INTERNELCUORE TV

Torino-INTER 2-2

venerdì 31 gennaio 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...ruBentus-INTER



Il posticipo della 22/a giornata pone di fronte ruBentus-Inter nel cosiddetto Derby d’Italia, una sfida storica del calcio nostrano. Entrambe le squadre sono reduci da un pareggio che ha deluso le rispettive formazioni: quella di Conte, tuttavia, ha comunque strappato un punto in inferiorità numerica a Roma, contro la Lazio, mentre i nerazzurri hanno toccato probabilmente il punto più basso della loro stagione regalando il primo punto esterno stagionale al Catania.
I PRECEDENTI – Negli 80 precedenti tra Juventus e Inter a Torino, i padroni di casa hanno vinto ben 55 volte, mentre i nerazzurri hanno strappato i tre punti per 11 volte; nelle restanti 14 occasioni, infine, le due squadre si sono divise equamente la posta in palio. L’ultima volta che le due squadre si sono sfidate allo Juventus Stadium, nel novembre 2012, la sfida terminò 1-3 per l’Inter, che riuscì a ricucire la distanza dai bianconeri sino a -1, il punto più alto della gestione Stramaccioni: al gol iniziale di Vidal, infatti, rispose prima Milito con una doppietta e poi Palacio, autore di una rete nel finale di partita. L’anno prima, invece, fu la Juventus a esultare, specie in occasione del secondo gol, quello realizzato da capitan Del Piero, all’ultima stagione con la squadra di Torino: prima della vittoria nerazzurra sopra descritta, l’Inter non vinceva in Piemonte dalla stagione 2004/05, quando un gol di Cruz nel primo tempo permise alla squadra di Mancini di aggiudicarsi tre punti.
LE STATISTICHE – Netto il distacco delle due squadre anche sotto il punto di vista dei gol realizzati: negli 80 precedenti tra le due squadre, infatti, la Juventus ha segnato la bellezza di 143 reti, mentre l’Inter è ferma a quota 62, cioè meno della metà. Entrambe le squadre hanno mostrato una forte propensione a segnare maggiormente nei secondi tempi (rispettivamente 81 e 36 reti) rispetto ai primi 45 minuti (62 e 26 gol). Il capocannoniere della Juventus sino a questo momento della stagione, infine, è Carlos Tevez con 11 segnature, tallonato a distanza ravvicinata dal suo compagno Arturo Vidal, fermo a 10 gol; per quanto riguarda l’Inter, invece, nonostante la crisi recente, è Rodrigo Palacio il miglior marcatore con 10 reti segnate.
La Juventus ha perso due punti sabato scorso contro la Lazio, e tra i pali non avrà Buffon: Storari ha però già dimostrato ampiamente di poterlo sostituire senza problemi nella singola partita. 


INTERNEWS....Calciomercato di Gennaio...



Arrivi: Botta (c, Livorno), D'Ambrosio (d, Torino), Hernanes (c, Lazio) 
Partenze: Pereira (d, San Paolo), Belfodil (a, Livorno).
Resta Guarin che ha rinnova fino al 2017.

Ranocchia si deciderá entro lunedí visto che in Turchia il mercato finisce lunedi 3 Febbraio....

 

INTERNEWS...Hernanes all'INTER !

 
Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima, meglio noto come Hernanes, è un giocatore dell'Inter. La lunga giornata del brasiliano, dopo le lacrime di giovedì a Formello, si è conclusa con l'ufficialità del trasferimento del giocatore in nerazzurro: il contratto è stato depositato.
 
Hernanes ha svolto le visite mediche a Pavia e ha firmato un contratto fino al 2018: sbarca a Milano per 20 milioni di euro. "E' felice", la dichiarazione di un agente del giocatore, che è il primo vero colpo della gestione Thohir. 
 
 

INTERNEWS... Piede malandato, Chivu smette


La carriera di Cristian Chivu è arrivata al capolinea. Il difensore dell'Inter, secondo quanto riferisce Sky Sport, si è sottoposto a nuovi esami che hanno confermato i problemi al piede.
 
Il giocatore rumeno, fermo da agosto dopo l'operazione al mignolo del piede destro, rescinderà con la società nerazzurra per iniziare una nuova carriera da dirigente nella Federcalcio del suo Paese.
 
Ex Reşiţa, Universitatea Craiova, Ajax e Roma, Chivu ha vinto tre scudetti in maglia nerazzurra e tre Coppe Italia, una in giallorosso e due all'Inter. E' tra gli eroi del Triplete interista del 2010. 75 le presenze nella nazionale rumena.
 
Malgrado l'ultimo periodo poco felice....un GRAZIE  di cuore per tutto quello che ha fatto per i ns colori !
 

lunedì 27 gennaio 2014

IL CRITICONE...A Torino attendono delle spiegazioni. Ma a Firenze non sono mai arrivate



A Torino attendono delle scuse. Da Thohir, nello specifico, per il modo in cui è saltata la trattativa di scambio Vucinic-Guarin. Questo, in estrema sintesi, i messaggio che arriva dagli organi di informazione. Il presidente dell’Inter deve spiegare personalmente le motivazioni del suo passo indietro, come se avesse commesso il reato di lesa maestà. Come se tirarsi indietro prima delle firme, evitando quindi le penali del caso, fosse un illecito. Eppure la Juve non ha la fedina penale limpida da questo punto di vista. In estate Marotta in persona ha acconsentito, dopo un lungo tira e molla, a cedere Isla all’Inter. E che la trattativa fosse ormai conclusa lo testimonia la convocazione del dottor Combi per le visite mediche. Che non si sono tenute per l’improvviso voltafaccia bianconero. Nessuno scandalo in quel caso, nessuna scusa. A questo episodio, nel recente passato, si possono aggiungere le manovre a dir poco scorrette nelle trattative per Verratti (poteva essere nerazzurro in compartecipazione con il Genoa, prima che Marotta ricattasse Preziosi su alcuni calciatori in comproprietà), Bendtner (era ormai del Siena prima del blitz juventino), Pogba (scippato allo United con reazione negativa e lecita da parte di Ferguson e con il supporto di Raiola) e, dulcis in fundo, la madre di tutte le scorrettezze: l’intromissione nell’operazione Fiorentina-Berbatov.
Nella fattispecie, Marotta & Co. hanno letteralmente dirottato il volo del bulgaro impedendogli di andare a Firenze dove avrebbe firmato il contratto con i viola per cercare di portarlo alla Juve. Situazione a dir poco censurata dalla Fiorentina, che attraverso un comunicato stampa ha chiarito la propria posizione:
“ACF Fiorentina comunica che l’operazione di acquisizione del calciatore Dimitar Berbatov è saltata definitivamente dopo che era stato definito un accordo con il Manchester United (scambio di contratto condiviso, prima rata del corrispettivo in pagamento e garanzia fideiussoria per la seconda rata già sottoscritta) e dopo che era stata raggiunta un’intesa verbale con il calciatore sul suo contratto. Nella giornata di oggi, il club inglese aveva concesso al suo tesserato il permesso scritto di recarsi a Firenze per le visite mediche e per firmare il contratto. Il calciatore si era imbarcato, in compagnia del suo procuratore e con biglietti pagati dalla Fiorentina, su un volo diretto a Firenze. Ma a Firenze il giocatore non è mai arrivato. A causa di operazioni spericolate e arroganti di altre società, che niente hanno a che fare con i valori della correttezza, del fair play e dell’etica sportiva e che si collocano oltre i confini della lealtà. Per quanto riguarda il calciatore, al di là delle sue caratteristiche e del suo valore tecnico, a questo punto siamo felici che non sia venuto alla Fiorentina: non meritava la nostra città e la nostra maglia e i valori che essa rappresenta”.
A Torino attendono delle spiegazioni. 
Ma a Firenze non sono mai arrivate

Tratto da : Il Rumore dei nemici

 

domenica 26 gennaio 2014

INTERNEWS...Mazzarri...post partita


 


E adesso si può dire: la crisi c'è. L'Inter non riesce a battere nemmeno il Catania, squadra che finora aveva collezionato il poco invidiabile record di 10 sconfitte su 10 trasferte. Il primo punto arriva proprio nel Meazza nerazzurro. Walter Mazzarri parla così a Sky nel post-partita. ''Ci sono tante variabili che concorrono alle prestazioni. Scetticismo durante la settimana, la curva... Sembrava una partita a porte chiuse, poi è vero che loro dovevano metterci qualcosa in più. Non c'è mai l'episodio della svolta e non facciamo gol per sbloccare. Soprattutto in casa, si avverte il momento difficile, c'è un po' il freno a mano. Abbiamo avuto le occasioni, ma le sbagliamo: non siamo sereni e non si vince''.

Ora il calendario, specie fuori, presenta gare difficili. ''A Genova la squadra giocava più sciolta, oggi più timorosi. Avessimo sbloccato, magari si giocava coma Genova. Per certi versi, forse meglio giocare lontano da qui. Siamo esperti? Non direi. Al di là dell'età anagrafica, conta il fatto di non aver mai giocato da protagonisti in un club come l'Inter. Come Jonathan, Kuzmanovic... Sono state fatte delle scelte in questi ultimi due anni. Milito? Per recuperarlo, va fatto giocare. Poi, se non gioca, si dice che gioco con una punta sola. Oggi poteva far gol, poteva levare la pressione su Palacio. Poi Icardi non ce l'ho mai avuto, Botta non ha i 90 minuti. Dal momento che non vinci, non puoi togliere Milito, anche per un messaggio psicologico. Abbiamo rischiato anche nel secondo tempo per trovare la vittoria. Ma i miei dirigenti sanno tutto, per questo si parla di un anno di transizione: bisogna fare così se non si può fare diversamente''.

Sullo scmabo mancato con in mezzo Guarin? ''Non è andato a buon fine la trattativa con Vucinic non soltanto per le proteste dei tifosi, ma anche per altre questioni. La società sa cosa mi servirebbe: se ce la faranno, bene. Altrimenti faremo con quello che avremo. Ma serve un calore diverso: questi ragazzi ne hanno bisogno per ricreare l'atmosfera giusta''.


CAMPIONATO 2013/14 - 21ªG. INTER-Catania 0-0




Fanno notizia le contestazioni e gli striscioni contro la dirigenza sugli spalti, in campo invece la partita è noiosa. I nerazzurri, nonostante le due punte, Palacio e Milito, non si sbloccano. Gli etnei contengono bene i padroni di casa anche ad inizio ripresa, Mazzarri cerca di dare la scossa inserendo Kovacic, senza risultati.
 Nell'ultimo quarto d'ora il Catania cala fisicamente e l'Inter prova il forcing finale, sterile.
Che i tifosi dell'Inter fossero sul piede di guerra contro la società lo si era già capito con il sit-in in Corso Vittorio Emanuele, a Milano, sotto la sede del club.
 
In occasione della partita che contrappone i nerazzurri al Catania, la contestazione è proseguita con obiettivi chiari: la vecchia dirigenza. In particolare i sostenitori della Beneamata se la sono presa con il direttore generale Marco Fassone, colpevole anche di avere a curriculum trascorsi alla Juventus. All'arrivo a San Siro del pullman con a bordo i giocatori, un gruppo di ultras lo hanno accolto con la sua gigantografia dei tempi bianconeri mentre reggeva una maglia con una scritta di scherno nei confronti del Biscione: "Meglio un anno senza tituli che una vita da ridiculi". Nel mirino anche Massimo Moratti, a cui è stato dedicato un altro striscione: "Ora che non hai più obblighi presidenziali, liberaci dalle tue amicizie familiari".
 
All'interno dello stadio la Curva Nord ha esposto un ulteriore "lenzuolo": "Un applauso a tutti gli interisti", ricevendo il battimani da tutti i presenti di fede nerazzurra, replicato in occasione di cori contro Fassone ("Gobbo di m...a") e Branca ("Branca tu sei un figlio di p..."). Al secondo anello blu sono apparsi tre "consigli" per Erick Thohir: "1. Mai trattare con Rubentus e BBilan; 2. Thohir metti subito un tuo uomo di fiducia; 3. Vecchia dirigenza, tutti subito a casa".

Il clima al Giuseppe Meazza è rovente. La contestazione ha coinvolto tutti i settori dello stadio.

IL CRITICONE...Thohir,sbrigati !




Thohir: ''Bisogna accettare alti e bassi.
 Mercato? Ora valutiamo''

Inter-Catania rischia di diventare un vero e proprio esame per la squadra nerazzurra e per il suo allenatore Walter Mazzarri. A San Siro ci sarà infatti il presidente Erick Thohir, pronto a intervenire dopo la baraonda che ha caratterizzato gli ultimi giorni dalle parti di corso Vittorio Emanuele.
Il magnate indonesiano è sbarcato alla Malpensa domenica mattina, si recherà al Meazza per assistere alla partita e poi darà il via a una lunga serie di meeting. "Sono qui per supportare la squadra - le sue scarne dichiarazioni -. Da lunedì incontrerò i dirigenti per pianificare il mercato e i nostri prossimi passi a livello societario. Il mio stato d'animo? Nella vita bisogna saper accettare gli alti e i bassi".
E' comunque indispensabile non perdere il treno per l'Europa, dopo il cattivo rendimento della squadra nelle ultime settimane. Da quando è diventato presidente Thohir ha visto l'Inter battere il Trapani in Coppa Italia e il Milan nel derby. Un po' poco in nove partite. In più il morale è sotto i tacchi dopo l'esito della trattativa con la Juventus per lo scambio Vucinic-Guarin e il modo in cui questo non si è concretizzato. Tanto che il colombiano, uno dei pezzi da novanta della rosa nerazzurra, non è stato convocato da Mazzarri per la sfida contro il Catania.
"Un comandante che crede nel gruppo e sente di avere grande stima è contento. E’ una situazione complicata, ma mi piacciono le sfide", ha dichiarato il tecnico di San Vincenzo presentando la partita. Ma c'è già chi sussurra che il suo contratto, valido fino al 2015, potrebbe non essere onorato fino alla fine.


venerdì 24 gennaio 2014

NUMERI & CURIOSITÁ...INTER-Catania






Vigilia di campionato complicata per Inter e Catania, che si affronteranno nella 21/a giornata di Serie A: entrambe le squadre hanno infatti perso nell’ultimo appuntamento. I padroni di casa hanno commesso un passo falso a Genova puniti da un colpo di testa di Antonelli, mentre il Catania è reduce da un pesantissimo 0-3 inflittogli dalla Fiorentina all’interno delle proprie mura amiche, quelle che l’anno scorso sembravano inviolabili.

I PRECEDENTI – Sono 16 i precedenti tra Inter e Catania allo stadio Giuseppe Meazza, e gli etnei non sono mai riusciti a vincere in quel di Milano. In ben 2 casi hanno strappato un punto ai più blasonati avversari, mentre le restanti 14 volte sono dovuti tornare in Sicilia senza punti: come nell’ultimo caso, risalente all’anno scorso, quando Cassano e Palacio propiziarono la vittoria nerazzurra con un gol per tempo. Il primo pareggio rossazzurro risale alla stagione 1961/62, quando a segnare furono Guarneri e Prenna, mentre l’altro è avvenuto di recente: ossia due stagioni fa, quando Forlan e Milito annullarono il doppio vantaggio etneo realizzato da Gomez e Izco. Una curiosità riguarda invece l’incontro della stagione 1960/61, quando l’Inter segnò cinque reti agli avversari ma ben quattro di queste su autogol, non di certo una cosa da tutti i giorni: questi incidenti di percorso, però, accadono più spesso di quanto si possa immaginare, dato che cinque anni fa l’Inter vinse 2-1 grazie alle autoreti di Mascara e Terlizzi.
LE STATISTICHE – Così come il divario tra incontri vinti dalle due squadre, anche quello dei gol è molto ampio: i padroni di casa nerazzurri hanno realizzato ben 43 gol nei 16 precedenti a San Siro, lasciando al Catania soltanto la possibilità di realizzare 13 reti (quindi meno di un gol a partita, un dato molto incoraggiante per Mazzarri). Nei primi tempi sono stati segnati rispettivamente 20 e 7 gol, un dato abbastanza equilibrato con quello dei secondi 45 minuti, in cui Inter e Catania hanno gioito per 27 e 6 volte. Il capocannoniere dell’Inter sino a questo momento è Rodrigo Palacio, autore di 10 gol, nonostante non sia ancora andato in gol dopo la sosta natalizia; per quanto riguarda il Catania, invece, i migliori marcatori sono Castro e Barrientos con 3 gol, seguiti a ruota da Bergessio a quota 2.
L’Inter è assolutamente favorita nonostante non sia nel massimo periodo di forma, per usare un eufemismo. Per ripartire però servono assolutamente tre punti contro un modesto Catania, per di più fra le mura amiche....

martedì 21 gennaio 2014

PALLONATA in FACCIA...Guarin-Vucinic, salta tutto


Lo scambio Vucinic-Guarin è definitivamente saltato. Nella serata di martedì è arrivato il comunicato ufficiale dell'Inter, che ha bloccato l'affare dopo il mancato accordo con la Juventus.
"FC Internazionale informa di aver deciso di non procedere nella trattativa con la Juventus per il trasferimento dei calciatori Fredy Guarin e Mirko Vucinic. Il Presidente Thohir, dopo essersi confrontato con il dott. Massimo Moratti, suo figlio Angelomario e con i dirigenti della Società, ha ritenuto che non sussistessero le condizioni, tecniche ed economiche, per il raggiungimento dell'accordo e ha già dato mandato ai responsabili dell'Area Tecnica di valutare altre opportunità di mercato, con l'obiettivo di rinforzare la squadra nel rispetto dei parametri economici imposti dal Financial Fair Play".
E' stato quindi decisivo il no del presidente Thohir. Il magnate indonesiano ha imposto il dietrofront dopo la furia dei tifosi della Beneamata, che hanno esultato sotto la sede del club meneghino con un boato da stadio alla notizia dello stop dell'affare.
A nulla è servito il pressing dei due giocatori, smaniosi di vestire le nuove maglie dopo gli accordi trovati con i club: l'ostacolo rappresentato dal conguaglio economico è stato insormontabile.
Intanto, il popolo nerazzurro è in subbuglio: i tifosi, sotto gli uffici della Saras, hanno acclamato l'ex patron Moratti ("un presidente, c'è solo un presidente").
 
La Juve, in un comunicato, si è detta sconcertata.
Cazzi loro....se avessero pagato subito i 5 milioni richiesti....e non tirare come al solito,probabilmente la storia sarebbe stata diversa....
 
 

domenica 19 gennaio 2014

CAMPIONATO 2013/14 - 20ªG. Genoa-INTER 1-0


 
Il campo pesantissimo condiziona la prova delle due squadre, bloccate dal terreno fangoso e lento. In avvio meglio i nerazzurri, vicini al gol con Jonathan (decisivo Perin) e Palacio (impreciso), poi il Grifone esce alla distanza  nel finale di tempo. Fuori al 21' Alvarez per infortunio, dentro Kovacic.
 
Poco gioco, scarse emozioni, ma tanta intensità anche nella ripresa, con la squadra di Mazzarri che lentamente prende il controllo delle operazioni e inizia l'assedio alla porta di Perin. All'83' però i liguri sorprendono da calcio d'angolo l'Inter: Antonelli con un'incornata imperiosa batte Handanovic.
Chi non segna ...soffre !


 

NUMERI & CURIOSITÁ...Genoa-INTER


Difficile vigilia per Genoa e Inter, avversarie nel consueto incontro della domenica pomeriggio nella 20/a giornata di Serie A. I rossoblu sono reduci dalla tremenda trasferta romana contro i giallorossi di Rudi Garcia, quattro reti incassate e una prestazione di squadra nettamente sottotono; l’Inter dal canto suo ha rimediato soltanto un punto nel posticipo casalingo contro il Chievo, complice una prova non sufficiente disputata davanti ai propri tifosi.
I PRECEDENTI – Genoa-Inter è una sfida storica del campionato italiano e infatti, nonostante il Grifone abbia disputato spesso campionati inferiori, la sfida si è già tenuta 46 volte. Il tabellino è in sostanziale pareggio, visto che i padroni di casa hanno trionfato 13 volte a fronte di 14 sconfitte; il dato più frequente, però, è quello del pareggio che si è verificato in ben 19 occasioni. Il Genoa però non ha ancora ottenuto tre punti nel corso del nuovo millennio, dato che l’ultima vittoria rossoblu (2-1) risale alla stagione 1994/95; l’ultimo precedente, invece, risale allo scorso maggio e credo che in pochissimi avranno un buon ricordo di quel match, incredibilmente noioso e povero di occasioni da gol. Dopo 90 minuti il punteggio fu ancora sullo 0-0, e quella fu l’ultima trasferta di Andrea Stramaccioni sulla panchina dell’Inter.
LE STATISTICHE – Nei 46 precedenti tra Genoa e Inter sono stati segnati in totale 123 gol, 62 dei quali a favore dei padroni di casa e 61 realizzati dall’Inter. Sostanziale pareggio anche per quanto riguarda il conteggio dei gol, quindi, e il dato incredibile è che anche la distribuzione delle reti è praticamente identica. A fronte di 24 gol realizzati nel primo tempo e 38 nella ripresa dal Genoa, infatti, l’Inter ha risposto con 23 gioie regalate ai propri tifosi nei primi 45 minuti e 38 nei secondi tempi; il capocannoniere del Grifone sino a questo momento della stagione è Alberto Gilardino con 8 reti, mentre il miglior marcatore nerazzurro è Rodrigo Palacio, forte dei suoi 10 gol realizzati e la sensazione che l’Inter, senza di lui, sarebbe molto più indietro in classifica.
L’Inter ha assolutamente bisogno di punti per ritornare quella di inizio campionato: una sola vittoria nelle ultime sette partite sono decisamente troppo poco per una squadra che, all’inizio della stagione, era partita con l’ambizione di riuscire a raggiungere un traguardo che garantisse l’Europa...

sabato 18 gennaio 2014

INTERNEWS...Genoa-INTER a rischio rinvio

 
Genoa-Inter potrebbe essere rinviata.
Il Comune e la Prefettura di Genova stanno valutando lo spostamento della gara in programma domenica a Marassi alle ore 15. Il maltempo che si sta abbattendo sulla Liguria rischia di non attenuarsi e se lo stato di allerta 1 dovesse persistere l'amministrazione comunale potrebbe decidere di evitare rischi per le due tifoserie visto che Marassi si trova proprio a ridosso del torrente Bisagno.
Una decisione potrebbe essere presa domenica mattina dopo una valutazione delle previsioni meteorologiche.

martedì 14 gennaio 2014

CAMPIONATO 2013/14 - 19ªG. INTER-CHIEVO 1-1



Non si scuote l'Inter, bloccata sull'1-1 in casa dal Chievo nel posticipo della diciannovesima giornata di serie A. Dopo il botta e risposta in avvio di Paloschi e Nagatomo, la partita si congela.

Ma sono grandi le proteste nerazzurre per il gol annullato a Nagatomo per fuorigioco inesistente, e per un rigore non assegnato nel finale per fallo su Botta. In classifica la Beneamata perde ancora terreno dalla prime tre, ora ha 10 punti di svantaggio dal Napoli terzo. 17 punti per la squadra di Corini.

Avvio concitato, l'Inter ha un buon approccio ma viene sorpresa all'8' dallo spettacolare destro a giro dell'ex milanista Paloschi che lascia impalato Handanovic. La reazione degli uomini di Mazzarri è comunque immediata, e al 12' Nagatomo pareggia su traversone di Alvarez.


Appena un minuto dopo ancora il terzino giapponese scuote la rete della porta clivense, ma l'arbitro annulla per fuorigioco inesistente, tra la rabbia dei giocatori e della  panchina nerazzurra.


I meneghini comandano e schiacciano il Chievo, ma sono poco lucidi negli ultimi metri e non riescono a creare troppi grattacapi alla difesa ospite. Palacio sbaglia troppo sotto rete, ed è Thereau in contropiede a sfiorare il 2-1.

Partita bloccata nella ripresa, Mazzarri butta nella mischia Milito, Puggioni non si fa sorprendere dalla conclusione di Alvarez. Invece di aumentare, si spegne lentamente la pressione dei padroni di casa, senza sbocchi e inefficaci in attacco davanti alla solida retroguardia veronese.

Ne finale Botta cade a terra nell'area avversaria, l'arbitro non assegna il rigore, che dal replay pare netto, gettando altra benzina sul fuoco delle polemiche che si scateneranno nel dopo partita.

domenica 12 gennaio 2014

A RUOTA LIBERA... Thohir: "Non sono superman"




 
Erick Thohir chiede fiducia e tempo ai tifosi dell'Inter: "Non sono Superman, quindi non ho potuto fare tante cose in questo arco di tempo. I miei punti fermi sono: risanare l'Inter, accompagnare la squadra in questo periodo di transizione e aprirci al grande mercato internazionale per avere ancor più tifosi fuori dall'Italia. La Serie A sta pensando di fare giocare alcune gare in Asia. Tutto questo durerà uno o due anni, non 60 giorni".
Mazzarri comunque non rischia: "Lui è perfetto come allenatore per questa Inter, è il suo primo anno ed è la prima volta che lavoro con lui, ci fidiamo l'uno dell'altro, ma abbiamo bisogno di tempo per lavorare insieme al meglio. Nel bene o nel male io supporterò il tecnico, che piace anche ai tifosi. Dobbiamo ricominciare a vincere, ma servirà del tempo, ma la fiducia nel tecnico c'è".
Gennaio però è il mese del mercato: "In alcuni ruoli c'è bisogno di qualche giocatore, in altri siamo molto coperti. Bisogna prestare attenzione nell'acquistare nuovi elementi perché la finestra di mercato è molto breve e la stagione è già a metà. In ogni caso il mister vuole giocatori già pronti per giocare nell'Inter. Stiamo osservando alcuni profili e ci sono trattative in corso e proveremo a prenderli, gli altri che non sono necessari per il futuro non interessano. Il progetto per migliorare la squadra durerà 2-3 anni, questo sarà il tempo per arrivare al massimo".
Nessuna polemica per l'assenza di rigori: "Bisogna fidarsi dell'esperienza degli arbitri di Serie A, che sono tra i migliori al mondo. Io non sono così esperto in materia, ma voglio vedere delle belle partite, insieme ai tifosi, sperando che i direttori di gara non condizionino troppo il match, che siano leali con tutte le squadre. Tutti vogliono vincere e nessuno vuole perdere".
 
 

venerdì 10 gennaio 2014

TIM CUP 2013/14...Udinese -INTER 1-0 ELIMINATI !!!

Altra battuta d'arresto per l'Inter. Questa volta il verdetto è ancora più amaro perché l'1-0 incassato dall'Udinese al Friuli (gol di Maicosuel su assist di Nico Lopez) si traduce nell'eliminazione dalla Coppa Italia.
Walter Mazzarri e Francesco Guidolin danno ampio spazio alle seconde linee. Tra i nerazzurri si rivede Diego Milito dal primo minuto, con Guarin a supporto e Kovacic sulla linea del centrocampo con Kuzmanovic e Mudingayi. Sugli esterni corrono Zanetti e Nagatomo. I friulani schierano la difesa titolare con Allan ad agire davanti alla retroguardia. Davanti non c'è Antonio Di Natale: la coppia d'attacco è composta da Nico Lopez e Maicosuel. Sulla destra sgroppa il 20enne svizzero Widmer.
Il primo tempo parte a rilento. I ritmi, soprattutto da parte della Beneamata, sono blandi e l'Udinese ne approfitta con sortite offensive che fanno correre qualche brivido lungo la schiena di Carrizo. Al 13' Maicosuel ci prova con un diagonale dall'interno dell'area, nessuno si avventa sulla palla e il tiro termina sul fondo. Al 24', invece, si fa notare il "Principe" con una conclusione di collo pieno dalla distanza, ma Kelava controlla e blocca senza problemi. I meneghini sono molli e i padroni di casa ne approfittano: è il 32' quando Nico Lopez prende Samuel in infilata, guadagna il fondo e mette al centro, Carrizo non ci arriva e Maicosuel - dopo aver bruciato Zanetti - appoggia comodo in rete. Il vantaggio rischia però di durare appena 5 minuti, perché Kuzmanovic sbaglia un traversone che - a Kelava nettamente battuto - centra in pieno l'incrocio dei pali.
La ripresa si apre con un cambio. Mazzarri vuole recuperare la gara a tutti i costi e butta nella mischia Palacio al posto di Mudingayi, cambiando modulo e atteggiamento: i nerazzurri spingono con più convinzione e relegano le zebrette nella propria metà campo. Dopo qualche tentativo di agguntare l'Udinese, non riuscito, ancora più trazione anteriore per l'Inter: esce Zanetti, che riceve l'applauso di tutto lo stadio Friuli, entra Alvarez. I tentativi di Guarin, Kovacic, Nagatomo e Palacio non vanno a buon fine, ma gli ospiti cambiano decisamente marcia rispetto alla scialba prima frazione di gara. Nel miglior momento meneghino è però Badu a sfiorare la rete con un diagonale destro che sibila vicino al secondo palo. Nell'Inter esordisce anche Ruben Botta, offensivo argentino prelevato dal Tigre in estate e parcheggiato al Livorno in attesa di smaltire il grave infortunio in cui era incappato. Non basta, perché i bianconeri reggono fino alla fine nonostante l'assedio e si qualificano ai quarti...

mercoledì 8 gennaio 2014

martedì 7 gennaio 2014

A RUOTA LIBERA....Che fare ?

L'Inter ci ricasca. Proprio come l'anno scorso, i nerazzurri perdono a Roma con la Lazio nel momento in cui c'era da fare il salto di qualità. Stesso minuto e stesso marcatore. Ci verrebbe da dire anche stessa direzione arbitrale. Di rigori, manco a parlarne. Se poi Dias viene graziato per un calcione a Guarin, mentre lo stesso Guarin viene ammonito per un contatto fantasma a metà campo con il simulatore Lulic, allora proprio non v'è speranza. E' davvero difficile giudicare se sia stata peggiore la prestazione dei nerazzurri o quella di Damato (che in molti spacciano per tifoso interista) e dei suoi collaboratori (AAA binocoli cercansi).
Da un lato, Mazzarri non ha tutti i torti. Le partite equilibrate vengono evidentemente decise da episodi, tra cui i gol falliti, gli errori commessi e quelli degli ufficiali di gara. Il punto è che, contro una Lazio alla deriva e chiaramente in difficoltà (per stessa ammissione di Reja: ''Abbiamo giocato male, ci è andata bene. Eravamo preoccupati, non riuscivamo a fare due passaggi di fila''), e arrivando dalla rigenerante vittoria nel derby, ci si sarebbe aspettato molto di più. Molto molto molto di più. Anche in considerazione dei limiti cronici che questa Inter ha e che nessuno – nemmeno Batman o Houdini – potrebbe eliminare dall'oggi al domani.
Parte Kuzmanovic dal 1' e in tanti reclamano Kovacic. Nel derby, con Icardi e il giovane croato, l'Inter aveva schiacciato il Milan negli ultimi 20 minuti, arrivando meritatamente al gol. E invece all'Olimpico va a finire che becchi il gol proprio quando compi gli stessi, identici cambi. Non dev'essere facile per Mazzarri venire a capo di una situazione oggettivamente complessa. Altro esempio: Guarin. Migliore in campo a Napoli, arrembante e continuo col Milan, torna svogliato e raffazzonato contro i laziali. E ancora: se gioca bene Juan, gioca male Ranocchia; a Cambiasso non si può chiedere più di quello che dà; Alvarez si ''normalizza'' nel ruolo di interno. E' chiaro che non c'è solo un unico problema.
La realtà, oggi, è che il terzo posto appare un miraggio e non si capisce se arrivare in Europa League sia conveniente o meno. Inutile pure illudersi per il mercato di gennaio: l'autofinanziamento non lascia ampi margini di manovra. Pochi i giocatori da cui si potrebbe ricavare un bottino cospicuo, ancor meno quelli che hanno un minimo di mercato. Senza contare che, venduti loro, poi ti serve comunque un erede degno più un altro rinforzo a ruota. Sennò ti tieni quelli che hai.
Che fare? Bella domanda. A caldo, si potrebbe pensare che è tutto da rifare. Che è tutto sbagliato e che Thohir farà bene a fare tabula rasa e ripartire davvero da zero. A freddo, l'animo trova un minimo di pace, l'esultanza di Klose sfoca sull'amaro più che sull'incazzato e così le idee si schiariscono. D'Ambrosio non cambierebbe la squadra, ma diventerebbe un'alternativa valida a Nagatomo e Jonathan; i rientri di Icardi e Milito male non faranno; Handanovic tornerà a parare quell'unico tiro in porta che oggi ti costa la sconfitta a Roma. Insomma, qualche motivo per sperare c'è. Ma che non vi venga in mente di pensare in grande: il Triplete è lontano molto più di tre anni e mezzo.
Alessandro Cavasinni

lunedì 6 gennaio 2014

IL CRITICONE....Mazzarri....buuuuuuuuuuuu !!!


Mazzarri non hai grandi giocatori.....ma Mandorlini...con molto meno ha fatto fino ad oggi un punto piú di te !
Meditate gente...meditate ....

CAMPIONATO 2013/14 - 18ªG. Lazio-INTER 1-0

La Lazio supera l'Inter per 1-0 nel posticipo della diciottesima giornata all'Olimpico. Miroslav Klose risolve all'80' con il colpo del fuoriclasse una partita spenta e noiosa. Biancocelesti a 23 punti, Inter ferma a 31 e scavalcata al quinto posto dal Verona.
 
Brutto primo tempo, l'Inter consegna la palla alla Lazio e si mette in attesa. I biancocelesti, schierati dal neo tecnico Reja con un 4-5-1, non riescono a trovare i varchi giusti per scardinare il fortino ordito da Mazzarri. Ne risultano 45 minuti pallidi, in cui la migliore emozione, a parte un pallonetto di Lulic a lato all'11', è l'accenno di rissa tra un nervosissimo Guarin e Radu, dopo un fallo del colombiano (entrambi ammoniti). Fuori Konko dopo appena 15' causa giramento di testa.
 
Nella ripresa Mazzarri inserisce come d'abitudine al quarto d'ora Kovacic, l'Inter finalmente prende l'iniziativa, ma è poco precisa e il tabellino delle occasioni gol resta desolatamente vuoto.
 
La gara è in stallo, sotto ritmo, Mazzarri osa ad un quarto d'ora dal termine e inserisce Milito per un deludente Guarin, tra il visibilio del pubblico nerazzurro accorso all'Olimpico. 
 
Ma a passare è la Lazio, con il guizzo di Miroslav Klose, finora assente. Il bomber biancoceleste si inventa una rete strepitosa, il classico lampo nel buio: all'80' il tedesco gira di destro un cross di Candreva e lascia di stucco Handanovic.
 
Il vantaggio laziale rianima la partita nel finale, ma i padroni di casa resistono al forcing nerazzurro.
 
 

domenica 5 gennaio 2014

ADEUS.....SUPER EUSEBIO !



E' morto Eusebio, uno dei più grandi attaccanti di sempre.
 
Erano le 3.30 di domenica, racconta 'A Bola', quando è venuto a mancare per insufficienza cardiaca. Un grave lutto per il Portogallo e il mondo del calcio in generale. Il prossimo 25 gennaio la 'Pantera Nera' avrebbe compiuto 72 anni. 
 
Nato nell'allora colonia lusitana del Mozambico, inziò a tirar calci a un pallonello Sporting Clube de Lourenço Marques prima di essere portato in Europa dal Benfica nel 1960. Con le 'Aquile', inizialmente sotto la guida di Bela Guttmann, Eusebio diventò una leggenda planetaria, aggiudicandosi, fra le altre cose, una Coppa dei Campioni (1961-62, con doppietta nel 5-3 nella finale col Real Madrid), di cui fu anche per tre volte capocannoniere (1964-65, 1965-66, 1967-68) il Pallone d'Oro nel 1965  e la Scapra d'Oro in due occasioni (1968, 1973 con rispettivamente 40 e 42 reti). Dal 1975 portò il proprio talento nelle Americhe, fra Stati Uniti, Messico e Canada con qualche breve parentesi nuovamente in Portogallo, con le maglie di Beira-Mar e União de Tomar.
 
Dal 1961 al 1973 fu colonna e simbolo del Portogallo, con cui segnò 41 reti in 64 partite (record di marcature battuto solo recentemente da Pauleta e Cristiano Ronaldo, che ha ricordato Eusebio su Twitter) e si mise al collo il bronzo ai Mondiali del 1966 in Inghilterra, di cui fu anche miglior realizzatore con 9 reti.