INTERNELCUORE TV

Torino-INTER 2-2
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martedì 20 agosto 2013

RICORDI INDELEBILI...oooops !

José Mourinho ha vinto tanto, tantissimo. Ma nella sua stracolma bacheca, non ha dubbi su quale sia il trofeo più importante.
"Sicuramente vincere la Champions League con l'Inter è stato il mio più grande successo, perché c'era un gruppo di persone molto speciali che avevano un sogno e non riuscivano a realizzarlo - ha spiegato lo Special One al Sun -. Questo nonostante gli investimenti incredibili che aveva fatto Moratti per diverse stagioni. C'erano giocatori che avevano dato tutto per l'Inter e alcuni di loro avevano 38, 37 o 36 anni, quindi per loro era come dire 'ora o mai più'. E quando ho visto quello che significava per loro e per gli interisti mi sono sentito completamente realizzato, perché avevo dato loro una spinta per arrivare a quel momento, quindi il piacere è stato immenso".

Non solo gioie, ci sono anche dei ricordi decisamente dolorosi per il lusitano. Ecco il suo aneddoto. "Eravamo in lotta con la Roma per lo scudetto e a Firenze perdevamo - ha raccontato -. Riusciamo a segnare due gol e rimettiamo in piedi la partita. Pareggiamo ed eravamo felici perché eravamo rimasti davanti, i miei giocatori stavano festeggiando quando la Roma segna al 93esimo e ci sorpassa di due punti. Dovevo prendere a calci qualcosa, allora ho visto una borsa, ma il pavimento era bagnato. Quindi quando sono andato a scalciarla sono caduto e mi sono quasi ammazzato. Nessuno però si è messo a ridere o ha proferito parola, rimasero tutti in silenzio, perché eravamo tutti inerti. Quando poi abbiamo battuto la Roma nella finale di Coppa Italia i giocatori nello spogliatoio imitavano tutti quello che avevo fatto: "oooops!!". Lo facevano tutti, proprio tutti! Un momento fantastico"


venerdì 2 agosto 2013

INTERNEWS...Mou batte l'Inter 2-0

Dalle parole ai fatti. José Mourinho aveva annunciato che il Chelsea non avrebbe avuto nessuna pietá per la sua ex squadra, l'Inter. E così è stato. Al Lucas Oil di Indianapolis, davanti a 41.983 spettatori, i Blues hanno avuto la meglio sui nerazzurri per 2-0 nell'incontro valido per la Guinness International Cup.
 
Partenza sprint dei londinesi, che dopo dodici minuti freddano per la prima volta Handanovic grazie a una bella conclusione di Oscar. Il guantone sloveno si deve arrendere nuovamente al 27', quando Hazard realizza dal dischetto un discusso calcio di rigore concesso per fallo di Pereira (l'intervento forse era fuori area).
 
Non migliorano le cose nella ripresa. Protagonista negativo per i meneghini è Hugo Campagnaro. Prima un suo errore rischia di spianare la strada a Lukaku per il possibile tre a zero, evitato solo dal palo colpito dal centravanti belga, poi un suo fallaccio su Terry gli costa l'espulsione e lascia l'Inter in dieci uomini per oltre mezzora di gioco.

giovedì 5 maggio 2011

PALLONATA in FACCIA...Manita !



Il tecnico portoghese e Cristiano Ronaldo sono stati immortalati alle telecamere spagnole mentre, appena arrivati all'aeroporto di Barcellona per imbarcarsi dopo l'amara serata del Camp Nou, si esibivano con una "manita" nel gesto del 'furto', come a dire: "Questa semifinale ce l'hanno rubata".

Anche se il Barcellona si é dimostrato 2 spanne piú forte dell'avversario,visti gli episodi,non ha tutti i torti !

mercoledì 20 aprile 2011

RIDIAMOCI SOPRA ...Firmato José !




"Mi continuano a dire che il Real non è l'Inter.
È il loro modo di pensare, ma vadano a chiedere ai tifosi dell’Inter se si vergognano dello scudetto, o della Champions, o della coppa Italia, o del Mondiale per club,
se si vergognano di non avere più spazio
sulla maglietta per mettere i trofei vinti.
"

Mounico !


venerdì 18 febbraio 2011

lunedì 10 gennaio 2011

PALLONATA In FACCIA...Mo(u)ghinho !


Josè Mourinho ha vinto il primo Pallone d'Oro Fifa riservato ai tecnici.

Il tecnico portoghese, che nel 2010 con l'Inter ha conquistato la tripletta Coppa Italia, Champions League e scudetto, ha preceduto il commissario tecnico della Spagna campione del mondo Vicente Del Bosque, che alla vigilia era considerato il favorito per la vittoria finale.

Sul terzo gradino del podio l'allenatore del Barcellona Pep Guardiola.
Il prestigioso riconoscimento al mister Portoghese, il primo della storia per gli allenatori,rende in parte giustizia per la fantastica annata neroazzurra .

E mo ghigno...perché la Spagna l'ha preso in quel posto...ne Iniesta ne Xavi hanno vinto il Pallone d'Oro...ma bensí Messi.
Sul campione argentino nessun dubbio,ma questo dimostra ancora una volta quello che vado dicendo da tempo...Il Pallone d'Oro é una cag...ta pazzesca...(detta alla Fantozzi ! )






sabato 27 novembre 2010

SPECIALE JOSE MOURINHO


Voglio informare tutti gli amanti del calcio e di Mourinho che ieri sul canale portoghese SIC é andato in onda un bel documentario sull ex 'allenatore dell'Inter da non perdere.
Il video é un misto di italiano,portoghese e inglese di facile comprensione.
Potete vederlo nel mio Blog (internelcuoreTv -on demand-stagione 2009-2010 ultimo filmato )
e a quanti volessero possono fare il download di questo filmato su :
Buon Divertimento

martedì 9 novembre 2010

A RUOTA LIBERA...Rafa è già a un bivio ?


Che l'eredità di Mou fosse pesantina lo sapevano tutti, ma forse in casa Inter il contraccolpo dell'addio dello "Special One" è stato sottovalutato, il capolavoro soprattutto psicologico di far rendere una rosa a dirla tutta non così eccezionale, al 130% andava gestito in tutt'altra maniera, non certo confidando nel mantenimento del gruppo sui livelli della scorsa stagione, va bene la gratitudine verso i protagonisti del "triplete", ma un mercato così di basso profilo è un autogol clamoroso, solo che ora, a pagare colpe sue e non, rischia di essere, sin da subito, chi si è trovato a sostituire il portoghese, e cioè Rafa Benitez.


La mezza sfuriata di Moratti dopo Londra non è sicuramente destinata a restare un episodio isolato, la nuova titubante prova col Brescia è la prova che il giocattolo nerazzurro scricchiola, anzi, stando all'incredibile serie di infortuni, si è proprio già rotto, nel vero senso della parola, e anche sul piano fisico qualche errore si deve esser fatto per forza, soprattutto nella gestione dei reduci da un'annata, estate mondiale compresa, oltremodo stressante per elementi (in pratica tutti) non di primo pelo.


Se si voleva inserire i giovani in squadra non si poteva e doveva arrivare a farlo in un colpo solo, l'Inter con in campo tutti insieme i Coutinho, i Biabiany, gli Obi vari non può essere competitiva come lo era lo scorso anno, di non avere sostituti all'altezza bisognava rendersene conto prima, mica si può rimpiangere poi che si fanno male Muntari e Mariga se hai fuori Stankovic, Cambiasso e Motta, e nemmeno chiedersi perché i baby non segnano se Milito sta in piedi per miracolo e si è lasciato partire Balotelli (mica detto che si sarebbe infortunato comunque...).


Fatto sta che i campioni d'Italia e d'Europa sono già a un bivio, in una settimana devono vincere a Lecce e nel derby, visto che il Milan è davanti, la Juve è a un punto, la Roma è quasi del tutto rientrata a e la Lazio poteva essere ben più a tiro non si fossero gettati punti per strada, poi, la settimana dopo, va realizzato il secondo match point di coppa dopo aver sprecato col Tottenham la chance di chiudere il discorso qualificazione in Champions con due turni (e quindi quattro mesi) di anticipo. Infine, fra un mese c'è un appuntamento fondamentale, quello col Mondiale per club, da mettere in bacheca per dare continuità alla striscia di successi, con l'aggravante di dover poi recuperare incontri di campionato in una posizione di rincorsa.


E in tutto questo il buon Benitez? Deve dimostrare di avere in pugno il gruppo e i suoi elementi più destabilizzanti, avere un progetto che non si limiti a pregare nel talismano Eto'o, e il coraggio di pretendere, dalla squadra e dalla dirigenza, un cambio di rotta, da tradurre anche in innesti di mercato importanti.


Solo che, non arrivassero i risultati, il primo a finire sul mercato sarebbe proprio lui. Sul mister madrileno incombe più di uno spettro, nessuno ha mai fatto mistero di puntare, per un futuro non lontano, a Guardiola, che al Barcellona non è poi tanto sopportato, in estate, prima di arrivare all'ex guru del Liverpool si era pensato anche a quell'Hiddink garanzia di calcio spettacolo oltre che di risultati, che, in considerazione del flop ala guida della Turchia, potrebbe tornare a portata, per tacere di un'ipotesi affascinate come quella di riportare in Italia, fresco del tanto agognato primo campionato vinto, in Russia, dove lo Zenit è prossimo al trionfo, Luciano Spalletti, che nel suo contratto col sodalizio di San Pietroburgo ha una clausola che gli concede di liberarsi già dopo novembre in caso di chiamata da una grande.


Vedere l'ex timoniere giallorosso come traghettatore da gennaio in attesa del giovane collega spagnolo non è ipotizzabile, se Benitez arrivasse al capolinea la carta Spalletti sarebbe da vedere a lungo termine (con chissà quali ripercussioni in casa Roma), altrimenti Rafa in sella sino all'estate e poi spazio alle fantasie blaugrana, magari con il fenomeno Messi in dote. C'è sempre l'opzione che invece rimanga e vinca, ma l'ottimismo in quest'ottica nell'ambiente meneghino sembra scemare col passare dei giorni. E della partite scialbe. Tradotto in soldoni, se non fa suoi derby ed Intercontinentale, adiòs.

mercoledì 3 novembre 2010

PALLONATA in faccia : ...Parole,para que ?




José Mourinho torna a San Siro ed è subito protagonista, già prima dell'inizio della partita. Sceso in campo con la squadra per il classico sopralluogo, il tecnico portoghese del Real Madrid è stato sommerso dai fischi del pubblico presente sugli spalti. In risposta ai tifosi del Milan, lo Special One ha alzato la mano mostrando tre dita, come simbolo della 'tripletta' scudetto-coppa Italia-Champions League centrata all'Inter nella scorsa stagione.
Sempre il buon vecchio Mou...

sabato 16 ottobre 2010

A RUOTA LIBERA...Verso Cagliari-Inter ......


Dopo la sosta ricomincia il campionato di Serie A e l'Inter riparte dallo 0-0 casalingo contro la Juventus che ha in qualche modo dimostrato che la squadra non riesce ad esprimersi sugli stessi livelli dell'anno scorso. Il gioco se vogliamo, è addirittura migliore rispetto a quello espresso durante la passta stagione dai Campioni d'Europa di Mourinho, che però non riescono a trasmettere quel "pathos" che era la caratteristica dominante dei neroazzurri quando erano sotto il comando del lusitano. A Cagliari, in una sfida importantissima, Benitez punta ancora su Coutinho, che assieme a Wesley Snejider sosterrà Eto'ò, ed i motivi sono sostanzialmente due. Il primo è rappresentato sicuramente dagli infortuni di Milito e Pandev, che quasi non lascia altra scelta all'ex tecnico del Liverpool. Il secondo è ancor più scontato: Coutinho è quasi un giocatore di Benitez, nel senso che è lui che lo sta lanciando nel calcio che conta poichè il baby-fenomeno non faceva parte del gruppo del triplete. E'un modo come un altro per lasciare un'impronta "sua" su questa squadra, che per il resto, nei suoi interpreti di più lungo termine, sembra soffrire troppo di una nostalgia "speciale".

venerdì 4 giugno 2010

A RUOTA LIBERA...Un bellissimo viaggio : dal Barcellona a Madrid !





Un viaggio bellissimo, un percorso ad ostacoli durissimo quello che ha portato l’ Inter ad alzare nel fantastico scenario del “Santiago Bernabeu” di Madrid il trofeo per club più prestigioso d’ Europa: la Champions League. Quella coppa desiderata da ben 45 anni è finalmente arrivata, grazie al sapiente lavoro del mister Josè Mourinho, all’ umiltà di Eto’o, alla classe sopraffina di Sneijder, a quel meraviglioso giocatore che è Diego Milito, alla determinazione di Capitan Zanetti ed Esteban Cambiasso. E grazie a tanti altri eroi nerazzurri, che sono entrati di diritto nell’ olimpo del Calcio Mondiale.Chi avrebbe mai pensato quel 16 settembre 2009, giorno della prima sfida stagionale europea contro il plurititolato Barcellona di Guardiola, che l’ Inter sarebbe arrivata fin dove è arrivata? Forse in pochi ci credevano: la partita finì 0-0 con un possesso palla nettamente a favore dei Blaugrana e Nerazzurri in difficoltà a rincorrere le bocche da fuoco catalane. Chissà: forse era un segno del destino, il passaggio di consegne fra Barça e Inter. Ma il girone di Champions non prosegue bene: il 29 settembre si va in Russia, a Kazan, e arriva un magro pareggio per 1-1, che non fa presagire nulla di buono. Segnano Dominguez per il Rubin Kazan e Stankovic per gli uomini di Mourinho, e Balotelli si fa espellere. E circa tre settimane dopo, il 20 ottobre, altro deludente e soffertissimo pareggio, stavolta a San Siro contro i Campioni Ucraini della Dinamo Kiev: Schevchenko e company vanno in vantaggio per ben due volte, ma l’ Inter pareggia con i nervi, prima con Stankovic e poi con Samuel. Dopo queste prime tre partite, caratterizzate da altrettanti pareggi, sbagliare adesso sarebbe letale. Il 4 Novembre l’ Inter arriva a Kiev con l’ acqua alla gola: vincere o altrimenti sarà eliminazione. La truppa dello Special One va sotto dopo 20 minuti con un gol rocambolesco proprio di Schevchenko, colui che ha già fatto male più di una volta ai tifosi nerazzurri. Che ora vedono gli spettri di una clamorosa eliminazione. Ma quando sembra che tutto sia finito, ecco un’ altro capitolo della saga della Pazza Inter: al 41° del secondo tempo Milito pareggia e a un solo minuto dal termine Sneijder sigla un gol importantissimo, che fa risorgere l’ Inter. Forse la chiave di volta della Stagione Nerazzurra. Si va al “Camp Nou” il 24 Novembre: Barcellona-Inter 2-0, reti di Piquè e Pedro. Partita senza storia, ma nulla è compromesso. Basta una vittoria all’ ultima giornata contro il Rubin Kazan, il 9 Dicembre, con le firme di Eto’o e Balotelli, a sancire il passaggio agli ottavi di finale.Il sorteggio dell’ urna di Nyon mette di fronte all’ Inter il Chelsea di Carletto Ancelotti, una doppia sfida che si preannuncia durissima. E’ il 24 febbraio 2010, “San Siro” ribolle di passione, tutti vogliono spingere l’ Inter oltre il fatidico muro degli ottavi, che nel passato recente è stato invalicabile. 3 minuti e la partita si indirizza bene: Milito, con un dribbling su Terry, batte Cech e porta in vantaggio l’ Inter. Ma la partita è ancora lunghissima, il Chelsea preme, colpisce la traversa con un bolide terra-aria di Drogba e si rende pericoloso dalle parti di Julio Cesar. Il pari arriva nella ripresa con un gol di Kalou, aiutato da un’ incertezza di Julio Cesar. Ma questa è un’ altra Inter rispetto al passato: passano pochi minuti e il “Cuchu” Cambiasso scaraventa in rete con un tiro formidabile il gol del 2-1. Termina il match e l’ Inter sa che al ritorno, se il Chelsea vorrà passare, dovrà segnare per forza. Ma il gol che decide la qualificazione lo segna l’ Inter: è il 16 Marzo, Mourinho ritorna a “Stamford Bridge” presentandosi con un 4-2-3-1 da paura ed è Eto’o a reagalare ai Nerazzurri la qualificazione, meritata, ai quarti di finale.Ai quarti, è la volta del Cska Mosca: a “San Siro” il 31 Marzo ci pensa il solito Diego Milito a mettere le cose in chiaro, mentre a Mosca, il 6 aprile, un siluro di Sneijder permette all’ Inter di passare il turno con scioltezza e senza grosse preoccupazioni. Superato l’ ostacolo russo, in Semifinale l’ Inter potrà consumare la sua vendetta nei confronti del Barça.20 Aprile 2010: ancora una volta “San Siro” è straordinariamente pieno, tutti vogliono l’ impresa, l’ Inter può farcela. Il Barcellona arriva a Milano in pullman, per via delle ceneri del vulcano islandese, ma questo non sembra incidere: i blaugrana dopo 19 minuti passano in vantaggio con Pedro. L’ Inter non si perde d’ animo e con ferocia agonistica si getta in avanti alla ricerca del pari: dieci minuti bastano agli uomini dello Special One per rimettere in sesto i conti con Wesley Sneijder. Il “Meazza” si trasforma in una bolgia. Nella ripresa Maicon, al 3° minuto, dopo una meravigliosa sgroppata porta in vantaggio l’ Inter e al 16° Milito, autore di una prestazione superba, sigla il 3-1: è l’ apoteosi. Il Sogno può continuare, ma prima c’è da affrontare la bolgia del “Camp Nou” ad una settimana di distanza. I catalani vogliono la “Remuntada”, preparano magliettine intimidatorie, lanciano spot televisivi alquanto azzardati. Il 28 Aprile, il clima a Barcellona è infuocato: nel primo tempo, Thiago Motta si fa espellere, l’ Inter deve soffrire per circa un’ ora con un uomo in meno, davanti a 95000 tifosi blaugrana scatenati all’ inverosimile. Il gol di Piquè a cinque minuti dal termine del match farà vivere ai tifosi Nerazzurri attimi di paura, ma la solidità del Muro Interista davanti alla porta di Julio Cesar ha un qualcosa di epico. Bojan si vede annullare il possibile gol della qualificazione per la Finale di Madrid, i tifosi dell’ Inter, dopo aver rischiato un infarto, tirano un sospiro di sollievo. E al fischio finale è festa grande: è l’ Inter ad andare a Madrid il 22 Maggio. Gli uomini di Mourinho adesso sono gli eroi di Barcellona. E per entrare nella Leggenda, bisogna riempire l’ ultimo tassello: battere il Bayern Monaco ed alzare al cielo la Coppa dalle Grandi Orecchie.22 Maggio 2010, Stadio “Santiago Bernabeu”: l’ Inter e il Bayern Monaco possono entrambe firmare il “triplete”, impresa risucita a pochissime squadre nella storia del Calcio. Mai riuscita a nessuna squadra italiana. La vigilia è tutta per Mourinho: il suo addio all’ Inter dopo la Finale è ormai cosa certa, lui non fa nulla per nasconderlo; Van Gaal dall’ altra parte, critica il gioco, a suo dire, troppo difensivista del “Mago di Setubal”. E’ una serata per cuori forti, dalle mille emozioni e chi se non Diego Milito poteva decidere la partita più importante della storia recente dell’ Inter? Il “Principe” è immenso: una sua doppietta, al 35° del primo tempo e al 25° della ripresa, permette a Massimo Moratti di poter legare il suo nome indelebilmente a quello del Papà Angelo. E’ il passato che ritorna, è un’ altra Grande Inter, Capitan Zanetti può finalmente coronoare il sogno tanto inseguito, lui uomo dalle 700 battaglie, che corre per il campo come fosse un ragazzino. E’ la notte più lunga per il Popolo Nerazzurro, una notte che è già diventata Storia.
Giá ripensandoci a mente fredda dopo qualche giorno....proprio un viaggio bellissimo !!!

martedì 25 maggio 2010

A RUOTA LIBERA...Adeus Mister Mourinho !


Ormai é ufficiale Mourinho non é piú l'allenatore dell'Inter !



Ecco cosa si porterà via dall'Italia...



Quell’espressione da attore consumato, quell’enorme – e teatrale – punto di domanda che gli si leggeva sul volto quando faceva finta di non capire, quelle risposte puntuali, immediate, ficcanti, spontanee ma mai banali che regalava anche davanti a domande scomode, che però non lo hanno mai colto di sorpresa. Un modo di comunicare dirompente per chi – come noi – era abituato a conferenze stampa soporifere, inni alla banalità e della ridondanza. Continueremo a sentire “Sapevamo che sarebbe stata dura, loro sono una squadra molto forte, il campionato è lungo e ce la metteremo tutta”.


PROFESSIONISMO ESTREMO: L’attenzione ai particolari, l’estrema dedizione alla causa interista, la cultura del lavoro spinta all’ennesima potenza. La Pinetina non è più stata la stessa dopo il suo arrivo: nuovi uffici, nuovi campi, nuove regole per le interviste, attenzione maniacale ai particolari, alle esigenze dei suoi giocatori, al bene comune della squadra. Uno staff ampio e preparato, in grado di studiare ogni cosa, pregi e difetti degli avversari, problemi e soluzioni per le risorse a disposizione. “Il calcio è fatto di dettagli”, amava sempre rispondere Mou, ma se li curi tutti vinci sempre, aggiungiamo noi. Dovremo riabituarci agli alibi, a quelli che “però gli infortuni…”, o quelli che “è mancato un pizzico di fortuna, che nel calcio serve sempre…”.


Per i giocatori, lui, era semplicemente un papà. Non sempre paziente, non sempre morbido, ma neanche il sergente di ferro che è stato dipinto. L’abbraccio dei suoi ragazzi sul prato di Madrid – finanche quello del ribelle Balotelli - lo ha testimoniato. Gli occhi lucidi di Materazzi prima di entrare in campo, le paroline dolci di Zanetti sussurrate all’orecchio, l’abbraccio della squadra a fine partita, incluso di riserve e figuranti. Nessuno come lui, riesce a farsi amare dai suoi ragazzi, soprattutto dai campioni, da quelli seri, disposti al sacrificio, coscienti dell’opportunità incredibile concessa loro dal destino, di lavorare con un allenatore veramente Special, per il quale oltre alla tattica, c’è di più. Un mondo che non si divide in pettorine o birilli.


Quanto sopra, ovviamente, vale anche per i tifosi. Adulato, adorato, glorificato e seguito come una guida spirituale, il “vate” ha difeso il fortino nerazzurro dall’assalto dei media bianco-rossoneri, dalle istituzioni anti-interiste, dagli attacchi del Palazzo. Ha detto quello che i tifosi avevano il bisogno di sentire, ha fatto da scudo alla squadra, ma anche alla società, ha usato la comunicazione ufficiale e partigiana come megafono, ha scelto quando, come e con chi parlare, sfruttando con intelligenza e sagacia il mezzo, con un tempismo degno del miglior direttore di Marketing al Mondo. Il biglietto assegnato al primo della coda di Via Massaua, con il costo devoluto in beneficienza, è solo l’ultimo colpo di genio della lista. Dal tifoso mercificato, a parte della famiglia: un salto culturale enorme.


Che cosa mi rende special? Prego molto”. Aveva risposto così, con la solita ironia al collega inglese che nell’ultima conferenza stampa alla Pinetina gli aveva chiesto quali fossero i meriti che si riconosceva. “Dovunque vado – ha continuato seriamente – io cerco di creare un ambiente che va tutto dalla stessa parte. Tutti sono importanti, dal cuoco fino ai giocatori, tutti si devono sentire parte del progetto, perché tutti sono protagonisti e fondamentali per la vittoria finale”.


Rimpiangeremo le sostituzioni esagerate, quelle “o la va o la spacca”, Samuel centravanti contro il Siena, le 10 punte di Kiev e chi più ne ha più ne metta. A volte anche eccessive, irrazionali, inutili. Tatticamente, forse, non è Special, ma ogni gesto ha una sua logica, un significato emotivo ed emozionale. Come la formazione di Londra: “Uscite e giocatevela”, era il sottotitolo implicito sotto il ciclostilato consegnato in tribuna stampa allo Stamford Bridge. Sneijder, Eto’o, Milito e Pandev, tutti insieme appassionatamente contro il Chelsea prima, e il Barcellona poi. E se i laterali arretrano, se in Catalogna Eto’o e Pandev fanno i terzini, per l’allenatore non può essere una vergogna, ma deve essere un vanto. “Io gioco dove dice l’allenatore e sono disposto a tutto per il bene della squadra” non come scioglilingua preconfezionato, ma come regola aurea. Riabituiamoci a “Mi adatto, ma non è il mio ruolo” o alle sostituzioni misurate, quelle per cui “L’equilibrio della squadra è più importante” o “Un punto è meglio di niente”. Quelle degli allenatori farmacisti, per intenderci. Quelli che si dimenticano che, a volte, una partita si vince anche con il cuore.


Ha portato spettacolo? No. Ha inventato qualcosa che non avessimo già visto? Neanche. Ha semplicemente applicato alla grande dettami del passato, ad un certo punto ha addirittura copiato il 4-2-fantasia di Leonardo e da allora l’Inter ha semplicemente preso il volo. Solo che lui sulle fasce aveva Eto’o e Snaijder che in fase di non possesso palla facevano i terzini, mentre Ronie e Pato stavano su a prendere il sole. E’ questa la differenza. “Il Barça ha fatto il record di possesso palla – ha risposto in conferenza stampa dopo la gara del Camp Nou – ma noi la palla non la volevamo, gliel’abbiamo regalata. Abbiamo detto loro: “Eccola, portatevela anche a casa se volete”. Il Barcellona pressava alto, se l’avessimo persa troppo bassi, prima o poi ci avrebbero punito, così la buttavamo lontano e li costringevamo a ricominciare da capo. E continuavano a sbattere contro un muro…”. Quando parlavamo di attenzione ai particolari…


TEATRINI PORTOGHESI: Mancheranno a noi giornalisti – ma forse anche a tutti i tifosi – i botta e risposta pre e post-partita. Le “coppe di Toscana”, i “calamari di Juve-Lazio”, gli “Zeru Tituli”, il “neurone di Balotelli” e l’“Io non sono pirla”. Un po’ di sale, quell’ironia tutta mourinhana che insaporiva la vigilia. Duelli rusticani che, a volte, trascendevano – e questa era forse l’unica pecca – ma che se non altro toglievano una patina di ipocrisia al nostro calcio, un mondo in cui davanti ai microfoni so’ tutti fratelli, ma dietro girano tutti con le mutande di ghisa.


STILE VINCENTE – “L’Inter vincerà anche senza di me”, aveva detto prima della finale di Madrid, cercando già di rincuorare i tifosi nerazzurri. Intanto, lascia al suo successore un’eredità pesantissima, un’impresa ardua, quasi impossibile. E’ vero, ha creato tutte le condizioni perché la squadra possa continuare a farlo – e con lui ancora in panchina non ne avremmo avuto il minimo dubbio – ma in pochi (forse nessuno) hanno la sua personalità, la sua determinazione, il suo killer instict. Devono averlo capito anche molti giocatori dell’Inter che quella di Madrid era l’occasione della vita, anche per questo hanno dato tutto per sfruttarla. Ovviamente speriamo di sbagliarci, ma la sensazione è che con lui se ne vada anche lo spirito vincente, quella bramosia del successo che lo guida, quell’eterna ambizione che, oggi, gli sta facendo dire addio alla sua casa. Al suo successore il compito di smentirci.


PRURITI DI POTERE: “Doveva venire un portoghese a parlare male del nostro calcio e del nostro paese?”, il classico commento ascoltato in questi 24 mesi ogni qual volta Mourinho facesse una considerazione – spesso calzante – sulle nostre abitudini. Probabilmente sì, visto che da soli non ne siamo capaci o non ne abbiamo il coraggio. Spesso enfatizzate, spesso esagerate e interessate, le sue critiche si scagliavano contro un atteggiamento pruriginoso, gelatinoso, mai trasparente fino in fondo, un modo tutto italiano di gestire i rapporti, fatto di raccomandazioni, di abuso di potere, di appoggi importanti, di amici potenti. In Portogallo è diverso? Boh, forse no, ma cosa cambia? L’Italia è così, il calcio italiano è questo, negarlo perché ce lo racconta uno straniero è atto di superbia che sconfina nel razzismo. Ce lo ha detto uno che è abbastanza obiettivo per vederlo, che non è cresciuto in questa cultura della scorciatoia – o della prostituzione intellettuale se volete - e per questo non ne è intriso.
Entao...
Adeus rapaz,continuação de boa sorte
( excepto contra o Inter !!! )

martedì 18 maggio 2010

A RUOTA LIBERA..."Tormentinho" Mourinho


Ormai noi Interisti siamo abituati : dopo il lunghissimo tormentone di Ibra dell’anno scorso anche quest’anno abbiamo il nostro “tormentinho”... di Mourinho.

Lo chiamo cosí non perché il Mou vale meno dello svedese,anzi i fatti dimostrano proprio il contrario,ma solo ed esclusivamente perché questa volta sapremo cosa accadrá nel giro di pochi giorni al contrario di quanto verificatosi l’anno passato .


Eraclito avrebbe commentato: “Mou ? …tutto scorre….”mentre Shakespeare si sarebbe limitato a un laconico “Resta o non resta ?...questo il problema !”


Tutti ormai lo danno lontano da Milano e sicuramente anche le sue parole di oggi in conferenza stampa fanno presagire che questa sia l’ipotesi piú probabile.


Io invece voglio andare contro corrente e dico :
MOURINHO RESTA !

Si avete letto bene !!!....Per me lo Special One resta ma solo e in un unico caso ,solo se l’Inter vincerá la Champion.

Ma perché mi dici ció ? direte voi


Semplice...lui é troppo goloso e affamato di successi ,quelle vittorie che oltre ad arrichhirgli ulteriormente il portafoglio arricchiscono soprattutto il suo ego.


E il suo albo d’oro dice:
Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale...
...ZERU TITULI !


Giá nel 2004 quando aveva lasciato il Porto e quindi la possibilitá di poter vincere queste due competizioni aveva dichiarato che una cosa del genere non sarebbe mai piú accaduta visto come é difficile vincere la Champion.

E se si ricorda di queste parole...e soprattutto se é vero quello che disse nella sua prima conferenza stampa ( ma io non sono pirla ! ) tutto mi fa pensare che anche l’anno prossimo e per l’ultimo anno dovremo “ancora sopportare “Mourinho come l’allenatore dell’Inter !


UFFA CHE BARBA, .UFFA CHE NOIA....!!!!
;-))))

venerdì 30 aprile 2010

A RUOTA LIBERA...L'Inghilterra celebra Mou:«Capolavoro difensivo»


Indistruttibili eroi, guidati dal migliore, che profana il santuario del calcio spettacolo con un capolavoro difensivo: l'Inter torna nella finale più prestigiosa dopo 38 anni ma la stampa britannica è tutta per lo Special One. "Il Momento di Mourinho", celebra il Daily Telegraph con una foto a tutta pagina del portoghese. "Barcellona ridimensionato dalle barricate dell'Inter", titola il quotidiano che sottolinea come "neppure l'infinita classe di Messi e Xavi abbiano potuto superare l'opposizione dell'Inter, così brillantemente organizzata da Mourinho", capace di "restituire orgoglio alla Serie A nonostante lo scarso amore che l'Italia gli riserva". Citazione d'obbligo per la difesa interista ("immensa"), come si legge anche sul Guardian: "Una prestazione, quella dei difensori dell'Inter, all'insegna della completa dedizione alla causa e della più incisiva efficacia". "Una dolce rivincita", dunque, la qualificazione di Mourinho a scapito dei blaugrana che ai tempi del Chelsea era stato eliminato dalla Champions League proprio dal Barcellona.


"Questa volta l'erba era tagliata bassa e bagnata come piace al Barcellona per accelerare l'azione, eppure non è cambiato un granchè", sottolinea il Guardian, perchè "Mourinho ha aiutato la sua squadra a trovare una mentalità vincente". "Gli eroi di Jose non tremano", titola il Daily Mail, che pur riconoscendo l'infinita classe del Barcellona, definisce "indistruttibili" i nerazzurri. "I puristi diranno che il bel gioco è stato tarpato dal bestiale pragmatismo di Mourinho", ma la verità - replica il Daily Mail - è che "Lionel Messi non è riuscito a segnare contro Mourinho per la settima volta", e l'Inter ha realizzato "un capolavoro difensivo assoluto". "Il ruggito di Jose, Inter in finale", apre il Sun, sintonizzato sulle celebrazioni per il portoghese. "Zero occasioni. Zero calcio. Missione compiuta per Mourinho", scrive il tabloid più venduto della Gran Bretagna: "Mourinho è teatro puro ma non c'è dubbio che i risultati parlino per lui più di qualsiasi altra considerazione". E ancora: "Lo Special One ha usato ogni trucco del libro per soffocare, quindi affondare il Barca".


Non manca anche una stoccata ai catalani, poco sportivi a fine gara. "Il Barca, che aveva mostrato grande classe contro l'Arsenal con il suo gioco spettacolare, ne ha mostrata molta meno quando ha cercato di rovinare la festa dell'Inter attivando gli idranti del campo", puntualizza il Sun. "Mourinho saluta la più bella ora dopo aver conquistato il Camp Nou", il titolo del Times, tutto elogi per lo Special One: "Una partita, l'ennesima, che dimostra come Mourinho valga più di ogni campione". Il calcio come una partita a scacchi, con infinite varianti: "La dimostrazione del suo genio tattico, una lezione per tutti i tecnici d'Europa". Pep Guardiola contro Mourinho, spettacolo puro contro efficacia difensiva. "Beauty and the Best" (il bello e il migliore), titola il Daily Mirror che non ha dubbi con chi schierarsi. "Il calcio fantasia del Barcellona non funziona contro il maestro del pragmatismo Mourinho", capace di guidare i suoi a "profanare il santuario del calcio spettacolo", al termine di una prestazione "di bellezza differente. La bellezza della distruzione, dell'indomabile resistenza, del trionfo dello spirito di squadra". Una notte da Mourinho, dunque, "una notte di dramma, fracasso, furia".


venerdì 2 aprile 2010

RIDIAMOCI SOPRA....1º Aprile in casa Inter !


Quando ieri è stata proclamata la pace fra Mourinho e Balotelli qualcuno ha guardato il calendario ed ha pensato: 'è un pesce d'Aprile!'. E invece no, il giocatore ribelle e lo Special One hanno davvero deposto le armi e firmato l'armistizio. E con la fine delle polemiche la Pinetina si è ritrovata di colpo più serena e allegra con una sana voglia di scherzare. Ieri ci ha pensato Dejan Stankovic a prendere in giro i suoi compagni. Il serbo ha messo uno scatolone nel campo e ci si è infilato dentro: i calciatori incuriositi sono andati a vedere cosa ci fosse dentro e...sorpresa! 'Stanko' è schizzato fuori all'improvviso facendo prendere un colpo a tutti quanti. Il serbo si è divertito moltissimo, meno i suoi compagni. Ma l'allegria è sempre il miglior antidoto agli stress del campionato e alle pressioni della Champions Laague.

venerdì 26 marzo 2010

RIDIAMOCI SOPRA :Bojinov... uno di noi !

Cosa non si fa ( o non si dice...! )...
...per aspirare a giocare nell'Inter :
"Dedico il gol a Mourinho e all'Inter che mi stanno simpatici".



Riflessione :
Ma se ti stanno cosí simpatici Mourinho e l'Inter...
perché hai segnato un gol contro ?
Suggerimento :
Il 2 Maggio c'é Parma-Roma
Se riesci a battere i giallorosi segnando un gol decisivo..
...chissá che l'anno prossimo ...
...non giochi al posto di Balotelli !

mercoledì 10 marzo 2010

RIDIAMOCI SOPRA :Mourinho, Effetti collaterali del suo silenzio !

Finalmente Mourinho é tornato a parlare per la gioia di tutti
e soprattutto con grande sospiro di sollievo per i giornalisti
che in questo modo potranno riempire...
ancora una volta le loro pagine dei giornali !
Ma una cosa é certa:
TUTTI LO ODIANO
TUTTI LO CERCANO !
e...
....quando non si sa come parlare di Lui......

venerdì 26 febbraio 2010

PALLONATA in FACCIA...INTER-Bilan ...alta tensione !


Inter e Milan in lotta per lo scudetto, ma non solo. Le due società, dopo il derby "scintillante" del mese scorso (a causa della questione-calendari), continuano a beccarsi a distanza ed a polemizzare. L'ultimo errore di Rosetti in Fiorentina-Milan ha convinto sempre di più la dirigenza nerazzurra di essere penalizzata, vittima di "venti contrari" ed ha fatto sì che i rapporti tra le due compagini siano diventati tesi come non mai.
Mourinho non ha perso occasione (anche per strategia) per attaccare i "cugini" rossoneri trovando come suo alleato Massimo Moratti che, sentitosi preso in giro ha deciso che non è più tempo di smorzare i toni, ma di far valere le proprie ragioni. Lunedì, in occasione dell'assemblea di Lega, ci sarà un incontro tra Paolillo e Galliani, nel quale si potrebbe decidere di fare un patto d'onore tra le due società che inviti a non parlare di arbitri come si è fatto costantemente in queste settimane.

A mio modesto parere il tutto é cominciato dopo Chievo-Inter: Un fallo di mano in area evidentissimo di Quaresma non é stato punito.Scandalo e indignazione generale hanno "spinto" gli organi competenti a un repentino cambio di direzione a livello arbitrale e guarda caso quasi tutti in sfavore dell'Inter !
Si comincia la domenica successiva con il Siena che si vede concedere il gol del momentaneo vantaggio per 3-2 malgrado ci fosse un fuorigioco,si continua a Bari (Arbitro Rosetti) con la mancata espulsione di Bonucci per occasione chiara di gol.
Arriva il derby dove ne succedono di tutti i colori...Rocchi usa pesi e misure diverse di giudizio :mostra un cartellino rosso giustamente a Sneijder per insulti ( un applauso!) ma Borriello che insulta l'arbitro al posto di un rosso riceve una carezza !Ciligina sulla torta l'espulsione di Lucio per fallo di mano involontario.
Si continua con il Cagliari dove fa scandalo un gol annullato al Cagliari ma non un paio di fuorigiochi inesistenti fischiati a Milito solo davanti al portiere.
A Napoli Rosetti,lo stesso arbitro cha a Bari ha dato un rigore contro giudicando il fallo di Samuel volontario , giudica il fallo di mano in area di Aronica involontario (alquanto strano!) negando siccessivamente un rigore solare su Milito per una vistosa trattenuta.
Con la Sampdoria ,giornata successiva arriva a Milano Tagliavento che non sbaglia nulla contro l'Inter come da regolamento (che finisce la partia in 9 giocatori) ma poi estrae il cartellino sbagliato per un fallo di reazione di Pazzini e fa finta di non sentire le ripetute proteste di Pozzi che sfugge piú volte alla seconda ammonizione.Dulcis in fondo ammonisce Eto'o per una presunta simulazione quando viene toccato involontariamente dal difensore blucerchiato.Decisione che non avrebbe fatto molto scalpore se non fosse che la settimana prima alla ruBentus viene assegnato un rigore per un fallo simile oltretutto fuori aria !
E contro tutto questo vento contro assistiamo a due scippi del Bilan a Bari e Firenze dove non gli vengono fischiati contro 2 rigori solari e guarda caso uno proprio da Rosetti.

É vero che l'Inter in questo periodo ha avuto un calo e non avrebbe meritato di vincere a Bari o a Napoli ma per lo meno lasciateci protestare ... e pensare male....perché...

...Finché il leone non avrà una sua storia, il cacciatore sarà sempre l'eroe...
...Vero Galliani ?

martedì 23 febbraio 2010

PALLONATA in FACCIA : Giudice Sportivo...VERGOGNA !


STANGATA INTER: SQUALIFICATI MOURINHO, CAMBIASSO, MUNTARI, SAMUEL E CORDOBA!

Il giudice sportivo ha stangato pesantemente l'Inter per quanto successo in Inter-Sampdoria. Ecco tutte le decisioni prese contro la società nerazzurra:3 GIORNATE DI SQUALIFICA E 40.000 EURO DI MULTA A MOURINHO: per avere, nel corso della gara, contestato ripetutamente l'operato arbitrale con atteggiamenti plateali, in particolare mimando, al 35° del primo tempo ed al 10° del secondo tempo, "le manette", con i polsi incrociati e le braccia rivolte verso il pubblico e verso le telecamere presenti ai bordi del campo; per avere inoltre,nell'intervallo, nel sottopassaggio che adduce agli spogliatoi, rivolto all'Arbitro ed agli Assistenti espressioni ingiuriose; per avere, infine, nel corso della gara, contestato ripetutamente la presenza dei collaboratori della Procura federale, collocatisi nei pressi delle panchine di entrambe le squadre; infrazioni rilevate dai collaboratori della Procura federale; con recidiva specificareiterata.2 GIORNATE A CAMBIASSO E MUNTARI:CAMBIASSO Esteban Matias (Internazionale): per avere, nell'intervallo, nel sottopassaggio che adduce agli spogliatoi, tentato di colpire con un pugno un calciatore della squadra avversaria; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale.MUNTARI Sulley Ali (Internazionale): per avere, al 35° del primo tempo, uscendo dal terreno di giuoco per la sostituzione, rivolto ripetutamente un'espressione ingiuriosa agli Ufficiali di gara; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale.UNA GIORNATA A SAMUEL E CORDOBA PER LE RELATIVE ESPULSIONI5.000 ALL'INTER per aver ritardato l'inizio del secondo tempo25.000 all'Inter per avere suoi sostenitori, al 39° del primo tempo, lanciato sul terreno di giuoco una bottiglia in plastica in direzione di un Assistente; per avere, nel corso della gara, fatto esplodere nel proprio settore una decina di petardi; per avere, tra il 40° del primo tempo e l’inizio del secondo tempo, esposto uno striscione dal contenuto ingiurioso per gli Organi federali; per avere infine, nel corso del secondo tempo, indirizzato all'Arbitro cori insultanti; entità della sanzione attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all'art. 13 comma 1 lettera b) CGS per avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine afini preventivi e di vigilanza.

lunedì 22 febbraio 2010

PALLONATA in FACCIA : Anche gli arbitri contro Mourinho !



Scandaloso...adesso per la prima volta nella storia del ns campionato sono gli arbitri a chiedere direttamente la squalifica di Mourinho e minimo di due giornate !

Tutti gli sportivi rimangono indignati solo a sentire la parola COMPLOTTO ma facendo una semplice e rapida analisi degli ultimi avvenimenti gli arbitri sotto accusa sono tutti arbitri coinvolti in Calciopoli :Rosetti,Rocchi,Tagliavento,Saccani.

Solo un caso ?


Nell’ambiente degli arbitri ne hanno abbastanza. Sabato sera Tagliavento se l’è vista brutta. Perché è vero che il pubblico di San Siro si è limitato a fare una pañolada alla spagnola, ma a un certo punto l’atmosfera era talmente elettrica che si è temuta l’invasione di campo. ( AHAHAHAHAHAHHA,al massimo gli tiravano un motorino in testa !!!AHAHAHAHAHAHAH )
I direttori di gara e il loro capo Pierluigi Collina a questo punto vogliono che la giustizia sportiva, finora piuttosto timida con Mourinho, si muova con decisione. Non c’è solo da difendere l’onore di una categoria, ma anche prevenire esplosioni di violenza che, considerato il clima che si respira nel calcio italiano, sono sempre possibili. Per tutte queste ragioni gli arbitri chiedono che il portoghese questa volta dopo il deferimento non possa cavarsela con una semplice ammenda. Vogliono una squalifica, possibilmente di due giornate. Se al contrario verrà presa una delle solite pilatesche decisioni tante care ai dirigenti del calcio nostrano, i fischietti italiani potrebbero scegliere addirittura di scioperare.