INTERNELCUORE TV

Torino-INTER 2-2
Visualizzazione post con etichetta Prisco P.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Prisco P.. Mostra tutti i post

lunedì 12 dicembre 2011

A RUOTA LIBERA...10 e ....Prisco !


E' quasi un rituale. Ricordarlo è sempre un piacere. L'Interista - con la I maiuscola, attenzione - in realtà lo fa molto spesso. Quando arriva il 12 di dicembre è come se venisse il suo giorno, quello che lo ha messo al mondo e poi lo ha riportato da dove era venuto. E' il giorno di Peppino Prisco, l'Avvocato che fu Alpino, ma che fu soprattutto l'incarnazione di quello che significa Inter. Peppino era semplicemente tutto: ironia, classe, eleganza, simpatia, bontà, onestà, semplicità, pulizia. Era il simbolo in terra dei nostri due colori, il nero e l'azzurro, del modo di fare dell'Interista in qualsiasi situazione.

Sapeva sorridere e far sorridere, sapeva farsi amare anche da chi magari l'Inter non la portava nel cuore, ma apprezzava l'immensità di un uomo infinito. Non basterebbero fiumi di parole per descrivere Peppino, una persona così bisogna semplicemente viverla. Quando si parla dell'Avvocato si fermano gli orologi, è una figura senza tempo. Quando a San Siro appare il suo volto, seguito dalle sue parole, scende un applauso che parte dal cuore di ogni tifoso, di ogni papà che magicamente racconta al proprio figlio chi era quel signore di Milano che ha reso immortale l'immagine dell'interismo in Italia, in Europa e nel Mondo. "Io ho cercato di servire sempre e solo l'Inter", ripeteva. Rideva del Milan e della Juventus, l'ironia mista alla classe erano le sue armi migliori che lo proiettano nel tempo lasciando indelebile il suo volto legato alla prima squadra di Milano.

Mai come ora vorremmo riavere Peppino tra di noi. Ha sofferto per i nostri colori e si è perso le gioie più belle, ma di certo avrebbe avuto tante parole di fiducia per chi adesso si getta facilmente nello sconforto. Naturalmente, parole pronunciate con il suo sorriso e la sua speranza. Aveva ragione, Peppino, a crederci. La sua rivincita l'ha avuta e in realtà l'ha potuta osservare da lassù, in una posizione privilegiata. Magari affianco a Giacinto, su una nuvola nerazzurra. Ci piace sognarlo così. Con gli occhi puntati sull'Inter, il cuore dei colori del cielo e della notte e il solito sorriso sulle labbra. Infinitamente Peppino.

domenica 12 dicembre 2010

Dedicato a Peppino Prisco....


Giuseppe Prisco, per tutti Peppino, di origini napoletane, nasce a Milano il 10 dicembre 1921.

A diciotto anni si arruola nel corpo degli alpini: durante la Seconda Guerra Mondiale combatte sul Fronte Russo come ufficiale della divisione Julia. Partecipa alla campagna di Russia: su un gruppo di 53 ufficiali sarà uno dei tre superstiti. Medaglia d'argento al valore militare, dalla fine della guerra sarà per lui sempre cara la periodica adunata delle "penne nere".

Si laurea in Giurisprudenza nel 1944 e viene iscritto all'Albo degli Avvocati il 10 maggio 1946. Sposato con Maria Irene, da lei avrà due figli: Luigi Maria e Anna Maria.

Principe del Foro di Milano, è stato a lungo uno dei più noti avvocati penalisti; per anni è stato presidente dell'Ordine degli Avvocati milanese.

Dal 1980 al 1982 è consigliere dell'istituto di credito Banco Ambrosiano Veneto.

Ma il grande pubblico lo ricorda soprattutto per esser stato uno dei più grandi ed emblematici tifosi interisti che la città meneghina abbia mai ospitato. Il suo nome è legato alla società calcistica dal 1963, anno in cui è diventato vicepresidente dell'Inter.

In oltre mezzo secolo di vita societaria Peppino Prisco, con brillante e intelligente cultura, e con frizzante ironia, è stato al fianco di cinque diversi presidenti: da Carlo Rinaldo Masseroni ("Guidava la società come un padre di famiglia, divenni segretario nonostante la sua diffidenza") ad Angelo Moratti ("Mi incaricò di fare il portavoce nei dopo-partita perché era stufo di pagare le multe di Herrera"), da Ivanoe Fraizzoli ("Un vero amico, in tribuna, avevamo i posti vicini, peccato non abbia avuto i trionfi che meritava") a Ernesto Pellegrini ("Mi onorava di considerarmi un fratello maggiore"), fino a Massimo Moratti ("L'erede legittimo alla presidenza").

Nel 1993 pubblica il libro "Pazzo per l'Inter. Un sogno lungo 62 anni".

Noto per la sua ironia pungente e il suo sorriso sarcastico, l'attore Teo Teocoli - notoriamente tifoso milanista - ne fa una spassosa imitazione, annoverandolo tra i suoi personaggi più riusciti, e i giornalisti sportivi fanno a gara per raccogliere le sue battute alla fine delle gare.

Il 9 dicembre 2001 appare in televisione, nella trasmissione Controcampo su Italia 1. Il giorno seguente, in occasione del suo ottantesimo compleanno, sul sito Internet di Ronaldo appare uno spiritoso messaggio in cui ringrazia "il Fenomeno" per avergli fatto il più bel regalo di compleanno, con il suo ritorno al gol dopo due anni di sofferenze ("Mi ricordi Peppino Meazza").

Due giorni dopo, il 12 dicembre 2001, alle 4 del mattino, muore a Milano a causa di un infarto.

Nel 2004 per rendere omaggio alla memoria dell'avvocato, l'Inter ha organizzato la I edizione del Premio Letterario "Peppino Prisco", dal cui brano vincitore è stata tratta ispirazione per la campagna abbonamenti F.C. Internazionale 2005/06.

Tra le sue battute più famose ricordiamo

"La gioia più grande? Scontata. Il Milan in B. E per ben due volte: una... a pagamento e una... gratis. Sono dell'idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui."

"La speranza per il futuro? Vorrei che chi mi incontra per strada mi gridi in faccia: "Peppino campione d'Italia". Sogno lo scudetto. E, visto che ci sono, anche il Milan di nuovo in serie B. Cosi mi vendico anche di Teo Teocoli. Uno bravo che mi imita bene e con simpatica correttezza. Mi mette di buon umore. Giacca da camera a parte."

"L'interista più simpatico? Giacinto Facchetti. Fece un gol al Napoli in mezzo alla nebbia e venne a cercarmi a bordo campo per abbracciarmi. Ci mise tre minuti per trovarmi.".

Di lui hanno detto:

"Un personaggio unico. Per l'Inter è davvero una grave perdita. L'avvocato incarnava quello che rappresenta questa squadra nel mondo del calcio. Era lui il vero primo tifoso nerazzurro. Sarà una mancanza importante". Giuseppe Bergomi

"L'umanità della persona era la cosa che colpiva più di tutte. Un uomo onesto, un appassionato, un supertifoso dell'Inter che, grazie alla sua simpatia e all'ironia, sapeva conquistare tutti. Sempre con la battuta pronta." Alessandro Altobelli

"Gli ero molto affezionato. Lo conoscevo da quando ero piccolo. Brillantissimo. Apparteneva a quel mondo di gente, intelligente, arguta, sempre spiritosa, capace di trovare l'ironia in ogni circostanza. Un dirigente che sapeva attirare l'attenzione anche dei tifosi delle altre squadre. D'altronde, le persone intelligenti e che amano la loro bandiera non possono non essere stimati dagli avversari, anche se spesso vengono contestati". Sandro Mazzola

martedì 17 novembre 2009

RIDIAMOCI SOPRA : 101motivi per odiare il milan e tifare l 'INTER...


Appuntamento lunedì mattina al bar. Per un cappuccio, un caffè e due chiacchiere sulle partite. Un rituale senza fine, al quale pochi tifosi riescono a rinunciare. Figuriamoci poi i tifosi accaniti di due opposte fazioni, che si ritrovano nella stessa città e negli stessi bar. Insieme a Dante Sebastio (giornalista sportivo) abbiamo ricordato quanti buoni motivi esistano per “odiare” il Milan (ben 101) e tifare l’Inter. Un ripasso dei bidoni della storia rossonera, le sceneggiate, i campioni venduti, le sconfitte brucianti e gli scandali, per avere sempre la risposta pronta quando il cugino attacca con lo sfottò. A rafforzare il tutto la consapevolezza di avere un Presidente che è un vero signore, la serie A nel nostro DNA e un dominio sugli ultimi campionati che non conosce rivali. Un libro, “101 motivi per odiare il Milan e tifare l’Inter” (Newton & Compton editore), che non può davvero mancare nella biblioteca di un nerazzurro doc…

Di che cosa è composto il DNA nerazzurro?
Sofferenza, passione, lealtà, onestà. Amala, pazza Inter amala, la gioia infinita che dura una vita…”.

101 motivi per “odiare” i cugini sono tanti: la top five dei 5 dogmi irrinunciabili del tifoso nerazzurro che vuole sfottere quello rossonero?
“Al primo posto la “magica serata” di Istanbul, una macchia che si porteranno dietro per sempre, come i due anni di B che metterei al secondo posto. Sul gradino più basso del podio la sceneggiata di Marsiglia, decisamente una brutta figura. In quarta posizione il coinvolgimento nei due scandali del calcio italiano, evidentemente è nel loro dna; al quinto il grande Giussy Farina, il presidente che trasformò Milanello in una vera e propria balera dove organizzare anche matrimoni. Giusto per arrotondare un po’…”.

5 buoni motivi per amare Mourinho.
“E’ un allenatore vincente, che non si nasconde dietro la squadra quando le cose non vanno bene. Credo, però, che la sua arma migliore sia l’astuzia: nei momenti di difficoltà cerca di far vivere serenamente il gruppo attirando tutte le critiche su di sé. Spiritoso, mai banale, coraggioso”

Inventa uno striscione che riassuma i concetti del tuo libro per il prossimo derby!
“Milano siamo noi…”.

Che cosa invidi al Milan?
“Le facce di Adriano Galliani…”.

Che cosa non avrà mai il Milan che l’Inter invece ha?
“Noi non siamo mai stati in B, mentre loro due volte: una a pagamento, l’altra gratis. Tanto per ricordare una delle massime dell’intramontabile Peppino Prisco”.

Il punto 92 del tuo libro recita: Perché Carlo Pellegatti non è neanche il peggiore. Scherzi a parte, quanto pesa il conflitto d’interessi nel mondo del calcio e quali programmi/giornali sono secondo te quelli più invasi dal fenomeno?
“Pellegatti è dichiaratamente rossonero e fa benissimo a essere di parte. Ma, da giornalista, mi devo augurare che l’informazione sia sempre corretta e coerente. Anche perché, oggi come oggi, la gente non ha più l’anello al naso, riesce a distinguere la realtà dalla presa per i fondelli”.

Una colonna sonora per l’andamento nerazzurro in campionato?
“La Cavalcata delle Valchirie di Wagner o, restando in ambito italiano, la Marcia Trionfale dell’Aida di Giuseppe Verdi”

E una per andare meglio in Champions?
Nessun dorma della Turandot di Giacomo Puccini”.

Peccato che l’annuncio di Galliani sulla riapertura degli abbonamenti a campionato in corso sia arrivato dopo che il libro era già uscito. L’avresti utilizzato come elemento?
“Perché, il 4-0 dell’ultimo derby? E la sconfitta casalinga in Champions con lo Zurigo, la stessa squadra che poi ne ha beccati 6 dal Marsiglia? E di Huntelaar, preferito a Luis Fabiano solo per risparmiare qualche milione di euro? E’ vero, l’olandese ha ancora qualche mese per dimostrare di non essere la fotocopia di Blisset, ma noi siamo qui, vigili e pronti a scrivere altri 101 motivi…”.