INTERNELCUORE TV

FINALE:INTER-Napoli 2-2

domenica 19 ottobre 2014

7ª G. INTER-Napoli 2-2


Un Inter-Napoli a dir poco pazzo termina 2-2 dopo che per 80 minuti le due squadre non si erano fatte male. La doppietta di Callejon infatti sveglia l’Inter che pareggia per ben due volte, prima con Guarin e poi con Hernanes a tempo praticamente scaduto: molto bene l’Inter nel primo tempo, meglio il Napoli nel secondo che però ha la colpa di non essere riuscito a mettere in ghiaccio la partita.
Mazzarri promuove Obi titolare sulla destra, confermando in blocco la difesa titolare, con Palacio alle spalle di Icardi; Benitez sceglie Britos sulla sinistra, relegando in panchina Ghoulam, con Higuain unica punta alle spalle di Hamšík-Insigne-Callejón.
L’Inter parte con una buona personalità e impone il proprio gioco contro un Napoli timoroso e difensivista. Icardi ha una doppia chance per portare in vantaggio i suoi: sbaglia il primo complice una prodezza difensiva di Britos mentre nella seconda è sfortunato perché il pallone rotola di un soffio a lato. Obi fuori ruolo è probabilmente il miglior in campo insieme a Kovačić, gli azzurri invece non pervenuti sino alla mezz’ora; Hernanes sale di colpi e, dopo un paio di conclusioni decisamente da rivedere, scaglia un sinistro imparabile che termina la propria corsa sul palo. Rispetto agli orrori di Firenze, nel primo tempo, l’Inter può essere più ottimista.
Benitez carica i suoi all’intervallo e il Napoli torna in campo con un piglio diverso: Insigne colpisce un palo esterno solo per merito di un grande intervento difensivo di Obi, Callejon ci prova dalla distanza e trova l’opposizione di Handanovic mentre Higuain continua a sparare a salve. Icardi lavora molto di sponda ma non ha più palloni giocabili, Palacio è lontano dalla miglior forma fisica e la manovra nerazzurra si appanna leggermente rispetto all’inizio. Mbaye prende il posto di un ottimo Obi mentre Benitez si gioca la carta Mertens: il gol del vantaggio azzurro, però, non è merito di una giocata del belga ma di una disattenzione difensiva di Vidic. Il serbo serve un perfetto assist, sugli sviluppi di una innocua rimessa laterale, a Callejon che col destro trafigge il portiere interista. Nemmeno il tempo di esultare, tuttavia, e l’Inter pareggia subito: angolo, sponda di Icardi e conclusione perfetta al volo di Guarin, praticamente appena entrato in campo. Il finale di gara è scoppiettante: David Lopez sventaglia un sinistro magico per Callejon che, col mancino, fa un gol al volo da rivedere decine di volte. Il tempo di mettere la palla al centro e Dodò serve un bellissimo cross per l’accorrente Hernanes, la cui frustata è valida per il 2-2.
Altri 2 punti gettati al vento !

Inter, triplo Puscas nel derby. Thohir applaude


Inter batte Milan 4-1 nel derby Primavera nel nome di George Puscas. E il presidente Erick Thohir, che ha assistito alla partita, sorride per la prestazione del giovane centravanti.
Il rumeno sul campo dei rossoneri (lo stadio Vismara) realizza una storica tripletta e annichilisce la squadra allenata da Cristian Brocchi. A sbloccare il punteggio per i nerazzurri Camara, che si presenta a tu per tu con Livieri e lo batte. Difesa rossonera immobile. Poi arriva il raddoppio, firmato da Puscas con un diagonale irresistibile.
Nel finale di tempo il Milan dimezza il divario con un rigore di Vido, concesso per atterramento dello stesso giocatore da parte di Giamfy. Nella ripresa Felicioli stampa sul palo la palla del 2-2, poi - dopo l'espulsione del milanista De Santis - dilagano i ragazzi di mister Vecchi, con due nuove reti di Puscas in tre minuti.

Ma in prima squadra i giovani promettenti mai ???

venerdì 17 ottobre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...INTER-Napoli



L’Inter di Walter Mazzarri torna a San Siro dopo le sconfitte con Cagliari e Fiorentina, due partite che hanno messo il morale sotto i tacchi; il Napoli invece è reduce da un bel successo interno contro il Torino. Sarà una bella partita perché entrambe le squadre hanno bisogno dei tre punti per tornare nelle parti alte della classifica.

I PRECEDENTI – Nei 68 precedenti disputati tra Inter e Napoli, i padroni di casa si sono aggiudicati l’intera posta in palio per ben 45 volte, lasciando solo le briciole ai partenopei; le vittorie azzurre, infatti, sono solamente 8 mentre le due compagini si sono equamente suddivise l’intera posta in palio per 15 volte. Come nell’ultimo precedente, quando le due squadre lasciarono le rispettive porte inviolate in uno scialbo 0-0. Nell’incontro della stagione 2012-2013 disputata allo Stadio Giuseppe Meazza, invece, le reti di Guarin e Milito nel primo tempo decisero l’incontro, nonostante il gol di Cavani in apertura di ripresa: fu l’ultimo grande ruggito della squadra di Stramaccioni, che poi iniziò il terribile declino che portò l’Inter sino al nono posto in classifica. Nell’anno precedente, invece, fu un assolo napoletano in terra lombarda: uno 0-3 micidiale firmato da Campagnaro, Maggio e Hamsik. E’ l’unico acuto dei campani nel nuovo millennio, però, dato che il Napoli ha sempre perso dal 2000 a oggi contro l’Inter, tranne in quell’occasione e nella scorsa annata.

LE STATISTICHE – Inter-Napoli è sinonimo di spettacolo e tanti, tanti gol. Osservando i freddi numeri, infatti, le due squadre hanno realizzato un totale di 197 gol: 132 di questi hanno permesso alla squadra meneghina di esultare, i restanti 65 invece sono firmati da giocatori azzurri. L’Inter ha mostrato la tendenza a essere molto più prolifica nella ripresa (76 contro 56 reti nei primi 45 minuti) mentre i numeri riferiti al Napoli ci raccontano di come sia indifferente per la squadra partenopea andare in rete in un tempo o nell’altro (33 a 32 gol). Il capocannoniere del Napoli sino a questo momento della stagione è Callejon con 4 gol in 6 presenze, lo stesso dato che può vantare Osvaldo, l’attaccante nerazzurro più prolifico, seguito a ruota da Icardi con 3 marcature.

L’Inter può solo vincere per scacciare una crisi che due partite fa nessuno si sarebbe immaginato; il Napoli però venderà cara la pelle perché, dopo uno stentato avvio di stagione, la squadra sempre essere tornata quella della passata stagione...


giovedì 16 ottobre 2014

D'Ambrosio torna solo a dicembre...







L'infortunio di Danilo D'Ambrosio è più grave di quello che si pensava inizialmente. L'esito degli esami all'istituto Humanitas a Rozzano a cui si è sottoposto l'esterno dell'Inter sono spietati: lesione al legamento collaterale mediale del ginocchio destro.
 
Il giocatore dovrà fermarsi per almeno 6 settimane e tornerà in campo solo ad inizio dicembre, probabilmente il 7, in casa contro l'Udinese. Molto difficile un suo rientro per la gara del 30 novembre contro la Roma.

sabato 11 ottobre 2014

INTER-Napoli...ultima spiaggia per Mazzarri !


AdTech Ad

Ultima spiaggia. La sfida con il Napoli, in programma dopo la sosta riservata alle nazionali, sarà decisiva per il futuro di Walter Mazzarri sulla panchina dell’Inter.
Le dure sconfitte con Cagliari e Fiorentina hanno lasciato il segno. Il presidente Thohir ha dato un’altra chance a Mazzarri, concedendogli una fiducia a tempo, ma nel frattempo ha telefonato a Massimo Moratti esponendogli i suoi dubbi. Il tecnico dell’Inter deve dimostrare di avere ancora in mano la squadra, in un momento molto difficile, in cui la maggior parte dei tifosi gli ha voltato le spalle.
La gara con il Napoli sarà quindi molto delicata: potrebbe essere proprio Rafa Benitez, che con l’Inter si è lasciato male quattro anni fa, a dare il colpo di grazia a Mazzarri. La classifica dei nerazzurri piange e non saranno tollerati ulteriori passi falsi.

venerdì 10 ottobre 2014

Osvaldo ko un mese


Altra brutta notizia per Walter Mazzarri.
L'Inter, reduce dalle sconfitte con Cagliari e Fiorentina, dovrà fare a meno per un mese di Osvaldo.
Come evidenziato dagli esami, per l'attaccante ex Roma e Juventus lo stop è dovuto allo stiramento di secondo grado dell'adduttore sinistro rimediato in Nazionale.
Osvaldo è subito rientrato a Milano, saltando ovviamente la partita di venerdì sera contro l'Azerbaigian, e dovrebbe restare a guardare le prossime sette partite dei nerazzurri.
Mazzarri avrà quindi un parco attaccanti ridotto all'osso fino alla prossima sosta, con Palacio che sarà chiamato agli straordinari (e soprattutto a sbloccarsi in zona gol) come partner di Icardi.

martedì 7 ottobre 2014

Dalla pentola .....alla brace ?



Il patron Thohir ha deciso di concedergli un'ultima chance. Nonostante le due pesantissime sconfitte consecutive in campionato, contro Cagliari e Fiorentina (ben sette gol subiti), Mazzarri è ancora alla guida dell'Inter. I problemi evidenziati dai nerazzurri sono diversi ma Mazzarri pare certo di poter trovare una soluzione.

Il tecnico si giocherà il suo futuro nella prossima sfida di campionato, quando se la vedrà con il Napoli, sua ex squadra. In caso di nuovo passo falso, l'esonero di Mazzarri sarà inevitabile e la Beneamata ripartirà con un nuovo allenatore e un nuovo progetto tecnico. In realtà, sarebbe già stato individuato il nome giusto per prendere il posto di Mazzarri.

Il prescelto sarebbe un ex stella nerazzurra, ovvero quel Zenga che, da anni, sogna una chiamata dalla sua ex squadra. Classe 1960, l'Uomo Ragno ha già allenato in Italia (Catania e Palermo) e non vede l'ora di rientrare nel calcio che conta, possibilmente alla guida dell'Inter.


lunedì 6 ottobre 2014

domenica 5 ottobre 2014

6ª G. Fiorentina-INTER 3-0 ...


La Fiorentina distrugge l’Inter 3-0 e compie un passo avanti notevole rispetto alle ultime uscite casalinghe. Reti meravigliose di Babacar e Cuadrado nel primo tempo, partita chiusa poi nella ripresa da Tomovic dopo una bella serpentina in mezzo all’area nerazzurra; brutte notizie per Mazzarri che arriva alla sosta con 8 punti in sei partite.
Emozioni forti sin dal calcio d’inizio visto che, al sesto, i viola sono già in vantaggio: Babacar riceve palla, si gira e con il destro spara una bomba all’incrocio dei pali imprendibile per Handanovic. La reazione nerazzurra è immediata e Icardi sfiora il pareggio con un bel tiro a giro che esce di un soffio ma, un quarto d’ora più tardi, Cuadrado disegna un’altra parabola meravigliosa e con l’aiuto del palo fa 2-0. L’Inter fa la partita ma a segnare è solo la viola: il numero 9 nerazzurro è tra i più attivi ma la manovra interista è di difficile comprensione, con D’Ambrosio tra i più propositivi sulla fascia destra.
L’Inter deve rimettere in piedi una partita difficile, con la Fiorentina che però non demorde alla ricerca del 3-0: in una delle tante serpentine di Cuadrado, il colombiano si ritrova davanti ad Handanovic ma spara sui piedi del portiere sloveno. Il non imporre il proprio gioco è probabilmente l’elemento più preoccupante per Mazzarri, che sembra aver perso il pallino della squadra dopo la partita contro l’Atalanta: Palacio entra in campo al posto di uno spento Osvaldo e, dopo aver ricevuto un bel pallone da Icardi, spara sull’esterno della rete con il sinistro. La serata nerazzurra prende ancora di più una brutta piega quando Tomovic, dopo aver accelerato in maniera vigorosa, sorprende Handanovic sul suo palo con una bel rasoterra di destro. Il miracolo di Neto su Hernanes è l’epilogo di una partita dominata in lungo e in largo dalla Fiorentina, superiore all’Inter sotto ogni punto di vista.

Firenze...Inferno o paradiso ?

AdTech Ad

I quattro gol subiti con il Cagliari aleggiano ancora durante la conferenza stampa di Walter Mazzarri, alla vigilia della trasferta di Firenze.
Una sfida da non sottovalutare: "Quella contro la Fiorentina è una partita difficilissima – sottolinea Mazzarri –, la squadra di Montella non dà punti di riferimento, gioca benissimo a calcio, palla a terra, i giocatori si muovono tutti, per noi sarà complicato perché non si sa mai chi fa l'esterno e chi la punta".
Il tecnico appare nervoso e risponde spesso in maniera piccata: "Io non ho sorrisi finti, sono un allenatore serio, se sento delle cose ingiuste lo dico, anche perché è un modo di caricare me stesso e i giocatori. Quando sento critiche costruttive ne faccio tesoro, ma alle cose senza senso e con ingiustizie palesi, reagisco alla mia maniera".
Alcuni gli fanno notare un labiale in cui non era stato tenero con i suoi giocatori durante Inter-Cagliari: "Durante la partita – ribatte – ho il diritto e il dovere di dire le cose che penso siano giuste, devo cercare di stimolare i giocatori e fargli tirare fuori tutto, io lo chiamo elettroshock; mi sono inventato anche termini più forti".

sabato 4 ottobre 2014

A tutto...Walter !


Ecco un estratto dell'intervista a Walter Zenga. L'ex portiere dell'Inter analizza l'avvio di campionato dei nerazzurri spiegando il suo punto di vista sull'avventura di Mazzarri sulla panchina del club. Il consiglio fondamentale di Zenga è quello di stare vicini alla squadra e di non fischiare alla prima difficoltà. L'appello ai tifosi è chiaro.

Zenga com'è il calcio italiano visto da Dubai?
«Juve e Roma oggi non hanno rivali. Per me però è importante soprattutto ricordare da dove sono arrivate: Conte aveva ereditato una squadra fuori dall'Europa e idem per Garcia. Entrambi sono stati bravi a completare quel processo necessario per tornare grandi. Avete visto come ha giocato la Roma col City? Quel rigore dopo neanche cinque minuti avrebbe ammazzato un toro, ma non una squadra che è "allenata" a vincere. La Roma ha acquisito quella mentalità che ti permette di ottenere risultati attraverso l'assunzione di responsabilità e il volersi sempre migliorare vedendo ogni partita come una sfida continua. Stesso discorso vale per la Juventus».

Inter e Milan invece arrancano.
«Beh, non dimentichiamo che tra il 2010 e il 2011 l'Inter ha vinto tutto. Non parliamo certo di quindici anni fa, però trovo una differenza sostanziale con Juve e Roma. Là i vari Buffon, Marchisio, Totti, De Rossi e Florenzi sono la base su cui la società ha costruito qualcosa di importante, mentre all'Inter questo un po' manca».

Come spiega, da allenatore e da interista, la mancanza di feeling dei tifosi nei confronti del tecnico Mazzarri?
«È difficile da capire perché l'anno scorso l'Inter il suo l'ha fatto arrivando quinta dopo un nono posto. Quest'anno, lo scudetto per Mazzarri sarà tornare in Champions e quindi arrivare terzo. Da ex giocatore dell'Inter, non mi permetterei, come fanno altri, di criticarlo e credo che l'incidente di percorso col Cagliari sarà presto ammortizzato. Però credo che in un club, per tornare a vincere, debba esserci sinergia e compattezza tra le cinque componenti fondamentali: società, squadra, allenatore, stampa e tifosi, ecco questo all'Inter non lo vedo ancora».

Da chi prendere esempio?
«Dall'Atletico: sono stato ospite a Madrid del loro ds Andrea Berta, che ritengo uno dei migliori dirigenti italiani, e poi sono stato al Real dal mio amico Ancelot-ti: Valdebebas è un centro sportivo da extraterrestri, vedere in campo tutti insieme Cristiano, Modrid, Bale, Benzema e James Rodriguez è pazzesco però, alla fine, l'Atletico, avendo Simeone creato un micro cosmo dove tutti remano nella stessa direzione, è riuscito a colmare il gap. In Italia un esperimento di questo tipo lo sta portando avanti Mihajlovic alla Sampdoria. Però bisogna vedere come andrà in tv Ferrero dopo le prime sconfitte...».

Mazzarri va aiutato?
«Sì, va aiutato. Perché è proprio quando le cose non funzionano che deve esserci sinergia tra quelle famose cinque componenti. Se appena giochi male, iniziano i fischi, beh è difficile andare lontano».

venerdì 3 ottobre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...Fiorentina-INTER


Umori sotto i tacchi per le due squadre: la Fiorentina ha raccolto poco più di un punto a partita sino adesso, segnando solo due reti e impressionando più per gli infortuni che per il bel gioco. L’Inter invece è reduce da una sconfitta casalinga con tre gol di scarto dall’ex ultima squadra in classifica, non certo un bel biglietto da visita con cui presentarsi all’Artemio Franchi.
I PRECEDENTI – Fiorentina e Inter si sono affrontate 76 volte all’Artemio Franchi di Firenze: in 26 occasioni sono stati i viola ad assicurarsi la massima posta in palio, mentre per 32 volte le due squadre si sono aggiudicate un punto a testa. Infine i nerazzurri hanno potuto festeggiare il successo lontano da San Siro per 18 volte, di cui 4 nelle ultime 10 partite disputate tra le due squadre.
Nella penultima occasione è stato un trionfo viola: due doppiette di Ljajic e Jovetic sbriciolarono l’Inter di Andrea Stramaccioni, che di lì a breve sarebbe caduta in una crisi tremenda che la portò direttamente al nono posto in classifica. A nulla servì, infine, il gol allo scadere di Antonio Cassano, che servì soltanto per fissare il punteggio sul definitivo 4-1. Per quanto riguarda l’incontro della stagione 2014-2015, invece, Mazzarri ebbe più fortuna del suo predecessore: il vantaggio di Palacio venne pareggiato da Cuadrado a inizio ripresa, ma dalla panchina fu Mauro Icardi a risolvere la partita, seppur partendo da posizione irregolare.
LE STATISTICHE – La squadra di Vincenzo Montella ha realizzato 109 gol contro i rivali nerazzurri, che hanno fermato il conto a 84 reti in 75 precedenti. Entrambe le squadre hanno mostrato una leggera propensione a segnare maggiormente nella ripresa (rispettivamente 58 e 50 gol) rispetto ai primi 45 minuti degli incontri (51 e 34). L’unica fascia in cui i nerazzurri hanno segnato più dei rivali (21 reti contro le 17 viola) è quella compresa tra il 61° e il 75° minuto: un dato che potrà sicuramente interessare gli scommettitori più accaniti.
Il capocannoniere dell’Inter e della Serie A, a pari merito con altri giocatori, è Pablo Osvaldo con 4 reti, seguito a ruota da Icardi (3) e Kovacic (2); per quanto riguarda la Fiorentina, invece, i viola sino adesso hanno segnato soltanto due marcature in campionato, con Babacar e Kurtic.
La formazione di Mazzarri non sta disputando un buon calcio e giovedì, in Europa League, si è salvato probabilmente solo il risultato. In più in trasferta sino adesso i nerazzurri hanno raccolto soltanto due pareggi, a Torino e a Palermo....
Prepariamoci al peggio !

giovedì 2 ottobre 2014

EL...INTER-Qarabag 2-0


In avvio è il Qarabağ a tenere il pallino del gioco e a cercare delle combinazioni verticali in velocità con l’Inter che rimane ferma ad aspettare gli azeri, i quali mostrano una certa autostima col pallone tra i piedi; l’equilibrio viene però spezzato da Danilo D’Ambrosio, che segna grazie a un bel destro a giro che trafigge Šehić non senza una piccola deviazione di un difensore azero. La rete galvanizza gli uomini del Biscione che nel prosieguo del primo tempo si affacciano più spesso nella metà campo avversaria, grazie anche a un miglior attacco della profondità dato dagli esterni, Guarín ed Hernanes. Verso l’intervallo, però, i nerazzurri rischiano grossissimo: il portiere del Qarabağ pesca con una fiondata d’altri tempi Reynaldo, che si invola benissimo dentro l’area ma sbaglia la misura dell’ultimo tocco e spedisce a lato una clamorosa occasione per gli azeri. San Siro suda freddo e il pubblico reagisce con una bordata di fischi; la prima frazione di gioco finisce qui.
Nella ripresa l’Inter consolida il proprio possesso all’interno della metà campo azera ma non si assiste a nessun tiro in porta fino all’ora di gioco, quando Icardi prende la mira e costringe Šehić a rifugiarsi in angolo con un gran tiro da fuori. Il Meazza si prende poi un bello spavento quando la barella viene chiamata in campo due volte nel giro di pochi minuti: prima è Hernanes a fermarsi (da solo, in mezzo all’area avversaria) e a lasciare il campo scortato dai paramedici, al suo posto entra Obi. Poco dopo anche Icardi, a sostituzioni esaurite, si blocca ma il centravanti argentino riesce a rimanere in campo dopo le prime cure. La botta però sembra aver lasciato qualche segno all’ex blucerchiato perché, a 8′ dalla fine, si divora un’occasione monumentale a tu per tu col numero uno avversario.
Il giovane numero 9 si riscatta poco dopo, quando un’illuminata palla di Osvaldo lo libera al tiro dal lato corto destro dell’area: la staffilata del centravanti è precisa e Šehić è rivedibile: 2-0 Inter e partita chiusa dagli uomini di Mazzarri

domenica 28 settembre 2014

NO COMMENT...


5ª G. INTER-Cagliari 1-4 ...


Inter-Cagliari 1-4. Un solo gol subito dall'Inter nelle prime quattro giornate, quattro gol subiti nel primo tempo della gara con il Cagliari. E’ da incubo il pomeriggio dei nerazzurri, che vanno sotto al 9’ (Sau), pareggiano con Osvaldo al 17’. 
L’episodio chiave: Nagatomo, alla prima da capitano, si becca due gialli nel giro di un minuto e lascia l’Inter in inferiorità numerica: Mazzarri non prende le contromisure e il Cagliari va a nozze. Ibarbo è una furia, ma il finalizzatore principe diventa Ekdal, che ne fa 2 (29’e 34’)
Prima della terza rete dell’ex juventino c’è spazio per l’ennesima prodezza di Handanovic, che para il rigore calciato da Cossu. Con orgoglio, seppure in inferiorità numerica, i padroni di casa cercano di riaprire il match, rischiando però di farsi infilare in contropiede. Il risultato, pesante per i meneghini, non cambia però più.
Bentornati sulla terra !

sabato 27 settembre 2014

Numer & Curiositá....INTER-Cagliari


Inter e Cagliari giungono a questa sfida con umori diametralmente opposti: i nerazzurri hanno ritrovato gioco e tre punti con una bella prestazione nel turno infrasettimanale, a discapito dell’Atalanta, sconfitta per 2-0 grazie alle reti di Osvaldo ed Hernanes. Al contrario gli isolani si ritrovano ultimi in classifica, con un solo punto conquistato in quattro partite, e la sensazione di dover rapidamente cambiare marcia per provare a raggiungere la salvezza.
I PRECEDENTI – Nei 35 precedenti tra Inter-Cagliari disputati a San Siro, i padroni di casa si sono imposti per 21 volte sugli avversari, concedendo un punto ai sardi in 9 occasioni. Per quanto riguarda invece il segno 2 in schedina, è accaduto solo 5 volte che gli isolani facessero bottino pieno a Milano. La vittoria rossoblu, però, manca addirittura dalla stagione 1994-95, quando un’autorete di Paganin fu decisiva per il definitivo 1-2; da allora soltanto vittorie nerazzurre, alcune con ampi distacchi in termini numerici (vedi 3-0 nell’anno del triplete, 2009-2010, oppure il 5-1 della stagione 1998-1999 quando Muzzi spaventò San Siro al terzo minuto, prima di capitolare insieme alla sua squadra alla cinquina interista).
Tuttavia la tradizione nerazzurra, nelle ultime due stagioni, non si è ripetuta: sono infatti arrivati due pareggi consecutivi, un 2-2 e un 1-1, entrambi sofferti per la squadra meneghina. Nell’anno di Stramaccioni l’Inter si portò in vantaggio con Palacio ma, uno scatenato Sau, la riportò sulla terra con una doppietta clamorosa e solo un autogol di Astori fissò il punteggio sul definitivo 2-2: la stessa situazione si è presentata l’anno scorso quando, dopo il rigore realizzato da Pinilla, fu Rolando – su assist di Icardi – a insaccare alle spalle di Avramov, e lo stesso argentino colpì una traversa a tempo praticamente scaduto.
LE STATISTICHE – Sono ben 100 i gol realizzati dalle due squadre nei 35 incontri precedenti alla sfida di domenica pomeriggio: 68 di questi sono stati segnati dalla squadra nerazzurra, mentre i restanti 32 hanno regalato gioie ai tifosi ospiti. Molto equilibrata la divisione tra gol nei primi o secondi tempi: 32-16 il conto dei primi 45 minuti, mentre nella ripresa sono state effettuate rispettivamente 36 e 16 marcature. Conto perfettamente alla pari per il Cagliari, leggermente superiore nei secondi tempi per l’Inter, un dato che potrebbe fare comodo agli scommettitori più attenti.
Il miglior marcatore dell’Inter sino a questo punto della stagione è Mauro Icardi con 3 reti all’attivo, raggiunto da Pablo Osvaldo proprio nell’ultima partita con la Dea: una bellissima semirovesciata che ha lasciato di stucco i (pochi) spettatori presenti a San Siro. Per quanto riguarda il Cagliari, invece, il cannoniere della squadra è Andrea Cossu, autore di 2 gol, uno dei quali dal dischetto.
L’Inter appare nettamente favorita in questo incontro, visto soprattutto il drammatico momento che sta vivendo il Cagliari; tuttavia la squadra di Mazzarri ha spesso fallito la prova del nove, dimostrando immaturità contro le presunte piccole del nostro campionato.
Ci sará da soffrire come al solito....? Certo,siamo l'INTER !

venerdì 26 settembre 2014

L'Inter scarica Cordoba !


In una nota sul proprio sito ufficiale l'F.C. Internazionale comunica di aver risolto consensualmente il rapporto di lavoro con Ivan Ramiro Cordoba.
Dopo 15 anni passati in nerazzurro, prima da giocatore e poi da team manager, il club ''saluta un indimenticabile campione, ringrazia un grande uomo e gli augura il meglio per il futuro''.

mercoledì 24 settembre 2014

4ª G. INTER-Atalanta 2-0


L’Inter impiega venti minuti a carburare ma poi convince il popolo nerazzurro con una bella prestazione, battendo per 2-0 un’Atalanta troppo rude e poco propositiva. Nel primo tempo succede di tutto: prima Vidić colpisce un palo, poi Palacio si divora un rigore facendoselo parare da Sportiello e infine Osvaldo, in semirovesciata, regala il vantaggio all’Inter. Nella ripresa ancora il numero 8 non trova la via del gol per colpa del montante e, infine, dopo un buon quarto d’ora bergamasco, Hernanes fissa il punteggio sul definitivo 2-0.
Mazzarri conferma Guarin in mediana, spedendo Hernanes in panchina, con Palacio a supporto di Icardi in attacco; Colantuono risponde con Bianchi, al posto del sino adesso appannato Denis, e l’esperienza di Cigarini, preferita alla freschezza di Baselli.
L’Inter parte contratta e subisce il pressing alto degli ospiti, pericolosi con una botta di Cigarini dalla distanza: poco più tardi Medel, sugli sviluppi di un angolo, colpisce bene ma indirizza la conclusione sopra la traversa. I nerazzurri salgono di colpi e, in due minuti, sfiorano prima il vantaggio con Vidić che, grazie a un bel colpo di testa, colpisce il montante e poi Palacio, a tu per tu con Sportiello, si fa ipnotizzare dal giovane numero uno atalantino; passa il tempo ed è sempre l’Inter a rendersi pericolosa, stavolta con un bel contropiede condotto da Guarin e concluso da Kovačić, tuttavia il destro del croato sorvola di poco la traversa. Al 30′ Benalouane stende in area Palacio e Gervasoni fischia la massima punizione: il successivo rigore dello stesso numero 8, però, viene deviato da Sportiello. L’entrata di Osvaldo, al posto dell’infortunato Icardi, si rivela fortunosa per Mazzarri: proprio l’argentino, con una semirovesciata su assist di Guarin, porta l’Inter in vantaggio a fine primo tempo.
Inizia la ripresa e Kovačić sale in cattedra, guadagnandosi parecchi falli dopo aver saltato chiunque con la maglia diversa dalla propria; Palacio continua il proprio momento no andando a colpire il palo, dopo una bella combinazione con Osvaldo, ma i meneghini possono essere contenti della prestazione, trascinati da un Medel in condizione atletica e mentale straripante. Gómez e Boakye sono le scelte di Colantuono per indirizzare la partita sui binari giusti, e proprio una conclusione de “El Papu” spaventa San Siro ma in generale i cambi spostano il baricentro dell’azione nella metà campo nerazzurra; poco dopo, infatti, è Estigarribia ad avere sulla testa il pallone del pari ma la traiettoria disegnata è fuori di un soffio. Hernanes sostituisce un Guarin sopra la sufficienza e, con un paio di conclusioni, va anche vicino al raddoppio; il gol è nell’aria e, dopo una punizione guadagnata da Osvaldo, è proprio il Profeta a segnare il gol della tranquillità, la ciliegina sulla torta della serata interista.

martedì 23 settembre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...INTER-Atalanta


L’Inter vuole ritornare alla vittoria, dopo il mezzo passo falso di Palermo, per ritornare nelle zone calde della classifica e provare a colmare il gap con le prime della classe: per farlo dovrà piegare la resistenza dell’Atalanta, giunta a Milano dopo la sconfitta casalinga contro la Fiorentina. Non un bel segnale, considerato che il fattore casa è sempre stata la ciliegina della torta in tutti gli ultimi campionati della formazione allenata da Colantuono.
I PRECEDENTI – Nei 53 precedenti tra Inter-Atalanta disputati allo Stadio Giuseppe Meazza l’Inter ha trionfato per ben 36 volte, un dato che lascia poco spazio a interpretazioni; per 9 volte entrambe le squadre si sono suddivise equamente la posta in palio, mentre in altre 8 occasioni sono stati gli ospiti a esultare, strappando tre punti ai più quotati avversari. Come nella penultima ultima occasione, quando le reti di Tommaso Rocchi e Ricky Alvarez portarono l’Inter sopra 3-1, ma una tripletta di Denis in 12 minuti mise all’angolo la squadra allora allenata da Andrea Stramaccioni, che toccò forse il fondo della sua avventura sulla panchina nerazzurra. Anche nell’ultimo precedente, risalente allo scorso marzo, furono gli uomini di Colantuono a ottenere tre punti: Bonaventura sbloccò l’incontro ma Icardi, con un bel destro sul primo palo, pareggiò nel minuto successivo depositando il pallone alle spalle di Consigli. Alla fine, però, l’attuale centrocampista del Milan realizzò la doppietta personale, a tempo scaduto, che permise all’Atalanta di vincere il derby Lombardo. L’ultima vittoria della squadra di Erick Thohir risale alla stagione 2009/10, quella del triplete: in quell’occasione le reti di Milito, Muntari e Chivu permisero ai ragazzi di Mourinho di superare per 3-1 gli avversari nel consueto derby lombardo.
LE STATISTICHE – Dei 146 gol realizzati nella storia di questo incontro 102 sono marchiati Inter, che quindi ha una media pari a 1,92 gol a partita; i restanti 44 sono invece a timbro bergamasco, i quali hanno mostrato una difficoltà evidente nel convertire in gol le palle gol create (fatta eccezione per un paio di occasioni, come gli ultimi due precedenti). Indifferente invece il differenziale tra i gol fatti nel primo tempo rispetto a quello segnati nella ripresa: 48 e 20 nei primi 45 minuti, 53 e 22 nei secondi tempi, dato ovviamente a favore dei meneghini.
Il miglior marcatore dell’Inter, sino a questo momento della stagione, è Mauro Icardi: l’argentino è a quota 3 gol, realizzati tutti contro il Sassuolo, mentre a ruota lo seguono Pablo Osvaldo e Mateo Kovacic, entrambi a 2 reti stagionali. Per quanto riguarda l’Atalanta, invece, tutti e due i gol a referto sono stati segnati contro il Cagliari, in Sardegna, visto che nelle due gare casalinghe non sono arrivate marcature: a realizzarli sono stati Estigarribia e Boakye.
L’Inter ha dimostrato di avere un altro passo in casa, tuttavia l’Atalanta è una bestia nera da non sottovalutare per la banda di Mazzarri...

domenica 21 settembre 2014

3ª G. Palermo-INTER 1-1


Un ottimo Palermo ferma sul pari l’Inter di Walter Mazzarri, mai padrona del campo, e conferma i problemi in trasferta della squadra nerazzurra. Un erroraccio di Vidic permette a Vasquez di andare in vantaggio al 3′, un bel rasoterra di Kovacic impatta il match a fine primo tempo: proteste dell’Inter per un gol annullato a Icardi, ma la prestazione dei meneghini è stata preoccupante a tratti.
Iachini cerca i primi tre punti stagionali e punta tutto sulla coppia offensiva Vazquez-Dybala, lasciando Belotti in panchina; Mazzarri invece è alla ricerca di conferme e promuove Guarin titolare, con Hernanes lasciato in panca, con Osvaldo e Icardi tandem d’attacco.
Nemmeno il tempo d’iniziare che il Palermo può già festeggiare il vantaggio: Vidic si addormenta, Vazquez gli ruba palla e deposita in rete l’1-0.  I nerazzurri faticano a impostare l’azione partendo da dietro, subendo il pressing rosanero: la posizione di Vazquez è un rebus per la difesa interista, troppo timida quando gli avversari portano palla. La riscossa arriva solo in fase di transizione, con Guarin che lambisce il palo grazie a una bomba di destro; nonostante un primo tempo ai limiti dell’indecenza, l’Inter trova il pari grazie all’estro di uno dei suoi campioni, Kovacic, che con un bel rasoterra di prima insacca alle spalle di Sorrentino. Nel finale di primo tempo Vidic trova la via della rete sugli sviluppi di una punizione, ma il guardalinee segnala fuorigioco e gli nega la prima gioia in maglia nerazzurra.
Il Palermo nella ripresa allenta la pressione e costringe l’Inter a partire da dietro, ma i pericoli maggiori per i padroni di casa arrivano dalle palle inattive: una sponda di Vidic permette a Icardi di segnare, ma l’assistente alza ancora la bandierina, in questo caso erroneamente, e annulla tutto. I nerazzurri diventano padroni del gioco per la prima volta durante il match e Guarin, su un bel pallone scodellato da Osvaldo, sfiora il vantaggio nerazzurro; Mazzarri cambia musica e inserisce Hernanes al posto di un deludente Juan Jesus, passando alla difesa a quattro e aumentando l’arsenale in fase di palleggio. Iachini ha coraggio, inserisce Belotti al posto di Bolzoni, lasciando entrambe le punte in campo, e proprio Vasquez rischia per due volte di portare di nuovo in vantaggio i suoi: prima colpisce la traversa, complice una deviazione di Ranocchia, e poi da due passi col mancino spedisce fuori. La partita diventa bella nel finale: Guarin è il più pericoloso e costringe Sorrentino al miracolo con i piedi, Belotti spaventa Handanovic con una velenosa conclusione da lontano ma la chance più ghiotta è per Osvaldo che, a tempo praticamente scaduto, trova l’opposizione del numero uno rosanero.

venerdì 19 settembre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ....Palermo-INTER



Palermo e Inter giungono a questa sfida con umori diametralmente opposti: i siciliani hanno ottenuto solo un punto nelle prime due partite e, nell’ultimo incontro, si sono visti rimontare anche in maniera abbastanza rocambolesca dall’Hellas Verona. Al contrario i nerazzurri hanno vinto e convinto davanti al proprio pubblico replicando il 7-0 della passata stagione contro il Sassuolo, anche se in quell’occasione si giocava in Emilia e non a San Siro: dare continuità a questo tipo di prestazioni è l’obiettivo dichiarato da Mazzarri per la lunga trasferta di domenica sera.
I PRECEDENTI – Sono 26 i precedenti totali tra Palermo e Inter, con i siciliani in casa, e i rosanero hanno trionfato 6 volte, dividendo la posta in palio con i nerazzurri in ben 11 occasioni. La vittoria esterna, invece, è un evento avvenuto 9 volte nella storia di questo incontro: nonostante l’evidente differenza di blasone tra le due squadre, infatti, i nerazzurri hanno quasi sempre faticato su questo campo soprattutto nell’era recente, cioè dal 2004 a oggi. Da quella stagione, che ha segnato il ritorno del Palermo in Serie A dopo più di trent’anni, il tabellino recita 3 vittorie palermitane, 2 pareggi e 4 successi nerazzurri. Una situazione di sostanziale equilibrio e, tanto per citare un esempio, nemmeno l’Inter del triplete riuscì a passare, impattando sull’1-1 un incontro aperto dalla rete di Milito e chiuso dal pareggio di Cavani. Palermo-Inter ha offerto ai tifosi delle due squadre uno spettacolo in termini di segnature anche nell’era recente: stagione 2011-2012, l’Inter passò in vantaggio per ben due volte con Milito, ma un Palermo scatenato rispose colpo su colpo e si portò sul 4-2 grazie alla doppietta di Miccoli e ai gol di Hernandez e Pinilla, prima che la meteora Forlan fissasse il punteggio sul definitivo 4-3 rosanero. Nell’ultimo precedente, risalente a due stagioni fa, nonostante la retrocessione del Palermo furono i siciliani a trionfare, grazie alla rete di Ilicic al decimo minuto di gioco.
LE STATISTICHE – Sono 68 le reti realizzate da Palermo e Inter nelle 26 sfide di campionato: 29 portano la firma di un giocatore rosanero mentre le restanti 39 sono state realizzate dai nerazzurri; le due squadre hanno mostrato la propensione a realizzare più reti nei secondi tempi (rispettivamente 16 e 23) rispetto ai primi 45 minuti di gioco (13 e 16). In particolare nell’ultima mezz’ora di gioco si sono visti ben 11 gol palermitani e 17 reti nerazzurre, un dato molto alto che ci fa ben sperare in vista del posticipo della terza giornata di Serie A. Parlando di classifiche un po’ particolari, Andelkovic è nella top 15 delle palle recuperate in Serie A con 42 recuperi, mentre Handanovic è l’ottavo portiere per numero di parate (5) nei primi due turni del massimo campionato italiano.
I due cannonieri del Palermo sino a questo punto della stagione sono Vasquez e Dybala, entrambi a quota 1, mentre l’Inter forte del 7-0 sul Sassuolo può vantare l’attuale capocannoniere della Serie A, Mauro Icardi, con 3 gol a pari merito con Menez (che però due li ha realizzati su rigore) mentre alle spalle dell’argentino c’è l’attaccante della nazionale italiana, Pablo Osvaldo, a quota 2.
A dispetto delle posizioni in classifica delle due squadre, il Palermo è più in partita di quanto si possa pensare. I rosanero devono fare bottino pieno per non incappare in una crisi di risultati che la vedrebbe proiettata nelle retrovie dopo solo tre giornate: per questo motivo ci aspettiamo una partita equilibrata e, considerata la poca vena offensiva degli uomini di Mazzarri in trasferta....COME AL SOLITO CI SARÁ DA SOFFRIRE !


giovedì 18 settembre 2014

EL...Dnipro-INTER 0-1



L’Inter torna in Europa League dopo un anno di purgatorio ed esordisce con una vittoria a Kiev, in campo neutro, contro il Dnipro: discreta prestazione dei nerazzurri che, al netto delle occasioni, avrebbero potuto chiudere prima la partita. Decisiva la rete di D’Ambrosio, mentre tra i padroni di casa il migliore è stato Konoplyanka.
Markevich recupera Strinic e Rotan in extremis, con Konoplyanka sull’esterno e Zozulya unica punta. Mazzarri invece sceglie Icardi unica punta supportato da Guarin, mentre Vidic sarà affiancato da Campagnaro e Juan Jesus.
Padroni di casa aggressivi sin dal fischio d’inizio, pressing alto per impedire ai nerazzurri di sviluppare trame di gioco offensive; la prima occasione capita a metà frazione, dopo un paio di verticalizzazioni interessanti Kuzmanovic vede la porta e calcia con il destro, ma strozza troppo la conclusione che termina sul fondo. Il Dnipro si fa vedere dalle parti di Handanovic soprattutto sulle situazioni di palla inattiva, mentre Icardi è troppo isolato in attacco per poter impensierire la difesa avversaria; l’occasione più importante del primo tempo capita sulla testa di Kuzmanovic, il quale riceve un cross dalla destra ma il pallone sfiora il palo alla sinistra di Boyko. Nel finale Guarin protesta per un fallo appena fuori dall’area, ma che sarebbe stato rosso per il difensore, ma l’arbitro non fischia e manda tutti negli spogliatoi sullo 0-0.
L’Inter torna in campo con maggiore cattiveria e voglia di passare in vantaggio: dopo cinque minuti Hernanes serve Guarin in area ma il colombiano, tutto solo, manda alto di testa. I nerazzurri aumentano la pressione ma la palla non vuole entrare, D’Ambrosio a tu per tu trova l’opposizione di Boyko, sulla ribattuta arriva Icardi che trova ancora le mani del numero uno ucraino; la partita si accende e anche il Dnipro si rende pericoloso dalle parti di Handanovic. Konoplyanka riceve palla, si accentra e col destro lambisce il palo alla sinistra dello sloveno; entra Osvaldo e le brutte notizie, per gli uomini di Markevich, arrivano copiose nel giro di un paio di minuti. Prima Rotan si fa cacciare fuori per doppia ammonizione, poi D’Ambrosio vince un paio di rimpalli in area di rigore e deposita la palla in fondo al sacco. Guarin ci prova da lontano in un paio d’occasioni, il Dnipro in dieci non riesce nemmeno ad affacciarsi nella metà campo nerazzurra e l’unica occasione è sugli sviluppi di una punizione, battuta malissimo: finisce 0-1, l’Inter può festeggiare il ritorno in Europa con una vittoria.


domenica 14 settembre 2014

2ª G. INTER-Sassuolo 7-0


L’Inter raccoglie la prima vittoria in campionato con un roboante 7-0 che stende un Sassuolo troppo brutto per essere vero. Tripletta di Icardi, Kovačić, Guarin e doppietta Osvaldo nella festa nerazzurra.
Mazzari sceglie Osvaldo come appoggio a Icardi mentre Di Francesco punta su Sansone a completare il tridente con Zaza e Berardi. Pronti via e l’Inter passa in vantaggio: bella progressione di Kovačić , passaggio per Icardi che, dopo la prima conclusione respinta da Consigli, ribadisce in rete per l’1-0. Il Sassuolo prova a reagire, ma proprio nel momento migliore l’Inter raddoppia. Icardi di tacco smarca Osvaldo che, a sua volta, serve il numero dieci croato che di esterno beffa l’incolpevole Consigli. L’Inter non si ferma e al 29esimo triplica il vantaggio. Hernanes pesca Icardi dal limite che, lasciato colpevolmente tutto solo, infila Consigli con un bel tiro dal limite. Il Sassuolo è in bambola e i nerazzurri ne approfittano ancora: Dodô sfrutta una falla della difesa neroverde per poi battere a rete. Il suo tiro viene respinto, ma Osvaldo è lesto a infilare il 4-0 che chiude il primo tempo.

La ripresa inizia come il primo tempo: Kovačić inventa per Icardi che di sinistro firma la tripletta personale e il 5-0 Inter. La strada per il Sassuolo si fa ancora più ripida quando, al 60esimo, Berardi si fa espellere per una gomitata a Juan Jesus a palla lontana. In 10 i neroverdi faticano ancora di più e tracollano definitivamente quando Osvaldo e Guarín portano il risultato sul 7-0 finale. Mazzarri può gioire per un’Inter spettacolare mentre Di Francesco dovrà rivedere i suoi piani se vuole lottare per la salvezza.

venerdì 12 settembre 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...INTER-Sassuolo


L’Inter per ottenere la prima vittoria in campionato, il Sassuolo per fare la storia e trionfare a San Siro: le motivazioni sono altissime da entrambe le parti, ma solo una alla fine potrà esultare. Agli ospiti andrebbe benissimo anche un pareggio, mentre i nerazzurri devono assolutamente portare a casa i primi tre punti della stagione, rimettendosi in carreggiata dopo il parziale passo falso a Torino.
I PRECEDENTI – Soltanto un precedente a San Siro tra le due squadre, con l’Inter che è risultata vincitrice dello scontro grazie a Walter Samuel, che ha insaccato il pallone nella porta neroverde. Contando anche l’incontro disputato a Reggio Emilia, le cose non cambiano visto che anche in quell’occasione fu la compagine di Walter Mazzarri a trionfare, stavolta con un punteggio più pesante. Uno 0-7 che non lasciò spazio per i rimpianti, visto che il Sassuolo fu autenticamente spazzato dal campo; in rete andarono Palacio, Taider, Alvarez, Milito e Cambiasso.
LE STATISTICHE – Vista l’esiguità di incontri disputati tra le due squadre, mettere in causa le statistiche è un po’ fine a se stesso. 1 gol realizzato dall’Inter a San Siro, 8 contando anche le reti andate a segno al Mapei Stadium: il Sassuolo invece deve ancora sbloccarsi, visto che non ha potuto regalare alcuna gioia ai propri tifosi contro la formazione meneghina.
Per quanto riguarda i marcatori delle due squadre, Icardi e compagni non hanno realizzato gol nella partita d’esordio a Torino, mentre per il Sassuolo è Zaza ad aver regalato una soddisfazione agli emiliani, nonostante poi questo non sia stato decisivo per la vittoria finale.
L’Inter non può non essere favorita, per molti motivi: innanzitutto l’aspetto tecnico, anche se in questi ultimi anni abbiamo imparato che i nerazzurri faticano più contro le squadre che si chiudono a riccio, poi le motivazioni dato che giocheranno la prima partita in casa. 

lunedì 8 settembre 2014

Pazza Inter' torna a San Siro


'Pazza Inter' tornerà a riecheggiare nello stadio di San Siro già dalla partita contro il Sassuolo. E il popolo di fede nerazzurra può festeggiare.
E' stata Rosita Celentano, tifosa della Beneamata ma anche detentrice dei diritti della canzone, a dare l'annuncio su Twitter: "Pazienza fino alla seconda di campionato...", ha detto la figlia del 'Molleggiato'. E quindi ci siamo: il 14 settembre alle 15, nella partita contro i neroverdi emiliani, tornerà l'inno preferito dalla Curva Nord del Meazza, e non solo.
"Dico che non vedo l'ora di sentirla allo stadio con voi...!", aveva già cinguettato Rosita Celentano nelle ore precedenti. La questione su 'Pazza Inter' era finita fino in tribunale, ma ora sembra essere finita nel migliore dei modi, con buona pace di 'C'è solo l'Inter', la canzone di Elio e le Storie Tese che dal 2012 (data d'inizio del contenzioso con la Celentano) veniva trasmessa prima delle partite casalinghe dei nerazzurri.