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Torino-INTER 2-2
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sabato 10 agosto 2013

A RUOTA LIBERA... Zanetti, 40 anni da bandiera



Javier Zanetti è arrivato al traguardo dei 40 anni. E ci è arrivato in una situazione vissuta poche volte in carriera: da infortunato. Proprio lui, l'indistruttibile, l'uomo d'acciaio, è fermo ai box dopo il gravissimo infortunio dello scorso 28 aprile.
Ma neanche la rottura del tendine d'Achille ha messo fine alla carriera della bandiera interista, che è già in attività per rientrare in campo. E in attesa di riannusare il profumo del rettangolo verde, il capitano dell'Inter può festeggiare il 40esimo compleanno.
Nato a Buenos Aires il 10 agosto 1973, a 22 anni (nel 1995) Zanetti arriva in Italia, voluto fortemente anche da colui che era da poco tempo presidente dell'Inter, Massimo Moratti. Tanto per avere un'idea della sua straordinaria longevità, il 5 giugno 1995 vennero presentati due nuovi acquisti dell'Inter: Javier Zanetti e Sebastian Rambert. Ebbene, quest'ultimo ha lasciato il calcio giocato già da 10 anni.
Il suo primo trofeo è stata la Coppa Uefa del 1998, vinta dopo la trionfale finale di Parigi contro la Lazio, nella quale segnò anche il gol del momentaneo 2-0.
Più lunga, invece, l'attesa per il primo scudetto, arrivato solo nel 2006, quando il titolo venne asegnato all'Inter dopo i noti fatti di Calciopoli. L'anno prima, sempre sotto la guida di Roberto Mancini, arrivarono le vittorie di Coppa Italia e Supercoppa Italiana.
Da lì iniziò una serie impressionante di successi in Italia fino all'apoteosi del Triplete mourinhiano del 2010: i nerazzurri interruppero un digiuno di 45 anni e, nella finale di Madrid, conquistarono la terza Champions League della loro storia.
E il primo ad alzare al cielo tutti i trofei dal 1999 in avanti è proprio lui, il capitano di mille battaglie, che è il secondo giocatore in assoluto per presenze in Serie A (845), alle spalle di un'altra leggenda del calcio milanese come Paolo Maldini.

giovedì 2 giugno 2011

PALLONATA in FACCIA : I coglioni sono sempre piú di due !!!


Vergognosa pagina Facebook creata per “inneggiare” alla morte della madre di Javier Zanetti. Lo squallido link, apparso più volte sul social network, recita un macabro: “Se ne va, la mamma di Zanetti se ne va…”.

Un episodio tristissimo di suo, assume contorni raccapriccianti a causa della terribile idea di persone insensibili e ignoranti. Il lutto ha colpito il capitano nerazzurro nelle ore successive la conquista della Coppa Italia. E’ arrivata la condanna di migliaia di persone per questo gesto assurdo e vigliacco; a mobilitarsi non solo i tifosi interisti. Infatti sono arrivate centinaia di segnalazioni che denunciavano questa brutta vicenda, affinchè si possa bloccare l'irrispettosa pagina. Zanetti è, universalmente, riconosciuto come un giocatore corretto e leale, un campione “trasversale” amato dai suoi tifosi e rispettato dagli avversari, ma indipendentemente dalla bravura o dalla spessore morale di un calciatore, nessuno merita un affronto simile.

Una mancanza di rispetto totale che offende la dignità umana, in primis quella dell’autore della pagina. Un gesto volgare e crudele, che esula dal mondo del calcio e invade la vita privata e i sentimenti del giocatore, che aveva definito la povera madre : “la persona più importante della mia vita”.

mercoledì 11 maggio 2011

A RUOTA LIBERA...10,100,1000 volte Zanetti !



Quella di stasera contro la Roma non sarà una partita come le altre per Javier Zanetti, non solo perchè in ballo c'è la qualificazione alla finale di Coppa Italia.

Per l'intramontabile capitano dell'Inter sarà infatti la partita numero 1000 in carriera, numero da record raggiunto in passato da grandi portieri come Shilton e Seaman, oltre che da Paolo Maldini, bandiera rossonera fermatasi a quota 1040.

Zanetti racconta la notte prima dell'esordio, nel 1992: "Ero a casa con papà (non c’erano i ritiri allora). Ero emozionato e dormii poco. Non ho dormito così poco fino alla finale di Madrid e io prima di giocare dormo sempre. Ringrazierò sempre mio padre, un muratore che ha fatto tanti sacrifici per me, la mamma Violetta e mio fratello che mi ha insegnato a dare valore alle cose".

"Vivo con serenità, mi godo ogni allenamento e ogni partita. Mi sento felice, ogni giorno che passa. Non penso a quando smetterò. E’ importante scegliere il momento giusto, capire quando sarà tempo. Spero di rimanere legato alla famiglia nerazzurra. Ma non farò l'allenatore", ha concluso parlando del suo futuro.

venerdì 4 giugno 2010

A RUOTA LIBERA...Un bellissimo viaggio : dal Barcellona a Madrid !





Un viaggio bellissimo, un percorso ad ostacoli durissimo quello che ha portato l’ Inter ad alzare nel fantastico scenario del “Santiago Bernabeu” di Madrid il trofeo per club più prestigioso d’ Europa: la Champions League. Quella coppa desiderata da ben 45 anni è finalmente arrivata, grazie al sapiente lavoro del mister Josè Mourinho, all’ umiltà di Eto’o, alla classe sopraffina di Sneijder, a quel meraviglioso giocatore che è Diego Milito, alla determinazione di Capitan Zanetti ed Esteban Cambiasso. E grazie a tanti altri eroi nerazzurri, che sono entrati di diritto nell’ olimpo del Calcio Mondiale.Chi avrebbe mai pensato quel 16 settembre 2009, giorno della prima sfida stagionale europea contro il plurititolato Barcellona di Guardiola, che l’ Inter sarebbe arrivata fin dove è arrivata? Forse in pochi ci credevano: la partita finì 0-0 con un possesso palla nettamente a favore dei Blaugrana e Nerazzurri in difficoltà a rincorrere le bocche da fuoco catalane. Chissà: forse era un segno del destino, il passaggio di consegne fra Barça e Inter. Ma il girone di Champions non prosegue bene: il 29 settembre si va in Russia, a Kazan, e arriva un magro pareggio per 1-1, che non fa presagire nulla di buono. Segnano Dominguez per il Rubin Kazan e Stankovic per gli uomini di Mourinho, e Balotelli si fa espellere. E circa tre settimane dopo, il 20 ottobre, altro deludente e soffertissimo pareggio, stavolta a San Siro contro i Campioni Ucraini della Dinamo Kiev: Schevchenko e company vanno in vantaggio per ben due volte, ma l’ Inter pareggia con i nervi, prima con Stankovic e poi con Samuel. Dopo queste prime tre partite, caratterizzate da altrettanti pareggi, sbagliare adesso sarebbe letale. Il 4 Novembre l’ Inter arriva a Kiev con l’ acqua alla gola: vincere o altrimenti sarà eliminazione. La truppa dello Special One va sotto dopo 20 minuti con un gol rocambolesco proprio di Schevchenko, colui che ha già fatto male più di una volta ai tifosi nerazzurri. Che ora vedono gli spettri di una clamorosa eliminazione. Ma quando sembra che tutto sia finito, ecco un’ altro capitolo della saga della Pazza Inter: al 41° del secondo tempo Milito pareggia e a un solo minuto dal termine Sneijder sigla un gol importantissimo, che fa risorgere l’ Inter. Forse la chiave di volta della Stagione Nerazzurra. Si va al “Camp Nou” il 24 Novembre: Barcellona-Inter 2-0, reti di Piquè e Pedro. Partita senza storia, ma nulla è compromesso. Basta una vittoria all’ ultima giornata contro il Rubin Kazan, il 9 Dicembre, con le firme di Eto’o e Balotelli, a sancire il passaggio agli ottavi di finale.Il sorteggio dell’ urna di Nyon mette di fronte all’ Inter il Chelsea di Carletto Ancelotti, una doppia sfida che si preannuncia durissima. E’ il 24 febbraio 2010, “San Siro” ribolle di passione, tutti vogliono spingere l’ Inter oltre il fatidico muro degli ottavi, che nel passato recente è stato invalicabile. 3 minuti e la partita si indirizza bene: Milito, con un dribbling su Terry, batte Cech e porta in vantaggio l’ Inter. Ma la partita è ancora lunghissima, il Chelsea preme, colpisce la traversa con un bolide terra-aria di Drogba e si rende pericoloso dalle parti di Julio Cesar. Il pari arriva nella ripresa con un gol di Kalou, aiutato da un’ incertezza di Julio Cesar. Ma questa è un’ altra Inter rispetto al passato: passano pochi minuti e il “Cuchu” Cambiasso scaraventa in rete con un tiro formidabile il gol del 2-1. Termina il match e l’ Inter sa che al ritorno, se il Chelsea vorrà passare, dovrà segnare per forza. Ma il gol che decide la qualificazione lo segna l’ Inter: è il 16 Marzo, Mourinho ritorna a “Stamford Bridge” presentandosi con un 4-2-3-1 da paura ed è Eto’o a reagalare ai Nerazzurri la qualificazione, meritata, ai quarti di finale.Ai quarti, è la volta del Cska Mosca: a “San Siro” il 31 Marzo ci pensa il solito Diego Milito a mettere le cose in chiaro, mentre a Mosca, il 6 aprile, un siluro di Sneijder permette all’ Inter di passare il turno con scioltezza e senza grosse preoccupazioni. Superato l’ ostacolo russo, in Semifinale l’ Inter potrà consumare la sua vendetta nei confronti del Barça.20 Aprile 2010: ancora una volta “San Siro” è straordinariamente pieno, tutti vogliono l’ impresa, l’ Inter può farcela. Il Barcellona arriva a Milano in pullman, per via delle ceneri del vulcano islandese, ma questo non sembra incidere: i blaugrana dopo 19 minuti passano in vantaggio con Pedro. L’ Inter non si perde d’ animo e con ferocia agonistica si getta in avanti alla ricerca del pari: dieci minuti bastano agli uomini dello Special One per rimettere in sesto i conti con Wesley Sneijder. Il “Meazza” si trasforma in una bolgia. Nella ripresa Maicon, al 3° minuto, dopo una meravigliosa sgroppata porta in vantaggio l’ Inter e al 16° Milito, autore di una prestazione superba, sigla il 3-1: è l’ apoteosi. Il Sogno può continuare, ma prima c’è da affrontare la bolgia del “Camp Nou” ad una settimana di distanza. I catalani vogliono la “Remuntada”, preparano magliettine intimidatorie, lanciano spot televisivi alquanto azzardati. Il 28 Aprile, il clima a Barcellona è infuocato: nel primo tempo, Thiago Motta si fa espellere, l’ Inter deve soffrire per circa un’ ora con un uomo in meno, davanti a 95000 tifosi blaugrana scatenati all’ inverosimile. Il gol di Piquè a cinque minuti dal termine del match farà vivere ai tifosi Nerazzurri attimi di paura, ma la solidità del Muro Interista davanti alla porta di Julio Cesar ha un qualcosa di epico. Bojan si vede annullare il possibile gol della qualificazione per la Finale di Madrid, i tifosi dell’ Inter, dopo aver rischiato un infarto, tirano un sospiro di sollievo. E al fischio finale è festa grande: è l’ Inter ad andare a Madrid il 22 Maggio. Gli uomini di Mourinho adesso sono gli eroi di Barcellona. E per entrare nella Leggenda, bisogna riempire l’ ultimo tassello: battere il Bayern Monaco ed alzare al cielo la Coppa dalle Grandi Orecchie.22 Maggio 2010, Stadio “Santiago Bernabeu”: l’ Inter e il Bayern Monaco possono entrambe firmare il “triplete”, impresa risucita a pochissime squadre nella storia del Calcio. Mai riuscita a nessuna squadra italiana. La vigilia è tutta per Mourinho: il suo addio all’ Inter dopo la Finale è ormai cosa certa, lui non fa nulla per nasconderlo; Van Gaal dall’ altra parte, critica il gioco, a suo dire, troppo difensivista del “Mago di Setubal”. E’ una serata per cuori forti, dalle mille emozioni e chi se non Diego Milito poteva decidere la partita più importante della storia recente dell’ Inter? Il “Principe” è immenso: una sua doppietta, al 35° del primo tempo e al 25° della ripresa, permette a Massimo Moratti di poter legare il suo nome indelebilmente a quello del Papà Angelo. E’ il passato che ritorna, è un’ altra Grande Inter, Capitan Zanetti può finalmente coronoare il sogno tanto inseguito, lui uomo dalle 700 battaglie, che corre per il campo come fosse un ragazzino. E’ la notte più lunga per il Popolo Nerazzurro, una notte che è già diventata Storia.
Giá ripensandoci a mente fredda dopo qualche giorno....proprio un viaggio bellissimo !!!

martedì 26 gennaio 2010

RIDIAMOCI SOPRA : Vero o Falso ?

VERO O FALSO ?
(le soluzioni nel primo commento !)
1- Ronaldinho : " Vinciamo Derby e scudetto !!! "
2 - Sneijder : "Voglio segnare su punizione"

3 - Galliani : " Inter strafavorita ! "



4 - Zanetti : " Vinciamo noi ! "


5 - Borriello : " Milan, con me vinci "
6 - Gattuso : " Nuovo Milan , ma questa Inter fa paura.Firmerei per un pareggio ! "

7 - Milito : " Anche all’andata erano i favoriti ! "

8 -ForeverInter : " Ci siamo fatti la squadra dell'amore senza preservativo ( l'arbitro !)

sabato 19 dicembre 2009

CHAMPION LEAGUE 2009/10 :Reazioni al sorteggio...

Ernesto Paolillo :
"Il Chelsea era un'avversaria che volevamo evitare, ma il sorteggio va accettato. Abbiamo tante motivazioni adesso, bella la sfida che si prospetterà tra Mourinho e la sua ex squadra. Può essere la volta buona per arrivare in fondo all'Europa che conta".

Luis Figo :
Non è un sorteggio sfortunato perchè in questo momento tutte le squadre qualificate sono forti, la nostra compresa. Oggettivamente il Chelsea è una squadra forte, ma abbiamo il vantaggio di avere Mourinho in panchina che conosce molto bene l'ambiente. L'Inter deve solo cercare di ripetere in C.L.quanto di buono sta facendo in Italia, dove continua a dominare il campionato di Serie A. Sono molto fiducioso
Ramiro Cordoba :
"Quando ho vinto cose importanti ho dovuto superare gli avversari migliori.Affrontare grandi squadre propone grandi stimoli e l'Inter sarà pronta ad affrontare la sfida nel giusto modo per cercare di arrivare il più avanti possibile, magari sino in fondo.È lo spirito della Uefa Champions League".
Javier Zanetti:
"Ci è toccato uno degli avversari più difficili, ma ce la giocheremo alla pari.Quella con il Chelsea è una sfida che esalta e che ci esalterà. Adesso pensiamo alle gare più vicine, a partire da quella di domenica in campionato con la Lazio, quando sarà il momento penseremo a un avversario forte, che rispettiamo, ma che in questo momento farà in nostri stessi ragionamenti, penserà che l'Inter è un avversario difficile e da rispettare.E già posso immaginare che tutto il popolo nerazzurro sarà lì, al nostro fianco, per vincere insieme"
Samuel Eto'o:
"Un avversario importante, certamente, ma dagli ottavi in poi, in sfide a eliminazione diretta, non c'è molta differenza tra una rivale e un altra. Ma, ribadisco, due mesi nel calcio sono tantissimi, possono cambiare tutto, la condizione dei singoli calciatori e quelli più in generale di una squadra. Se in passato potevo finire a Londra? Sono all'Inter, contento di esserci"
José Mourinho:
"Non ho molto da dire. Mancano più di due mesi, abbiamo tante partite da giocare prima delle gare di Champions. È la stessa storia di sempre: un avversario importante, difficile. Lo conosciamo, ci aspettiamo due partite equilibrate. Niente di particolare. Ok: è la mia squadra, sono i miei ex giocatori, i miei ex tifosi e il mio ex stadio. Niente di particolare"

mercoledì 29 luglio 2009

mercoledì 3 giugno 2009

MONDOINTER : Dedicato a : JAVIER ZANETTI , UNO di NOI !


Non c' é bisogno di molte parole per descrivere Javier Zanetti : un capitano mite, un uomo che onora la fascia che fu di Giacinto Facchetti, in campo e fuori dal campo, figlio di un muratore e muratore anche lui con il padre, da ragazzo.
Racconta sua moglie Paula che il giorno delle nozze si è allenato prima e dopo la cerimonia DELL'INTER NON SI FA A MENO, dirá lui !
È una forza inesauribile in campo, corre e recupera e riparte nell'Inter dalla stagione 1995/96, un esempio, non è un capitano che urla, è un capitano che corre e lavora.
Il suo impegno fuori dal calcio si concretizza attraverso la sua (e di sua moglie) Fundaciòn Pupi che assiste i bambini emarginati delle periferie argentine.
Ogni gagliardetto, ogni maglia degli avversari che incontra e dei suoi compagni di squadra, è requisita da Javier per la causa della fondazione, per le aste benefiche, per i bambini della sua terra che non hanno avuto la sua fortuna.

Che dire un grande uomo prima di tutto e un grande giocatore !

"L'Inter è casa mia e sento questo club come una famiglia. Ricordo ancora il mio primo giorno all'Inter: sono arrivato con un sacchetto di plastica con dentro le mie scarpe da calcio, ho attraversato la folla di tifosi che si chiedevano chi fossi, è da qui che è iniziata questa storia.Per uno straniero non è facile arrivare da un altro paese e ricevere subito l'affetto che ho ricevuto io e questo non lo dimenticherò mai. Per questo ho sempre detto che sarebbe stato difficile andare via dall'Inter anche se ho avuto delle possibilità per farlo, ho sempre pensato di voler rimanere perchè qui mi sentivo a casa e perchè con questa maglia volevo vincere. Il primo giorno che sono sceso in campo a San Siro, uno stadio nel quale sognavo di giocare, ho sentito subito tanti tifosi che cantavano il mio cognome, è stato molto bello...".