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Torino-INTER 2-2
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domenica 20 novembre 2011

PALLONATA in FACCIA : Tegola Sneijder,2011 finito !


Il 2011 è praticamente già finito per Wesley Sneijder.

L'olandese, fermatosi durante il riscaldamento di Inter-Cagliari, ha rimediato uno stiramento di secondo grado al retto femorale della gamba destra, diagnosi che lo terrà lontano dal terreno di gioco almeno una ventina di giorni e che prima di tutto lo costringerà a saltare certamente il match di Champions League di martedì sera in Turchia contro il Trabzonspor.

Ranieri, che nel post partita aveva spiegato di averlo risparmiato dopo che lo stesso giocatore ex Real Madrid e Ajax aveva sentito pizzicare la coscia proprio all'ultimo pallone calciato verso la porta, sperava di recuperarlo ma domenica mattina è arrivata la brutta tegola, l'ennesima di questo inizio di stagione travagliato per l'Inter e in particolare per l'olandese.

Sneijder, che tra gli altri salterà i match con Udinese e Fiorentina, potrebbe tornare in campo prima della sosta natalizia per le partite con Siena e Lecce ma visti gli avversari non proibitivi potrebbe anche essere risparmiato e recuperare con calma, in attesa di un 2012 più fortunato.

E guarda caso l'ennesimo infortunio dopo il rientro dalla nazionale dove non lo risparmiano mai e lo fanno sempre giocare anche con problemi fisici.

Caro Moratti...forse é meglio cominciare a "farsi sentire" !!!

martedì 12 luglio 2011

INTERNEWS : Branca blinda Wes...vero o falso ?


Marco Branca, a margine della presentazione di Ricardo Alvarez e Luc Castaignos, ha parlato del mercato dell'Inter.

"Sneijder: Io credo che non ci sia niente da aggiornare. Questo è un argomento che credo faccia piacere a voi giornalisti e non è assolutamente sorprendente che Sneijder sia un giocatore che possa piacere ad altre squadre, alle più forti del mondo come la nostra, quindi non c'è nessun aggiornamento da fare. No, non c'è stata un'offerta ufficiale e non c'è neanche mai stata l'intenzione di attenderla e quindi lui sta lavorando, noi anche. Dobbiamo affrontare questo periodo, gli ultimi 50 giorni, vediamo quello che dobbiamo fare e per il resto questa è la situazione'. Sì, è incedibile, così come Samuel Eto'o".

"Su Lucio stiamo parlando già da tre o quattro mesi in assoluta cooperazione e con la predisposizione che si deve tra un grande club e un grande giocatore. C'è una diversità di vedute, ho finito di parlare con il suo agente due giorni fa, ci riparleremo tra due giorni, ma credo che poi tutto si possa risolvere una volta conclusa la Coppa America con un incontro personale", aggiunge il dirigente nerazzurro


C'é da credergli ?

lunedì 18 aprile 2011

PALLONATA in FACCIA : Arrivati al capolinea !


"C'è stata ieri la chiusura del cerchio: è crisi profonda, e anche l'ultimo appiglio di speranza per la volata finale in Campionato si è sciolta come neve al sole con la débacle di Parma, emblema del momento probabilmente più buio dell'ultimo quinquennio Nerazzurro.
Le sensazioni che oggi, tutti Noi Tifosi Interisti, stiamo provando erano forse state ormai dimenticate, abbandonate in un lontano ricordo che gli esaltanti trionfi recenti stavano pian piano facendo svanire.
E invece il calcio, che in molti continuano a considerare scientificamente inesatto, talvolta segue logiche più banali di quanto crediamo, proseguendo la sua strada che inesorabilmente ci ricorda che ogni ciclo è destinato, prima o poi, ad esaurirsi.
Odio seguire la filosofia dei 'luoghi comuni', ma oggi è inevitabile prenderne atto: anche la Pazza Inter più vincente di sempre (e di ogni altra squadra in Italia), formata da calciatori formidabili, da uomini veri dal Cuore Nerazzurro, un gruppo capace di risvegliare emozioni orami perdute, di unire generazioni di Tifosi, di abbattere records e smentire statistiche, ha esaurito la sua lunga corsa ed è giunta, forse, al capolinea.
L'Inter, dispiace dirlo, è spompata, svuotata e frastornata.
Il sottile equilibrio psicofisico sul quale Mr. Leonardo era riuscito a costruire la lunga rimonta è definitivamente svanito con la sconfitta del Derby, un incidente molto più pesante di quanto noi tutti potessimo immaginare.
È in quell'occasione che le sicurezze della squadra sono state pesantemente minate, gli entusiasmi placati, la fiducia nell'allenatore (il maggior colpevole della sconfitta) compromessa.
È stato il momento della svolta: dal poter aspirare ad un Triblete-bis, all'oblio. Una vittoria sui rossoneri avrebbe riportato l'Inter in testa alla classifica, probabilmente evitato le figuracce di Champions e sicuramente alimentato il fuoco che saldamente aveva tenuto insieme questo Gruppo, quello dell'ambizione, della voglia di vincere, e che oggi si sta lentamente affievolendo.
Adesso saranno tutti pronti ad attaccare, a puntare il dito, a criticare, finendo per sparlare e prodigarsi nei soliti ragionamenti privi di senso: quello che gli altri non riescono a capire è che l'Inter non può esser semplicemente equiparata a tutte le altre.
Quello Nerazzurro è un mondo complesso, basato su logicità che soltanto chi ne fa parte può riuscire a comprendere. Visto da fuori può sembrare banale, ma non lo è.
Tutti i soprusi sofferti con "Calciopoli", gli attacchi ingiustificati dei media (il buon vecchio rumore dei nemici), le stagioni deludenti, le sconfitte dolorose, hanno permesso ai Nerazzurri di crearsi una corazza quasi infrangibile che li ha poi portati alle vittorie di questi anni (che non sono vittorie normali come qualcuno vuol far credere, ma autentici primati difficilmente ripetibili), e che non potrà essere abbatuta da una sfortunata stagione da "zero tiutli" (anche se la Coppa Italia può essere ancora conquistata, e il Mondiale per Club è già in saccoccia, ma qualcuna sembra puntualmente dimenticarsene): l'Armata Nerazzurra sta soltanto perdendo qualche pezzo, (anche i guerrieri più grandi e coraggiosi devono arrendersi al'inesorabile trascorrere degli anni), sta cercando nuovi stimoli, qualche giovane leva che ne rinvigorisca il potenziale, ed un nuovo grande condottiero.
La società dovrà esser brava a rinforzare questa corazza e ad investire sensatamente sul mercato: non serve rifondare, ma soltanto ringiovanire, rinfoltire la rosa con un paio di colpi giusti (magari anche sacrificando qualche big).
Tornando a parma, non ho ben compreso le esclusioni dei vari Maicon, Thiago Motta, Milito e Sneijder. Nella partita decisiva per le sorti dello Scudetto, il pacifista Leo si mette a fare il sergente di ferro?
Essere un bravo allenatore significa anche saper analizzare bene le situazioni ed i momenti delicati: privarsi di quattro campioni per 'scelta tecnica' significa semplicemente non capire nulla di calcio o non saper gestire il gruppo comportandosi da bambino ripiccoso, finendo poi tra l'altro per tirarsi la zappa sui piedi da solo.
Comunque sia, onore al parma che ha ben affrontato la gara di ieri al Tardini ed onore anche ai Nostri Ragazzi che si sono impegnati per novanta minuti, arrendendosi soltanto alla stanchezza e alla sfortuna (al primo turo in porta gli emiliani hanno segnato).
Adesso non resta che onorare gli ultimi impegni e portare a termine degnamente la stagione.
Dal prossimo anno, poi, riprendere la strada ancora ferma a Madrid".

domenica 5 dicembre 2010

PALLONATA in FACCIA : Palle d'oro....




Un Mondiale giocato da protagonista assoluto ed il ‘triplete’ con l’Inter potrebbero non bastare a Wesley Sneijder per assicurarsi il ‘Pallone d’oro 2010. Secondo indiscrezioni, infatti, il trequartista non salirà nemmeno sul podio.


I premiati saranno tutti del Barcellona Andrès Iniesta, Xavi Hernandez e Lionel Messi, quest'ultimo autore di una buona stagione, ma sicuramente neanche accostabile a quella dell'olandese. Una decisione comunaque discutibile. Sneijder, ora sicuramente in un momento opaco di forma, ha trascinato con un contributo fondamnetale l'Inter alla vittoria di tre trofei, tra cui una Champions League dove ha raccolto 11 presenze e 4 gol.

Le sue prestazioni sono state fuori dal normale anche al Mondiale dove ha portato la sua Nazionale alla finale, quasi da solo con Robben, realizzando cinque reti tutte fondamentali da centrocampista in una rassegna così importante.

E come avevo giá fatto notare tempo fa in un mio post ( http://internelcuore2009.blogspot.com/2010/10/pallonata-in-faccia-pallone-doro-o.html ) il Pallone d’Oro é un premio che serve per tutto tranne che per premiare effettivamente il miglior giocatore.

Ma poco importa se ...i nostri eroi non sono riconosciuti a livello mondiale...sappiamo noi quanto valgono,ce li coccoliamo e ce li teniamo stretti stretti !

sabato 16 ottobre 2010

A RUOTA LIBERA...Verso Cagliari-Inter ......


Dopo la sosta ricomincia il campionato di Serie A e l'Inter riparte dallo 0-0 casalingo contro la Juventus che ha in qualche modo dimostrato che la squadra non riesce ad esprimersi sugli stessi livelli dell'anno scorso. Il gioco se vogliamo, è addirittura migliore rispetto a quello espresso durante la passta stagione dai Campioni d'Europa di Mourinho, che però non riescono a trasmettere quel "pathos" che era la caratteristica dominante dei neroazzurri quando erano sotto il comando del lusitano. A Cagliari, in una sfida importantissima, Benitez punta ancora su Coutinho, che assieme a Wesley Snejider sosterrà Eto'ò, ed i motivi sono sostanzialmente due. Il primo è rappresentato sicuramente dagli infortuni di Milito e Pandev, che quasi non lascia altra scelta all'ex tecnico del Liverpool. Il secondo è ancor più scontato: Coutinho è quasi un giocatore di Benitez, nel senso che è lui che lo sta lanciando nel calcio che conta poichè il baby-fenomeno non faceva parte del gruppo del triplete. E'un modo come un altro per lasciare un'impronta "sua" su questa squadra, che per il resto, nei suoi interpreti di più lungo termine, sembra soffrire troppo di una nostalgia "speciale".

venerdì 4 giugno 2010

A RUOTA LIBERA...Un bellissimo viaggio : dal Barcellona a Madrid !





Un viaggio bellissimo, un percorso ad ostacoli durissimo quello che ha portato l’ Inter ad alzare nel fantastico scenario del “Santiago Bernabeu” di Madrid il trofeo per club più prestigioso d’ Europa: la Champions League. Quella coppa desiderata da ben 45 anni è finalmente arrivata, grazie al sapiente lavoro del mister Josè Mourinho, all’ umiltà di Eto’o, alla classe sopraffina di Sneijder, a quel meraviglioso giocatore che è Diego Milito, alla determinazione di Capitan Zanetti ed Esteban Cambiasso. E grazie a tanti altri eroi nerazzurri, che sono entrati di diritto nell’ olimpo del Calcio Mondiale.Chi avrebbe mai pensato quel 16 settembre 2009, giorno della prima sfida stagionale europea contro il plurititolato Barcellona di Guardiola, che l’ Inter sarebbe arrivata fin dove è arrivata? Forse in pochi ci credevano: la partita finì 0-0 con un possesso palla nettamente a favore dei Blaugrana e Nerazzurri in difficoltà a rincorrere le bocche da fuoco catalane. Chissà: forse era un segno del destino, il passaggio di consegne fra Barça e Inter. Ma il girone di Champions non prosegue bene: il 29 settembre si va in Russia, a Kazan, e arriva un magro pareggio per 1-1, che non fa presagire nulla di buono. Segnano Dominguez per il Rubin Kazan e Stankovic per gli uomini di Mourinho, e Balotelli si fa espellere. E circa tre settimane dopo, il 20 ottobre, altro deludente e soffertissimo pareggio, stavolta a San Siro contro i Campioni Ucraini della Dinamo Kiev: Schevchenko e company vanno in vantaggio per ben due volte, ma l’ Inter pareggia con i nervi, prima con Stankovic e poi con Samuel. Dopo queste prime tre partite, caratterizzate da altrettanti pareggi, sbagliare adesso sarebbe letale. Il 4 Novembre l’ Inter arriva a Kiev con l’ acqua alla gola: vincere o altrimenti sarà eliminazione. La truppa dello Special One va sotto dopo 20 minuti con un gol rocambolesco proprio di Schevchenko, colui che ha già fatto male più di una volta ai tifosi nerazzurri. Che ora vedono gli spettri di una clamorosa eliminazione. Ma quando sembra che tutto sia finito, ecco un’ altro capitolo della saga della Pazza Inter: al 41° del secondo tempo Milito pareggia e a un solo minuto dal termine Sneijder sigla un gol importantissimo, che fa risorgere l’ Inter. Forse la chiave di volta della Stagione Nerazzurra. Si va al “Camp Nou” il 24 Novembre: Barcellona-Inter 2-0, reti di Piquè e Pedro. Partita senza storia, ma nulla è compromesso. Basta una vittoria all’ ultima giornata contro il Rubin Kazan, il 9 Dicembre, con le firme di Eto’o e Balotelli, a sancire il passaggio agli ottavi di finale.Il sorteggio dell’ urna di Nyon mette di fronte all’ Inter il Chelsea di Carletto Ancelotti, una doppia sfida che si preannuncia durissima. E’ il 24 febbraio 2010, “San Siro” ribolle di passione, tutti vogliono spingere l’ Inter oltre il fatidico muro degli ottavi, che nel passato recente è stato invalicabile. 3 minuti e la partita si indirizza bene: Milito, con un dribbling su Terry, batte Cech e porta in vantaggio l’ Inter. Ma la partita è ancora lunghissima, il Chelsea preme, colpisce la traversa con un bolide terra-aria di Drogba e si rende pericoloso dalle parti di Julio Cesar. Il pari arriva nella ripresa con un gol di Kalou, aiutato da un’ incertezza di Julio Cesar. Ma questa è un’ altra Inter rispetto al passato: passano pochi minuti e il “Cuchu” Cambiasso scaraventa in rete con un tiro formidabile il gol del 2-1. Termina il match e l’ Inter sa che al ritorno, se il Chelsea vorrà passare, dovrà segnare per forza. Ma il gol che decide la qualificazione lo segna l’ Inter: è il 16 Marzo, Mourinho ritorna a “Stamford Bridge” presentandosi con un 4-2-3-1 da paura ed è Eto’o a reagalare ai Nerazzurri la qualificazione, meritata, ai quarti di finale.Ai quarti, è la volta del Cska Mosca: a “San Siro” il 31 Marzo ci pensa il solito Diego Milito a mettere le cose in chiaro, mentre a Mosca, il 6 aprile, un siluro di Sneijder permette all’ Inter di passare il turno con scioltezza e senza grosse preoccupazioni. Superato l’ ostacolo russo, in Semifinale l’ Inter potrà consumare la sua vendetta nei confronti del Barça.20 Aprile 2010: ancora una volta “San Siro” è straordinariamente pieno, tutti vogliono l’ impresa, l’ Inter può farcela. Il Barcellona arriva a Milano in pullman, per via delle ceneri del vulcano islandese, ma questo non sembra incidere: i blaugrana dopo 19 minuti passano in vantaggio con Pedro. L’ Inter non si perde d’ animo e con ferocia agonistica si getta in avanti alla ricerca del pari: dieci minuti bastano agli uomini dello Special One per rimettere in sesto i conti con Wesley Sneijder. Il “Meazza” si trasforma in una bolgia. Nella ripresa Maicon, al 3° minuto, dopo una meravigliosa sgroppata porta in vantaggio l’ Inter e al 16° Milito, autore di una prestazione superba, sigla il 3-1: è l’ apoteosi. Il Sogno può continuare, ma prima c’è da affrontare la bolgia del “Camp Nou” ad una settimana di distanza. I catalani vogliono la “Remuntada”, preparano magliettine intimidatorie, lanciano spot televisivi alquanto azzardati. Il 28 Aprile, il clima a Barcellona è infuocato: nel primo tempo, Thiago Motta si fa espellere, l’ Inter deve soffrire per circa un’ ora con un uomo in meno, davanti a 95000 tifosi blaugrana scatenati all’ inverosimile. Il gol di Piquè a cinque minuti dal termine del match farà vivere ai tifosi Nerazzurri attimi di paura, ma la solidità del Muro Interista davanti alla porta di Julio Cesar ha un qualcosa di epico. Bojan si vede annullare il possibile gol della qualificazione per la Finale di Madrid, i tifosi dell’ Inter, dopo aver rischiato un infarto, tirano un sospiro di sollievo. E al fischio finale è festa grande: è l’ Inter ad andare a Madrid il 22 Maggio. Gli uomini di Mourinho adesso sono gli eroi di Barcellona. E per entrare nella Leggenda, bisogna riempire l’ ultimo tassello: battere il Bayern Monaco ed alzare al cielo la Coppa dalle Grandi Orecchie.22 Maggio 2010, Stadio “Santiago Bernabeu”: l’ Inter e il Bayern Monaco possono entrambe firmare il “triplete”, impresa risucita a pochissime squadre nella storia del Calcio. Mai riuscita a nessuna squadra italiana. La vigilia è tutta per Mourinho: il suo addio all’ Inter dopo la Finale è ormai cosa certa, lui non fa nulla per nasconderlo; Van Gaal dall’ altra parte, critica il gioco, a suo dire, troppo difensivista del “Mago di Setubal”. E’ una serata per cuori forti, dalle mille emozioni e chi se non Diego Milito poteva decidere la partita più importante della storia recente dell’ Inter? Il “Principe” è immenso: una sua doppietta, al 35° del primo tempo e al 25° della ripresa, permette a Massimo Moratti di poter legare il suo nome indelebilmente a quello del Papà Angelo. E’ il passato che ritorna, è un’ altra Grande Inter, Capitan Zanetti può finalmente coronoare il sogno tanto inseguito, lui uomo dalle 700 battaglie, che corre per il campo come fosse un ragazzino. E’ la notte più lunga per il Popolo Nerazzurro, una notte che è già diventata Storia.
Giá ripensandoci a mente fredda dopo qualche giorno....proprio un viaggio bellissimo !!!

venerdì 12 febbraio 2010

A RUOTA LIBERA...Josè Mourinho, bilancio della sua esperienza da tecnico nerazzurro


Josè Mourinho fa un bilancio della sua esperienza da tecnico nerazzurro:

Tutte le caratteristiche dell'Inter e dell'interismo si adattano perfettamente alla mia personalità".
L'Inter di Pandev e Milito è, secondo il tecnico, diversa da quella che aveva in Ibrahimovic il proprio terminale d'attacco. "Quando sono arrivato - ha spiegato - la squadra giocava troppo bassa, con una mentalità più difensiva. In attacco aveva un giocatore che era abituato a risolvere da solo i problemi offensivi. Non era una squadra che giocava un grande calcio". Oggi invece "il gioco si avvicina a un modello che piace a tutti, con molti giocatori che partecipano senza comunque perdere compattezza e mentalità". E gente come Pandev, Balotelli e Snejider si sono inseriti subito nel modulo nerazzurro perché "i bravi giocatori non hanno bisogno di tempo per entrare negli schemi: arrivano, capiscono, anche con poche informazioni, e con il minimo lavoro, entrano subito nei meccanismi di una squadra".
Ma l'Inter, ha sottolineato il tecnico, guarda anche al domani: "Adesso è costituita da un gruppo più piccolo con i conseguenti rischi che potrebbero correre in caso di infortuni. Ma in questo momento stiamo preparando non solo il presente ma anche il futuro, con i giocatori giovani che abbiamo già in rosa". In Champions i nerazzurri affronteranno il Chelsea. Secondo Mourinho ci saranno "due momenti decisivi, il 24 febbraio e il 16 marzo, il giorno delle partite, dove la differenza la faranno infortuni e squalifiche da entrambe le parti".

martedì 26 gennaio 2010

RIDIAMOCI SOPRA : Vero o Falso ?

VERO O FALSO ?
(le soluzioni nel primo commento !)
1- Ronaldinho : " Vinciamo Derby e scudetto !!! "
2 - Sneijder : "Voglio segnare su punizione"

3 - Galliani : " Inter strafavorita ! "



4 - Zanetti : " Vinciamo noi ! "


5 - Borriello : " Milan, con me vinci "
6 - Gattuso : " Nuovo Milan , ma questa Inter fa paura.Firmerei per un pareggio ! "

7 - Milito : " Anche all’andata erano i favoriti ! "

8 -ForeverInter : " Ci siamo fatti la squadra dell'amore senza preservativo ( l'arbitro !)

lunedì 28 settembre 2009

A RUOTA LIBERA...Niente Champions per Sneijder, un'assenza 'tattica' non indifferente


Per quanto non sia ancora totalmente integrato nella nuova realtà nerazzurra e italiana, Wesley Sneijder sta diventando un punto di riferimento prezioso per l'Inter. Finora le sue prestazioni non sono state pari alle aspettative e alle qualità che gli vengono riconosciute, un ritardo di inserimento prevedibile per chi ha cambiato vita e ambiente calcistico a stagione in corso (l'olandese è diventato nerazzurro poco prima del derby di fine agosto). Senza contare qualche problemino fisico che lo ha perseguitato (basti pensare all'infortunio alla caviglia in nazionale o al colpo all'anca che lo costringe oggi a rimanere out). A Genova, al di là delle scelte tattiche di Mourinho, la sua assenza si è fatta sentire e non poco. La sua defezione ha convinto il tecnico portoghese a schierare subito il tridente, rinunciando al trequartista per non spremere troppo Stankovic. Una decisione 'obbligata' che alla fine non ha pagato affatto. In questo, Sneijder si rivela giocatore fondamentale: la sua presenza in campo definisce anche il modulo con cui l'Inter si presenta e consente a Mou di proporre il collaudato 4-3-1-2. Prima del suo arrivo a Milano lo Special One aveva ribadito più di una volta la necessità di avere un giocatore con le sue caratteristiche, oggi giustamente non ne farebbe mai a meno. Ma i contrattempi fisici non sono preventivabili e neanche a Kazan, contro il Rubin, l'olandese sarà della partita. Ciononostante i nerazzuri dovrebbero giocare con Stankovic nel ruolo di trequartista, anche perché il ritorno di Muntari permette di liberare il serbo da compiti di interdizione, lasciandolo solo a supporto delle due punte. Certo, Sneijder sarebbe stato l'ideale in quella posizione, ma il dolore non è ancora passato e il centrocampista guarderà Rubin-Inter in tv. La speranza è che l'ex Real Madrid possa ritornare disponibile già contro l'Udinese per la prossima di campionato, consentendo magari allo stesso Stankovic di rifiatare un po'. Tatticamente Sneijder garantisce un vantaggio non indifferente: è un numero dieci classico, che però sa anche coprire la sua zona andando in pressing sul portatore di palla. Il tutto, senza tuttavia sprecare energie inutilmente, ma solo quando la partita lo richiede. Inoltre, ha sempre in canna la giocata smarcante per le punte, è l'unico infatti che cerca sempre l'assist di prima, per sorprendere la retroguardia avversaria e pescare sul filo del fuorigioco Milito o Eto'o. Finora si è visto solo a sprazzi, ma in testa le idee non gli mancano. Non appena anche il piede risponderà a tempo, vedremo il vero Sneijder, per il quale l'Inter ha investito un bel pacco di milioni intavolando una trattativa infinita con le merengues.

giovedì 27 agosto 2009

INTERNEWS : Fumata bianca, Sneijder è un giocatore dell'Inter


La telenovela Sneijder si conclude attorno alle 19.20 di ieri quando trapela la decisione dell'orange. Sì, andrà all'Inter lasciando la Spagna e il Real Madrid. Dopo una lunga giornata di trattativa con due vertici alle 13.30 e alle 18 in cui si sono incontrati i protagonisti della vicenda, ossia il procuratore del giocatore Soren Lerby e i dirigenti del Real Madrid tra cui il ds Jorge Valdano, si è chiuso il tormentone di questi ultimi giorni di mercato. Il giocatore ha consegnato a un giornale olandese un curioso retroscena, ossia l'insistenza del tecnico lusitano Mourinho che tramite sms l'ho ha fatto recedere da ogni tentennamento. "Se sono venuto all'Inter - ha ammesso Sneijder - lo devo a Mourinho. Mi ha convinto a furia di sms. Il Real mi ha trattato male. Il tecnico mi ha detto che contava su di me, ma c'erano altre persone nel club che non contavano su di me ". Il trequartista olandese potrebbe esordire nel derby? Non è un'opzione da escludere.



Wesley Sneijder firmerà un quinquennale con la società di corso Vittorio Emanuele e percepirà 4 milioni di euro secondo le prime indiscrezioni. Totale costo dell'operazione? Quindici milioni di euro, Florentino Perez non ha voluto inserire i bonus per agevolare la chiusura della trattativa.

PROLOGO . Sneijder sembrava deciso a restare a Madrid, nonostante l'esplicita esclusione dalla rosa da parte del tecnico Manuel Pellegrini e l'assegnazione della sua maglia - addirittura - a Lassissa Diarra. Il prestigio del Real Madrid, la carriera di ola Hernandez (la sua fidanzata giornalista) e l'intenzine di rimanere in Spagna le motivazioni che avrebbero indotto l'olandese a tardare la chiusura della trattativa. Ma l'aspetto economico-finanziario della vicenda non ha rivestito un ruolo secondario. Sulla bilancia, insomma, avrà pesato non poco il fattore D per Sneijder che vestirà la prossima stagione il ruolo di trequartista. Titolare, apice alto di quel rombo che Mou - tra critiche e polemiche - pare intenzionato a sperimentare.