 70 per cento delle azioni, da lui acquistate il 15 ottobre 2013, cercando però di usare Moratti come parafulmine, sottolineandone, secondo opportunità, stima e necessità di collaborare – ha scritto -. La goccia che ha determinato l'uscita di Moratti sono state le parole pronunciate lunedì dal ceo Bolingbroke, che ha parlato in pubblico di una situazione economico-finanziaria della società pre-fallimentare.
Era già successo in altre occasioni, e una sola volta Moratti aveva spiegato la situazione (a Latina a fine maggio), ma Thohir, che non ha pagato nemmeno un euro per una società valutata 500 milioni, girando soltanto i 149 milioni di debiti del club alle banche, ha insistito. Moratti questa vota si è stufato, anche perché Thohir ha avuto quattro mesi per analizzare tutti conti della società. Se la situazione era così disastrosa, avrebbe potuto rinunciare. Invece è andato avanti e aveva definito l'acquisto dell’Inter un grande affare. Ora ha cambiato idea. Anche Moratti

domenica 19 ottobre 2014

7ª G. INTER-Napoli 2-2


Un Inter-Napoli a dir poco pazzo termina 2-2 dopo che per 80 minuti le due squadre non si erano fatte male. La doppietta di Callejon infatti sveglia l’Inter che pareggia per ben due volte, prima con Guarin e poi con Hernanes a tempo praticamente scaduto: molto bene l’Inter nel primo tempo, meglio il Napoli nel secondo che però ha la colpa di non essere riuscito a mettere in ghiaccio la partita.
Mazzarri promuove Obi titolare sulla destra, confermando in blocco la difesa titolare, con Palacio alle spalle di Icardi; Benitez sceglie Britos sulla sinistra, relegando in panchina Ghoulam, con Higuain unica punta alle spalle di Hamšík-Insigne-Callejón.
L’Inter parte con una buona personalità e impone il proprio gioco contro un Napoli timoroso e difensivista. Icardi ha una doppia chance per portare in vantaggio i suoi: sbaglia il primo complice una prodezza difensiva di Britos mentre nella seconda è sfortunato perché il pallone rotola di un soffio a lato. Obi fuori ruolo è probabilmente il miglior in campo insieme a Kovačić, gli azzurri invece non pervenuti sino alla mezz’ora; Hernanes sale di colpi e, dopo un paio di conclusioni decisamente da rivedere, scaglia un sinistro imparabile che termina la propria corsa sul palo. Rispetto agli orrori di Firenze, nel primo tempo, l’Inter può essere più ottimista.
Benitez carica i suoi all’intervallo e il Napoli torna in campo con un piglio diverso: Insigne colpisce un palo esterno solo per merito di un grande intervento difensivo di Obi, Callejon ci prova dalla distanza e trova l’opposizione di Handanovic mentre Higuain continua a sparare a salve. Icardi lavora molto di sponda ma non ha più palloni giocabili, Palacio è lontano dalla miglior forma fisica e la manovra nerazzurra si appanna leggermente rispetto all’inizio. Mbaye prende il posto di un ottimo Obi mentre Benitez si gioca la carta Mertens: il gol del vantaggio azzurro, però, non è merito di una giocata del belga ma di una disattenzione difensiva di Vidic. Il serbo serve un perfetto assist, sugli sviluppi di una innocua rimessa laterale, a Callejon che col destro trafigge il portiere interista. Nemmeno il tempo di esultare, tuttavia, e l’Inter pareggia subito: angolo, sponda di Icardi e conclusione perfetta al volo di Guarin, praticamente appena entrato in campo. Il finale di gara è scoppiettante: David Lopez sventaglia un sinistro magico per Callejon che, col mancino, fa un gol al volo da rivedere decine di volte. Il tempo di mettere la palla al centro e Dodò serve un bellissimo cross per l’accorrente Hernanes, la cui frustata è valida per il 2-2.
Altri 2 punti gettati al vento !

Inter, triplo Puscas nel derby. Thohir applaude


Inter batte Milan 4-1 nel derby Primavera nel nome di George Puscas. E il presidente Erick Thohir, che ha assistito alla partita, sorride per la prestazione del giovane centravanti.
Il rumeno sul campo dei rossoneri (lo stadio Vismara) realizza una storica tripletta e annichilisce la squadra allenata da Cristian Brocchi. A sbloccare il punteggio per i nerazzurri Camara, che si presenta a tu per tu con Livieri e lo batte. Difesa rossonera immobile. Poi arriva il raddoppio, firmato da Puscas con un diagonale irresistibile.
Nel finale di tempo il Milan dimezza il divario con un rigore di Vido, concesso per atterramento dello stesso giocatore da parte di Giamfy. Nella ripresa Felicioli stampa sul palo la palla del 2-2, poi - dopo l'espulsione del milanista De Santis - dilagano i ragazzi di mister Vecchi, con due nuove reti di Puscas in tre minuti.

Ma in prima squadra i giovani promettenti mai ???

venerdì 17 ottobre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...INTER-Napoli



L’Inter di Walter Mazzarri torna a San Siro dopo le sconfitte con Cagliari e Fiorentina, due partite che hanno messo il morale sotto i tacchi; il Napoli invece è reduce da un bel successo interno contro il Torino. Sarà una bella partita perché entrambe le squadre hanno bisogno dei tre punti per tornare nelle parti alte della classifica.

I PRECEDENTI – Nei 68 precedenti disputati tra Inter e Napoli, i padroni di casa si sono aggiudicati l’intera posta in palio per ben 45 volte, lasciando solo le briciole ai partenopei; le vittorie azzurre, infatti, sono solamente 8 mentre le due compagini si sono equamente suddivise l’intera posta in palio per 15 volte. Come nell’ultimo precedente, quando le due squadre lasciarono le rispettive porte inviolate in uno scialbo 0-0. Nell’incontro della stagione 2012-2013 disputata allo Stadio Giuseppe Meazza, invece, le reti di Guarin e Milito nel primo tempo decisero l’incontro, nonostante il gol di Cavani in apertura di ripresa: fu l’ultimo grande ruggito della squadra di Stramaccioni, che poi iniziò il terribile declino che portò l’Inter sino al nono posto in classifica. Nell’anno precedente, invece, fu un assolo napoletano in terra lombarda: uno 0-3 micidiale firmato da Campagnaro, Maggio e Hamsik. E’ l’unico acuto dei campani nel nuovo millennio, però, dato che il Napoli ha sempre perso dal 2000 a oggi contro l’Inter, tranne in quell’occasione e nella scorsa annata.

LE STATISTICHE – Inter-Napoli è sinonimo di spettacolo e tanti, tanti gol. Osservando i freddi numeri, infatti, le due squadre hanno realizzato un totale di 197 gol: 132 di questi hanno permesso alla squadra meneghina di esultare, i restanti 65 invece sono firmati da giocatori azzurri. L’Inter ha mostrato la tendenza a essere molto più prolifica nella ripresa (76 contro 56 reti nei primi 45 minuti) mentre i numeri riferiti al Napoli ci raccontano di come sia indifferente per la squadra partenopea andare in rete in un tempo o nell’altro (33 a 32 gol). Il capocannoniere del Napoli sino a questo momento della stagione è Callejon con 4 gol in 6 presenze, lo stesso dato che può vantare Osvaldo, l’attaccante nerazzurro più prolifico, seguito a ruota da Icardi con 3 marcature.

L’Inter può solo vincere per scacciare una crisi che due partite fa nessuno si sarebbe immaginato; il Napoli però venderà cara la pelle perché, dopo uno stentato avvio di stagione, la squadra sempre essere tornata quella della passata stagione...


giovedì 16 ottobre 2014

D'Ambrosio torna solo a dicembre...







L'infortunio di Danilo D'Ambrosio è più grave di quello che si pensava inizialmente. L'esito degli esami all'istituto Humanitas a Rozzano a cui si è sottoposto l'esterno dell'Inter sono spietati: lesione al legamento collaterale mediale del ginocchio destro.
 
Il giocatore dovrà fermarsi per almeno 6 settimane e tornerà in campo solo ad inizio dicembre, probabilmente il 7, in casa contro l'Udinese. Molto difficile un suo rientro per la gara del 30 novembre contro la Roma.

sabato 11 ottobre 2014

INTER-Napoli...ultima spiaggia per Mazzarri !


AdTech Ad

Ultima spiaggia. La sfida con il Napoli, in programma dopo la sosta riservata alle nazionali, sarà decisiva per il futuro di Walter Mazzarri sulla panchina dell’Inter.
Le dure sconfitte con Cagliari e Fiorentina hanno lasciato il segno. Il presidente Thohir ha dato un’altra chance a Mazzarri, concedendogli una fiducia a tempo, ma nel frattempo ha telefonato a Massimo Moratti esponendogli i suoi dubbi. Il tecnico dell’Inter deve dimostrare di avere ancora in mano la squadra, in un momento molto difficile, in cui la maggior parte dei tifosi gli ha voltato le spalle.
La gara con il Napoli sarà quindi molto delicata: potrebbe essere proprio Rafa Benitez, che con l’Inter si è lasciato male quattro anni fa, a dare il colpo di grazia a Mazzarri. La classifica dei nerazzurri piange e non saranno tollerati ulteriori passi falsi.

venerdì 10 ottobre 2014

Osvaldo ko un mese


Altra brutta notizia per Walter Mazzarri.
L'Inter, reduce dalle sconfitte con Cagliari e Fiorentina, dovrà fare a meno per un mese di Osvaldo.
Come evidenziato dagli esami, per l'attaccante ex Roma e Juventus lo stop è dovuto allo stiramento di secondo grado dell'adduttore sinistro rimediato in Nazionale.
Osvaldo è subito rientrato a Milano, saltando ovviamente la partita di venerdì sera contro l'Azerbaigian, e dovrebbe restare a guardare le prossime sette partite dei nerazzurri.
Mazzarri avrà quindi un parco attaccanti ridotto all'osso fino alla prossima sosta, con Palacio che sarà chiamato agli straordinari (e soprattutto a sbloccarsi in zona gol) come partner di Icardi.

martedì 7 ottobre 2014

Dalla pentola .....alla brace ?



Il patron Thohir ha deciso di concedergli un'ultima chance. Nonostante le due pesantissime sconfitte consecutive in campionato, contro Cagliari e Fiorentina (ben sette gol subiti), Mazzarri è ancora alla guida dell'Inter. I problemi evidenziati dai nerazzurri sono diversi ma Mazzarri pare certo di poter trovare una soluzione.

Il tecnico si giocherà il suo futuro nella prossima sfida di campionato, quando se la vedrà con il Napoli, sua ex squadra. In caso di nuovo passo falso, l'esonero di Mazzarri sarà inevitabile e la Beneamata ripartirà con un nuovo allenatore e un nuovo progetto tecnico. In realtà, sarebbe già stato individuato il nome giusto per prendere il posto di Mazzarri.

Il prescelto sarebbe un ex stella nerazzurra, ovvero quel Zenga che, da anni, sogna una chiamata dalla sua ex squadra. Classe 1960, l'Uomo Ragno ha già allenato in Italia (Catania e Palermo) e non vede l'ora di rientrare nel calcio che conta, possibilmente alla guida dell'Inter.


lunedì 6 ottobre 2014